Se le sostanze causticanti entrano negli occhi Con la prevenzione si possono impedire gravi danni oculari alle strutture oculari anteriori 2 agosto 2013 – Basta una disattenzione per mettere a repentaglio la vista. Quando si tratta di sostanze causticanti non si scherza: possono bruciare rapidamente la superficie dell’occhio (la cornea) e danneggiare le altre strutture oculari anteriori (palpebre e congiuntiva), facendo poi calare un velo sui nostri sguardi. Mentre si maneggiano sostanze chimiche, come la soda caustica o l’acido fosforico, è opportuno mettere degli occhialini di protezione. Se ci sono bambini è fondamentale mantenere tutti i prodotti per la pulizia e i disgorganti in luoghi inaccessibili. In caso di contatto oculare con sostanze causticanti o irritanti è opportuno risciacquare l’occhio con acqua tiepida e pulita almeno per 10-15 minuti, in attesa dell’intervento del pronto soccorso oculistico. Questi e altri consigli sono contenuti in una nuova scheda informativa pubblicata in questo sito tra i consigli utili. In casi estremi, quando il danno della superficie oculare è profondo, può essere necessario ricorrere a un trapianto di cornea. Però ricorda: chiudere un occhio sulle precauzioni può significare… spegnere la vista almeno da un occhio.
Fonti: Policlinico A. Gemelli , Occhio rosso
Ultima modifica: 27 agosto 2013

sottolinearlo è un’ampia rassegna retrospettiva di 26 studi precedenti. I ricercatori hanno concluso che gli sforzi per promuovere un invecchiamento in salute devono tenere conto di tutti questi rischi: bisogna ricorrere alla prevenzione, soprattutto attraverso controlli medici periodici, e a una corretta gestione del diabete. A livello oculare il maggiore rischio nei diabetici li corre la retina: può essere colpita da 
Per la prima volta al mondo i ricercatori giapponesi fanno uso di staminali ottenute da cellule adulte geneticamente riprogrammate (iPS) per tentare di migliorare la poca visione centrale residua (si mira a migliorare l’acuità visiva da 1/10 a 2/10 circa). Con questa tecnica si azzera il rischio di rigetto, poiché le cellule staminali impiantate sono ottenute ringiovanendo, con tecniche genetiche, altri tipi di cellula dell’individuo stesso (ad esempio cellule della pelle), che vengono successivamente fatte sviluppare mediante fattori di accrescimento e, infine, impiantate nella retina del malato (per funzionare si devono poi connettere correttamente al resto del ‘circuito’ retinico). Tra i rischi non va 

(la cosiddetta
“Noi siamo convinti che la prevenzione – ha affermato Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato – sia la chiave di sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”. Infatti bisogna entrare in una “logica di sistema” non limitandosi a una logica emergenziale, facendo screening e sviluppando maggiormente l’assistenza territoriale per i malati cronici, degli anziani, ecc. Bisogna, infatti, far sì – ha proseguito Aceti – che l’ospedale ritorni a rispondere in modo appropriato alle esigenze dei cittadini, che ad esempio soffrono di una riduzione dei posti letto. 


all’assistenza sanitaria su ampia scala, paiono essere efficaci nel provocare un’importante riduzione dell’incidenza della cecità”. 
principio di
sono una componente essenziale per garantire servizi di alta qualità. Un numero inadeguato di chirurghi che possano effettuare indipendentemente interventi di qualità accettabile è un ostacolo pratico grave in alcune regioni (dal mondo, ad esempio nella Cina rurale così come in certe zone dell’Africa, dell’India e dell’Indonesia, ndr )”.
