Cos’è?
È una malattia della retina che si trasmette geneticamente (è ereditaria in una modalità detta “autosomica recessiva” perché non viene trasmessa in presenza di un gene analogo ma con caratteri dominanti). I bambini affetti da questa malattia in genere presentano sintomi sin dalla nascita. Colpisce tre bambini ogni 100.000.
Però può colpire anche da adulti: tra i 18 e i 30 anni può verificarsi una perdita della visione centrale improvvisa e indolore. Interessa entrambi gli occhi simultaneamente o sequenzialmente con perdita della vista nel secondo occhio dopo alcune settimane-mesi. La perdita della vista in genere si manifesta in maniera subacuta (nell’arco di diverse settimane), per poi stabilizzarsi. Tuttavia il più delle volte lo scotoma centrale (zona di non visione) continua a espandersi nell’arco degli anni, generando una cecità più importante. [Fonte: [Orpha.net]]
Che cause ha?
Sono state individuate almeno 19 mutazioni genetiche associate all’amaurosi congenita di Leber. Il loro effetto è una progressiva degenerazione dei fotorecettori della retina (coni e bastoncelli) e l’alterazione di altre strutture retiniche (tra cui l’epitelio pigmentato). La differenza, rispetto ad altre malattie ereditarie della retina, è che in questo caso la
riduzione grave della vista è presente già al momento della nascita, probabilmente perché la degenerazione ha già inizio nell’utero a livello dei mitocondri.
Quali sono i sintomi e i segni?
La malattia causa una grave riduzione della vista associata a fastidio alla luce (fotofobia). I bambini molto piccoli non sono in grado di riferire i sintomi, ma si può notare come abbiano difficoltà a muoversi negli ambienti e tendano a stropicciare gli occhi con le mani; questi atteggiamenti devono far sospettare delle difficoltà visive e richiedono una visita oculistica.
Gran parte delle persone affette dalla Leber soffrono anche di nistagmo (incapacità di fissazione a causa di un movimento irregolare involontario degli occhi). La visita oculistica nei primi anni di vita può non rivelare alterazioni del fondo oculare; si è, infatti, visto che solo dopo i primi 3 anni la maggior parte dei malati presentano delle alterazioni della retina. La diagnosi della malattia generalmente si fa con l’elettroretinogramma (ERG); tuttavia nella maggior parte dei casi non compare un tracciato rilevabile. Esistono anche esami genetici specifici.
Esiste una terapia?
Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non esiste una terapia clinicamente riconosciuta e accreditata. Tuttavia sono stati condotti esperimenti basati sulla terapia genica, che inizialmente hanno avuto risultati molto incoraggianti. Ad esempio, presso l’Università di Pennsylvania un bambino ha recuperato parzialmente la vista in seguito a iniezioni del gene sano sotto la retina (approfondisci) e complessivamente sei persone su dodici non sono state, in seguito alle iniezioni, più considerate cieche legali; ma in altri casi quest’approccio non ha avuto buon esito e, inoltre, gli effetti della terapia genica non paiono permanere nel lungo periodo [Leggi: “[Amaurosi congenita di Leber, ridimensionata la terapia genica“]].
Il 19/12/2017 l’FDA ha approvato il primo trattamento farmacologico a livello genetico (terapia genica). Comunque il campo d’applicazione della terapia genica è estremamente limitato.
A quali malattie può essere associata?
Il cheratocono e la cataratta possono essere associate alla Leber. In alcune persone si è anche notato un ritardo mentale che, tuttavia, potrebbe essere causato dalla deprivazione sensoriale.
A cosa deve il suo nome?
È stata descritta per la prima volta nel 1869 dall’oftalmologo tedesco Theodor Leber, che riportò dei casi di bambini di età inferiore ad un anno con grave riduzione della vista, nistagmo e alterazione dei riflessi pupillari.
Link utili: Leber Hereditary Optic Neuropathy, Atrofica ottica di Leber
La terapia varia a seconda del tipo di congiuntivite. Generalmente si ricorre a colliri (terapie topiche) e, più raramente, a medicinali assunti per bocca (via sistemica).
In caso di congiuntivite batterica la terapia è a base di colliri antibiotici; nel caso, invece, di
Si tratta di una forma provocata dai raggi solari o da altre forme di radiazione. Per evitare di contrarla è, quindi, importante utilizzare occhiali con filtri per i raggi ultravioletti. 
Il laser retinico (argon laser) viene usato generalmente per “bruciare” zone della
compensare questa mancanza si sviluppano nuovi vasi che possono provocare gravi danni (retinopatia diabetica proliferante). In questo caso si ricorre al laser per “uccidere” le aree di tessuto malato. 
Per occlusione vascolare s’intende un’interruzione del flusso sanguigno nella retina. Tale blocco può essere di due tipi: arterioso (in questo caso si tratta di una vera e propria “ischemia”) o venoso (“trombosi”). 














