Alla Camera presentato un nuovo Rapporto: circa 60 milioni i diabetici in Europa. In Italia molta sedentarietà
L’alta concentrazione di zuccheri nel sangue “mangia” la nostra salute. Solo in Europa vivono 59,8 milioni di diabetici, dei quali 3,27 milioni in Italia (dove un altro milione si stima abbia il diabete senza diagnosi). Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto presentato il 4 aprile 2017 alla Camera: è il nuovo Italian Diabetes & Obesity Barometer Report curato dalla IBDO Foundation.
Problema obesità in crescita
Oltre la metà dei casi di diabete – 422 milioni nel mondo – è attribuibile, secondo l’OMS, all’obesità (58%). In tutta Europa più di una persona su due è in sovrappeso e lo scenario è preoccupante soprattutto in Irlanda. In Italia è particolarmente sentito il problema dell’obesità infantile, ma la maggior parte della popolazione non si muove a sufficienza (pratica spesso poco sport). La sedentarietà aumenta, a parità di altri fattori, di circa il 60% il rischio di diabete rispetto a chi pratica attività fisica regolare.
Se gli stili di vita non sono corretti si è decisamente più a rischio: in Italia la prevalenza del diabete è solo dell’1,7% tra chi pratica abitualmente un’attività sportiva, mentre questa percentuale sale al 15,1% tra gli obesi.
“Possiamo definire diabete e obesità come una pandemia, con serie conseguenze”, ha dichiarato Renato Lauro, Presidente della Fondazione IBDO (l’Italian Barometer Diabetes Observatory che ha collaborato con l’università di Tor Vergata e l’Istat). I numeri sono in crescita e ormai da emergenza, soprattutto in città. Si è a rischio se si è sedentari, se non ci si alimenta in modo sano e si sono superati i 45 anni. Inoltre, oltre a fattori genetici ci sono anche fattori socio-culturali: in Italia la prevalenza della malattia cronica da eccesso di zuccheri nel sangue è circa tre volte maggiore in chi ha una bassa scolarità (licenza elementare rispetto ai laureati). Si tenga conto, tra l’altro, che l’Italia è il Paese Ocse in cui c’è il maggior tasso di ricoveri per diabete scompensato.
Occhio alle complicanze
La retinopatia diabetica è una complicanza che colpisce circa un terzo dei diabetici ossia circa 147 milioni di persone nel mondo. E’ considerata la prima causa di cecità in età lavorativa e, si legge nel Rapporto, è responsabile di circa il 13% dei casi di handicap visivo. Per prevenire i danni retinici è indispensabile controllare periodicamente la glicemia e sottoporsi a visite oculistiche con controllo del fondo oculare. Altre complicanze possono essere problemi cardiaci, vascolari (soprattutto alla circolazione dei piedi), renali, dei nervi (riduzione della sensibilità periferica).
La maggior parte dei costi del diabete (considerata una patologia sociale) è proprio legata alle sue complicanze, dato che spesso non c’è consapevolezza della malattia: è silente fino a quando non è già troppo tardi per evitare danni organici. Anche per questo bisogna avere sempre lo sguardo puntato sulla prevenzione. Però nel mondo quasi una persona su due (46,5%) ancora non sa di soffrire di diabete (pur essendone affetta, ndr). [[Fonte: IDF Diabetes Atlas 2015]]
“Bisogna prevenire per rendere sostenibile” il Sistema sanitario nazionale italiano nei prossimi anni, ha concluso Federico Spandonaro, Professore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (Presidente di CREA Sanità). Tanto più che la spesa privata per le cure è in aumento e sempre più italiani rinunciano, soprattutto al Sud, a visite specialistiche e ad esami diagnostici.
Link utile: Rapporto sul diabete
Fonte di riferimento: IBDO





Le diagnosi formulate erano state le più varie: dai problemi retinici allo 


La crisi economica continua a colpire anche sul piano della salute. Nell’ultimo anno quasi un italiano su due (45%) ha rinunciato all’acquisto di un farmaco. Uno su quattro (26%), invece, ha rinunciato almeno a una visita medica (soprattutto a terapie riabilitative e a visite odontoiatriche). 





depressione può provocare stress e disfunzioni, facendo entrare l’individuo in un circolo vizioso: la vita del depresso peggiora e, quindi, la patologia si aggrava a sua volta. Tuttavia esistono una serie di strategie per prevenire questa spirale negativa. Scrive infatti l’OMS:








Siete fumatori o lo siete stati? Purtroppo siete a rischio di essere colpiti dalla degenerazione maculare legata all’età (
A pesare di più sul rischio di AMD sono i seguenti fattori: da quanto si fuma, con quale frequenza e il numero di sigarette consumate. Lo studio è stato effettuato su un enorme database di maschi coreani d’età compresa tra i 45 e i 79 anni, considerando i dati relativi a un decennio.
provoca danni maculari che, a livello visivo, si traducono inizialmente in distorsione di linee fino alla comparsa di aree centrali di non visione (





Il 23 marzo si è celebrata la Giornata mondiale dell’optometria. I vizi refrattivi più comuni
Un importante passo avanti è stato fatto con gli 






Italia prima al mondo nel campo della salute. A consegnarci la medaglia d’oro tra i 163 Paesi considerati è il Bloomberg Healthiest Country Index 2017. L’argento va, invece, all’Islanda e il bronzo alla Svizzera. La Spagna è sesta, seguono il Giappone e la Svezia. Troviamo, invece, al quattordicesimo posto la Francia (col suo ottimo Sistema sanitario), la Gran Bretagna al 23° (subito dopo l’Irlanda) e gli Usa in 34ª posizione.
L’Italia non è solo il Paese della cultura e del sole, ma è anche quello dove si vive molto a lungo. Un bambino nato oggi ha buone speranze di arrivare agli 80 anni, mentre in Sierra Leone mediamente morirà a 52 anni. Tra l’altro la nostra dieta mediterranea non sovraccarica il sistema cardiovascolare, a differenza di quanto avviene soprattutto nei Paesi anglofoni.




Dopo sedici anni sono entrati in vigore i nuovi Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA). Sono stati, infatti, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2017: stabiliscono quali siano le prestazioni sanitarie e gli esami diagnostici “passati” dal Sistema Sanitario Nazionale (con possibile pagamento del ticket). Tra l’altro è stata istituita dal Ministero della Salute una Task Force per una loro omogenea applicazione sul territorio italiano. Dalle Regioni i LEA dovranno essere recepiti entro 180 giorni (sei mesi) dalla pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).


In un caso su due, in Italia e negli altri Paesi sviluppati, le persone col glaucoma non sanno di averlo: nel nostro Paese sono circa mezzo milione. La percentuale di coloro che ignorano di averlo arriva al 90% nelle nazioni meno sviluppate, concentrate in particolare nel Continente africano. 
