Istat, le malattie croniche sono più diffuse

Istat, le malattie croniche sono più diffuse In Italia si ricorre più spesso alle visite specialistiche e i servizi sanitari pubblici hanno un alto indice di gradimento Più patologie croniche, più depressione, più ricorso a visite specialistiche ad eccezione del dentista. È questo il trinomio che sintetizza il nuovo Rapporto Istat “Tutela della salute e accesso alle cure”. Il quale però evidenzia anche altri aspetti: confrontando il 2013 col 2005 è indicativamente stabile la salute fisica percepita dalla popolazione mentre è in peggioramento quella mentale. Vengono promossi i servizi sanitari pubblici con un voto alto. In Italia diminuiscono i forti fumatori, ma aumentano i giovani che iniziano a fumare. Crescono gli obesi e solo poco più del 20% della popolazione pratica regolarmente un’attività fisica. L’invecchiamento della popolazione italiana “Quella italiana – spiega l’Istat – è una popolazione che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse. Rispetto al 2005, diminuiscono malattie respiratorie croniche e artrosi – la popolazione che invecchia proviene da esperienze di vita sempre più sane – mentre aumentano tumori maligni, Alzheimer e demenze senili anche perché c’è maggiore capacità di riconoscere le malattie“. Una persona su tre fa uso di medicinali quotidianamente. Depressione problema mentale più diffuso La depressione è il problema di salute mentale più diffuso e il più sensibile all’impatto della crisi : riguarda circa 2,6 milioni di persone a cui è stata diagnosticata (4,3%, percentuale che sale al 10,1% tra chi ha almeno 65 anni), con prevalenze doppie tra le donne in tutte le fasce di età. Una delle cause di depressione può essere, tra l’altro, anche una riduzione importante delle capacità visive fino all’ipovisione e alla cecità (vedi “ Come dimezzare il rischio depressione da AMD ”). Quasi 2 milioni le persone con limitazioni quotidiane Il 3,4% della popolazione di 6 anni e più riferisce limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane, vale a dire, ha difficoltà ad espletare le principali attività di cura della persona (come vestirsi o spogliarsi, lavarsi mani, viso, o il corpo, tagliare e mangiare il cibo). Complessivamente, sono quasi 2 milioni le persone con questo tipo di limitazioni, ma oltre la metà è ultraottantenne. Tanto fumo, poco movimento, meno salute Diminuiscono i forti fumatori , ma aumenta la percentuale di adolescenti e giovani donne che iniziano a fumare prima dei 14 anni (passando da 7,6% a 10,5%). È obeso l’11,2% degli adulti, quota in aumento sia rispetto al 2000 (erano il 9,5%), che al 2005 (10%). Nel 2013 solo il 20,6% della popolazione con almeno 5 anni d’età pratica un’attività fisica ritenuta protettiva per la salute secondo la definizione dell’Oms: il 25,9% tra gli uomini ed il 15,6% tra le donne. Più visite specialistiche ma non dal dentista Aumentano le persone che ricorrono a visite mediche specialistiche, escluse quelle odontoiatriche (11,9% nel 2005 e 14,8% nel 2013) e diminuiscono le visite dal dentista del 30%. Si dimezza il ricorso alle terapie non convenzionali rispetto al 2000, da 15,8% a 8,2%. Complice la crisi, l’uso di rimedi omeopatici scende dal 7% al 4,1% tra il 2005 e il 2013. Promossi i servizi sanitari Il livello di soddisfazione dei servizi sanitari pubblici è elevato tra chi ne ha fruito (voto: 8 su 10). Per quanto riguarda la prevenzione “il ricorso a controlli diagnostici specifici (colesterolo, glicemia nel sangue o pressione arteriosa) – scrive l’Istat – è uno strumento molto efficace nella diagnosi precoce di diabete, ipertensione e ipercolesterolemia, a loro volta legati ad un aumento del rischio di insorgenza di molte gravi patologie, soprattutto di tipo cardiovascolare, prima causa di morte in Italia. Negli ultimi anni, per prevenire i tumori del colon, che si stanno diffondendo rapidamente nella popolazione, sono stati attivati vari programmi di screening”. Retina di diabetico Un adulto su sei non controlla colesterolo, glicemia o pressione Tra le persone di 18 anni e più, la quota di chi ha dichiarato di essersi sottoposto almeno una volta nel corso della vita a controlli per misurare il livello del colesterolo è dell’85,2%, in aumento rispetto al 2005 (81,9%), come del resto è avvenuto per gli altri controlli preventivi. Prevalenze simili si riscontrano, infatti, per il controllo della glicemia (84,8%) e della pressione arteriosa (86,6%). Mentre il diabete può provocare retinopatia diabetica , l’ipertensione può causare retinopatia ipertensiva . Il balzo del diabete Tra chi ha almeno 65 anni i diabetici sono passati dal 14,8% del 2005 al 17,6% del 2013. Nella popolazione in generale, invece, in meno di un decennio l’incidenza è salita dal 4,9 al 5,6%. Accanto a una tendenza alla crescita dovuta anche a stili di vita sbagliati (alimentazione poco sana, sedentarietà), va detto però che una maggiore attenzione al problema di salute può contribuire esso stesso a un aumento dei casi diagnosticati. Circa 900 mila con difficoltà visive, d’udito e nella parola Le difficoltà nella sfera dei sensi e della comunicazione, in particolare le difficoltà nel vedere, nell’ascoltare o nel parlare, coinvolgono circa 900 mila persone di 6 anni e più, pari all’1,5% della popolazione della stessa età. Secondo un precedente rapporto i ciechi in Italia sono 362 mila, mentre gli ipovedenti si stima che siano almeno un milione.

Fonte principale: Istat Pagina pubblicata l’11 luglio 2014.

Ultima modifica: 31 luglio 2014

Come dimezzare il rischio depressione da AMD

Secondo un nuovo studio americano la riabilitazione visiva “integrata” consente di ottenere risultati migliori

La riduzione delle capacità visive fino all’ipovisione e alla cecità può trasformarsi in un dramma psicologico. In particolare può causare depressione, ma questo rischio può essere dimezzato grazie una riabilitazione visiva “integrata”, che comprenda anche una psicoterapia. A stabilirlo è uno studio americano pubblicato sulla rivista Ophthalmology che– finanziato dal National Eye Institute – ha coinvolto ipovedenti colpiti da AMD (degenerazione maculare legata all’età).

L’importanza dello stile di vita

Solo negli Usa si stima che circa due milioni di persone ultracinquantenni siano diventate cieche a causa di questa malattia retinica, mentre complessivamente otto milioni di persone sono agli stadi iniziali di AMD che – oltre a ragioni genetiche – ha anche cause modificabili: bisogna smettere di fumare, praticare regolarmente esercizio fisico e mangiare alimenti ricchi di vitamine e acidi grassi (omega-3 e omega-6, contenuti soprattutto nel pesce).

Il rischio depressione dei malati

Con un’importante riduzione delle capacità visive centrali non si riesce più a guidare, a riconoscere i volti, a leggere, ecc. Di conseguenza diventa più facile rinchiudersi in casa e si rischia di cadere in depressione: ciò avviene in circa un terzo delle persone colpite a entrambi gli occhi da AMD.

L’attivazione comportamentale per gli ipovedenti

Sugli ipovedenti partecipanti allo studio statunitense una strategia psicologica denominata “attivazione comportamentale” ha avuto un esito positivo nella metà dei casi. I 188 partecipanti sono stati reclutati presso un ospedale di Philadelphia: avevano in media 84 anni, in un caso su due vivevano soli ed erano in maggioranza donne (70 per cento). Tutti avevano una vista inferiore ai tre decimi scarsi con la migliore correzione visiva possibile (ossia con le lenti più adatte). I partecipanti manifestavano leggeri segni depressivi e, dunque, erano a rischio di sviluppare una depressione clinica sulla base dei questionari somministrati.

Approccio riabilitativo globale

In generale si è constatato che una riabilitazione globale, che tenga conto della totalità della persona, dà buoni risultati. Infatti un intervento integrato sull’ipovedente – che comprenda anche aspetti di tipo psicologico – ha dimezzato l’incidenza dei disturbi depressivi nelle persone colpite da AMD, malattia che danneggia il centro della retina. “Man mano che la popolazione invecchia – si legge nelle conclusioni dello studio anticipato on-line nel sito di Ophthalmology – aumenteranno il numero di persone affette da AMD e gli effetti collaterali di una depressione associata. Promuovere l’interazione tra oculista, l’optometrista, specialisti in riabilitazione, psichiatri e psicologi comportamentali può prevenire la depressione”. è una strategia utilizzata per superare o per evitare la depressione: consiste nell’identificare e svolgere attività piacevoli, stimolanti e, dunque, attivanti che aiutano a uscire da uno stato di passività e di inedia.

Fonti: Ophthalmology, National Eye Institute

LEA, Italia spaccata in due

LEA, Italia spaccata in due Solo metà delle regioni italiane garantisce i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Il Ministero della Salute promuove in prevenzione solo nove regioni L’Italia è spaccata in due sul piano sanitario. Metà delle regioni italiane (concentrate al Sud) non riesce, infatti, a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA). Il “verdetto“ è contenuto in un documento pubblicato ai primi di luglio dal Ministero della Salute. Al Nord l’unica regione a essere bocciata è il Piemonte, mentre sono complessivamente otto le regioni che hanno superato l’esame nel 2012: Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Toscana, Marche e Basilicata. Cartellino rosso, invece, per le altre regioni, compreso il Lazio. Tuttavia quest’ultimo è stato promosso in prevenzione assieme alle altre otto citate. A preoccupare molti cittadini sono le liste d’attesa. Su questo piano le cosiddette “pecore nere” sono – a giudizio del Dicastero della Salute – non solo il Lazio, la Campania e il Molise, ma anche il Piemonte e l’Abruzzo. Le prime tre regioni, inoltre, sono state bocciate anche in riabilitazione. Le uniche due regioni ad ottenere tutti “sì” senza riserva sono il Veneto e la Lombardia, ovviamente quelle più virtuose. Sull’altra sponda (quelle che hanno collezionato il maggior numero di “no”) ci sono il Lazio, la Calabria, la Campania e il Molise. Tra i numerosi parametri considerati compaiono l’assistenza ospedaliera, quella domiciliare, il sistema telefonico di prenotazione di visite ed esami diagnostici (Cup regionale) e il controllo della spesa farmaceutica.

Fonte documentale: Verifica Adempimenti Lea (Ministero della Salute)

Pagina pubblicata il 9 luglio 2014.

Ultima modifica: 31 luglio 2014

Alla ricerca delle staminali corneali

Alla ricerca delle staminali corneali Se una zona della superficie oculare chiamata limbus non è più attiva si va incontro a cecità 7 luglio 2014 – La cornea è una lente naturale che delimita il confine tra i nostri occhi e il mondo esterno: se diventa opaca si diviene ciechi perché non filtra più la luce attraverso la pupilla. Nel caso in cui una zona ricca di cellule staminali – posta sulla superficie oculare in corrispondenza del bordo dell’iride (il limbus ) – non fornisca più un numero adeguato di cellule di ricambio corneali, normalmente bisogna ricorrere al trapianto di cornea . Ora però un’équipe di ricercatori americani è riuscita a individuare un segno distintivo delle staminali corneali, in modo da coltivarle in vitro e reimpiantarle nell’occhio danneggiato. Una specifica molecola, con un nome simile a una targa automobilistica (ABCB5), contraddistingue infatti le rare staminali limbari dalle altre cellule. L’apporto di staminali limbari si è già rivelato molto utile contro le causticazioni, le ustioni e altri danni della superficie oculare; tuttavia uno dei due occhi deve avere preservato almeno l’integrità di parte del limbus, altrimenti non si possonoOcchio dopo trapianto di staminali limbari prelevare le staminali stesse, che sono vere e proprie cellule rigeneranti dei tessuti. Lo studio è il frutto di una collaborazione tra il Massachusetts Eye and Ear/Schepens Eye Research Institute, il Boston Children’s Hospital, il Brigham and Women’s Hospital and il Veteran Affair Boston Healthcare System .

Leggi anche: “Staminali limbari per rigenerare la cornea

Fonti: Nature , Massachusetts Eye and Ear Infirmary

Patto per la salute definito per il 2014-’16

Ministero della Salute

Ministero della SalutePatto per la salute definito per il 2014-’16 Il documento del Ministero della Salute tratta di argomenti che vanno dalla sanità digitale all’umanizzazione delle cure Spesa sanitaria, sanità digitale, riabilitazione integrata e umanizzazione delle cure. Sono questi alcuni degli argomenti affrontati dal Patto per la salute 2014-2016. Sotto i riflettori è anche l’esenzione dai ticket: sotto la lente finiranno reddito e composizione del nucleo familiare, sicuramente con criteri più stringenti. Aumento di spesa per il SSN Complessivamente si prevede un aumento del livello di finanziamento statale del Servizio sanitario nazionale: si potrà passare da circa 110 miliardi di euro nel 2014 a oltre 115,4 miliardi per il 2016 (pari a un incremento di circa il 5%). Il documento viene proposto dal Governo italiano, in particolare dal Ministero della Salute, e viene discusso assieme alle Regioni, con cui è stato raggiunto un accordo dopo diversi incontri e qualche polemica. Potenziamento assistenza territoriale Si intende, inoltre, potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio. Nel documento si parla di “rafforzamento dei servizi sanitari regionali”. Anche alla prevenzione e alla ricerca sono dedicati due paragrafi specifici. Verso una riduzione delle esenzioni dai ticket Il documento contiene poi una serie di annunci. Ad esempio, si promette che ticket e le esenzioni verranno rivisti entro fine novembre per garantire una sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. A questo scopo verrà considerato non solo il reddito, ma anche la composizione della famiglia. Solo successivamente verrà considerata la condizione economica dell’intero nucleo familiare. Il tutto con “chiarezza e semplicità applicativa”. Aggiornamento dei Lea entro fine anno Si promette, inoltre, un aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) con uno specifico decreto del Ministero della Salute – di concerto col Ministro dell’economia e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni – da approvare entro la fine del 2014. “Il testo contiene poi una serie di novità che – scrive il sito del Sole 24 Ore Sanità – faranno anche spendere meno razionalizzando e i risparmi rimarranno nel Servizio sanitario nazionale. Tra le voci di risparmio ci sono proprio i Lea (900 milioni in tre anni è la previsione) e i farmaci”. Più sanità digitale L’articolo 13 della bozza del Piano per la salute verte, invece, sull’edilizia sanitaria, gli investimenti e l’ammodernamento tecnologico, tra cui la sanità digitale. Si mira, tra l’altro, a mettere a punto un sistema elettronico di monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza e dei relativi costi. Insomma, si vuole una sanità più moderna, efficiente e meno spendacciona. “prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)” (Ministero della Salute) Per ulteriori aggiornamenti clicca qui Leggi pdf con la “road map“ del Patto per la Salute

Fonte documentale: Sole 24 Ore Sanità

Pagina pubblicata il 3 luglio. Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2014

Patto per la salute definito per il 2014-’16

Ministero della Salute

Ministero della SalutePatto per la salute definito per il 2014-’16 Il documento del Ministero della Salute tratta di argomenti che vanno dalla sanità digitale all’umanizzazione delle cure Spesa sanitaria, sanità digitale, riabilitazione integrata e umanizzazione delle cure. Sono questi alcuni degli argomenti affrontati dal Patto per la salute 2014-2016. Sotto i riflettori è anche l’esenzione dai ticket: sotto la lente finiranno reddito e composizione del nucleo familiare, sicuramente con criteri più stringenti. Aumento di spesa per il SSN Complessivamente si prevede un aumento del livello di finanziamento statale del Servizio sanitario nazionale: si potrà passare da circa 110 miliardi di euro nel 2014 a oltre 115,4 miliardi per il 2016 (pari a un incremento di circa il 5%). Il documento viene proposto dal Governo italiano, in particolare dal Ministero della Salute, e viene discusso assieme alle Regioni, con cui è stato raggiunto un accordo dopo diversi incontri e qualche polemica. Potenziamento assistenza territoriale Si intende, inoltre, potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio. Nel documento si parla di “rafforzamento dei servizi sanitari regionali”. Anche alla prevenzione e alla ricerca sono dedicati due paragrafi specifici. Verso una riduzione delle esenzioni dai ticket Il documento contiene poi una serie di annunci. Ad esempio, si promette che ticket e le esenzioni verranno rivisti entro fine novembre per garantire una sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. A questo scopo verrà considerato non solo il reddito, ma anche la composizione della famiglia. Solo successivamente verrà considerata la condizione economica dell’intero nucleo familiare. Il tutto con “chiarezza e semplicità applicativa”. Aggiornamento dei Lea entro fine anno Si promette, inoltre, un aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) con uno specifico decreto del Ministero della Salute – di concerto col Ministro dell’economia e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni – da approvare entro la fine del 2014. “Il testo contiene poi una serie di novità che – scrive il sito del Sole 24 Ore Sanità – faranno anche spendere meno razionalizzando e i risparmi rimarranno nel Servizio sanitario nazionale. Tra le voci di risparmio ci sono proprio i Lea (900 milioni in tre anni è la previsione) e i farmaci”. Più sanità digitale L’articolo 13 della bozza del Piano per la salute verte, invece, sull’edilizia sanitaria, gli investimenti e l’ammodernamento tecnologico, tra cui la sanità digitale. Si mira, tra l’altro, a mettere a punto un sistema elettronico di monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza e dei relativi costi. Insomma, si vuole una sanità più moderna, efficiente e meno spendacciona. “prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket)” (Ministero della Salute) Per ulteriori aggiornamenti clicca qui Leggi pdf con la “road map“ del Patto per la Salute

Fonte documentale: Sole 24 Ore Sanità

Pagina pubblicata il 3 luglio. Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2014

Molly in visita al Polo Nazionale

Molly in visita al Polo Nazionale Il 4 luglio è stata al Policlinico A. Gemelli una bimba inglese malata di retinite pigmentosa: la sua famiglia vuole farle vivere più esperienze visive possibiliMolly Sta accumulando molti ricordi nuovi per quando perderà la vista: parliamo di Molly, una bambina inglese la cui storia ha fatto il giro del mondo. La retinite pigmentosa da cui è affetta è una malattia genetica che porta alla cecità, eppure la sua famiglia non si è rassegnata. Grazie a un appello postato su Facebook dalla madre sono piovuti fondi e solidarietà oltre le aspettative: ora può girare il mondo e fare nuove esperienze da raccontare e rivivere in futuro. Già oggi, oltre a essere miope, sta vivendo una riduzione del campo visivo. In viaggio a Roma dal 3 al 6 luglio 2014, tutta la famiglia di Molly venerdì 4 luglio ha visitato il Policlinico Agostino Gemelli, in particolare il Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva , un importante centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra i desideri elencati dalla piccola ci sono quello di vedere lo zoo di Londra, le piramidi egizie, la Scozia… Il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’avv. Giuseppe Castronovo, le ha voluto donare anche il viaggio in Italia. Presso il Polo Nazionale Molly potrà, in futuro, apprendere tecniche utili a mantenere la sua autonomia e scoprire strumenti anche parlanti che, un giorno, le saranno utili per continuare il suo percorso di vita. Nel frattempo il suo “magazzino dei ricordi” si amplierà ulteriormente. Tutte le immagini che riuscirà a memorizzare potranno, infatti, esserle di grande aiuto quando sarà grande e vedrà molto meno di ora (fino alla cecità, che in questo caso la scienza medica considera per ora inevitabile).

Link utile: Daily Mail

Pagina pubblicata il 2 luglio 2014. Ultimo aggiornamento: 7 luglio

Molly in visita al Polo Nazionale

Molly in visita al Polo Nazionale Il 4 luglio è stata al Policlinico A. Gemelli una bimba inglese malata di retinite pigmentosa: la sua famiglia vuole farle vivere più esperienze visive possibiliMolly Sta accumulando molti ricordi nuovi per quando perderà la vista: parliamo di Molly, una bambina inglese la cui storia ha fatto il giro del mondo. La retinite pigmentosa da cui è affetta è una malattia genetica che porta alla cecità, eppure la sua famiglia non si è rassegnata. Grazie a un appello postato su Facebook dalla madre sono piovuti fondi e solidarietà oltre le aspettative: ora può girare il mondo e fare nuove esperienze da raccontare e rivivere in futuro. Già oggi, oltre a essere miope, sta vivendo una riduzione del campo visivo. In viaggio a Roma dal 3 al 6 luglio 2014, tutta la famiglia di Molly venerdì 4 luglio ha visitato il Policlinico Agostino Gemelli, in particolare il Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva , un importante centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra i desideri elencati dalla piccola ci sono quello di vedere lo zoo di Londra, le piramidi egizie, la Scozia… Il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’avv. Giuseppe Castronovo, le ha voluto donare anche il viaggio in Italia. Presso il Polo Nazionale Molly potrà, in futuro, apprendere tecniche utili a mantenere la sua autonomia e scoprire strumenti anche parlanti che, un giorno, le saranno utili per continuare il suo percorso di vita. Nel frattempo il suo “magazzino dei ricordi” si amplierà ulteriormente. Tutte le immagini che riuscirà a memorizzare potranno, infatti, esserle di grande aiuto quando sarà grande e vedrà molto meno di ora (fino alla cecità, che in questo caso la scienza medica considera per ora inevitabile).

Link utile: Daily Mail

Pagina pubblicata il 2 luglio 2014. Ultimo aggiornamento: 7 luglio

Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni Eseguito con successo un trapianto all’Ospedale Bambino Gesù, è uno dei pochissimi al mondo 1 Luglio 2014 – La visione di un bambino di 7 anni è stata salvata con l’hi-tech. Infatti gli stata trapianta con successo una cornea artificiale: così ha potuto recuperare la vista al suo occhio destro, colpito da un trauma che aveva già costretto a numerosi interventi chirurgici. Si tratta della prima operazione di questo genere effettuata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma ed è una delle pochissime realizzate nel mondo sui bimbi. “Regolare il decorso post-operatorio del piccolo paziente – assicura l’Ospedale pediatrico romano in una nota – che, a distanza di pochi giorni, ha potuto riprendere la sua vita normale”. La cornea ha un ruolo particolarmente importante perché è una sorta di lente che coincide con la superficie dell’occhio: la sua trasparenza deve essere praticamente perfetta. “La cornea artificiale – spiega il Bambino Gesù – è paragonabile ad una lente simile ad una cornea naturale composta in parte da tessuto sintetico, in parte da tessuto umano. La peculiarità di questo tipo di trapianto è che non può dare rigetto, mentre è elevato il rischio di infezione. Tale rischio è maggiore tra i bambini perché meno in grado degli adulti di tenere sempre pulito e protetto l’occhio al quale, dopo l’operazione, viene applicata una lente a contatto in modo permanente”.

Fonte: Ospedale Bambino Gesù

Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)

Cornea artificiale trapiantata (Immagine: Ospedale Bambino Gesù di Roma)Cornea artificiale per un bimbo di 7 anni Eseguito con successo un trapianto all’Ospedale Bambino Gesù, è uno dei pochissimi al mondo 1 Luglio 2014 – La visione di un bambino di 7 anni è stata salvata con l’hi-tech. Infatti gli stata trapianta con successo una cornea artificiale: così ha potuto recuperare la vista al suo occhio destro, colpito da un trauma che aveva già costretto a numerosi interventi chirurgici. Si tratta della prima operazione di questo genere effettuata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma ed è una delle pochissime realizzate nel mondo sui bimbi. “Regolare il decorso post-operatorio del piccolo paziente – assicura l’Ospedale pediatrico romano in una nota – che, a distanza di pochi giorni, ha potuto riprendere la sua vita normale”. La cornea ha un ruolo particolarmente importante perché è una sorta di lente che coincide con la superficie dell’occhio: la sua trasparenza deve essere praticamente perfetta. “La cornea artificiale – spiega il Bambino Gesù – è paragonabile ad una lente simile ad una cornea naturale composta in parte da tessuto sintetico, in parte da tessuto umano. La peculiarità di questo tipo di trapianto è che non può dare rigetto, mentre è elevato il rischio di infezione. Tale rischio è maggiore tra i bambini perché meno in grado degli adulti di tenere sempre pulito e protetto l’occhio al quale, dopo l’operazione, viene applicata una lente a contatto in modo permanente”.

Fonte: Ospedale Bambino Gesù