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Telemedicina, il futuro spalanca gli occhi

Telemedicina, il futuro spalanca gli occhi Sempre più prestazioni sanitarie potrebbero essere disponibili da remoto anche in Italia 30 aprile 2014 – Attraverso un “occhio” tecnologico verrà controllata sempre più spesso la nostra salute a distanza. Pensata soprattutto per anziani, malati cronici, disabili e bambini, la telemedicina potrà presto diventare realtà concreta in Italia. Infatti già a fine febbraio la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un documento (Linee d’indirizzo nazionali) in cui si prospettano una serie di servizi sanitari telematici. Si potranno utilizzare, ad esempio, smartphone, tablet e computer per accedere a un controllo medico oppure a un percorso di riabilitazione (ovviamente anche visiva). Prestazioni sanitarie a distanza Le prestazioni sanitarie “teleguidate” consentiranno di trasmettere al medico e a chi fa assistenza parametri clinici e biologici, e di effettuare addirittura interventi d’emergenza più efficaci, anche nelle zone più isolate e impervie del Paese, grazie a strumenti tecnologici che possono consentire di tamponare le urgenze già da remoto. La telemedicina non è né Facebook né e-mail Tuttavia, si precisa in un documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la telemedicina “non rappresenta una specialità medica separata, ma è uno strumento che può essere utilizzato per estendere la pratica tradizionale oltre gli spazi fisici abituali”. Come a dire che la visita a distanza non può sostituire la visita di persona ma può essere, al massimo, complementare. Inoltre, si legge ancora nel documento, “non rientrano nella telemedicina portali di informazioni sanitarie, social network, forum, newsgroup, posta elettronica o altro”. Dunque la sanità elettronica a distanza ha più chance di divenire realtà in Italia. Anche presso il Polo Nazionale – struttura fondata dalla IAPB Italia onlus presso il Policlinico A. Gemelli – è in cantiere un progetto di telemedicina (esercizi per la riabilitazione visiva da remoto). In Kenya controlli oculistici con smartphone Un progetto di telemedicina è in corso in dieci scuole del Kenya. Gli ideatori sono inglesi: consiste nell’effettuare un controllo oculistico in aree rurali del Paese africano usando uno smartphone con l’aggiunta di un accessorio (un cappuccio di plastica dotato di lente), che consente di scattare anche foto al fondo oculare (area centrale della retina, senza dilatazione della pupilla). Poi le immagini vengono inviate al Moorfields Eye Hospital di Londra, dove sono valutate con attenzione. Nello stesso Paese sono già state visitate circa 5000 persone ricorrendo sempre alla telemedicina. Lo stesso kit è stato impiegato su anziani. Sempre con uno smartphone di nuova generazione è stato possibile diagnosticare la cataratta e i vizi refrattivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) nonché la presbiopia.

Fonti principali: Regioni.it, Adnk., Presidenza del Consiglio dei Ministri, Bbc, University of St. Andrews

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