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Traumi oculari

Danni corneali

Quando si verificano?

La cornea è la calotta trasparente che ricopre l'iride

 

 

 

Per danni corneali s’intendono tutte quelle alterazioni che interessano la cornea, la struttura trasparente situata nella parte anteriore dell’occhio. La cornea svolge un ruolo fondamentale nel processo visivo, poiché permette il passaggio della luce e contribuisce in modo determinante alla sua corretta focalizzazione sulla retina. Quando la cornea subisce danni, infiammazioni o modificazioni della sua forma e trasparenza, la qualità della visione può ridursi, provocando diversi disturbi oculari e sintomi di varia entità. Tra le cause più frequenti di danno della cornea vi sono i traumi. La sua posizione anteriore e prominente la rende particolarmente vulnerabile a lesioni. Fortunatamente, il nostro occhio dispone di una protezione naturale: le palpebre. Esse si chiudono istantaneamente non solo in risposta a un contatto diretto, ma anche per anticipare un pericolo grazie al riflesso di ammiccamento. 

Da cosa sono provocati?

Scheggia penetrata nella cornea (Fonte: www.savesightsociety.org.nz)

 

 

 

Il danno corneale rappresenta una condizione relativamente frequente e può manifestarsi con conseguenze di diversa gravità, a seconda dell’entità della lesione e della causa che l’ha determinata. Le alterazioni della cornea possono infatti derivare da numerosi fattori. Tra le cause più comuni vi sono: 

  • le abrasioni corneali, ovvero lesioni superficiali provocate da graffi sulla superficie dell’occhio; 
  • l’esposizione a sostanze chimiche irritanti; 
  • l’uso scorretto o prolungato delle lenti a contatto, che può compromettere l’integrità della cornea e favorire l’insorgenza di complicanze; 
  • i traumi meccanici (da corpo contundente, corpo penetrante e corpo estraneo). Le lesioni traumatiche possono verificarsi in seguito all’impatto diretto di oggetti di varia natura, come ramoscelli, frammenti di materiale o persino fogli di carta. L’ingresso di corpi estranei, quali polvere, sabbia o altre particelle, può provocare irritazione e lesioni, soprattutto quando questi rimangono intrappolati sotto la palpebra; 
  • i traumi chimici (come liquidi irritanti o corrosivi che possono venire in contatto con gli occhi durante molte lavorazioni industriali, soprattutto se non vengono rispettate le norme di sicurezza, ad esempio l’impiego di occhiali e maschere); 
  • lo sfregamento energico e ripetuto degli occhi, che può determinare microtraumi della superficie corneale; 
  • l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti; 
  • le infezioni di origine virale, batterica o fungina.   

Determinate categorie professionali, tra cui agricoltori, operai edili e falegnami, risultano maggiormente esposte al rischio di traumi corneali a causa dell’ambiente di lavoro e della frequente presenza di materiali o particelle potenzialmente lesive. Anche la secchezza oculare, favorita da condizioni ambientali come vento e bassa umidità o da specifiche alterazioni della superficie oculare, può contribuire allo sviluppo di danni corneali. Nella maggior parte dei casi, queste condizioni possono essere trattate efficacemente senza lasciare conseguenze permanenti. Tuttavia, una diagnosi tardiva o una gestione inadeguata possono favorire l’insorgenza di complicanze più serie, tra cui cheratiti e ulcere corneali, che possono compromettere in modo significativo la funzione visiva. 

Quali sono i sintomi?

Le lesioni della cornea possono manifestarsi attraverso una serie di sintomi piuttosto comuni, che molte persone hanno sperimentato almeno una volta nel corso della vita. Tra le manifestazioni più frequenti vi sono la visione offuscata, il dolore oculare di lieve o moderata intensità, il prurito e una fastidiosa sensazione di corpo estraneo all’interno dell’occhio. Altri sintomi caratteristici comprendono l’aumentata sensibilità alla luce (fotofobia), la lacrimazione eccessiva, l’arrossamento dell’occhio e il gonfiore delle palpebre. In alcuni casi possono comparire anche mal di testa, alterazioni della vista e blefarospasmo, ovvero una contrazione involontaria dei muscoli delle palpebre che rende difficile mantenere gli occhi aperti. Spesso il paziente è in grado di identificare la possibile causa del disturbo, soprattutto quando i sintomi compaiono immediatamente dopo l’ingresso di un corpo estraneo nell’occhio o in seguito al contatto con sostanze chimiche irritanti. Nel caso in cui sia presente un corpo estraneo, è importante evitare qualsiasi tentativo di rimozione autonoma, poiché manovre improprie potrebbero aggravare la lesione corneale o provocare ulteriori danni ai tessuti oculari. È pertanto consigliabile rivolgersi tempestivamente a un pronto soccorso oculistico dove l’estrazione potrà essere effettuata correttamente. Se invece l’occhio è stato esposto a una sostanza chimica, il primo intervento consiste nel lavaggio immediato e prolungato con abbondante acqua corrente, al fine di ridurre il tempo di contatto dell’agente irritante con la superficie oculare. Successivamente è necessario sottoporsi a una valutazione specialistica urgente, così da accertare l’entità del danno ed eventualmente instaurare il trattamento più appropriato. 

Se ho subito un graffio sulla superficie dell’occhio che devo fare?

In situazioni di questo tipo, è sempre consigliabile rivolgersi tempestivamente a un oculista, preferibilmente recandosi a un pronto soccorso specializzato in oftalmologia. Il trattamento di scelta prevede generalmente l’applicazione di una pomata antibiotica locale, accompagnata da un bendaggio dell’occhio per un periodo di almeno due o tre giorni, così da proteggere la cornea e favorirne la guarigione. Se il dolore risulta particolarmente fastidioso, è possibile ricorrere a farmaci antinfiammatori non steroidei da assumere per via orale, ma soltanto dopo aver ricevuto il parere di un medico, per garantire un utilizzo sicuro e appropriato. 

Quali effetti possono avere i graffi corneali, ad esempio un’unghiata?

Graffio corneale evidenziato con fluorescina

 

 

 

In alcuni casi possono verificarsi le cosiddette “erosioni recidivanti” della cornea, tipiche degli occhi che in passato hanno subito un’abrasione improvvisa e lineare, come quella provocata da un’unghiata o da un semplice foglio di carta. In seguito al trauma, l’epitelio corneale subisce una lesione che spesso guarisce rapidamente, senza lasciare tracce evidenti del danno. Tuttavia, dopo un intervallo di tempo che può variare da pochi giorni fino a diversi mesi, i sintomi possono ripresentarsi all’improvviso, anche senza un motivo apparente. In molti casi la cornea si rimargina velocemente, ma le recidive possono ripetersi periodicamente, rendendo necessario un monitoraggio attento e talvolta un trattamento preventivo. 

 Perché si verificano?

È stato dimostrato che il difetto anatomico di queste lesioni è dovuto a un’alterata coesione dello strato corneale superficiale agli strati sottostanti della cornea stessa.

In questi casi cosa è opportuno fare?

Per gestire le erosioni recidivanti della cornea, è spesso consigliato l’uso frequente di lacrime artificiali, e, se necessario, di gel lubrificanti da applicare durante la notte. Quando il disturbo persiste, può essere utile ricorrere a una lente a contatto terapeutica, sempre sotto la supervisione di un medico oculista. Questo tipo di lente protegge l’epitelio corneale dai microtraumi che possono essere causati dal movimento delle palpebre durante gli ammiccamenti. Nei casi più resistenti, esiste anche la possibilità di intervenire con la cheratectomia fototerapeutica, nota come PTK. Si tratta di una tecnica che permette di rimuovere selettivamente il tessuto corneale alterato, ripristinando la sua trasparenza e regolarità e migliorando la stabilità dell’epitelio. 

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Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus 
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Ultima revisione scientifica: 5 giugno 2026.

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