i tuoi occhi

Traumi oculari

Cosa sono i traumi oculari?

I traumi oculari rappresentano un evento piuttosto comune e interessano una delle parti più delicate del corpo umano. Nella maggior parte dei casi le lesioni sono di lieve entità e possono essere trattate senza ricovero ospedaliero, mentre i traumi più gravi sono fortunatamente meno frequenti. Questi eventi colpiscono soprattutto gli uomini di età compresa tra i 20 e i 40 anni, spesso durante attività lavorative, sportive, lavori di giardinaggio o fai-da-te. Nei bambini fino ai 14 anni, invece, il rischio è maggiore durante il gioco, mentre nelle donne molti incidenti si verificano in ambito domestico. Anche le persone anziane sono particolarmente esposte, poiché una caduta accidentale o legata a condizioni di salute può provocare lesioni oculari di notevole entità. Un’altra causa importante è rappresentata dagli incidenti stradali. In queste circostanze l’occhio può essere danneggiato dall’impatto con frammenti di vetro o metallo, oppure da un violento urto del volto contro il volante, soprattutto in assenza della cintura di sicurezza. Tali eventi possono causare anche fratture dell’orbita e altre lesioni complesse. I traumi oculari costituiscono una delle principali cause di perdita della vista da un occhio, con conseguenze che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Oltre alle ripercussioni fisiche, comportano spesso importanti effetti psicologici, sociali ed economici. Per questo motivo la prevenzione riveste un ruolo fondamentale, soprattutto nelle categorie più esposte. L’uso di adeguati dispositivi di protezione, come gli occhiali protettivi durante il lavoro, lo sport o le attività a rischio, rappresenta una delle misure più efficaci per ridurre il numero di incidenti. Secondo l’Accademia Americana di Oftalmologia (AAO), nei bambini e negli adolescenti oltre il 90% dei traumi oculari potrebbe essere evitato grazie all’impiego di protezioni oculari idonee.

Come si classificano i traumi oculari?

In linea generale si distinguono due grandi categorie: i traumi da impatto (contusivi) e i traumi penetranti o perforanti.

  • Traumi contusivi

I traumi contusivi si verificano quando una forza viene trasmessa al bulbo oculare senza che vi sia una ferita aperta. Possono essere diretti, quando l’oggetto colpisce l’occhio, oppure indiretti, quando il danno deriva da una violenta sollecitazione delle strutture circostanti o da un effetto di contraccolpo. Le conseguenze variano notevolmente in funzione dell’intensità dell’urto. Nei casi meno severi possono comparire emorragie sottocongiuntivali o abrasioni della superficie corneale, condizioni generalmente di modesta gravità. Nei traumi più importanti, invece, possono verificarsi lesioni interne che coinvolgono diverse strutture oculari. Tra le complicanze più frequenti vi sono le emorragie nella camera anteriore dell’occhio, che possono favorire l’insorgenza di un glaucoma secondario o provocare alterazioni della trasparenza corneale. Anche l’iride può subire danni, come la rottura dello sfintere pupillare, con conseguenti fenomeni di abbagliamento e difficoltà di messa a fuoco, oppure il suo distacco parziale dalla sede naturale, situazione che può causare deformazione della pupilla o visione doppia. Il trauma può inoltre compromettere il cristallino, provocandone uno spostamento parziale o completo, e determinare emorragie all’interno del corpo vitreo. A livello retinico possono comparire condizioni quali edema traumatico della retina (noto come edema di Berlin), emorragie maculari, lacerazioni della coroide o lesioni periferiche della retina fino ad un eventuale distacco. Proprio i traumi oculari rappresentano una delle principali cause di distacco di retina nelle persone giovani. In molti casi, soprattutto in seguito a violente aggressioni o a incidenti significativi, il trauma non coinvolge soltanto il bulbo ma anche le strutture ossee che lo circondano. Le fratture dell’orbita possono intrappolare i muscoli oculari e provocare limitazione dei movimenti del gl con conseguente comparsa di diplopia, ossia la percezione di immagini doppie. La manifestazione più grave dei traumi contusivi è rappresentata dalla rottura del bulbo oculare, evento che può compromettere definitivamente l’integrità anatomica e funzionale dell’occhio.

  • Traumi perforanti

I traumi perforanti o penetranti sono caratterizzati dalla presenza di una soluzione di continuo della parete oculare. La gravità può essere estremamente variabile: da piccole ferite localizzate fino a lesioni estese che alterano profondamente l’anatomia del bulbo. Le strutture maggiormente coinvolte possono essere la cornea, la sclera e il corpo ciliare. Nei casi più severi può verificarsi la fuoriuscita di tessuti interni, come il prolasso dell’iride, oppure svilupparsi una cataratta traumatica dovuta al danneggiamento del cristallino. Tra le complicanze possibili figurano inoltre emorragie vitreali, infezioni intraoculari gravi come l’endoftalmite e il distacco di retina.

Quali sono le cause?

Le cause dei traumi oculari sono numerose. Tra le più frequenti vi sono gli impatti accidentali durante l’attività sportiva, in particolare quelli provocati da palloni lanciati ad alta velocità. Anche le aggressioni possono determinare lesioni gravi, soprattutto quando vengono utilizzati oggetti contundenti o frammenti di vetro. Le cadute rappresentano un’altra causa importante, soprattutto nella popolazione anziana, nella quale la maggiore fragilità fisica aumenta il rischio di conseguenze significative. Non sono rari neppure gli incidenti domestici provocati dal contatto con rami, foglie, molle, utensili o schegge metalliche. Periodi festivi come il Capodanno sono tradizionalmente associati a un aumento degli infortuni oculari a causa dell’utilizzo improprio di petardi e fuochi d’artificio. Anche il semplice gesto di stappare una bottiglia di spumante può provocare traumi severi qualora il tappo venga proiettato accidentalmente verso il volto. Infine, gli incidenti stradali possono essere responsabili di lesioni oculari particolarmente gravi, soprattutto quando si verificano impatti contro il volante o quando frammenti di vetro e metallo raggiungono l’occhio. In tali circostanze possono associarsi fratture delle pareti orbitarie e danni estesi alle strutture oculari interne. In presenza di qualsiasi trauma oculare, anche apparentemente lieve, è fondamentale sottoporsi rapidamente a una valutazione specialistica oftalmologica.

Quanto sono diffusi?

I traumi oculari rappresentano una delle lesioni più frequenti che possono interessare il corpo umano. Dopo mani e piedi, infatti, gli occhi sono tra le strutture anatomiche maggiormente esposte agli incidenti domestici, lavorativi, sportivi e stradali. Nella maggior parte dei casi le lesioni sono di lieve entità e possono essere trattate senza necessità di ricovero ospedaliero. Tuttavia, non bisogna sottovalutare queste condizioni, poiché anche traumi apparentemente modesti possono lasciare conseguenze permanenti sulla funzione visiva. La gravità delle conseguenze dipende dal tipo di lesione e dalle strutture oculari coinvolte. I danni più severi si osservano nei traumi a bulbo aperto, come le rotture del bulbo oculare, le ferite penetranti e le lesioni associate alla presenza di corpi estranei all’interno dell’occhio. In queste circostanze il rischio di una perdita visiva significativa è elevato e la prognosi può risultare particolarmente sfavorevole nonostante le cure specialistiche. Un’attenzione particolare merita l’età pediatrica. La riduzione della vista in un bambino, soprattutto se interessa un solo occhio e non viene riconosciuta tempestivamente, può interferire con il normale sviluppo visivo e avere ripercussioni sul processo di apprendimento, sulla coordinazione motoria, sull’equilibrio e sulla percezione dello spazio. La vista svolge infatti un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo e nella capacità di interagire con l’ambiente circostante. Le conseguenze dei traumi oculari possono essere molto variabili, si va da lesioni banali e destinate a risolversi senza esiti a situazioni in cui la compromissione visiva può essere tale da determinare una grave disabilità o addirittura la cecità dell’occhio colpito. Per questi motivi i traumi oculari rappresentano ancora oggi una delle principali cause di perdita visiva monoculare, soprattutto nelle fasce di popolazione più giovani e attive. Le ripercussioni non sono soltanto di natura sanitaria, ma coinvolgono anche aspetti psicologici, sociali ed economici, influenzando la qualità della vita della persona e della sua famiglia. La prevenzione riveste quindi un ruolo essenziale. L’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione durante le attività lavorative e sportive, l’adozione di misure di sicurezza negli ambienti domestici e una corretta educazione ai comportamenti a rischio possono ridurre significativamente l’incidenza di queste lesioni.

Diagnosi dei traumi oculari

In presenza di un trauma all’occhio è fondamentale sottoporsi il prima possibile a una valutazione oftalmologica, soprattutto quando l’impatto è stato particolarmente violento o quando si manifestano sintomi come dolore, riduzione della vista, visione doppia, lampi luminosi o comparsa improvvisa di macchie nel campo visivo. Non sempre le lesioni oculari provocano segni evidenti immediatamente dopo l’evento traumatico. Alcuni danni, in particolare quelli che interessano la retina o altre strutture profonde dell’occhio, possono infatti passare inizialmente inosservati e manifestarsi solo nelle ore o nei giorni successivi. Una diagnosi tempestiva consente di individuare precocemente eventuali complicanze e di instaurare il trattamento più appropriato, aumentando le probabilità di un recupero completo. La valutazione specialistica inizia con una raccolta accurata della storia clinica e delle modalità con cui si è verificato il trauma, informazioni indispensabili per orientare correttamente gli accertamenti. Successivamente vengono eseguiti diversi esami finalizzati a verificare l’integrità delle strutture oculari e la funzione visiva. Tra i controlli di routine rientrano la misurazione dell’acuità visiva, l’esame dei movimenti oculari, la valutazione delle risposte pupillari e la ricerca di eventuali corpi estranei presenti all’interno o sulla superficie dell’occhio. Viene inoltre misurata la pressione intraoculare e si procede all’osservazione dettagliata del segmento anteriore dell’occhio mediante lampada a fessura. Un passaggio fondamentale dell’esame consiste nell’osservazione del fondo oculare dopo dilatazione farmacologica della pupilla, procedura che permette di valutare accuratamente retina, macula, coroide e nervo ottico, individuando eventuali emorragie, lacerazioni o segni di distacco retinico. In base al quadro clinico possono essere richiesti ulteriori approfondimenti diagnostici. Tra questi assumono particolare importanza l’esame del campo visivo, utile per identificare eventuali alterazioni funzionali della retina o del nervo ottico, e la tomografia a coerenza ottica (OCT), che consente di ottenere immagini ad alta definizione della retina e della macula, evidenziando con precisione edema, emorragie o altre lesioni traumatiche non sempre rilevabili con il solo esame clinico. Una valutazione completa e tempestiva rappresenta quindi il presupposto indispensabile per riconoscere precocemente eventuali danni oculari e preservare nel tempo la migliore funzione visiva possibile.

Prevenzione dei traumi oculari

La protezione degli occhi riveste un ruolo fondamentale sia nella vita quotidiana sia durante attività lavorative, sportive e ricreative. Quando si svolgono attività che prevedono l’impiego di strumenti taglienti, appuntiti o in grado di generare frammenti e schegge, è essenziale indossare occhiali o visiere di sicurezza certificati. Questi dispositivi costituiscono una barriera efficace contro possibili lesioni provocate da corpi estranei proiettati ad alta velocità. Anche la sicurezza stradale contribuisce in modo significativo alla prevenzione delle lesioni oculari. L’utilizzo corretto della cintura di sicurezza riduce il rischio di urti violenti del volto contro le strutture interne del veicolo in caso di incidente. Allo stesso modo, il rispetto dei limiti di velocità e delle norme di circolazione diminuisce la probabilità di eventi traumatici potenzialmente gravi. Particolare attenzione deve essere riservata alle persone anziane o a coloro che presentano difficoltà di equilibrio e di deambulazione. In queste situazioni è opportuno evitare spostamenti rischiosi e richiedere assistenza quando necessario, al fine di ridurre il pericolo di cadute che potrebbero coinvolgere l’occhio. La prevenzione assume inoltre un’importanza fondamentale in età pediatrica. I bambini, spesso inconsapevoli dei pericoli, dovrebbero essere costantemente sorvegliati quando utilizzano giochi o oggetti che potrebbero colpire accidentalmente gli occhi. Occorre prestare particolare attenzione a giocattoli dotati di parti elastiche, molle o componenti appuntite, verificando sempre che siano adeguati all’età del bambino e conformi alle norme di sicurezza. Anche l’attività sportiva richiede specifiche misure preventive. Le discipline che prevedono contatti fisici tra gli atleti o l’utilizzo di palloni, racchette, bastoni e altri attrezzi presentano un rischio maggiore di lesioni oculari. In questi casi, l’impiego di protezioni dedicate può ridurre significativamente la probabilità di danno. Gli sport di combattimento, così come discipline tipo calcio, tennis, baseball e basket, sono associati a un’incidenza relativamente elevata di traumi oculari dovuti a impatti accidentali. Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti – pubblicato nel 2016 su Jama Ophthalmology– tra gli sport praticati negli Usa quelli più pericolosi per gli occhi sono il basket, il baseball e il tiro a segno con pistole ad aria compressa. [Vedi anche: Collins CL, Chounthirath T, Smith AG, “Pediatric Sports and Recreation-Related Eye Injuries Treated in US Emergency Departments”, [Pediatrics, 2018, doi: 10.1542/peds.2017-3038]]

È importante dunque ripetere che la maggior parte delle lesioni oculari può essere evitata attraverso semplici accorgimenti comportamentali, una corretta educazione alla sicurezza e l’utilizzo sistematico dei dispositivi di protezione individuale quando richiesto. La prevenzione rappresenta infatti lo strumento più efficace per preservare l’integrità dell’apparato visivo ed evitare conseguenze che, nei casi più gravi, possono compromettere in modo permanente la funzione visiva.

Come mi devo comportare se ho subito un colpo all’occhio?

Qualsiasi trauma che coinvolga l’occhio, anche quando apparentemente lieve, merita attenzione e una valutazione specialistica nel più breve tempo possibile. In seguito a un urto, a una contusione o a un incidente, infatti, possono essere presenti lesioni interne non immediatamente visibili, ma in grado di compromettere la salute dell’occhio e la qualità della vista. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi rapidamente a un oculista o, nei casi più significativi, a un pronto soccorso con competenze oftalmologiche. Non sempre un danno oculare provoca sintomi evidenti fin dai primi momenti. Alcune alterazioni possono manifestarsi dopo ore o addirittura giorni dal trauma. Una visita tempestiva consente di individuare precocemente eventuali lesioni delle strutture oculari e di iniziare le cure più appropriate, aumentando le possibilità di un recupero completo. Particolare attenzione deve essere prestata ai traumi della cornea, come abrasioni, graffi o ferite superficiali. Sensazione di corpo estraneo, bruciore, lacrimazione intensa, fastidio alla luce o dolore non devono essere trascurati. In assenza di un trattamento adeguato, soprattutto quando la lesione è estesa o profonda, può verificarsi un’infezione che rallenta la guarigione e aumenta il rischio di complicanze. Anche il contatto accidentale con sostanze chimiche o irritanti rappresenta un’emergenza oculistica. In queste situazioni è fondamentale intervenire immediatamente irrigando abbondantemente l’occhio con acqua corrente fresca per diversi minuti, cercando di eliminare ogni residuo della sostanza responsabile. Dopo il lavaggio è necessario sottoporsi quanto prima a una valutazione specialistica, poiché alcuni prodotti possono causare danni anche gravi alle strutture oculari. Un segnale che richiede sempre un controllo urgente è qualsiasi modifica della funzione visiva successiva a un trauma. Visione offuscata, riduzione dell’acuità visiva, comparsa di macchie scure, lampi luminosi, immagini distorte o difficoltà nella percezione dei dettagli non devono mai essere sottovalutati, anche se l’occhio appare esternamente normale. Questi sintomi possono indicare la presenza di lesioni interne che richiedono un trattamento tempestivo.La terapia varia in base al tipo e alla gravità del danno riscontrato.

In conclusione, dopo qualsiasi trauma oculare è sempre preferibile non affidarsi all’attesa sperando in una risoluzione spontanea del problema. Una valutazione oculistica precoce rappresenta il modo migliore per accertare l’assenza di danni significativi, proteggere la vista e ridurre il rischio di conseguenze permanenti.

Con un bambino piccolo come bisogna comportarsi?

Quando si parla di traumi oculari in età pediatrica, come già accennato in precedenza, la prevenzione assume un’importanza ancora maggiore. I bambini, soprattutto nei primi anni di vita, sono particolarmente esposti al rischio di incidenti perché tendono a esplorare l’ambiente circostante senza avere piena consapevolezza dei pericoli. Per questo motivo è fondamentale che gli adulti vigilino costantemente e adottino adeguate misure di sicurezza all’interno della casa e negli spazi dedicati al gioco. È consigliabile tenere fuori dalla portata dei più piccoli oggetti appuntiti, taglienti o potenzialmente pericolosi, come forbici, coltelli, utensili e giocattoli non adatti alla loro età. Particolare attenzione deve essere riservata anche ai prodotti chimici domestici, quali detergenti, candeggina, solventi e sostanze corrosive, che possono causare gravi danni oculari in caso di contatto accidentale. Conservare questi materiali in luoghi sicuri e non accessibili rappresenta una delle più efficaci strategie di prevenzione. La valutazione dei traumi oculari nei bambini può risultare più complessa rispetto agli adulti. I piccoli pazienti, infatti, spesso non riescono a descrivere con precisione ciò che provano né a riferire correttamente eventuali alterazioni della vista. Al contrario, la paura e lo spavento possono indurli a piangere o lamentarsi a lungo anche in presenza di lesioni modeste. Questa difficoltà nel riconoscere la reale entità del problema rende particolarmente importante un atteggiamento prudente da parte dei genitori. Dopo qualsiasi incidente che coinvolga l’occhio, anche se apparentemente banale, è opportuno osservare attentamente il bambino e rivolgersi senza esitazione a un oculista in presenza di sintomi come arrossamento persistente, lacrimazione abbondante, dolore, fastidio alla luce, gonfiore delle palpebre o cambiamenti nel comportamento visivo. In molti casi soltanto una visita specialistica è in grado di escludere con certezza la presenza di lesioni che potrebbero passare inosservate a un semplice esame domestico.

È passato il dolore dopo una botta all’occhio: devo preoccuparmi?

Dopo un trauma oculare è normale chiedersi se la scomparsa del dolore sia sufficiente per escludere conseguenze importanti. In realtà, la risposta dipende soprattutto dall’entità dell’impatto e dai sintomi comparsi immediatamente dopo l’incidente. Se l’urto è stato di lieve intensità, il fastidio è rimasto limitato alla zona colpita, non si sono verificati disturbi visivi e all’esterno si osservano soltanto un modesto arrossamento o un leggero gonfiore delle palpebre o dell’area perioculare, è probabile che non si siano verificati danni significativi alle strutture interne dell’occhio. In queste situazioni il dolore tende generalmente a regredire spontaneamente nel giro di poche ore o di alcuni giorni senza lasciare conseguenze. Diverso è il caso di un trauma più energico. Anche quando il dolore diminuisce o scompare, alcune lesioni oculari possono inizialmente passare inosservate e manifestarsi soltanto successivamente. Per questo motivo è importante prestare attenzione alla comparsa di segnali come visione offuscata, riduzione dell’acuità visiva, comparsa di macchie scure, lampi luminosi, immagini distorte, sensibilità alla luce, mal di testa persistente o sensazione di pressione all’interno dell’occhio. In presenza di uno o più di questi sintomi, oppure quando il colpo è stato particolarmente violento, è consigliabile sottoporsi quanto prima a una visita oculistica, anche se il dolore si è attenuato. Solo un esame specialistico è infatti in grado di verificare l’assenza di lesioni che potrebbero interessare strutture profonde dell’occhio, come la retina, il cristallino, l’iride o altre componenti interne. Particolare urgenza richiedono i traumi associati al contatto con sostanze chimiche irritanti o corrosive. In questi casi bisogna irrigare immediatamente l’occhio con abbondante acqua corrente per diversi minuti e rivolgersi senza ritardo a una struttura sanitaria, poiché alcuni agenti chimici possono causare danni gravi anche quando il dolore iniziale sembra ridursi rapidamente. In conclusione, la scomparsa del dolore dopo una contusione oculare è certamente un segnale rassicurante, ma non garantisce da sola che l’occhio non abbia subito danni. Se l’urto è stato modesto e la vista è rimasta perfettamente normale, il rischio di complicazioni è generalmente basso. Se invece il trauma è stato significativo o si verifica qualsiasi alterazione della funzione visiva, è prudente richiedere una valutazione specialistica.

Trattamento dei dati oculari

La gestione di un trauma oculare varia in base alla natura della lesione, alla sua gravità e alle strutture dell’occhio coinvolte. Nei casi più lievi, come piccole abrasioni corneali o contusioni superficiali, può essere sufficiente una terapia conservativa basata sull’utilizzo di colliri o pomate antibiotiche per prevenire infezioni, associati, quando necessario, a farmaci antinfiammatori e lubrificanti per favorire la guarigione dei tessuti oculari. In alcune situazioni il medico può inoltre decidere di proteggere temporaneamente l’occhio mediante una medicazione specifica con bendaggio. Quando il trauma è associato alla presenza di un corpo estraneo, è importante procedere alla sua rimozione nel più breve tempo possibile. La permanenza di materiale all’interno o sulla superficie dell’occhio può infatti provocare infiammazione, infezioni, cicatrici corneali e, nei casi più gravi, danni permanenti alla funzione visiva. Le lesioni di maggiore entità richiedono invece interventi specialistici più complessi. Alcune alterazioni possono essere trattate mediante procedure parachirurgiche, come il laser utilizzato per riparare determinate lesioni retiniche o per prevenire l’evoluzione di alcune complicanze traumatiche. Nei casi più severi, quali perforazioni oculari, distacchi di retina, emorragie interne o gravi danni alle strutture del bulbo oculare, può rendersi necessario un intervento chirurgico urgente per preservare l’integrità dell’occhio e, quando possibile, recuperare la funzione visiva. La prognosi dipende in larga misura dalla rapidità con cui il paziente riceve assistenza oculistica. Un trattamento precoce permette spesso di limitare i danni e migliorare sensibilmente le possibilità di recupero, mentre ritardi nella diagnosi o nelle cure possono aumentare il rischio di complicazioni permanenti. Ogni trauma oculare deve essere valutato con attenzione: anche una lesione apparentemente modesta può nascondere problematiche che richiedono cure specifiche. Un intervento tempestivo rappresenta il fattore più importante per tutelare la salute dell’occhio e preservare la capacità visiva nel lungo periodo.

Bibliografia essenziale:

  • Cruciani et al., “I traumi oculari contusivi e perforanti“, Oftalmologia Sociale, n. 3 del 2012, pp. 25-33
  • R. Frezzotti e R. Guerra, “Oftalmologia essenziale”, Casa Editrice Ambrosiana (II ediz.), Milano, 2006
  • Haring RS, Sheffield ID, Canner JK, Schneider EB, “Epidemiology of Sports-Related Eye Injuries in the United States”, JAMA Ophthalmol. Published online November 3, 2016. doi:10.1001/jamaophthalmol.2016.4253