Più sport contro il diabete

Più sport contro il diabete Si possono prevenire i danni alla salute retinica della malattia da eccesso di zuccheri 17 ottobre 2013 – La battaglia contro il diabete passa anche attraverso l’esercizio fisico abituale: consente di controllare il livello di zuccheri nel sangue e migliora il benessere nelle persone colpite dalla forma meno grave della malattia (diabete di tipo 2). Quest’ultima è controllabile con un corretto stile di vita, a partire dalla dieta, ed eventualmente con farmaci specifici (ipoglicemizzanti). Indicativamente vanno incontro a problemi oculari alla retina tre persone su quattro colpite dalla forma meno grave di diabete e nove su dieci affette, invece dalla forma più grave (diabete di tipo 1, che richiede somministrazione d’insulina). Secondo altre

Fonti la retinopatia diabetica colpisce due diabetici su tre dopo vent’anni di malattia. Fondo oculare di diabetico In Italia, secondo dati Istat aggiornati, è diabetico il 5,5% della popolazione ovvero oltre tre milioni di persone. Nel nostro Paese e nelle altre nazioni industrializzate la retinopatia diabetica è la prima causa di cecità in età lavorativa . Secondo l’Oms i diabetici sono complessivamente 347 milioni nel mondo. I danni causati dal diabete sia alla retina che ad altre parti del corpo (reni, apparato cardiocircolatorio, nervi periferici, arti) sono generalmente evitabili controllando periodicamente la glicemia (concentrazione di zuccheri nel sangue) e sottoponendosi a controlli oculistici periodici.

Leggi anche: Opuscolo sul diabete

Fonte principale: Diabetologia Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2013

Comunicazione delle cellule, assegnato il Premio Nobel per la Medicina

Premi Nobel per la Medicina 2013: da sinistra gli americani Rothman e Schekman. A destra il tedesco Südhof

Premi Nobel per la Medicina 2013: da sinistra gli americani Rothman e Schekman. A destra il tedesco Südhof Comunicazione delle cellule, assegnato il Premio Nobel per la Medicina L’hanno vinto tre ricercatori per i loro studi sulle vescicole: Rothman, Schekman e Südhof 7 ottobre 2013 – Il mistero dell’organizzazione della comunicazione delle cellule è stato, almeno in parte, svelato: il merito va a James E. Rothman, Randy W. Schekman e Thomas C. Südhof, tre ricercatori che hanno appena vinto congiuntamente il Premio Nobel per la medicina 2013. Vescicole lipidiche “Ogni cellula – scrive il Karolinska Institutet svedese, che assegna il prestigioso riconoscimento – è una fabbrica che produce ed esporta molecole. Ad esempio, l’insulina viene prodotta e rilasciata nel sangue e dei segnali chimici chiamati neurotrasmettitori vengono inviati da una cellula nervosa all’altra. Questa molecole vengono veicolate attraverso la cellula in piccoli pacchetti chiamati vescicole. I tre Premi Nobel hanno scoperto i principi molecolari che governano la modalità in cui questo contenuto viene consegnato, all’interno Struttura interna di una cellula: in alto una vescicoladella cellula, nel luogo e nel momento giusto”. Le vescicole contengono molecole utili all’organismo (ad esempio le proteine) e possono essere paragonate a piccolissimi palloncini che viaggiano all’interno di una cellula e tra cellule diverse, rilasciandone il contenuto una volta arrivate a destinazione. Ricordiamo che la carenza di insulina caratterizza la forma più grave di diabete (il tipo 1). Tale malattia, che secondo l’Oms colpisce circa 346 milioni di persone nel mondo, se non curata può provocare anche gravi danni alla retina (vedi retinopatia diabetica). L’organismo umano (occhi compresi) fonda il suo funzionamento su un delicato equilibrio biochimico. Una sua alterazione può provocare diverse malattie che vanno tempestivamente diagnosticate.

Fonte principale: nobelprize.org

Nuova luce sull’AMD

Gene

Nuova luce sull’AMD La malattia degenerativa della retina centrale è causata da diversi geni, tra cui il C3 , ma conta anche lo stile di vita 18 settembre 2013 – Un altro gene è tra i fattori che mettono a rischio la zona centrale della retina. La degenerazione maculare legata all’età (AMD) – malattia oculare che colpisce generalmente dopo i 55 anni – ha come concausa varianti genetiche del DNA. Una vasta équipe di ricercatori americani, europei e canadesi ha, in particolare, constatato che un gene chiamato C3 ha un ruolo nel provocare la malattia (ma non è il fattore più importante). Fondo oculare di persona affetta da AMD (forma secca) Il team di ricercatori ha mappato il DNA di oltre 2.300 persone colpite da degenerazione maculare senile, confrontandola con quello di persone sane. Si è constato che varianti rare del gene C3 possono alterare la cascata del complemento, la quale consiste in una serie di reazioni molecolari a catena che hanno un ruolo nei processi infiammatori. L’AMD è però una malattia retinica provocata da più fattori: non conta solo l’aspetto genetico, ma anche lo stile di vita, che si può migliorare (bisogna smettere di fumare, praticare regolarmente l’esercizio fisico e seguire una dieta varia, ricca di vitamine, di Omega-3 e Omega-6). Infine, la diagnosi precoce è essenziale: nel caso della forma secca dell’AMD, più diffusa ma considerata incurabile, vengono generalmente consigliati i complementi alimentari. Quando, invece, si presenta la forma umida della degenerazione maculare legata all’età, il medico oculista potrebbe prescrivere iniezioni nell’occhio (intravitreali) per tentare di bloccare i danni alla retina centrale.

Fonti principali: Washington University in St. Louis, Nature Genetics Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013

Test ematici per la cataratta congenita

Test ematici per la cataratta congenita Sperimentati dall’Università di Manchester, presto saranno disponibili in Inghilterra 17 settembre 2013 – Ci sono almeno 100 mutazioni genetiche che causano la cataratta congenita: il cristallino che si presenta opaco alla nascita non consente di avere un corretto sviluppo visivo se non viene rimosso. È relativamente semplice per un oculista diagnosticare una cataratta alla nascita, ma ora si punta a fare di più: l’università di Manchester (UK) ha messo a punto un test genetico sul sangue e l’ha presentato alla Società Britannica di Genetica Medica. Una diagnosi precoce può aiutare a decidere il trattamento migliore in modo tempestivo. Si prevede che il test sia disponibile presso l’ospedale di Manchester a partire dalla fine dell’anno.

Fonte: Bbc

Quando la cecità ha i numeri

Quando la cecità ha i numeri La perdita precoce della vista, spesso evitabile, può comunque migliorare le capacità matematiche 6 settembre 2013 – Non tutto il male viene per nuocere. Se si diventa ciechi precocemente (una situazione in molti casi evitabile) si può avere una marcia in più in matematica. A sostenere questa originale posizione è una coppia di psicologi che ha pubblicato uno studio scientifico sulla rivista Cortex.Cieco con accompagnatore “In particolare – scrivono gli studiosi dell’Università di Hull (Gran Bretagna) – abbiamo scoperto che i partecipanti ciechi dimostrano migliori capacità di stima numerica rispetto ai vedenti”. Queste superiori capacità matematiche si manifestano in contesti diversi, familiari e non familiari. I ciechi, tra l’altro, tendono ad avere migliori prestazioni mnemoniche. Dunque si può supporre, in generale, che nei non vedenti si riscontri un miglioramento dei processi cognitivi superiori.

Fonte: J. Castronovo, JF. Delvenne, “Superior numerical abilities following early visual deprivation”, Cortex 2013 May;49(5):1435-40. doi: 10.1016/j.cortex.2012.12.018. Epub 2013 Jan 17.

Il diabete entra nella lista nera

Il diabete entra nella lista nera Secondo l’Oms è l’ottava causa di decesso al mondo. Causa anche problemi alla retina 29 agosto 2013 – Il diabete, se non curato, può mettere a repentaglio non solo la vista ma anche la vita. L’Oms l’ha inserito ufficialmente come ottava causa di decesso al mondo, facendolo entrare a pieno diritto nella top ten ‘nera’ (prima degli incidenti stradali e delle morti premature), che vede ai primi tre posti le ischemie cardiache (compresi gli infarti), gli ictus e le infezioni respiratorie. Complessivamente nel 2011 sono decedute 55 milioni di persone, in due casi su tre a causa di malattie non trasmissibili (di cui 17 milioni per patologie cardiache). Il diabete è una malattia non trasmissibile molto diffusa: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità colpisce 346 milioni di individui nel mondo. Si presenta in due forme: il tipo 1, che richiede somministrazione d’insulina, e il tipo 2, controllabile con un corretto stile di vita ed eventuali farmaci. Anche la dieta è importante: un maggiore consumo di frutta come i mirtilli, l’uva e le mele è, si legge in uno studio pubblicato sul British Medical Journal , “significativamente associato a un più basso rischio di diabete di tipo 2“. La malattia, caratterizzata da un’eccessiva concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia elevata), deve essere diagnosticata tempestivamente: solo così si possono impedire danni alla retina (vedi retinopatia diabetica), disturbi ai reni, al sistema cardiocircolatorio, ai nervi periferici, ecc. Fondamentale è farsi periodicamente gli esami del sangue e sottoporsi regolarmente a controlli oculistici comprensivi dell’esame della retina (controllo del fondo oculare). Infatti, una visita può salvare la vista e, in alcuni casi, persino la vita.

Fonte: BMJ, Oms Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2013

AMD, alla ricerca delle cause

Macula colpita da un fascio luminoso (Immagine di Fredrik Ghosh, Lund University)

Macula colpita da un fascio luminoso (Immagine di Fredrik Ghosh, Lund University) AMD, alla ricerca delle cause Un’alterazione del meccanismo di rimozione delle proteine di scarto è all’origine della prima causa di cecità in Occidente 22 agosto 2013 – Decifrare i meccanismi biologici che provocano la degenerazione maculare legata all’età (AMD) potrà aiutare a prevenire e a curare la prima causa di cecità e ipovisione in Occidente. Un’équipe di scienziati finlandesi, italiani, tedeschi e ungheresi ha approfondito le cause che portano alla perdita della visione centrale, dovute principalmente all’accumulo di ‘spazzatura’ proteica nella retina. L’AMD è la prima causa di disabilità visiva in Occidente e colpisce soprattutto gli anziani. Si presenta in due forme: quella umida (10-15% dei casi), più grave, che può essere trattata; quella secca che, al contrario, non ha ancora possibilità di cura. Eppure una serie di studi hanno accertato che, almeno in qualche misura, l’AMD si può prevenire assumendo integratori alimentari e praticando un corretto stile di vita (niente fumo, esercizio fisico regolare, alimentazione varia e completa). La degenerazione maculare inizialmente causa la distorsione delle linee in corrispondenza del centro del campo visivo fino a provocare la scomparsa dei volti, delle parole durante la lettura e delle altre immagini che compaiono frontalmente. Naturalmente diventa impossibile anche la guida. L’invecchiamento cellulare di uno strato chiamato epitelio pigmentato retinico ha effetti nefasti: si accumulano scarti proteici indesiderati (lipofuscina) che si aggregano anche fuori dalle cellule (presentandosi come chiazze bianco-giallastre chiamate “drusen”). Tali accumuli “soffocano” le cellule retiniche fino a causarne la morte. Gli scienziati, che hanno pubblicato il loro studio su Plos One , si sono resi conto che l’accumulo di una specifica proteina (chiamata SQSTM1/p62), associata alla mancata eliminazione dei materiali indesiderati (deficit nell’autofagia), è all’origine di diverse malattie degenerative retiniche.

Fonti: Plos One, University of Finland

Ultima modifica: 28 agosto 2013

Oli vegetali per proteggere la retina

Oli vegetali per proteggere la retina Mentre i grassi animali sono tendenzialmente dannosi, l’olio crudo possiede proprietà benefiche 21 agosto 2013 – Gli oli vegetali contribuiscono a proteggere la retina, mentre i grassi animali non fanno bene al nostro tessuto nervoso fotosensibile. Ad accertare che i primi siano benefici è stata un’équipe di ricercatori canadesi: l’olio d’oliva e quello di mais, d’argan e di camelina possiedono la capacità di migliorare la fisiologia delle cellule nervose. Secondo i test effettuati in vitro sottolineano gli studiosi sul Canadian Journal of Physiology and Pharmacology mettendo le cellule retiniche a contatto con gli oli vegetali “si inducono cambiamenti biochimici e biofisiologici nella membrana cellulare, il che può avere un effetto benefico nel prevenire o rallentare lo sviluppo di una retinopatia” (soprattutto quella legata all’età ossia l’AMD). Il grado di fluidità della membrana di una cellula è, infatti, uno dei segni distintivi del suo funzionamento: “Una diminuzione della sua fluidità – spiega il Prof. A. Khalil, docente presso l’Università di Sherbrooke e direttore dello studio – può incidere sulla rotazione e la diffusione delle proteine nella membrana e su quella di altre biomolecole… Viceversa, un aumento della fluidità della membrana facilita la trasmissione della luce attraverso l’occhio”. Condire il nostro cibo con olio di qualità è, insomma, una sana abitudine da non perdere mai di vista. Così come anche mangiare pesce ricco di omega-3 (ad esempio tonno, salmone e pesce azzurro), verdure a foglia verde, noci… Per cercare di preservare una buona funzionalità retinica la nostra dieta deve essere, quindi, varia, ricca di vitamine e acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6, contenuti tra l’altro nell’olio). Nota Contenuti, ad esempio, nel burro e nella carne.

Fonte principale: Canadian Journal of Physiology and Pharmacology

No all’uso scorretto delle lenti a contatto

No all’uso scorretto delle lenti a contatto D’estate, soprattutto in spiaggia o in piscina, si è più esposti a infezioni oculari se non si seguono le norme prescritte Non fare mai il bagno né in mare né in piscina senza levare le lenti a contatto, toglierle prima di fare la docciaOcchio colpito da cheratite e maneggiarle sempre con mani pulite e asciutte. Naturalmente per conservarle correttamente bisogna sempre utilizzare il liquido apposito e mai l’acqua corrente. Sono queste le principali indicazioni per un corretto uso delle lenti a contatto che, specialmente d’estate, possono essere disattese. Con conseguenti maggiori rischi per la nostra superficie oculare: si possono, ad esempio, contrarre una cheratite e/o una congiuntivite, malattie oculari prevenibili rispettando semplici norme (leggi il decalogo da spiaggia). L’importanza di un corretto impiego delle lenti a contatto viene ricordata da Parwez Hossain, oculista dell’Ospedale universitario di Southampton, in Gran Bretagna: lo specialista sottolinea come le infezioni oculistiche dovute a un uso scorretto delle lenti a contatto si verifichino quasi sempre tra la prima settimana di agosto e metà di settembre a causa della mancanza del rispetto delle norme igieniche (in particolare se si trascorrono le ferie in Paesi caldi). Quando malauguratamente si sciacquano le lenti a contatto sotto l’acqua di rubinetto invece che con l’apposito liquido, così come se si nuota o si fa la doccia senza levare le lenti, i rischi d’infezione oculare sono in agguato: ci si espone a microrganismi che proliferano in ambienti umidi (ad esempio lo Pseudomonas oppure l’Acanthamoeba), che minacciano la vista. Nei casi più gravi può essere necessario un trapianto di cornea. Raramente – quando né i trattamenti farmacologici né il trapianto hanno successo – si può arrivare all’ipovisione o alla cecità. Infine, l’esperto britannico ricorda come il liquido di conservazione non vada mai lasciato al sole e debba essere versato in un apposito contenitore solo al momento in cui vi si depositano le lenti a contatto (il contenitore deve essere pulito e va sostituito periodicamente). Altri pazienti visitati presso l’ospedale inglese hanno subìto ulcere alla cornea a causa di granelli di sabbia che sono rimasti intrappolati tra la lente a contatto e la superficie dell’occhio. Anche per questa ragione in spiaggia è, quindi, sconsigliabile indossare le lenti a contatto.

Leggi anche: “Occhio alla salute oculare al mare

Fonte: Medicalnews Notizia pubblicata il 20 agosto.

Ultima modifica: 2 settembre 2013 Per le condizioni generali di consultazione di questo sito clicca qui

Riabilitiamo una nuova visione

Riabilitazione visiva presso il Polo Nazionale del Policlinico A. Gemelli di Roma (fondato e gestito dalla IAPB Italia onlus)

Riabilitazione visiva presso il Polo Nazionale del Policlinico A. Gemelli di Roma (fondato e gestito dalla IAPB Italia onlus) Riabilitiamo l’altra visione Negli Usa è stata simulata la perdita della vista centrale: si può sfruttare efficacemente un nuovo punto di fissazione 19 agosto 2013 – Si può guardare il mondo con un altro sguardo. Chi ha malauguratamente perso la visione centrale – ad esempio a causa di una malattia retinica degenerativa come l’AMD – può sempre sfruttare al meglio la zona della retina ancora sana. Per far questo bisogna scegliere, rivolgendosi a oculisti riabilitatori, un altro punto di fissazione (paracentrale). Di conseguenza anche i movimenti oculari rapidi e involontari (sàccadi) si adegueranno al nuovo punto di fissazione. Questa capacità di adattamento alla nuove condizioni visive è stata dimostrata in sei persone simulando uno scotoma centrale, ossia una zona di non visione ‘frontale’. Insegnando loro a fissare con un nuovo punto esterno a questa zona cieca, i volontari sono riusciti a svolgere mansioni quotidiane con uno sguardo ‘diverso’. Tale capacità è durata diverse settimane persino dopo la rimozione della zona cieca: lo hanno accertato ricercatori dell’Università della California, del Salk Institute for Biological Studies e del dipartimento di oftalmologia dell’Università di Harvard (Boston). Insomma, i risultati della riabilitazione visiva vanno… riabilitati.

Link utile: Centri di cura e riabilitazione visiva in Italia

Fonti: Current Biology, Cell Press