Tonometria
Cos’è la tonometria?
La tonometria è una procedura medica utilizzata per misurare la pressione intraoculare, ovvero la pressione presente all’interno dell’occhio. Questo parametro rappresenta un indicatore fondamentale per la valutazione della salute oculare ed è particolarmente importante nella diagnosi e nel monitoraggio di alcune patologie, tra cui il glaucoma. Il termine tonometria deriva dall’espressione “tono oculare”, utilizzata per indicare la pressione all’interno del bulbo oculare.Questo valore viene misurato in millimetri di mercurio (mmHg) e può essere influenzato da diversi fattori fisiologici e clinici. Tra questi rientra lo spessore della cornea: una cornea più sottile può determinare valori di pressione apparentemente più bassi, mentre una cornea più spessa può portare a rilevazioni più elevate. Anche terapie a base di corticosteroidi, traumi oculari o precedenti interventi chirurgici agli occhi possono incidere sul tono, alterandone i valori. L’esecuzione della tonometria rappresenta un esame diagnostico fondamentale, utile per individuare precocemente eventuali alterazioni della pressione oculare e permettere un intervento tempestivo volto a prevenire complicanze e preservare la salute visiva.
Cosa accade se la pressione intraoculare è troppo elevata?
Il controllo della pressione intraoculare è particolarmente importante poiché valori troppo elevati possono provocare danni irreversibili, compromettendo progressivamente la funzione visiva. Lastruttura maggiormente esposta al rischio è il nervo ottico che ha il compito di trasmettere al cervello le informazioni visive provenienti dall’occhio. Quando il nervo ottico subisce un danno, infatti, gli impulsi bioelettrici generati dalla retina in risposta alla luce non riescono più a essere trasmessi correttamente al cervello. Di conseguenza, l’informazione visiva non può essere elaborata dalle aree cerebrali deputate alla visione, localizzate principalmente nella corteccia occipitale,situata nella parte posteriore del cervello. Nel caso del glaucoma, l’aumento della pressione intraoculare, se non adeguatamente controllato e ridotto nel tempo, può determinare un progressivo deterioramento della capacità visiva, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla cecità.
LA PRESSIONE INTRAOCULARE PUÒ ESSERE ANCHE TROPPO BASSA?
Sì, la pressione intraoculare può essere anche troppo bassa, sebbene questa condizione sia meno frequente rispetto all’ipertono. Una pressione intraoculare ridotta, definita ipotonia oculare, può verificarsi come complicanza di alcuni interventi chirurgici oftalmici.Tra le possibili cause vi sono, ad esempio, il trapianto di cornea (cheratoplastica) oppure la trabeculectomia, un intervento chirurgico utilizzato nel trattamento del glaucoma quando la malattia non risponde adeguatamente alla terapia farmacologica. In questi casi l’intervento ha lo scopo di favorire il deflusso dell’umoracqueo e ridurre la pressione all’interno dell’occhio; tuttavia, in alcune situazioni può verificarsi un abbassamento eccessivo della pressione oculare. Sebbene meno comune, anche una pressione intraoculare troppo bassa può avere conseguenze sulla funzionalità dell’occhio e richiede quindi unattento monitoraggio da parte dell’oculista, al fine di individuare e trattare tempestivamente eventuali complicanze.
QUANDO SI RICHIEDE LA TONOMETRIA?
La tonometria viene prescritta in diverse situazioni cliniche, soprattutto nell’ambito della prevenzione e del monitoraggio di alcune patologie oculari. L’esame è generalmente consigliato dopo i 40 anni durante le visite oculistiche di routine, poiché con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di sviluppare malattie legate alla pressione intraoculare, come il glaucoma. La misurazione della pressione oculare è indicata anche in presenza di familiarità per glaucoma, quando si sospettano patologie che possano interferire con il tono oculare, oppure per monitorare pazienti già in terapia antiglaucomatosa. Inoltre, l’esame può essere richiesto in presenza di sintomi specifici, come dolore oculare, visione offuscata o percezione di aloni intorno alle luci, che potrebbero indicare un’alterazione della pressione intraoculare. La frequenza con cui effettuare l’esame dipende principalmente dall’età del paziente e dall’eventuale presenza di fattori di rischio individuali. Durante l’esecuzione della tonometria è possibile ottenere diverse informazioni utili per la valutazione dello stato di salute dell’occhio. In particolare, l’esame consente di rilevare il valore numerico della pressione intraoculare, espresso in millimetri di mercurio (mmHg), di individuare eventuali differenze significative tra i due occhi, di osservare variazioni della pressione nel tempo e di valutare la risposta della pressione oculare alle eventuali terapie in corso. La tonometria fornisce quindi dati oggettivi e misurabili, fondamentali per permettere al medico oculista di valutare correttamente la condizione dell’occhio, monitorare l’evoluzione di eventuali patologie e pianificare, se necessario, gli interventi terapeutici più appropriati.
COME SI ESEGUE LA TONOMETRIA?
Esistono diversi strumenti per la misurazione della pressione intraoculare chiamati tonometri, i più utilizzati sono:
➢ tonometro a contatto, anche noto come tonometro ad applanazione di Goldmann;
➢ tonometro a rimbalzo;
➢ tonometro a soffio.
1. Tonometro ad applanazione di Goldmann (a contatto)

Il tonometro di Goldman è lo strumento più diffuso e preciso per la misurazione della pressione intraoculare. È costituito da un corpo centrale che contiene al suo interno un meccanismo simile a quello di un piccolo bilancino, progettato per misurare con precisione la forza esercitata sulla superficie oculare. La parte superiore dello strumento è formata da una sottile staffa metallica alla cui estremità è collocato un cono semitrasparente che viene portato delicatamente a contatto con la cornea per consentire la misurazione della pressione intraoculare. Per eseguire correttamente l’esame, il paziente deve essere seduto davanti alla lampada a fessura, con la fronte e il mento posizionati sugli appositi supporti, mantenendo lo sguardo rivolto in avanti. Prima della misurazione viene instillata nell’occhio una goccia di anestetico topico per ridurre la sensibilità della cornea e rendere la procedura indolore. Successivamente l’occhio viene colorato con una sostanza gialla chiamata fluoresceina, che permette allo specialista di osservare con maggiore precisione il punto di contatto tra il cono e la superficie corneale. Al paziente viene quindi chiesto di ammiccare alcune volte, in modo da distribuire uniformemente il colorante sulla superficie dell’occhio. Durante la misurazione il cono viene illuminato con luce blu e portato lentamente in avanti fino a toccare l’apice della cornea. L’oculista, ruotando una scala graduata presente sullo strumento, rileva il valore della pressione intraoculare, espresso in millimetri di mercurio (mmHg), sulla base della resistenza opposta dalla superficie dell’occhio. Poiché questa tecnica prevede il contatto diretto con la superficie oculare, deve essere eseguita esclusivamente da un oculista. È inoltre fondamentale che prima di ogni misurazione il cono venga accuratamente disinfettato oppure, nel caso di dispositivi monouso, sostituito con uno nuovo per garantire adeguate condizioni di sicurezza e igiene.
Durante l’esame il paziente deve mantenere lo sguardo fisso in avanti e limitare il più possibile la chiusura delle palpebre, poiché eventuali movimenti involontari possono compromettere l’accuratezza della misurazione. Oltre al tonometro di Goldmann esistono comunque altri strumenti per la misurazione della pressione intraoculare, sebbene meno diffusi e utilizzati soprattutto in condizioni particolari o in ambito di ricerca scientifica (il Tonometro di Schiotz, il Tono-Pen, il Tonometro Pascal e il Tonometro di Mackay-Marg).
2. Tonometro a soffio (non a contatto)

Il tonometro a soffio è uno strumento che permette di misurare la pressione all’interno dell’occhio senza toccare direttamente la cornea (no contact). Lo strumento è costituito da una base dalla quale viene estratto un puntatore, che viene poi avvicinato all’occhio del paziente. Durante l’esame, il paziente deve mantenere lo sguardo fisso e gli occhi ben aperti. Dal puntatore viene emesso un getto d’aria che spinge leggermente la cornea e consente di determinare il valore della pressione intraoculare (visualizzato su uno schermo digitale). Per ottenere risultati più affidabili, spesso si eseguono più misurazioni, perché i valori possono variare leggermente da un rilevamento all’altro; singole letture possono variare a causa di allineamento, movimento del paziente o caratteristiche corneali. Il vantaggio principale di questa tecnica è che, non essendoci contatto diretto con l’occhio, l’esame può essere fatto senza anestesia e con un basso rischio di trasmissione di infezioni oculari. Per questo motivo, i tonometri a soffio sono molto utili per lo screening di massa della pressione intraoculare, permettendo di controllare rapidamente molti pazienti in sicurezza e in modo pratico.
3. Tonometro a rimbalzo

Nella tonometria a rimbalzo viene utilizzata una sonda molto leggera che entra momentaneamente in contatto con la cornea. La sonda è generalmente costituita da una piccolissima asticella di plastica con un’estremità tondeggiante, che viene fatta rimbalzare contro la superficie oculare. Il rallentamento della sonda è correlato alla pressione intraoculare: maggiore è la pressione interna all’occhio, maggiore sarà la resistenza del bulbo oculare e più breve sarà il tempo di contatto della sonda con la cornea, e viceversa. I parametri di movimento della sonda vengono rilevati da un sistema di sensori magnetici, che misura l’induzione prodotta dalla sonda in movimento. L’energia cinetica totale della sonda è estremamente ridotta, circa un microjoule, e solo una minima parte di questa energia viene trasferita all’occhio, rendendo l’esame sicuro e poco invasivo.
PREPARAZIONE E CONTROINDICAZIONI
La tonometria non richiede particolari preparazioni. Prima dell’esame è sufficiente rimuovere eventuali lenti a contatto e informare il medico di possibili allergie ai colliri. Le controindicazioni sono piuttosto limitate: l’esame può essere sconsigliato in presenza di infezioni oculari acute o di lesioni corneali estese, soprattutto quando si esegue la tonometria a contatto. Inoltre, l’esame può risultare più difficile in pazienti ansiosi o poco collaborativi. Nella maggior parte dei casi, la procedura è sicura e ben tollerata. Eventuali fastidi sono di breve durata e di lieve entità, soprattutto quando si utilizzano tecniche senza contatto diretto con la cornea.
CONCLUSIONI
La tonometria rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per la prevenzione e il monitoraggio di diverse patologie oculari. La sua capacità di misurare con precisione la pressione intraoculare consente di individuare precocemente alterazioni che, se trascurate, possono portare a danni irreversibili al nervo ottico e a compromissioni permanenti della vista, come avviene nel glaucoma. Grazie alla disponibilità di diverse metodiche, sia a contatto che non a contatto, è possibile adattare l’esame alle esigenze del singolo paziente, bilanciando accuratezza, sicurezza e comfort. La tonometria, inoltre, costituisce uno strumento essenziale non solo per la diagnosi iniziale, ma anche per il follow-up dei pazienti già in trattamento, permettendo di valutare l’efficacia delle terapie e di intervenire tempestivamente in caso di variazioni della pressione oculare. In questo senso, l’esame assume un ruolo centrale nella strategia di prevenzione di alcunepatologie oculari importanti, come il glaucoma, rappresentando uno degli strumenti più affidabili per tutelare la funzione visiva e garantire un approccio clinico tempestivo e mirato.
Scheda informativa a cura dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus
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