I tuoi occhi

Traumi oculari
Cataratta traumatica
Che cos’è?


Quali sono i traumi che la causano?
Gli eventi responsabili di una cataratta traumatica sono, nella maggior parte dei casi, traumi perforanti, ferite oculari, esposizione a calore intenso, radiazioni o sostanze chimiche. Chiaramente esistono dei soggetti più esposti al rischio di cataratta traumatica rispetto ad altri, a causa delle loro attività lavorative, sportive o semplicemente per lo stile di vita che conducono
Cosa fare?
Nel caso in cui si sia verificato un trauma agli occhi o al capo (soprattutto se l’impatto è stato abbastanza forte) e il soggetto avverta alterazioni della vista, è buona norma recarsi presso un pronto soccorso e sottoporsi a visita di controllo dall’oculista. Qualora le anomalie visive non dovessero manifestarsi subito, è bene tenere conto della possibilità che il cristallino possa comunque andare incontro ad opacizzazione come conseguenza del trauma subito in precedenza. I sintomi che si riscontrano più di frequente sono:
- annebbiamenti transitori o permanenti della vista;
- senso di abbagliamento nella visione controluce;
- aloni luminosi o colorati intorno alle luci puntiformi;
- difficoltà nel distinguere i colori;
- disturbi durante la guida notturna (aloni attorno alle luci, fari della macchine che abbagliano, ecc.);
- visione doppia;
- necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali (ad esempio per astigmatismo, miopia, ipermetropia);
- sensazione di bruciore e stanchezza oculare ovvero astenopia (talvolta).
Come si fa la diagnosi?
La presenza di una cataratta traumatica può essere sospettata subito dall’oculista, se si riferisce allo specialista la dinamica del trauma e i sintomi avvertiti. La visita classicamente avviene eseguendo prima una misurazione della vista, sia per lontano che per vicino, poi si ispeziona la parte anteriore dell’occhio con la lampada a fessura, si rileva la pressione oculare e infine si instillano le gocce di collirio midriatico. Una volta dilatata la pupilla, sarà più semplice osservare il cristallino e definire l’entità della cataratta e la localizzazione delle opacità della lente. Infine si esegue un controllo della retina.
Qual è la terapia?


Come si esegue l’intervento?
La metodica più moderna di estrazione della cataratta è la facoemulsificazione. Con questa tecnica la cataratta viene estratta utilizzando gli ultrasuoni per frammentare il cristallino all’interno dell’occhio e quindi aspirarlo attraverso un’incisione oggi molto piccola. Viene, inoltre, conservata la capsula posteriore del cristallino e al suo interno viene posizionata la IOL. L’impiego di un taglio molto piccolo consente di non utilizzare punti di sutura. L’occhio non risulta particolarmente traumatizzato e il recupero visivo è, in assenza di complicanze, estremamente rapido. Se, invece, il trauma è stato talmente violento da provocare la rottura della capsula del cristallino, è necessario intervenire con una certa urgenza rimuovendo il cristallino catarattoso e impiantando una lente intraoculare artificiale, con contemporanea rimozione del corpo vitreo ( vitrectomia ) qualora fosse necessario.
Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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Pagina pubblicata il 20 giugno 2013. Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2025
Ultima revisione scientifica: 14 aprile 2025


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