Sicilia, occhio ai check-up oculistici

Sicilia, occhio ai check-up oculistici Intenso programma di controlli gratuiti in diverse città della grande isola fino a dicembre Le bellezze naturalistiche e artistiche della Sicilia vengono apprezzate meglio con una buona vista. Dunque si può cogliere l’occasione per un check-up oculistico gratuito a bordo di un’Unità mobile oftalmica, che gira instancabilmente la grande isola grazie al Consiglio Regionale dell’ Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sicilia onlus . Da Trapani a Siracusa, passando per Enna e Palermo. È disponibile on-line il calendario dei controlli oculistici a bordo dell’Unità mobile oftalmica sino a dicembre 2014, che si svolgeranno anche nelle scuole. Annualmente le persone sottoposte a check-up oculistico gratuito in Sicilia sono stimate attorno alle 15-20 mila l’anno e, in diversi casi, sono state diagnosticate malattie della vista. Spesso i problemi visivi e persino l’ipovisione e la cecità possono essere prevenuti. Per non rischiare di diventare come Omero (il non vedente più celebre) sono, quindi, auspicabili controlli periodici della salute oculare. Il prossimo grande appuntamento dedicato alla prevenzione in tutta Italia sarà la Giornata mondiale della vista , che si celebrerà il 9 ottobre con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB)-Sezione italiana (trova la tua città).

Fonti: Uici Sicilia , IAPB-Sez. italiana

Pagina pubblicata il 25 settembre 2014.

Ultima modifica: 1 ottobre 2014

Tumori oculari in aumento

melanoma oculare

melanoma oculareTumori oculari in aumento Il 26 settembre al Policlinico A. Gemelli nuovo Congresso della Società Italiana di Oncologia Oculare 25 settembre 2014 – Aumentano i tumori oculari, crescono i timori e si moltiplicano gli impegni scientifici. Si tiene venerdì 26 settembre a Roma, presso il Policlinico A. Gemelli, il 19° Congresso della Società Italiana di Oncologia Oculare (SIOO). Le ragioni di un aumento dei tumori oculari sono diverse, compresi gli stili di vita errati oltre alle consuete cause genetiche. Uno dei fattori di rischio è l’esposizione eccessiva al sole (in particolare ai raggi ultravioletti) senza protezione con occhiali scuri dotati di buoni filtri. Anche se i tumori oculari sono rari, si possono diffondere facilmente al resto dell’organismo: hanno un’alta incidenza di metastasi. Le più frequenti forme tumorali degli occhi sono il melanoma dell’uvea e le neoplasie della congiuntiva. Il melanoma dell’uvea è il tumore intraoculare più frequente nell’adulto e presenta un’incidenza pari a 6-7 nuovi casi per milione di popolazione ogni anno. Il trattamento si avvale di terapie conservative quali la brachiterapia (si impianta temporaneamente dietro al bulbo oculare una ‘placca’ radioattiva) e la terapia radiante con protoni (per i tumori più gravi si ‘bombarda’ la massa tumorale con particelle ad alta energia). “Nell’ambito dei carcinomi e dei linfomi congiuntivali – anticipa Maria Antonietta Blasi, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Oculare – si è evidenziato un incremento della loro incidenza e una maggiore aggressività del carcinoma squamoso, ritenuto un tempo a basso grado di malignità”. Il Congresso SIOO – società scientifica presieduta da Emilio Balestrazzi (già ordinario di Oftalmologia all’Università Cattolica) – è anche l’occasione per presentare l’Associazione Oncologia Oculare onlus, con sede al Policlinico Gemelli, che si occuperà di fornire prevenzione e sostegno agli ammalati e alle famiglie, e di promuovere la conoscenza di tumori oculari e la formazione del personale. Vedi il programma

Link utile: Policlinico Gemelli

Farmaci, l’esercito dei senza ricetta

Farmaci, l’esercito dei senza ricetta Il fai-da-te è rischioso sia nella diagnosi che nell’acquisto di medicinali senza prescrizione e senza supervisione di un medico. L’acquisto “abusivo” riguarda soprattutto i giovani 23 settembre 2014 – Il fai-da-te ìmpera nel regno della salute degli italiani. Il problema è che può essere molto scriteriato. Ad esempio se ci si “autoprescrive” un farmaco senza essere medici e si va in farmacia senza ricetta anche laddove vige l’obbligo di legge. Il 23,4% delle persone assume, invece, farmaci con obbligo di prescrizione senza che alcuna ricetta medica. Questa è la percentuale contenuta in un rapporto che Demoskopea ha curato per un sito di medici (dottori.it). Antidolorifici, antibiotici, antistaminici e antipiretici: troppe “autoprescrizioni” La lista dei farmaci acquistati “abusivamente” è lunga. In particolare gli antidolorifici, indicati dal 55,1% degli interpellati (tra i 18 e i 65 anni). A seguire gli antibiotici, assunti di propria spontanea volontà dal 37% del campione considerato, gli antistaminici contro le allergie (28,8%), gli antipiretici per abbassare la febbre (20,3%) e persino gli psicofarmaci, che nell’ultimo anno sarebbero stati assunti almeno una volta senza aver chiesto il parere del medico dal 5,9% dai maggiorenni non anziani e da oltre il 10% fra i 25 e i 34 anni. Colliri terapeutici, necessaria una prescrizione dell’oculista Tra i farmaci acquistati senza prescrizione ci possono essere anche colliri terapeutici che dovrebbero, al contrario, essere sempre prescritti da un medico oculista. Perché, ad esempio, se si acquista un collirio cortisonico e si ha una lesione corneale si potrebbe persino peggiorare il quadro clinico. Non bisogna, infatti, mai sottovalutare i possibili effetti collaterali di un farmaco (rigorosamente riportati nel foglietto illustrativo) accanto alle sue potenzialità terapeutiche. Senza parlare degli ipocondriaci e della loro sindrome del “malato immaginario”: per tentare di curarsi da soli possono fare danni a se stessi. In Italia è digitale l’11% delle ricette In questo contesto stenta a decollare la digitalizzazione delle ricette mediche. Infatti secondo Promofarma solo l’11% delle ricette è digitale in Italia, mentre resiste la vecchia ricetta cartacea. Sono infatti a regime solo cinque regioni: Valle d’Aosta, Trentino, Veneto, Sicilia e Basilicata. Per le altre bisognerà ancora attendere. Sono infatti ancora sette le regioni in cui ancora è in corso una burocratica “definizione delle attività preliminari“ (Calabria, Abruzzo, Sardegna, Lazio, Umbria, Puglia, Alto Adige), mentre nelle rimanenti è in atto una “sperimentazione“. Chissà che la ricetta elettronica funzioni meglio di quella tradizionale.

Fonti di riferimento: Demoskopea, Adn , Benessereblog , Sole 24Ore-Sanità e Promofarma

Proteggere gli occhi dal cheratocono

Occhio colpito da cheratocono

Occhio colpito da cheratoconoProteggere gli occhi dal cheratocono Si è tenuto presso il Policlinico A. Gemelli un convegno su una malattia della superficie oculare che può essere trattata con nuove tecniche 22 settembre 2014 – Col cheratocono bisogna giocare d’anticipo. Si tratta, infatti, di una malattia che colpisce la superficie oculare (cornea), deformandola, causando aberrazioni visive (come se guardasse attraverso un vetro deformante). Per evitare l’ipovisione e il trapianto di cornea si può ricorrere a una tecnica che consente di rinforzare la superficie dell’occhio (chiamata cross-linking). Se n’è parlato sabato 20 settembre presso il Policlinico A. Gemelli di Roma, andando ad analizzare le nuove prospettive terapeutiche del trattamento del cheratocono. La migliore forma di cura è la prevenzione della deformazione della superficie dell’occhio (che assume l’aspetto di un cono ovvero di una protuberanza). Clinicamente il cheratocono si presenta con un astigmatismo che tende gradualmente ad aumentare fino a non esser più correggibile con occhiali e lenti a contatto. Tra l’altro si può realizzare una “mappa geografica” corneale per poterla “riparare” in modo mirato grazie al calore, sfruttando la riboflavina ossia la vitamina B2 che viene fissata mediante i raggi ultravioletti negli strati corneali, rinforzando così la superficie oculare. Se fino ad oggi si mirava esclusivamente a fermare la progressione della malattia, in futuro al Gemelli sarà probabilmente avviata una sperimentazione che potrà consentire di migliorare la vista dei malati. “II cheratocono – spiega Aldo Caporossi, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico Gemelli e uno dei pionieri del cross-linking corneale – è una distrofia ereditaria della cornea caratterizzata da un progressivo assottigliamento e incurvamento della stessa [cornea]. Tale patologia corneale si manifesta tipicamente in età adolescenziale e giovanile, anche se è frequente l’osservazione di casi a esordio in età pediatrica”. Il cheratocono è una malattia rara, con valori di prevalenza riportati che oscillano tra i 10 e i 600 casi su centomila persone, con una prevalenza media di 54,5 su centomila. La sua incidenza è di circa un caso ogni 2000 persone l’anno, sebbene oggi si possa diagnosticare più frequentemente (fino a un caso ogni 600 soggetti sani) grazie alla topografia e alla pachimetria corneale. Nei Paesi industrializzati il cheratocono è la prima causa di trapianto di cornea nei giovani. Dunque bisogna strizzare l’occhio… alla prevenzione!

Fonte di riferimento: Policlinico A. Gemelli

A Parigi con la prevenzione della cecità

Indiana operata di cataratta (Foto: G. Galante)

Indiana operata di cataratta (Foto: G. Galante)A Parigi con la prevenzione della cecità Si è svolto dal 18 al 21 settembre 2014 il Consiglio dei membri della IAPB La salute oculare è stata protagonista a Parigi. Dal 18 al 21 settembre si è tenuto nella capitale francese il Consiglio dei membri dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità ( IAPB ). Tra l’altro il 20 settembre si è parlato del Piano d’Azione Globale dell’Oms 2014-2019 per una salute oculare universale, che prevede un impegno mondiale focalizzato Bob McMullan, Presidente della IAPB internazionalesui problemi della vista. Non è mancato, inoltre, il tema del diabete , che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità colpisce 347 milioni di persone nel mondo. Per questo si è cercato di capire “come prepararsi a una possibile epidemia che riguarda il legame fra diabete e cecità”. Infatti gli zuccheri nel sangue, se non controllati, possono causare gravi danni oculari (vedi retinopatia diabetica ). All’appuntamento non sono mancate le curiosità quali la “ Vista cibernetica: un nuovo concetto ”, il titolo di una relazione di domenica 21 settembre. In programma ci sono stati anche argomenti più classici quali i risultati degli interventi chirurgici di cataratta , che sono i più eseguiti al mondo (anche se nei Paesi in via di sviluppo spesso non si hanno le risorse per effettuarli). Lo stesso giorno si è tenuto anche un discorso di benvenuto del Presidente della IAPB internazionale, l’australiano Bob McMullan. L’evento – a cui ha partecipato anche una delegazione della IAPB Italia onlus – si è svolto congiuntamente con l’Organizzazione per la Prevenzione della Cecità (OPC) ed è stato seguito dal meeting annuale delle organizzazioni non governative che si occupano di malattie tropicali dimenticate (22-25 settembre 2014), tra cui si annoverano il tracoma e l’oncocercosi.

Fonte di riferimento: IAPB int.

Pagina pubblicata il 18 settembre 2014. Ultimo aggiornamento: 23 settembre

ROP, il pericolo dei vasi retinici anomali

Retina di bambino prematuro

Retina di bambino prematuroROP, il pericolo dei vasi retinici anomali Nei neuroni della retina esiste un meccanismo di attivazione che potrebbe essere bloccato per salvare la vista ai neonati prematuri colpiti da retinopatia 17 settembre 2014 – La moltiplicazione indesiderata dei vasi retinici può danneggiare gravemente la retina. È ciò che può avvenire nei nati prematuri, che rischiano di contrarre una forma di Nati prematuri nelle incubatriciretinopatia (ROP). Dunque si cercano gli “indiziati” che fanno scatenare questi meccanismi oppure li agevolano. Un’équipe di ricercatori canadesi – in uno studio pubblicato su Nature Medicine – ha individuato un recettore (F2rl1 o Par2) presente nei neuroni retinici che “migra” dalla membrana cellulare verso il nucleo della cellula promuovendo così la crescita dei vasi sanguigni anomali. Intervenendo su questo meccanismo si potrebbero mettere a punto nuovi trattamenti per prevenire la cecità causata dalla retinopatia del prematuro che può, se non trattata bene, causare persino un distacco di retina. Secondo un precedente studio svedese la probabilità che questo avvenga è pari fino a 19 volte in più rispetto ai nati non prematuri. Vedi anche: “ ROP, il successo col trattamento laser precoce

Fonte: Nature Medicine

Miopia elevata, il vizio refrattivo più “pericoloso”

Bulbo oculare

Miopia elevata, il vizio refrattivo più “pericoloso” Danni retinici irreversibili sono la causa più frequente di minorazione visiva nei forti miopi 15 settembre 2014 – Inforcare solo gli occhiali non ci protegge da eventuali problemi retinici. Se siamo fortemente miopi, infatti, la nostra salute visiva è più a rischio. Un gruppo di ricercatori olandesi è giunto alla conclusione che, tra i diversi vizi refrattivi ( miopia , astigmatismo , ipermetropia ), la vista “cortissima” è proprio quella che mette maggiormente a rischio la nostra macula . Più la miopia è elevata, tanto più probabili sono i problemi al centro della retina. Dunque, ovviamente le persone con forte miopia devono farsi controllare più spesso dall’oculista e sottoporsi a regolare esame del fondo oculare . I ricercatori olandesi hanno preso in considerazione 6597 persone che avevano partecipato allo studio Rotterdam I (con cinque visite oculistiche ciascuna) e 2579 partecipanti del Rotterdam II (prima visita e poi due successive). Tutti i partecipanti avevano almeno 55 anni. La classifica finale del rischio cumulativo di ipovisione o cecità (supponendo che sia pari a zero a 55 anni d’età) è la seguente (a 85 anni d’età): 1)forte miopia: 33,7%; 2)forte ipermetropia: 15,3%; 3)emmetropia (vista normale): 9,5%. “Le principali cause di minorazione visiva – scrivono i ricercatori su Ophthalmology – nelle persone fortemente ipermetropi sono la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), la cataratta e una combinazione delle due cause (25% ciascuna); nelle persone fortemente miopi la causa principale è la degenerazione maculare miopica (38,9%). Le cause principali di disabilità visiva per altre categorie di errore refrattivo sono l’AMD e la cataratta. Facendo un confronto con gli emmetropi [coloro che vedono bene, ndr], i miopi elevati hanno un rischio significativamente più elevato, nel corso della loro vita, di essere colpiti da minorazione visiva”.

Fonte: Ophthalmology

Quello stress ossidativo da tenere d’occhio

Quello stress ossidativo da tenere d’occhio L’alimentazione può contribuire alla prevenzione delle malattie oculari così come l’esercizio fisico regolare 12 settembre 2014 – Nell’alimentazione anche l’occhio vuole la sua parte. Assumendo alcuni cibi e bevande si può aiutare la prevenzione di una serie di malattie che colpiscono la vista: dalla degenerazione maculare legata all’età al glaucoma . Insomma, un buon bicchiere di vino rosso ai pasti, molta frutta e verdura nonché il pesce (ricco di Omega-3) possono dare una mano a vedere meglio il mondo. Una serie di studi vanno in questa direzione. Recentemente l’Università di Valencia (Spagna) ha firmato un articolo sulla relazione tra alimentazione e glaucoma, una malattia che può causare un danno irreversibile al nervo ottico , ilFrutta e verdura sono importanti per la salute, anche quella visiva più delle volte a causa di una pressione oculare troppo elevata. Anche se diverse patologie oculari hanno un’origine genetica, si può intervenire su una serie di fattori modificabili, tra cui la dieta e l’esercizio fisico. Praticare regolarmente sport può persino contribuire ad abbassare la pressione intraoculare ( clicca qui per approfondire). Inoltre bisogna smettere di fumare. Lo stress ossidativo non va mai sottovalutato: accelera l’invecchiamento cellulare. Per questo gli antiossidanti – contenuti in una serie di cibi – contribuiscono a prevenire una serie di malattie, tra cui alcune oculari. Un’alimentazione varia e completa – eventualmente coadiuvata da complementi alimentari – può contribuire a contrastare, oltre al glaucoma e all’AMD, anche l’occhio secco e la retinopatia diabetica . Diverse malattie oculari possono causare ipovisione e cecità, riducendo nettamente la qualità della vita. Però la disabilità visiva si può spesso evitare: i check-up oculistici periodici sono d’obbligo così come l’adozione di corretti stili di vita.

Link utile: Alimentazione corretta secondo il Ministero della Salute

Fonti: Clin. Interv. Aging , Archivos de la Sociedad Española de Oftalmología

Glaucoma, possibile ruolo del sistema linfatico

Glaucoma, possibile ruolo del sistema linfatico La malattia ha una base genetica. Se ci sono altri casi in famiglia bisogna controllare più spesso la pressione oculare 10 settembre 2014 – La pressione oculare elevata rappresenta un pericolo per la vista. Infatti può danneggiare il nervo ottico e compromettere la funzionalità visiva. È ciò che avviene se si ha un glaucoma non diagnosticato e non trattato. Questa malattia ha anche un’origine genetica, per cui se si hanno altri casi in famiglia sono necessari controlli pressori più frequenti. Un nuovo studio scientifico si è concentrato sul ruolo del sistema linfatico : una sua alterazione ha causato ipertensione oculare nelle cavie. Se il sistema di drenaggio dell’ umor acqueo non funziona bene si può avere il glaucoma. Nel caso specifico i ricercatori americani e svedesi l’hanno indotto a livello del Dna. Dunque hanno individuato un meccanismo genetico e molecolare che provoca l’incremento della pressione mediante l’alterazione dei meccanismi di deflusso del liquido prodotto naturalmente nella parte anteriore dell’occhio. Attualmente si stima che il glaucoma colpisca oltre 60 milioni di persone nel mondo. La sua cura si basa generalmente sulla somministrazione di colliri che abbassano la pressione.

Fonte: The Journal of Clinical Investigation

Prevenire la sindrome pseudo esfoliativa

Prevenire la sindrome pseudo esfoliativa Occhiali da sole con filtri a norma di legge aiutano a prevenire una malattia considerata un tipo di glaucoma 5 settembre 2014 – Gli occhiali da sole con filtri a norma di legge sono alleati nella prevenzione . Infatti, il loro impiego può ridurre non solo il rischio di sviluppare problemi retinici (come l’ AMD ), ma anche la sindrome pseudo esfoliativa, considerata un tipo di glaucoma , che può causare persino complicazioni nell’operazione di cataratta . Sulle cause di questa sindrome si è concentrata una nuova ricerca condotta dall’Università di Harvard (Usa). Oltre 360 persone con più di 60 anni sono state studiate negli Usa e in Israele. Grazie a questionari è stato quantificato anche il tempo passato all’esterno. Senza occhiali da sole il tempo trascorso fuori casa, soprattutto d’estate (quando il sole è più forte), è stato associato a un rischio maggiore di malattia caratterizzata da un’esfoliazione del cristallino e, quindi, dalla presenza di materiale simile a forfora nella parte anteriore dell’occhio. Secondo gli autori dello studio la ricerca dimostra che sono soprattutto i raggi ultravioletti a contribuire al glaucoma pseudo esfoliativo (il materiale furfuraceo ostruisce le vie di deflusso dell’ umor acqueo ). Questo non significa però “assolutamente che si possano escludere altri meccanismi genetici e ambientali” nelle genesi della malattia. Eppure, concludono i ricercatori, “se confermato da ulteriori studi potrebbe essere ragionevole considerare l’opportunità di una maggiore diffusione di occhiali che blocchino i raggi ultravioletti per prevenire la sindrome pseudo esfoliativa”.

Leggi anche: Proteggere gli occhi dal sole ”, “ Il sole può nuocere alla vista

Fonti: JAMA Ophthalmology , Massachusetts Eye and Ear Infirmary