fbpx Skip to content

Israele, più che dimezzata la cecità evitabile

Israele, più che dimezzata la cecità evitabile In una decina d’anni l’attività di prevenzione ha consentito di ridurre del 56% i casi trattabili di perdita della vista 11 luglio 2013 – La battaglia degli israeliani non si limita a quella contro i palestinesi, ma viene condotta assiduamente anche contro la cecità. A questo proposito si è ottenuto un risultato notevole in oltre dieci anni: tra il 1999 e il 2010 i casi di persone colpite da perdita della vista prevenibile sono più che dimezzati nello stato d’Israele. Sebbene circa ventimila individui siano stati registrati come legalmente ciechi, l’incidenza della cecità evitabile è scesa da 33,8 a 14,8 per centomila persone, con una riduzione pari a oltre il 56%. L’equazione che ha avuto successo è, quindi, più prevenzione, meno menomazione visiva . Le quattro malattie oculari che sono state prese in considerazione sono il glaucoma , la retinopatia diabetica , la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età (solo la forma umida è considerata trattabile). “Gli interventi attuali sul piano oftalmologico – hanno scritto precedentemente i ricercatori israeliani sull’American Journal of Ophthalmology –, in combinazione col libero accesso universale all’assistenza sanitaria su ampia scala, paiono essere efficaci nel provocare un’importante riduzione dell’incidenza della cecità”. Lo studio retrospettivo è stato condotto su dati raccolti annualmente nel registro nazionale ciechi dallo stato d’Israele. Come esempio virtuoso della propria politica di prevenzione gli israeliani ricordano, tra l’altro, che nel loro Paese esistono cliniche dedicate alla cura dei diabetici, i quali soffrono di diversi problemi di salute (retinici, vascolari, renali, neurologici, ecc.). A lungo termine, ricordano infine i medici israeliani, la presa in carico di un non vedente costa molto di più di una capillare e costante attività di prevenzione delle malattie oculari.

Fonti: Aftau , American Journal of Ophthalmology

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn