Secondo uno studio californiano esplorando l’ambiente in movimento le nostre capacità visive si affinano
La visione umana è più sensibile se ci si muove attivamente. È quanto ipotizzano ricercatori dell’Università della California. Infatti i mammiferi (come gli invertebrati) manifestano, a livello cerebrale, migliori risposte neuronali durante la locomozione. Insomma, scrivono sul Journal of Cognitive Neuroscience, “i sistemi visivi divengono più sensibili quando si esplora attivamente l’ambiente”.
Per verificarlo i ricercatori californiani hanno fatto ricorso all’elettroencefalogramma su 18 persone. I partecipanti fissavano su uno schermo il centro di una griglia circolare visualizzata per flash successivi, che veniva orientata in nove modi diversi (variava l’angolo di rotazione). Lo stesso esercizio è stato eseguito sia stando fermi che pedalando lentamente o più velocemente su una cyclette.
Scrivono i ricercatori:
Questi dati dimostrano che la sensibilità della corteccia visiva migliora anche durante la locomozione. I nostri risultati rivelano la natura del miglioramento indotto dall’esercizio sulla codificazione selettiva di [determinate] caratteristiche a livello di corteccia sensoriale umana e offrono una valida evidenza circa l’esistenza di un collegamento tra i meccanismi neurali e comportamentali che hanno in comune [diverse] specie.
Fonte: Journal of Cognitive Neuroscience






Forza, mettevi in moto. La prima forma di prevenzione delle malattie non trasmissibili è l’attività fisica: si va dal diabete (che può causare
globale va combattuta: si prefigge d’incrementare l’attività fisica nel mondo del 10% entro il 2025, contribuendo così al raggiungimento degli 




La prevenzione, l’informazione ai pazienti, i tempi d’attesa, l’efficienza e l’ampiezza dei servizi sanitari. Sono i principali parametri considerati nel Rapporto
La Francia, il Portogallo e il Lussemburgo. Sono i tre Paesi europei dove si esegue il maggior numero d’interventi annuali di 



Se le norme che riguardano i dati sanitari sono sempre più stringenti a tutela della nostra privacy, l’Italia non promuove invece la condivisione degli stessi dati nella ricerca. Quindi arriva una sonora bocciatura dall’Ocse: il Belpaese si classifica penultimo, precedendo in questo campo solo la Turchia. La prima della classe – tra i Paesi economicamente sviluppati – è, invece, l’Inghilterra
L’Ocse scrive, quindi, quanto segue: 










Quasi la metà dei cittadini (48,5%) ha visto ridurre la capacità di spesa nel 2016. Tanto che gli italiani hanno tagliato, in quasi quattro casi su dieci, anche sulle spese mediche [[38,1% degli intervistati, con una riduzione media dei costi per curarsi del 3,9%]]. Nell’ultimo anno il 22,6% dei connazionali ha sacrificato la prevenzione a causa dei costi eccessivi. Sono questi i dati contenuti nel nuovo Rapporto Eurispes presentato il 26 gennaio 2017 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
Circa una persona su quattro afferma di sentirsi “abbastanza” (21,2%) o “molto” (3%) povera. L’identikit di chi lo denuncia è il seguente: single (27,1%) o monogenitore (26,8%), vive al Sud (33,6%) ed è cassaintegrato (60%) o in cerca di nuova occupazione (58,8%).



Secondo l’OMS sono circa 55 milioni le persone colpite da
Solo un oculista –
L’Istituto oftalmologico nazionale americano (National Eye Institute o NEI) ha messo a punto un 





Eppure le attività svolte dalle Regioni hanno evidenziato progressi per quanto riguarda il numero dei centri, aumentati rispetto alla precedente rilevazione (nove in più); ma è stata rilevata ancora una forte disomogeneità territoriale.




