Si celebra il 7 aprile: si punta all’accesso universale alle cure, comprese quelle oftalmiche
Nel mondo metà delle persone non può accedere a cure di base complete. Per questo, in occasione della Giornata mondiale della salute che si celebra il 7 aprile, si sottolinea la necessità di un accesso universale all’assistenza sanitaria.
In Italia già esiste un sistema sanitario universalistico, ma ci sono molti Paesi in via di sviluppo in cui mancano le strutture sanitarie di base. Anche laddove queste ultime invece ci sono, le spese sanitarie possono comunque depauperare intere famiglie.
L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Sezione italiana punta a migliorare l’accesso alla visite oculistiche periodiche, un indispensabile strumento di sanità pubblica, in sintonia con gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che, tra l’altro, vorrebbe estendere l’assistenza sanitaria a un altro miliardo di persone entro il 2023.
Le principali cause d’ipovisione planetarie sono gli errori refrattivi (mancata correzione dei difetti grazie alle lenti), la cataratta e il glaucoma; le cause più importanti di cecità sono la cataratta, il glaucoma e la degenerazione maculare legata all’età.
Un miliardo di persone non riesce a leggere da vicino. Comunque sia, almeno negli ultimi venti anni le persone che hanno subito una forte riduzione delle capacità visive a causa di una malattia infettiva si sono fortemente ridotte.
Nel mondo otto casi di cecità su dieci sono considerati evitabili, mentre nei Paesi sviluppati scendono a uno su due. Attualmente si stimano comunque 253 milioni di persone soffrono di gravi deficit visivi: 217 milioni sono ipovedenti, mentre 36 milioni hanno già perso la vista. Complessivamente nel mondo si stima che vivano oltre un miliardo di disabili. Pertanto l’OMS – che quest’anno celebra i suoi 70 anni – scrive che:
I tassi di disabilità nel mondo stanno aumentando a causa dell’invecchiamento demografico e, tra l’altro, delle malattie croniche. Le persone disabili hanno meno accesso ai servizi sanitari e pertanto vivono bisogni d’assistenza non soddisfatti.
Link utile a YouTube: videoclip by WHO (English version)
Fonti principali: WHO, IAPB.org, BJO
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