Molly in visita al Polo Nazionale

Molly in visita al Polo Nazionale Il 4 luglio è stata al Policlinico A. Gemelli una bimba inglese malata di retinite pigmentosa: la sua famiglia vuole farle vivere più esperienze visive possibiliMolly Sta accumulando molti ricordi nuovi per quando perderà la vista: parliamo di Molly, una bambina inglese la cui storia ha fatto il giro del mondo. La retinite pigmentosa da cui è affetta è una malattia genetica che porta alla cecità, eppure la sua famiglia non si è rassegnata. Grazie a un appello postato su Facebook dalla madre sono piovuti fondi e solidarietà oltre le aspettative: ora può girare il mondo e fare nuove esperienze da raccontare e rivivere in futuro. Già oggi, oltre a essere miope, sta vivendo una riduzione del campo visivo. In viaggio a Roma dal 3 al 6 luglio 2014, tutta la famiglia di Molly venerdì 4 luglio ha visitato il Policlinico Agostino Gemelli, in particolare il Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva , un importante centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra i desideri elencati dalla piccola ci sono quello di vedere lo zoo di Londra, le piramidi egizie, la Scozia… Il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’avv. Giuseppe Castronovo, le ha voluto donare anche il viaggio in Italia. Presso il Polo Nazionale Molly potrà, in futuro, apprendere tecniche utili a mantenere la sua autonomia e scoprire strumenti anche parlanti che, un giorno, le saranno utili per continuare il suo percorso di vita. Nel frattempo il suo “magazzino dei ricordi” si amplierà ulteriormente. Tutte le immagini che riuscirà a memorizzare potranno, infatti, esserle di grande aiuto quando sarà grande e vedrà molto meno di ora (fino alla cecità, che in questo caso la scienza medica considera per ora inevitabile).

Link utile: Daily Mail

Pagina pubblicata il 2 luglio 2014. Ultimo aggiornamento: 7 luglio

Molly in visita al Polo Nazionale

Molly in visita al Polo Nazionale Il 4 luglio è stata al Policlinico A. Gemelli una bimba inglese malata di retinite pigmentosa: la sua famiglia vuole farle vivere più esperienze visive possibiliMolly Sta accumulando molti ricordi nuovi per quando perderà la vista: parliamo di Molly, una bambina inglese la cui storia ha fatto il giro del mondo. La retinite pigmentosa da cui è affetta è una malattia genetica che porta alla cecità, eppure la sua famiglia non si è rassegnata. Grazie a un appello postato su Facebook dalla madre sono piovuti fondi e solidarietà oltre le aspettative: ora può girare il mondo e fare nuove esperienze da raccontare e rivivere in futuro. Già oggi, oltre a essere miope, sta vivendo una riduzione del campo visivo. In viaggio a Roma dal 3 al 6 luglio 2014, tutta la famiglia di Molly venerdì 4 luglio ha visitato il Policlinico Agostino Gemelli, in particolare il Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva , un importante centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra i desideri elencati dalla piccola ci sono quello di vedere lo zoo di Londra, le piramidi egizie, la Scozia… Il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’avv. Giuseppe Castronovo, le ha voluto donare anche il viaggio in Italia. Presso il Polo Nazionale Molly potrà, in futuro, apprendere tecniche utili a mantenere la sua autonomia e scoprire strumenti anche parlanti che, un giorno, le saranno utili per continuare il suo percorso di vita. Nel frattempo il suo “magazzino dei ricordi” si amplierà ulteriormente. Tutte le immagini che riuscirà a memorizzare potranno, infatti, esserle di grande aiuto quando sarà grande e vedrà molto meno di ora (fino alla cecità, che in questo caso la scienza medica considera per ora inevitabile).

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Pagina pubblicata il 2 luglio 2014. Ultimo aggiornamento: 7 luglio

Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni Eseguito con successo un trapianto all’Ospedale Bambino Gesù, è uno dei pochissimi al mondo 1 Luglio 2014 – La visione di un bambino di 7 anni è stata salvata con l’hi-tech. Infatti gli stata trapianta con successo una cornea artificiale: così ha potuto recuperare la vista al suo occhio destro, colpito da un trauma che aveva già costretto a numerosi interventi chirurgici. Si tratta della prima operazione di questo genere effettuata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma ed è una delle pochissime realizzate nel mondo sui bimbi. “Regolare il decorso post-operatorio del piccolo paziente – assicura l’Ospedale pediatrico romano in una nota – che, a distanza di pochi giorni, ha potuto riprendere la sua vita normale”. La cornea ha un ruolo particolarmente importante perché è una sorta di lente che coincide con la superficie dell’occhio: la sua trasparenza deve essere praticamente perfetta. “La cornea artificiale – spiega il Bambino Gesù – è paragonabile ad una lente simile ad una cornea naturale composta in parte da tessuto sintetico, in parte da tessuto umano. La peculiarità di questo tipo di trapianto è che non può dare rigetto, mentre è elevato il rischio di infezione. Tale rischio è maggiore tra i bambini perché meno in grado degli adulti di tenere sempre pulito e protetto l’occhio al quale, dopo l’operazione, viene applicata una lente a contatto in modo permanente”.

Fonte: Ospedale Bambino Gesù

Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni Eseguito con successo un trapianto all’Ospedale Bambino Gesù, è uno dei pochissimi al mondo 1 Luglio 2014 – La visione di un bambino di 7 anni è stata salvata con l’hi-tech. Infatti gli stata trapianta con successo una cornea artificiale: così ha potuto recuperare la vista al suo occhio destro, colpito da un trauma che aveva già costretto a numerosi interventi chirurgici. Si tratta della prima operazione di questo genere effettuata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma ed è una delle pochissime realizzate nel mondo sui bimbi. “Regolare il decorso post-operatorio del piccolo paziente – assicura l’Ospedale pediatrico romano in una nota – che, a distanza di pochi giorni, ha potuto riprendere la sua vita normale”. La cornea ha un ruolo particolarmente importante perché è una sorta di lente che coincide con la superficie dell’occhio: la sua trasparenza deve essere praticamente perfetta. “La cornea artificiale – spiega il Bambino Gesù – è paragonabile ad una lente simile ad una cornea naturale composta in parte da tessuto sintetico, in parte da tessuto umano. La peculiarità di questo tipo di trapianto è che non può dare rigetto, mentre è elevato il rischio di infezione. Tale rischio è maggiore tra i bambini perché meno in grado degli adulti di tenere sempre pulito e protetto l’occhio al quale, dopo l’operazione, viene applicata una lente a contatto in modo permanente”.

Fonte: Ospedale Bambino Gesù

Più miopi tra i laureati

Più miopi tra i laureati Uno studio tedesco conferma il senso comune: incidenza della miopia più che doppia rispetto a chi non studia Lo studioso con gli occhiali non è più solo un luogo comune, ma sembra trovare conferma a livello scientifico. Una nuova ricerca tedesca getta nuova luce sul fenomeno: i miopi sono oltre il doppio tra i laureati rispetto a chi non è mai andato oltre la scuola dell’obbligo. Questo risultato confuta le conclusioni dell’oculistica di vecchio stampo, che attribuiva un peso maggiore al Dna rispetto ai fattori ambientali. Nello studio – condotto presso la Clinica Universitaria di Mainz (Germania) – sono stati esaminati 4685 tedeschi di età compresa tra i 35 e i 74 anni escludendo chi era stato sottoposto a un intervento di cataratta o alla chirurgia refrattiva laser per “correggere” la miopia. Il risultato del Gutenberg Health Study non lascia molto spazio ai dubbi, dato che attesta che la miopia diviene più frequente man mano che cresce il livello d’istruzione. In particolare sono risultati miopi:Miopia corretta con lente (occhiali) 1) il 24% di coloro che non avevano un’istruzione superiore; 2) il 35% dei diplomati; 3) il 53% dei laureati. Inoltre si è visto anche che, tra gli studenti, la miopia tende a peggiorare anno dopo anno (si verifica un allungamento del bulbo oculare, per cui le immagini non cadono più a fuoco sulla retina). Oltre a questo, i ricercatori hanno considerato gli effetti di 45 marcatori genetici, ma hanno scoperto che incidevano molto meno del livello d’istruzione. La soluzione proposta al vizio refrattivo della miopia? Semplicemente trascorrere più tempo all’aria aperta ossia alla luce naturale. Questo consiglio (assieme a quello di vivere una vita complessivamente più sana) può aiutare a prevenire la miopia del tutto o in parte (si potrebbe almeno evitare un peggioramento superiore rispetto a quello fisiologico).

Leggi anche: “Più vita all’aperto per prevenire la miopia

Fonti: Ophthalmology , American Academy of Ophthalmology

Pagina pubblicata il 30 giugno 2014

Più miopi tra i laureati

Più miopi tra i laureati Uno studio tedesco conferma il senso comune: incidenza della miopia più che doppia rispetto a chi non studia Lo studioso con gli occhiali non è più solo un luogo comune, ma sembra trovare conferma a livello scientifico. Una nuova ricerca tedesca getta nuova luce sul fenomeno: i miopi sono oltre il doppio tra i laureati rispetto a chi non è mai andato oltre la scuola dell’obbligo. Questo risultato confuta le conclusioni dell’oculistica di vecchio stampo, che attribuiva un peso maggiore al Dna rispetto ai fattori ambientali. Nello studio – condotto presso la Clinica Universitaria di Mainz (Germania) – sono stati esaminati 4685 tedeschi di età compresa tra i 35 e i 74 anni escludendo chi era stato sottoposto a un intervento di cataratta o alla chirurgia refrattiva laser per “correggere” la miopia. Il risultato del Gutenberg Health Study non lascia molto spazio ai dubbi, dato che attesta che la miopia diviene più frequente man mano che cresce il livello d’istruzione. In particolare sono risultati miopi:Miopia corretta con lente (occhiali) 1) il 24% di coloro che non avevano un’istruzione superiore; 2) il 35% dei diplomati; 3) il 53% dei laureati. Inoltre si è visto anche che, tra gli studenti, la miopia tende a peggiorare anno dopo anno (si verifica un allungamento del bulbo oculare, per cui le immagini non cadono più a fuoco sulla retina). Oltre a questo, i ricercatori hanno considerato gli effetti di 45 marcatori genetici, ma hanno scoperto che incidevano molto meno del livello d’istruzione. La soluzione proposta al vizio refrattivo della miopia? Semplicemente trascorrere più tempo all’aria aperta ossia alla luce naturale. Questo consiglio (assieme a quello di vivere una vita complessivamente più sana) può aiutare a prevenire la miopia del tutto o in parte (si potrebbe almeno evitare un peggioramento superiore rispetto a quello fisiologico).

Leggi anche: “Più vita all’aperto per prevenire la miopia

Fonti: Ophthalmology , American Academy of Ophthalmology

Pagina pubblicata il 30 giugno 2014

La telemedicina apre gli occhi sulla ROP

La telemedicina apre gli occhi sulla ROP La retinopatia del prematuro può essere diagnosticata anche a distanza in modo tempestivo 27 giugno 2014 – Anche una diagnosi a distanza può salvare la vista dei nati prematuri. Inviando da remoto una foto del loro fondo oculare si può diagnosticare una retinopatia del prematuro ( ROP ), una malattia che potenzialmente può portare a cecità a causa di danni irreversibili alla retina. Si potrà, quindi, effettuare un trattamento laser o crioablazione (per eliminare i vasi retinici indesiderati, in quest’ultimo caso con basse temperature). A sostenere fortemente il valore della telemedicina è un nuovo studio finanziato dal National Eye Institute americano.Retina di nato prematuro Infatti, una diagnosi precoce significa più prevenzione dei potenziali danni visivi provocati dalla malattia. “Nello studio – scrivono i ricercatori, circa il 43 per cento dei casi di ROP avanzata sono stati identificati mediante telemedicina mediamente 15 giorni prima di essere diagnosticati da un oculista [di persona]”. Lo studio – che ha coinvolto 13 ospedali del Nord America – ha valutato l’efficacia di uno screening della ROP mediante telemedicina durante i controlli di routine di 1257 piccoli prematuri che, in media, erano nati 13 settimane prima del tempo. Una volta ogni nove giorni circa ogni neonato è stato sottoposto a uno screening effettuato da un oculista che si trovava a distanza. Nel 90 per cento dei casi la diagnosi è stata corretta. Complessivamente sono stati trattati 162 neonati con laser o crioablazione. “La telemedicina – scrive il Ministero della Salute – può in particolare contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e consentire la fruibilità di cure, servizi di diagnosi e consulenza medica a distanza, oltre al costante monitoraggio di parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni in persone a rischio o affette da patologie croniche“.

Fonti: National Eye Institute (Usa), Ministero della Salute

La telemedicina apre gli occhi sulla ROP

La telemedicina apre gli occhi sulla ROP La retinopatia del prematuro può essere diagnosticata anche a distanza in modo tempestivo 27 giugno 2014 – Anche una diagnosi a distanza può salvare la vista dei nati prematuri. Inviando da remoto una foto del loro fondo oculare si può diagnosticare una retinopatia del prematuro ( ROP ), una malattia che potenzialmente può portare a cecità a causa di danni irreversibili alla retina. Si potrà, quindi, effettuare un trattamento laser o crioablazione (per eliminare i vasi retinici indesiderati, in quest’ultimo caso con basse temperature). A sostenere fortemente il valore della telemedicina è un nuovo studio finanziato dal National Eye Institute americano.Retina di nato prematuro Infatti, una diagnosi precoce significa più prevenzione dei potenziali danni visivi provocati dalla malattia. “Nello studio – scrivono i ricercatori, circa il 43 per cento dei casi di ROP avanzata sono stati identificati mediante telemedicina mediamente 15 giorni prima di essere diagnosticati da un oculista [di persona]”. Lo studio – che ha coinvolto 13 ospedali del Nord America – ha valutato l’efficacia di uno screening della ROP mediante telemedicina durante i controlli di routine di 1257 piccoli prematuri che, in media, erano nati 13 settimane prima del tempo. Una volta ogni nove giorni circa ogni neonato è stato sottoposto a uno screening effettuato da un oculista che si trovava a distanza. Nel 90 per cento dei casi la diagnosi è stata corretta. Complessivamente sono stati trattati 162 neonati con laser o crioablazione. “La telemedicina – scrive il Ministero della Salute – può in particolare contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e consentire la fruibilità di cure, servizi di diagnosi e consulenza medica a distanza, oltre al costante monitoraggio di parametri vitali, al fine di ridurre il rischio d’insorgenza di complicazioni in persone a rischio o affette da patologie croniche“.

Fonti: National Eye Institute (Usa), Ministero della Salute

Ipovisione, a Lecce la riabilitazione guarda lontano

Foto di T. Melchiorre

Foto di T. MelchiorreIpovisione, a Lecce la riabilitazione guarda lontano Il 26 giugno si è tenuto un seminario organizzato dall’Istituto Antonacci La riabilitazione visiva degli ipovedenti ha fatto centro. L’Istituto Antonacci ha organizzato il 26 giugno a Lecce un seminario dedicato a questo argomento, in collaborazione con la Asl locale e la Sezione provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Come premessa bisogna sottolineare come sia fondamentale la prevenzione della malattie che causano danni visivi, le quali sono generalmente evitabili. Il seminario è stato “l’occasione di studio, di riflessione e di ricerca – scrive in una nota l’Istituto Antonacci – del grande tema della riabilitazione visiva dei minorati della vista di cui l’Antonacci vanta una lunga memoria; ancora, il seminario si propone di sviluppare le competenze in rete di tutte le Istituzioni che sono impegnate a promuovere e a garantire la riabilitazione della persona affetta da minorazione visiva”. Il seminario ha illustrato il ruolo che l’istituto ha avuto, ed ha, da oltre un secolo, nell’educazione e l’integrazione socio-lavorativa del cieco e dell’ipovedente. Gli interventi hanno dato particolare rilievo al rapporto istituzionale di collaborazione che da ben 10 anni si è instaurato tra la ASL di Lecce, il Dipartimento di Riabilitazione e l’Istituto Antonacci attraverso tre convenzioni. L’obiettivo dei lavori è stato anche lo sviluppo e l’integrazione in rete fra tutte le Istituzioni che sono impegnate a promuovere e a garantire la riabilitazione della persona affetta da minorazione visiva. L’Istituto per Minorati della Vista “Anna Antonacci”, , ha promosso un Seminario sulle problematiche relative all’ipovisione e alla cecità organizzato dal signor Antonio Maggiore, delegato dall’Istituto Antonacci, per il Centro di Ipovisione. All’evento ha partecipato, tra l’altro, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus: il suo Presidente, l’avv. Giuseppe Castronovo, ha portato il suo saluto in apertura dei lavori. Hanno preso parte all’evento anche il Segretario Generale della IAPB Italia onlus, Tiziano Melchiorre, e il Vicepresidente Michele Corcio. Al termine della mattinata – che ha visto susseguirsi una serie d’interventi di docenti e medici oculisti – gli interessati hanno potuto visitare il Centro d’Ipovisione pugliese.

Fonte: Istituto Antonacci Indirizzo: Centro di Educazione e Riabilitazione Visiva per Ipovedenti (C.E.R.V.I.) Istituto per Minorati della Vista “Anna Antonacci” Via Scipione de Summa, 1 – Lecce Sala Conferenze, I piano Programma 26 giugno 2014 – Ore 9:00– Accreditamento dei partecipanti; – Ore 9:30 – Saluto del Presidente dell’Istituto “Anna Antonacci”, Dott. Maurizio Antico, del Direttore Generale della ASL di Lecce, Avv. Dott. Valdo Mellone, del Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Dott. Mario Barbuto, del Presidente Nazionale dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, Avv. Giuseppe Castronovo e delle Autorità presenti; – Ore 10:00 – “Le ragioni fondanti dell’”Antonacci” – breve excursus sulla storia dell’Istituto per Ciechi di Lecce” – Prof. Dott. Luigi Mangia, Coordinatore dei lavori del Seminario; – Ore 10:15 – L’impegno dell’”Antonacci” per la assistenza medica, psico-pedagogica e riabilitativa attraverso il Centro di Ipovisione. Obiettivi. – Antonio Maggiore, Responsabile del Centro di Ipovisione – Ore 10:30 – “La legislazione sull’handicap spesso disattesa” – Professor Vincenzo Tondi della Mura – Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi del Salento – Ore 10:45 – “Il Dipartimento di Riabilitazione e il Centro di ipovisione, 10 anni di sodalizio: un’équipe integrata per il benessere visivo” – Dott. Franco Farì, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione della ASL di Lecce – Ore 11:00 – “Ipovisione e Riabilitazione: stato dell’arte” – Professor Sergio Zaccaria Scalinci, Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Bologna – Ore 11:15 “Il Centro di ipovisione al servizio del territorio: i nostri numeri dal 2006 a oggi attraverso la riabilitazione e la prevenzione” – Dott.ssa Maria Rosaria Franco, Dirigente medico Oculista e Responsabile Medico del Centro di Ipovisione dell’”Antonacci” – Ore 11:30 – Dibattito – Ore 11:50 – Conclusioni del Dott. Antonio Donno, Vicepresidente dell’Istituto “Antonacci”. Nel corso del Seminario, interverrà il Direttore Generale della ASL di Lecce, Avv. Valdo Mellone. Al termine del Seminario, la stampa e chiunque ne abbia interesse sarà invitato a visitare il Centro di Ipovisione. ___________________________

Pagina pubblicata il 25 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2014

Ipovisione, a Lecce la riabilitazione guarda lontano

Foto di T. Melchiorre

Foto di T. MelchiorreIpovisione, a Lecce la riabilitazione guarda lontano Il 26 giugno si è tenuto un seminario organizzato dall’Istituto Antonacci La riabilitazione visiva degli ipovedenti ha fatto centro. L’Istituto Antonacci ha organizzato il 26 giugno a Lecce un seminario dedicato a questo argomento, in collaborazione con la Asl locale e la Sezione provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Come premessa bisogna sottolineare come sia fondamentale la prevenzione della malattie che causano danni visivi, le quali sono generalmente evitabili. Il seminario è stato “l’occasione di studio, di riflessione e di ricerca – scrive in una nota l’Istituto Antonacci – del grande tema della riabilitazione visiva dei minorati della vista di cui l’Antonacci vanta una lunga memoria; ancora, il seminario si propone di sviluppare le competenze in rete di tutte le Istituzioni che sono impegnate a promuovere e a garantire la riabilitazione della persona affetta da minorazione visiva”. Il seminario ha illustrato il ruolo che l’istituto ha avuto, ed ha, da oltre un secolo, nell’educazione e l’integrazione socio-lavorativa del cieco e dell’ipovedente. Gli interventi hanno dato particolare rilievo al rapporto istituzionale di collaborazione che da ben 10 anni si è instaurato tra la ASL di Lecce, il Dipartimento di Riabilitazione e l’Istituto Antonacci attraverso tre convenzioni. L’obiettivo dei lavori è stato anche lo sviluppo e l’integrazione in rete fra tutte le Istituzioni che sono impegnate a promuovere e a garantire la riabilitazione della persona affetta da minorazione visiva. L’Istituto per Minorati della Vista “Anna Antonacci”, , ha promosso un Seminario sulle problematiche relative all’ipovisione e alla cecità organizzato dal signor Antonio Maggiore, delegato dall’Istituto Antonacci, per il Centro di Ipovisione. All’evento ha partecipato, tra l’altro, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus: il suo Presidente, l’avv. Giuseppe Castronovo, ha portato il suo saluto in apertura dei lavori. Hanno preso parte all’evento anche il Segretario Generale della IAPB Italia onlus, Tiziano Melchiorre, e il Vicepresidente Michele Corcio. Al termine della mattinata – che ha visto susseguirsi una serie d’interventi di docenti e medici oculisti – gli interessati hanno potuto visitare il Centro d’Ipovisione pugliese.

Fonte: Istituto Antonacci Indirizzo: Centro di Educazione e Riabilitazione Visiva per Ipovedenti (C.E.R.V.I.) Istituto per Minorati della Vista “Anna Antonacci” Via Scipione de Summa, 1 – Lecce Sala Conferenze, I piano Programma 26 giugno 2014 – Ore 9:00– Accreditamento dei partecipanti; – Ore 9:30 – Saluto del Presidente dell’Istituto “Anna Antonacci”, Dott. Maurizio Antico, del Direttore Generale della ASL di Lecce, Avv. Dott. Valdo Mellone, del Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Dott. Mario Barbuto, del Presidente Nazionale dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, Avv. Giuseppe Castronovo e delle Autorità presenti; – Ore 10:00 – “Le ragioni fondanti dell’”Antonacci” – breve excursus sulla storia dell’Istituto per Ciechi di Lecce” – Prof. Dott. Luigi Mangia, Coordinatore dei lavori del Seminario; – Ore 10:15 – L’impegno dell’”Antonacci” per la assistenza medica, psico-pedagogica e riabilitativa attraverso il Centro di Ipovisione. Obiettivi. – Antonio Maggiore, Responsabile del Centro di Ipovisione – Ore 10:30 – “La legislazione sull’handicap spesso disattesa” – Professor Vincenzo Tondi della Mura – Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi del Salento – Ore 10:45 – “Il Dipartimento di Riabilitazione e il Centro di ipovisione, 10 anni di sodalizio: un’équipe integrata per il benessere visivo” – Dott. Franco Farì, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione della ASL di Lecce – Ore 11:00 – “Ipovisione e Riabilitazione: stato dell’arte” – Professor Sergio Zaccaria Scalinci, Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Bologna – Ore 11:15 “Il Centro di ipovisione al servizio del territorio: i nostri numeri dal 2006 a oggi attraverso la riabilitazione e la prevenzione” – Dott.ssa Maria Rosaria Franco, Dirigente medico Oculista e Responsabile Medico del Centro di Ipovisione dell’”Antonacci” – Ore 11:30 – Dibattito – Ore 11:50 – Conclusioni del Dott. Antonio Donno, Vicepresidente dell’Istituto “Antonacci”. Nel corso del Seminario, interverrà il Direttore Generale della ASL di Lecce, Avv. Valdo Mellone. Al termine del Seminario, la stampa e chiunque ne abbia interesse sarà invitato a visitare il Centro di Ipovisione. ___________________________

Pagina pubblicata il 25 giugno 2014. Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2014