Nell’Europa centro-orientale l’incidenza dei gravi deficit visivi è del 6,72% tra gli over 50
Quasi sette ultracinquantenni su cento che vivono nell’Europa centro-orientale sono ciechi o ipovedenti (6,72%). È quanto si legge in un metastudio pubblicato dal British Journal of Ophtalmology, nel quale si evidenzia che, anche se l’incidenza si è ridotta, le cause di deficit visivo importante sono rimaste invariate tra il 1990 e il 2015.
La cataratta, gli errori refrattivi non corretti (miopia, astigmatismo e ipermetropia elevati), l’AMD e le patologie corneali sono ancora oggi le principali cause di cecità planetarie. Escludendo la terza malattia si tratta però di problemi generalmente risolvibili. La seconda causa d’ipovisione nell’Europa occidentale è la cataratta col 15,5%, a cui segue la degenerazione maculare legata all’età.
Nel mondo sviluppato la cecità e l’ipovisione sono prevenibili in un caso su due, mentre secondo l’OMS a livello mondiale si raggiunge l’80%.
I ricercatori prevedono anche che l’ipovisione dovrebbe ridursi leggermente intorno al 2020 come incidenza percentuale, nonostante il numero assoluto delle persone ipovedenti sia destinato a toccare i 69 milioni a causa dell’aumento demografico mondiale. 
L’Università di Anglia Ruskin scrive:
Si è scoperto che nel 2015 la cataratta è la causa più comune di cecità nell’Europa occidentale (21,9%), a cui segue la degenerazione maculare legata all’età (16,3%) e il glaucoma (13,5%), ma la causa principale d’ipovisione è l’errore refrattivo non corretto, una situazione che può essere “trattata” mettendo semplicemente gli occhiali.
Fonti: BJM, Anglia Ruskin University
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ore – è stato eseguito a Londra nel 2015, presso il 






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