Appuntamento a Roma il 25 marzo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea per bimbi dai 3 ai 12 anni
A Roma la creatività “incontrerà” i piccoli disabili visivi. Si terrà un laboratorio d’arte gratuito rivolto ai bambini dai 3 ai 12 anni con seri problemi alla vista. Avrà luogo sabato 25 marzo, dalle 10 alle 13, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Cosa si farà
Durante la “sessione” verrà creato un libro tattile, artistico e creativo. Nella prima parte del laboratorio verranno toccati i materiali dell’arte (esplorazione tattile). Si proporrà di entrare, quindi, in contatto con alcuni dei principali materiali con cui vengono realizzate le sculture: marmo, bronzo…
Nel corso della seconda parte della mattinata verranno toccate delle sculture. Verrà conosciuta l’arte assieme ai bimbi attraverso un originale percorso creativo.
Per prenotare: inviare una e-mail ad assmuseum@tiscali.it oppure chiamare il 333-3963226.
I maculopatici si dovrebbero rivolgere a strutture sanitarie specializzate e possibilmente ricevere un supporto psicologico
La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è spesso associata ad ansia e depressione. Lo evidenzia un nuovo studio americano pubblicato su Optometry & Vision Science.
Trattandosi di una malattia degenerativa che colpisce il centro della retina, l’AMD può causare la perdita della visione centrale: si riconoscono le persone con sempre più difficoltà, non si riesce più a leggere come prima (all’inizio si vede distorto) e non si può più guidare. Quindi la vita quotidiana diventa sempre più difficile e lo stress aumenta, soprattutto se non ci si rivolge a centri specializzati in riabilitazione visiva. Dunque bisogna considerare non solo gli aspetti strettamente clinico-oculistici, ma anche quelli psicologici.
Come si è svolto lo studio
Durante la ricerca sono stati reclutati 137 pazienti maculopatici con un’età media di 82 anni. Il 47% dei partecipanti riceveva iniezioni di anti-VEGF nel bulbo oculare (intravitreali) perché affetta dalla forma umida o essudativa della degenerazione maculare senile.
Sono stati somministrati dei questionari ai partecipanti, evidenziando un aumento dei sintomi di disagio psicologico in molti malati di maculopatia rispetto al resto della popolazione. In conclusione, tra gli approcci consigliati dai ricercatori americani c’è quello della riduzione dello stress, comprese tecniche psicologiche di miglioramento del benessere (vedi mindfulness).
Si sta tentando su cavie la terapia genica per bloccare le degenerazioni retiniche
Siamo ancora in alto mare per poter trattare con successo, negli esseri umani, le degenerazioni retiniche mediante la terapia genica. Eppure sperimentalmente vengono fatti periodicamente dei passi avanti significativi: le staminali per “curare” la retina possono essere ottenute dal midollo osseo; dunque queste cellule progenitrici possono essere sviluppate sino a diventare cellule nervose.
In conclusione, scrivono i ricercatori su Molecular Therapy:
Questo paradigma sperimentale offre una terapia cellulare minimamente invasiva che può essere somministrata sistemicamente [attraverso il flusso sanguigno, ndr] e, superando la necessità di una chirurgia oftalmica invasiva, offre il potenziale di arrestare la progressione dell’AMD allo stadio precoce e altre patologie che colpiscono l’RPE [lo strato retinico chiamato epitelio pigmentato, ndr].
Il 28 febbraio si è celebrata la Giornata mondiale dedicata alle patologie poco diffuse, tra cui c’è la retinite pigmentosa
Sotto i riflettori c’è stata la Giornata delle Malattie Rare che si è celebrata il 28 febbraio 2017 con lo slogan “Con la ricerca le possibilità sono infinite”. Questo è il messaggio chiave che UNIAMO FIMR Onlus (Federazione Italiana Malattie Rare) ha lanciato in occasione della presentazione della decima edizione della Giornata. Nel corso degli ultimi decenni i fondi dedicati alla ricerca sono aumentati per lo studio delle patologie meno diffuse, ma comunque ancora non bastano.
I numeri delle patologie rare
Nel loro complesso tutte le malattie rare colpiscono, solo in Europa, 24-36 milioni di persone. Il più delle volte sono di origine genetica e solo in Italia ne sono affette oltre un milione di persone.
Complessivamente in tutto il mondo si contano oltre 6000 patologie rare; purtroppo ancora oggi sono per la maggior parte incurabili, per cui incentivare ulteriormente la ricerca medico-scientifico è imprescindibile.
Celebrazioni al Quirinale col Ministro Lorenzin
Il 28 febbraio si è svolto un grande evento presso il Quirinale, durante il quale il Ministro della Salute Lorenzin ha sottolineato l’importanza dei progressi della ricerca in Italia. Tuttavia, ha osservato, “dobbiamo avere una risposta anche per i tanti malati ancora senza diagnosi e per le loro famiglie, che non possono essere lasciate sole”. Quindi è necessario “il rafforzamento del piano nazionale per le malattie rare”.
Durante il suo discorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha osservato:
Dalla voce dei pazienti e dei rappresentanti delle associazioni abbiamo ascoltato testimonianze che fanno riflettere sulle difficoltà e le angosce di chi è costretto a convivere con malattie rare, spesso da lunghi anni, talvolta senza disporre ancora di una diagnosi compiuta. […] Celebrare la Giornata mondiale delle Malattie rare assume un valore speciale. Significa voler conoscere, voler far conoscere e condividere una condizione di sofferenza, per compiere insieme dei passi in avanti, e per irrobustire quella rete di solidarietà, fatta di servizi e di umanità, che tanto vale per la qualità della vita di tutti. Significa dare speranza, e assolvere al dovere di essere partecipi della medesima vita sociale. Nessun malato, ovunque ma, particolarmente nella nostra Repubblica, deve sentirsi invisibile, o dimenticato.
Guardiamo negli occhi
A livello oculare c’è, in cima alla lista, la retinite pigmentosa: è la patologia oftalmica (incurabile) più frequente tra quelle rare e colpisce la retina danneggiandola in modo progressivo e irreversibile. In seconda posizione si attesta, invece, il glaucoma neovascolare (di solito causato da un’altra malattia come la retinopatia diabetica, l’occlusione della vena centrale della retina oppure da traumi).
Le malattie rare oftalmiche sono, secondo l’Istituto superiore di sanità, terze per numero di segnalazioni in Italia, Usa, Giappone, Canada e Australia. Insomma, conoscere le malattie rare significa abbracciare un grande problema, anche se parcellizzato. Molto promettente è la terapia genica, che in taluni casi ha dato sperimentalmente risultati interessanti sull’amaurosi congenita di Leber (una malattia oculare genetica che può colpire già nell’infanzia).
Eventi in oltre 70 città italiane
Si sono svolti numerosi eventi in oltre 70 città italiane. L’intero programma degli eventi in Italia è vario ed articolato. A livello mondiale la Giornata del 28 febbraio è stata celebrata in oltre 85 Paesi (programmi consultabili su www.rarediseaseday.org).
Uno degli obiettivi della Giornata è stato quello di sensibilizzare maggiormente la società civile, i decisori politici e le istituzioni sulle malattie rare, sul loro impatto nella vita dei malati e delle loro famiglie.
Su topolini geneticamente modificati la niacina ha avuto un effetto protettivo sulla testa del nervo ottico
Si potrebbe scommettere sul contributo positivo di alcune vitamine contro i danni provocati dal glaucoma, in particolare sulla niacina (vitamina B3 [[contenuta, ad esempio, in carne, pesce, cereali, latticini, legumi, frutta secca con guscio (arachidi, mandorle, noci., ecc.)]]). Un nuovo studio condotto negli Usa ha dimostrato che funziona su cavie geneticamente modificate. In futuro questi risultati potrebbero essere estesi agli esseri umani.
Scrivono i ricercatori sulla rivista Science:
L’integrazione della vitamina B3 nella dieta dei topi giovani ha scongiurato i segni precoci del glaucoma. La vitamina B3 ha, inoltre, bloccato ulteriori evoluzioni del glaucoma in cavie in età avanzata che già mostravano segni della malattia. Quindi una sua assunzione corretta potrebbe proteggere la vista.
Anche se le ragioni esatte di quest’azione benefica sono da individuare, la vitamina B agisce stimolando i mitocondri (organelli contenuti nel citoplasma che fungono da “centrale” energetica). Insomma, rafforzando l’attività cellulare probabilmente i neuroni del nervo ottico diventano più resistenti agli “insulti” esterni, in particolare nella zona della papilla ottica.
Si può prevenire il diabete di tipo 2 facendo, tra l’altro, attenzione all’alimentazione e all’attività fisica
Fondo oculare di persona affetta da retinopatia diabeticaI livelli di zuccheri nel sangue (concentrazione di glucosio) possono salire oltre i limiti normali. Il diabete di tipo 2 è sempre più diffuso nel mondo e, dunque, è oggi ancora più importante prevenirlo. Anche perché può danneggiare le nostre capacità visive a causa della retinopatia diabetica.
Per questo – scrive la rivista Diabetes Care – si può agire come segue:
ridurre l’apporto calorico: è di capitale importanza. Anche la qualità dei grassi consumati è fondamentale (meglio evitare quelli di origine animale e seguire una dieta mediterranea accompagnata da olio d’oliva);
fare attività fisica: bastano due ore e mezzo la settimana (camminata veloce e attività aerobica). Interrompere la sedentarietà è opportuno: i livelli di glucosio tendono a essere moderatamente più bassi quando si pratica sport o, comunque, ci si muove quotidianamente.
Dunque la prevenzione del diabete passa attraverso migliori stili di vita.
Attualmente, secondo l’OMS, i diabetici nel mondo sono 422 milioni (compreso il diabete di tipo 1, che necessita d’insulina). Solo in Italia si stimano ormai circa 5 milioni di diabetici. Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90 per cento dei casi: colpisce indicativamente 380 milioni di persone sulla Terra.
Secondo uno studio californiano esplorando l’ambiente in movimento le nostre capacità visive si affinano
La visione umana è più sensibile se ci si muove attivamente. È quanto ipotizzano ricercatori dell’Università della California. Infatti i mammiferi (come gli invertebrati) manifestano, a livello cerebrale, migliori risposte neuronali durante la locomozione. Insomma, scrivono sul Journal of Cognitive Neuroscience, “i sistemi visivi divengono più sensibili quando si esplora attivamente l’ambiente”.
Per verificarlo i ricercatori californiani hanno fatto ricorso all’elettroencefalogramma su 18 persone. I partecipanti fissavano su uno schermo il centro di una griglia circolare visualizzata per flash successivi, che veniva orientata in nove modi diversi (variava l’angolo di rotazione). Lo stesso esercizio è stato eseguito sia stando fermi che pedalando lentamente o più velocemente su una cyclette.
Scrivono i ricercatori:
Questi dati dimostrano che la sensibilità della corteccia visiva migliora anche durante la locomozione. I nostri risultati rivelano la natura del miglioramento indotto dall’esercizio sulla codificazione selettiva di [determinate] caratteristiche a livello di corteccia sensoriale umana e offrono una valida evidenza circa l’esistenza di un collegamento tra i meccanismi neurali e comportamentali che hanno in comune [diverse] specie.
Iniziativa della IAPB Italia onlus in collaborazione con la ASL di Rieti in favore dei terremotati: check-up oftalmici gratuiti a bordo di un’Unità mobile hi-tech
La popolazione colpita dal terremoto nella zona di Amatrice (Rieti) continua a ricevere sostegno medico. Proseguono, infatti, le visite oculistiche gratuite in virtù di un protocollo d’intesa trimestrale [[in vigore, salvo proroghe, fino al 3 agosto 2017, ndr]] sottoscritto dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus e dalla ASL reatina.
Il camper hi-tech sosta ad Amatrice due volte al mese in piazzale Don Minozzi (area attigua ad ARES 118), generalmente il primo e l’ultimo martedì. I check-up oculistici gratuiti – che vanno ad integrare le altre attività mediche presenti sul luogo – si sono tenuti la prima volta nel reatino il 4 ottobre 2016 (con orario 9-14).
Quest’attività testimonia che le Unità mobili oftalmiche della Sezione italiana della IAPB sono in grado di raggiungere le località più disagiate per aiutare persone che vivono in condizioni di sofferenza e di difficoltà.
La mancanza di movimento è un importante fattore di rischio delle malattie non trasmissibili, tra cui il diabete
Forza, mettevi in moto. La prima forma di prevenzione delle malattie non trasmissibili è l’attività fisica: si va dal diabete (che può causare retinopatia) fino al cancro, passando per l’ictus. L’OMS denuncia che l’81% degli adolescenti che va a scuola non pratica, nel mondo, abbastanza sport o altre forme di movimento. Complessivamente il 23% degli adulti non è sufficiente attivo.
L’Italia detiene il primato negativo in Europa ed è agli ultimi posti nel mondo per attività giovanile: il 91,8% degli studenti tra gli 11 e i 17 anni non fa adeguato movimento fisico.
L’obiettivo: +10% d’attività fisica entro il 2025
Spingere le persone a muoversi di più è uno dei punti chiave della riduzione delle patologie non contagiose, così come evidenziato nel Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (OMS, 2013-2020). Secondo il WHO, infatti, la pigrizia globale va combattuta: si prefigge d’incrementare l’attività fisica nel mondo del 10% entro il 2025, contribuendo così al raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.
Scrive l’Organizzazione mondiale della sanità:
È importante sapere che fare poca attività fisica è meglio che non praticarla affatto. Le persone sedentarie dovrebbero iniziare a praticarne un po’ come parte della loro routine quotidiana e gradualmente aumentarne la durata, la frequenza e l’intensità. I [singoli] Paesi e i gruppi di persone devono intraprendere azioni per dare agli individui più opportunità di essere attivi.
Il nostro Paese al 22° posto con troppe differenze regionali. Sul podio Olanda, Svizzera e Norvegia
La prevenzione, l’informazione ai pazienti, i tempi d’attesa, l’efficienza e l’ampiezza dei servizi sanitari. Sono i principali parametri considerati nel Rapporto Euro Health Consumer Index 2016 di cui Health Consumer Powerhouse ha pubblicato la nuova edizione. L’Italia è indicativamente stabile al 22° posto – su 35 Paesi considerati in tutta Europa –, mentre in vetta alla classifica troviamo Olanda, Svizzera e Norvegia. In ultima posizione si trova la Romania.
Ok prevenzione, informazione ai pazienti da migliorare
Se l’Italia si comporta complessivamente bene sul fronte della prevenzione, mentre troviamo i maggiori limiti sul piano dell’accessibilità ai servizi (tempi d’attesa) e dell’informazione offerta ai pazienti (l’Italia ottiene un punteggio di 83 contro i 122 dei Paesi Bassi).
Interventi di cataratta, la più virtuosa è la Francia
La Francia, il Portogallo e il Lussemburgo. Sono i tre Paesi europei dove si esegue il maggior numero d’interventi annuali di cataratta in rapporto al numero di ultrasessantacinquenni residenti. L’Italia si trova nel gruppo di Paesi intermedi (al 21° posto, sotto metà classifica), mentre in coda si attestano Cipro, Romania e Serbia. La Germania ottiene il 16° posto, mentre la Gran Bretagna è 20° e la Spagna fa peggio di noi (è in 23° posizione).
Italia disomogenea
I servizi sanitari vanno da un’alta qualità dell’offerta al Centro-Nord fino a servizi mediamente carenti al Sud. Dunque il Belpaese si conferma avere le maggiori difformità d’Europa sul piano territoriale.
Così come avviene in Spagna – si legge nel Rapporto – anche in Italia ci sono molti luoghi dove si possono trovare eccellenti servizi medici. “Nell’assistenza dell’Europa meridionale la vera eccellenza sembra dipendere un po’ troppo dalla capacità dei consumatori [=utenti dei servizi sanitari] di sostenere i costi dell’assistenza privata a integrazione di quella pubblica. Inoltre, sia in Spagna che in Italia si hanno ampie variazioni regionali che, per questi Paesi, culminano in molti punteggi gialli”. Sono i valori intermedi, collocati tra l’eccellenza dei Paesi del Centro-Nord europeo (contraddistinta in verde) e gli ultimi dell’Est europeo (in rosso).
L’Italia, scrivono i redattori del nuovo Rapporto, registra “la maggiore differenza tra Pil pro capite fra le Regioni di qualunque Paese europeo; il Pil della Regione più povera è solo un terzo di quello della Lombardia (la più ricca)”. Infine viene denunciata la piaga della corruzione che, come in Grecia, colpirebbe anche la spesa farmaceutica.