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Piccoli indizi nelle lacrime: segnali preziosi per cervello e occhi 

Le lacrime non servono solo a proteggere e lubrificare gli occhi. Si tratta di un fluido apparentemente semplice, spesso associato alle emozioni o a piccoli fastidi oculari, ma in realtà molto complesso dal punto di vista biologico. 

Infatti, sempre più ricerche dimostrano che le lacrime possono diventare una vera e propria “finestra” sulla salute dell’organismo, e offrire informazioni preziose non solo sulle malattie oculari, ma anche su quelle di altri distretti del corpo. 

Come sono fatte le lacrime 

Per capire perché questo fluido sia così importante, è utile partire dalla sua composizione. Non si tratta solo di acqua: al suo interno si trova un equilibrio raffinato di sostanze che lavorano insieme per proteggere e mantenere in salute la superficie oculare. Oltre alla componente acquosa, infatti, le lacrime contengono proteine, enzimi con funzione difensiva, lipidi che limitano l’evaporazione e mucine che aiutano il film lacrimale ad aderire uniformemente all’occhio. 

Questa struttura complessa è fondamentale per garantire una visione nitida e per difendere l’occhio da agenti esterni, come batteri e particelle irritanti. Quando l’equilibrio del film lacrimale si altera, possono comparire disturbi come secchezza, bruciore o visione offuscata. Proprio perché così ricche di componenti biologiche, le lacrime non svolgono solo una funzione protettiva, ma possono anche riflettere ciò che accade nei tessuti oculari e, più in generale, nell’organismo

Le vescicole extracellulari: messaggeri invisibili 

All’interno delle lacrime sono presenti anche minuscole particelle chiamate vescicole extracellulari, diventate negli ultimi anni oggetto di crescente interesse scientifico. Si tratta di piccolissime strutture rilasciate dalle cellule, che trasportano molecole come proteine e materiale genetico e funzionano come veri e propri messaggeri biologici

La loro importanza è legata al fatto che proteggono il contenuto che trasportano e rispecchiano lo stato di salute delle cellule da cui provengono. Analizzarle significa quindi poter raccogliere informazioni preziose in modo semplice e non invasivo. Ma c’è di più: queste vescicole sono in grado di attraversare barriere molto selettive, come quella tra sangue e cervello o quella tra sangue e retina. Questo significa che le lacrime possono contenere segnali utili per decifrare non solo di malattie oculari, ma anche di processi che coinvolgono il sistema nervoso, comprese alcune patologie neurodegenerative. 

Verso diagnosi più precoci e meno invasive 

Il gruppo IVECAT (Innovation in Vesicles and Cells for Application in Therapy) dell’Istituto di Ricerca Germans Trias i Pujol, un team specializzato nello studio delle vescicole extracellulari e dei loro potenziali biomarcatori, è uno dei gruppi di studio che sta studiando le lacrime come strumento innovativo per monitorare la salute dell’occhio e dell’organismo in generale. Tradizionalmente la raccolta di fluidi oculari come l’umor acqueo o il corpo vitreo richiede procedure complesse e invasive, limitando il loro utilizzo nella pratica clinica quotidiana. Le lacrime, invece, possono essere raccolte facilmente, in modo rapido e senza disagio per il paziente, e rappresentano così un’alternativa molto promettente per individuare biomarcatori precoci di malattia. 

Le ricerche del gruppo hanno evidenziato il ruolo centrale delle vescicole extracellulari presenti nel liquido lacrimale nel suggerire un potenziale collegamento con malattie neurodegenerative, come morbo di Alzheimer e di Parkinson, Sclerosi Multipla e Glaucoma e per alcuni tipi di tumori. 

In collaborazione con il Dipartimento di Oftalmologia dell’Ospedale Universitario Germans Trias i Pujol, il team ha pubblicato una revisione che sintetizza oltre cento studi sull’uso delle vescicole derivate dalle lacrime come biomarcatori, sottolineando sia i vantaggi sia le sfide ancora aperte, come la standardizzazione dei protocolli di raccolta e analisi dei campioni. 

Nonostante il settore di ricerca sia ancora agli inizi, i risultati indicano un grande potenziale: le lacrime potrebbero diventare uno strumento efficace per la diagnosi precoce e il monitoraggio delle malattie oculari, e aprire nuove possibilità nella comprensione delle patologie neurodegenerative e neoplastiche. L’impegno dei ricercatori del gruppo IVECAT rappresenta dunque un passo fondamentale verso terapie più mirate, medicina predittiva d’avanguardia e una diagnostica sempre meno invasiva

FONTE: Tears could open new avenue for diagnosing and monitoring eye and neurodegenerative diseases, medicalxpress.com  

Sanroque-Muñoz M, Garcia SG, Pan L, et al. Tear-derived extracellular vesicles as diagnostic biomarkers for ocular and neurodegenerative diseases: opportunities and challenges. Extracell VesiclesCirc Nucl Acids. 2025;6(3):609-625. Published 2025 Sep 30. doi:10.20517/evcna.2025.72 

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