Una sperimentazione condotta in Inghilterra ha consentito a 6 persone su 14 di recuperare almeno una riga sull’ottotipo
Cecità notturna e restringimento del campo visivo durante l’infanzia fino alla cecità dopo i 40 anni. È il tragico destino dei malati di coroideremia, una malattia rara del tessuto che nutre la retina (coroide): quest’ultima, senza un apporto sufficiente di nutrienti e ossigeno, va incontro a una progressiva degenerazione.
Tale meccanismo genetico – che fino a oggi appariva inesorabile – è stato in parte “invertito”: grazie a una terapia genica sperimentale sei occhi di altrettanti malati hanno recuperato oltre una riga sul tabellone utilizzato da un’équipe di medici inglesi (ottotipo).
Il gruppo di ricercatori, appartenenti principalmente all’Università di Oxford e ad altri atenei londinesi, ha pubblicato infatti su Nature una lettera [[Kanmin Xue, Jasleen K Jolly, Alun R. Barnard, Anna Rudenko, Anna P. Salvetti, Maria I. Patrício, Thomas L. Edwards, Markus Groppe, Harry O. Orlans, Tanya Tolmachova, Graeme C. Black, Andrew R. Webster, Andrew J. Lotery, Graham E. Holder, Susan M. Downes, Miguel C. Seabra & Robert E. MacLaren, “Beneficial effects on vision in patients undergoing retinal gene therapy for choroideremia”, Letter, 8 October 2018, Nature Medicine, volume 24, pp. 1507-1512 (2018)]] in cui si legge:
I [nostri] risultati suggeriscono che la terapia genetica retinica può aiutare a migliorare l’acuità visiva in una coorte di pazienti, principalmente con coroideremia all’ultimo stadio, per cui normalmente sarebbe prevista una rapida perdita dell’acuità visiva.
I geni sani da sostituire a quelli “difettosi” sono stati veicolati grazie al virus del raffreddore mediante iniezioni sotto la retina: come vettore si è fatto ricorso a un adenovirus preventivamente svuotato del suo contenuto nocivo.
La terapia sperimentale per la coroideremia è stata testata su 14 individui (un occhio per paziente). Dopo due anni, mentre il visus delle persone non trattate si è ridotto (-1,5 lettere in media per 14 occhi), c’è stato invece un parziale recupero entro i primi 6 mesi nelle persone sottoposte a trattamento. Tale miglioramento si è mantenuto fino ai 5 anni successivi.
Bisognerà vedere se il miglioramento del visus sarà stabile nel lungo periodo e se la terapia verrà tradotta in un protocollo clinico, ma per ora è meramente sperimentale.
Secondo il Censis per le informazioni di salute il medico di famiglia resta invece al primo posto
Il medico specialista è stato superato, anche se di poco, da internet come principale fonte d’informazione sulla salute (22,7% contro 23%). Ancora più comune è l’affidarsi della tv (25,7%), seguire ciò che dicono parenti, vicini e amici (31,9%), mentre al primo posto resta saldamente il medico di famiglia, che anzi migliora la sua posizione (dal 66,3% del 2008 al 72,3% del 2016).
La spesa sanitaria non sembra brillare e, pertanto, il Censis scrive: La stretta sulla spesa sanitaria pubblica, a fronte della crescita dei fabbisogni sanitari per invecchiamento e cronicità di massa, dà luogo ad una riduzione della copertura reale pienamente percepita dai cittadini. Meno sanità pubblica, anche a causa della lunghezza delle liste di attesa e più ampi divari territoriali in quantità e qualità dell’offerta impongono un più intenso ricorso alla sanità privata […].
Ancora una volta si assiste ad uno sviluppo della prevenzione basata sugli stili di vita ed ancor nel ricorso agli screening e accertamenti vari, in particolare per le patologie oncologiche. [[Il Censis prosegue: “Informazione e autodeterminazione entrano prepotentemente anche nel rapporto con il medico ma informano tutti i comportamenti sanitari. L’asimmetria informativa nella relazione medico-paziente viene definitivamente messa in discussione […]”.]]
Il benessere psicologico è importante
Sempre secondo il Censis, se nel 2008 per gli italiani stare bene significava “sentirsi in forma, efficienti e in grado di svolgere le normali attività” (27,6%), invece nel 2017 l’asse si è spostato verso la dimensione interiore: stare bene è “uno stato di benessere psicologico, soddisfazione, tranquillità e felicità” (40,8%).
Principali protagonisti sono gli insegnanti, gli alunni delle primarie e le loro famiglie. Le iscrizioni sono già aperte: la scadenza è il 30 aprile 2019
La campagna di prevenzione “Apri gli Occhi!” è oggi disponibile nelle scuole in versione digitale, al fine di “illuminare” gli alunni, gli insegnanti e i genitori riguardo alla cura dei nostri occhi e alla centralità della vista.
Anche nell’anno scolastico 2018-2019 la campagna è basata su una formula innovativa: tutto si svolge su una piattaforma multimediale rivolta principalmente ai docenti, com’è già avvenuto durante lo scorso anno scolastico. Si mira infatti alla salvaguardia della salute oculare con l’aiuto dell’insegnamento.
L’adozione del progetto può essere richiesta agli insegnanti anche dalle famiglie e dagli alunni: si tratta delle classi della scuola primaria e di quelle dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. La nuova scadenza del concorso a premi “Trivia” è il 30 aprile 2019. [[L’iscrizione può avvenire da subito e le classi possono giocare fino al 30 aprile 2019. Ogni classe iscritta avrà la possibilità di giocare 3 volte (10 domande ciascuna volta). A chiusura del concorso il sistema considererà automaticamente valida solamente la giocata migliore (maggior numero di risposte esatte, nel minor tempo); in questo modo, i bambini si sentiranno spronati a dare il massimo. La sfida online dovrà sempre essere mediata dall’insegnante.]]
Il concorso ha un carattere interscolastico e si svolgerà tra le classi che hanno partecipato all’allenamento ludico-didattico (10 quiz ogni volta sui 100 complessivi, in modo da simulare efficacemente la sfida finale online), di cui l’8 novembre 2018 è stata rilasciata una nuova versione. Nella fase decisiva le classi dovranno rispondere a dieci quesiti a risposta multipla selezionati casualmente tra quelli già proposti durante l’allenamento.
L’iniziativa, voluta e ideata dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, è gestita da CivicaMente: si rivolge principalmente a bambini dai 5 agli 11 anni, in modo da educarli alla prevenzione dei disturbi della vista attraverso il divertimento. Grazie alla campagna “Apri gli Occhi!” si può scaricare il multimediale educativo e si possono leggere gli approfondimenti: materiali integrativi utili per le lezioni in classe.
Gli strumenti didattici gratuiti a disposizione degli insegnanti e delle loro classi sono, in particolare, i seguenti:
In conclusione la prevenzione dei disturbi visivi si può “accendere” attraverso un divertimento istruttivo. A ogni insegnante si può richiedere direttamente la partecipazione alla campagna “Apri gli Occhi!”.
Fumare durante la gestazione potrebbe provocare danni neurologici al feto, così come anche patologie oculari
Già le avvertenze sui pacchetti di sigarette parlano chiaro in molti casi. Fumare in gravidanza può avere conseguenze anche gravi sul feto, che vanno dai danni neurologici alle patologie oculari. Tra questi ultimi i rischi più comuni nei nascituri sono lo strabismo, la retinopatia neonatale e i vizi refrattivi.
Sono stati presi in esame undici articoli già pubblicati, per un totale di 4833 pazienti. Secondo gli autori “il fumo materno durante la gravidanza è significativamente associato allo strabismo della prole”: complessivamente il rischio di sviluppare un’esotropia (occhi deviati verso l’interno) o un’exotropia (deviati verso l’esterno) è risultato superiore del 65% rispetto ai neonati le cui madri non hanno fumato nel corso della gestazione.
Ci possono essere problemi persino col fumo passivo, tanto che in Italia è vietato fumare in macchina in presenza di donne incinte e minorenni.
Come si legge in uno studio del 2015 pubblicato sempre su Acta Ophthalmologica:
Non solo il tabacco può nuocere alla salute dei neonati e delle loro madri, ma ricordiamo anche un’altra avvertenza presente sui pacchetti di sigarette: “il fumo aumenta il rischio di cecità” soprattutto negli anziani, in particolare perché potrebbe favorire la degenerazione maculare (area centrale della retina).
Il 14 novembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Diabete: dopo le iniziative gratuite negli ospedali, si sono tenute nelle farmacie fino al 18 novembre
Troppi zuccheri danneggiano i nostri occhi: per questo è importante controllare periodicamente la loro concentrazione nel sangue (glicemia). Un’occasione per farlo sono la Giornata Mondiale del Diabete, che si è celebrata il 14 novembre, e giorni successivi. Dopo le iniziative gratuite che si sono tenute in una serie di ospedali, la campagna è continuata in molte farmacie.
Si stima attualmente che in Italia in un caso su tre il diabete non sia diagnosticato e comunque secondo dati Istat nel nostro Paese vivono circa 3,2 milioni di diabetici (5,3% della popolazione). Non solo questa malattia cronica può causare danni retinici (retinopatia diabetica), ma anche problemi alla circolazione periferica (in particolare il “piede diabetico”), al cuore, al cervello (maggiore rischio d’ictus), ai reni, ridotta sensibilità ai nervi periferici, ecc.
I promotori e gli appuntamenti
La campagna è stata promossa da Diabete Italia onlus – con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani (OSDI) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – e, tra l’altro, ha ricevuto il patrocinio dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, che ha fornito anche gli opuscoli sulla retinopatia diabetica in distribuzione.
Nelle farmacie aderenti si è potuto, fino al 18 novembre, misurare gratuitamente la glicemia.
Occhio anche alla pressione alta
Inoltre la Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) avverte:
Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta: normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è una appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta.
Cos’è avvenuto al Gemelli
L’Associazione dei pazienti diabetici [[con gli studenti in Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Segretariato italiano studenti in Medicina]], assieme agli specialisti diabetologi della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, ha promosso – mercoledì 14 novembre – la quinta edizione dell’evento di sensibilizzazione “Prevenire è meglio che curare” nella hall del celebre ospedale romano.
Studenti e volontari con diabete hanno invitato utenti e visitatori e li hanno assistiti nella compilazione di un questionario per stimare la probabilità di andare incontro a diagnosi di diabete mellito di tipo 2 entro 10 anni, valutando i principali fattori di rischio: eccesso di peso, stile di vita e familiarità (altri casi di diabete tra i parenti).
“Complessivamente – scrive il Gemelli – l’iniziativa ha avuto un esito più che positivo con 572 screening con glicemia, 7 casi di prediabete, 2 casi probabili neodiagnosi di diabete naturalmente da confermare con analisi di laboratorio,17 i casi di diabete scompensato, individuati grazie alla misurazione della emoglobina glicosilata, inviati con urgenza a visita diabetologica”.
Il 10 novembre la campagna della CISL: dallo screening del diabete fino alle visite cardiologiche, mentre sono state rinviate le visite oculistiche al 27 novembre
Visite, consulenze e controlli medici sono tornati in piazza con la Carovana della Salute. Sabato 10 novembre 2018 a Roma si sono tenute una serie d’iniziative gratuite presso stand, gazebo e all’interno di ambulanze attrezzate. Sono invece state rinviate per motivi tecnici le visite oculistiche a bordo dell’Unità mobile oftalmica [[si svolgeranno il 27 novembre 2018 presso la sede della Fnp Cisl di Roma, in via Po 19]].
La Carovana della Salute è una campagna realizzata dalla Federazione Nazionale Pensionati della CISL in partenariato con la IAPB Italia onlus, a cui per questa tappa hanno collaborato Croce Rossa, Croce Blu, Lilt, Salute Donna, Salute Uomo, Acismom Ordine di Malta, Udisens, Caredent e Assirem.
Una tavola rotonda il 6 novembre
Una tavola rotonda aperta al pubblico ha anticipato la giornata in piazza, coinvolgendo le istituzioni locali e diversi medici specialisti: si è svolta martedì 6 novembre [[presso la Sala Consiliare del Municipio III di Roma Capitale, in Piazza Sempione 15]]. L’evento ha avuto l’obiettivo di presentare l’iniziativa che si svolgerà successivamente nella Capitale: è stato l’occasione per sensibilizzare il pubblico alla prevenzione e a un corretto stile di vita.
Ai lavori – ai quali ha portato il suo saluto il Presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo [[“Il problema non è rappresentato solo da coloro che hanno bisogno d’assistenza domiciliare… Una delle paure principali della nostra società è quella di perdere ciò che si è acquisito”]] – hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario Nazionale Fnp Cisl Marco Colombo, il Segretario Generale della Fnp Cisl di Roma Capitale e Rieti Mauro Bartoletti, l’Assessore alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona nonché alle Politiche Sanitarie capitoline, Maria Concetta Romano, mentre per l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Sezione italiana è intervenuto il prof. Filippo Cruciani, oculista Consulente del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva: “Sono aumentate le malattie degenerative, che sono legate all’invecchiamento…”. Rispetto al passato, grazie ai progressi della medicina, si perde più difficilmente la vista, ma il problema crescente è l’ipovisione. Quindi, da un lato bisogna puntare alla prevenzione con un corretto stile di vita (“una vita sana protegge anche la vista”), dall’altro occorre una diagnosi precoce mentre, in alcuni casi, è necessaria la riabilitazione visiva (che consente di sfruttare al massimo il proprio residuo visivo).
“La cecità assoluta – ha spiegato il prof. Cruciani – si è ridotta, ma sono aumentati molto i casi d’ipovisione. Nella società moderna avere un’ipovisione è un grande dramma, è una disabilità importante. Voi sapete che oggi l’occhio è centrale nella vita dell’individuo: lo è a qualsiasi età, anche ad età avanzata”.
L’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, dal canto suo sottolinea:
La prevenzione della cecità è indispensabile che diventi una delle priorità del nostro Sistema Sanitario Nazionale. La IAPB Italia onlus, che ha al suo interno anche la componente medico scientifica, assolve ai suoi compiti di prevenzione e riabilitazione – adesso attribuiti dalla L.284/1997 su tutto il territorio nazionale – in efficace sinergia col Ministero della Salute e tutte le realtà socio-sanitarie che si occupano di vista.
Il lancio nelle Marche
L’iniziativa, che girerà diverse Regioni italiane, è stata presentata nelle Marche lo scorso 2 luglio, regione in cui si sono già tenute due tappe – a San Benedetto del Tronto (l’8 luglio) e a San Severino Marche (il 9 luglio) –, quando il Vicepresidente della IAPB Italia onlus Michele Corcio ha affermato: “I nostri singoli comportamenti determinano anche l’insorgenza o il progredire di alcune patologie. E allora le pubbliche istituzioni devono investire di più e meglio nella prevenzione perché farlo significa ottenere dei notevolissimi risparmi sulla spesa pubblica… Ai cittadini raccomandiamo di ottenere informazioni scientificamente corrette” (approfondisci).
Con la nuova Dichiarazione di Astana s’intende rafforzare l’assistenza primaria mirando a una copertura sanitaria universale
Rafforzare l’assistenza primaria per ottenere, in futuro, una copertura sanitaria universale. Questo è l’intento di fondo della Dichiarazione di Astana approvata durante i lavori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che si sono tenuti – nella stessa capitale del Kazakistan – il 25 e il 26 ottobre 2018.
La nuova Dichiarazione riafferma quella del 1978 di Alma-Ata, dove per la prima volta i leader mondiali s’impegnarono a ottenere l’assistenza sanitaria di base. “Oggi, invece della salute per tutti, abbiamo la salute [solo] per alcuni”, ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’OMS e “abbiamo tutti la solenne responsabilità di assicurare che […] l’assistenza sanitaria di base consenta ad ogni persona, ovunque, di esercitare il proprio diritto fondamentale alla salute”.
Nel testo della Dichiarazione di Astana si legge [[grassetti nostri]]: Riconosciamo che, nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi 40 anni, persone in tutte le parti del mondo hanno ancora bisogni di salute irrisolti. Rimanere sani è una sfida per molte persone, in particolare per i poveri e coloro che vivono situazioni di vulnerabilità. Troviamo eticamente, politicamente, socialmente ed economicamente inaccettabile che persistano ineguaglianze nella salute e disparità nei risultati sanitari.
Continueremo ad affrontare il crescente peso delle malattie non trasmissibili, che portano a cattive condizioni di salute e a morti premature dovute all’uso del tabacco, all’uso dannoso dell’alcol, stili di vita e comportamenti non salutari nonché all’insufficiente attività fisica e a diete malsane. […]
I servizi di promozione [sanitaria], di prevenzione, cura, riabilitazione e le cure palliative devono essere accessibili a tutti. Dobbiamo salvare milioni di persone dalla povertà, in particolare da quella estrema, causata da spese per la salute personali e sproporzionate. Non possiamo più sottovalutare l’importanza cruciale della promozione della salute e della prevenzione delle malattie, né tollerare cure frammentarie, non sicure o di scarsa qualità. Dobbiamo affrontare la carenza e l’irregolare distribuzione degli operatori sanitari. Dobbiamo agire sui costi crescenti dell’assistenza sanitaria […].
Più in generale i sottoscrittori del nuovo documento auspicano che:
i governi e le società diano priorità, promuovano e proteggano la salute delle persone e il loro benessere, a livello sia di popolazione che individuale, attraverso sistemi sanitari forti;
l’assistenza sanitaria di base e i servizi sanitari di alta qualità siano sicuri, completi, integrati, accessibili, disponibili e alla portata di tutti e ovunque, offerti con compassione, rispetto e dignità da professionisti della salute che sono ben formati, qualificati, motivati e impegnati;
gli ambienti siano salutari e accoglienti (enabling), in cui individui e comunità siano responsabilizzati e impegnati a mantenere e migliorare la loro salute e il loro benessere;
i partner e gli stakeholders siano allineati nell’offrire un supporto efficace a politiche, strategie e piani per [migliorare] la salute nazionale.
La IAPB Italia onlus, la SOI e la Fondazione Insieme per la Vista ti consentono di accedere a un oculista gratuitamente per fare prevenzione
Se non l’hai già fatto, sottoponiti al più presto a una visita oculistica perché ne hai ancora diritto. Puoi prendere un appuntamento gratuito presso uno dei numerosi specialisti aderenti alla campagna lanciata in occasione della Giornata Mondiale della Vista dell’11 ottobre 2018 (clicca qui). Infatti quest’autunno – grazie all’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, alla Società Oftalmologica Italiana (SOI) e alla Fondazione Insieme per la Vista – la campagna di prevenzione prosegue per chi non fosse mai stato dall’oculista.
Il Presidente della SOI, il dott. Matteo Piovella, spiega:
Questo progetto[[di SOI, IAPB Italia onlus e Fondazione Insieme per la Vista onlus]] ha lo scopo di salvare la vista, un bene di cui in molti si rendono conto solo nel momento in cui la stanno perdendo… Al di là delle condizioni di tutti, entro il 2050 il numero di persone cieche o ipovedenti verranno moltiplicate per tre. Abbiamo un Paese in difficoltà… Quello di cui stiamo parlando [[ossia del diritto alla salute: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” (Art. 32 Cost., primo comma)]] è un diritto costituzionale… La prima responsabilità collettiva è quella di dare una corretta informazione. La prevenzione e la cura, in oculistica, sono la stessa cosa. Dobbiamo cambiare mentalità: dobbiamo far capire alle mamme che un bambino dovrebbe essere sempre portato a una visita oculistica.
A tutte le età, sin da piccoli, si ha diritto a una visita oculistica completa periodica (con tanto di dilatazione della pupilla per controllare bene il fondo oculare). Fai prevenzione prenotando una visita gratuita! Guarda che è importante.
L’11 ottobre, presso la Protomoteca del Comune di Roma, si è celebrata la Giornata Mondiale della Vista. Occhio agli stili di vita e all’illuminazione artificiale
Si è parlato non solo di luce blu, smartphone, tablet, laser e occhiali, ma anche di riabilitazione visiva e, in particolare, di teleriabilitazione. Il tutto nel più ampio orizzonte della salute visiva e dei problemi oculari evitabili più importanti. Al convegno organizzato l’11 ottobre a Roma – in occasione della Giornata Mondiale della Vista – sono intervenuti numerosi esperti, compresi docenti universitari, nella Sala della Protomoteca del Comune di Roma.
L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus – dopo aver organizzato nella Capitale tre giorni di check-up oculistici gratuiti a bordo di una propria Unità mobile oftalmica (dal 9 all’11 ottobre) – ha rilanciato il tema della tutela della vista in una sede istituzionale, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, basata innanzitutto su una corretta informazione e su visite oculistiche periodiche. Questa opportunità viene offerta gratuitamente insieme alla Società Oftalmologica Italiana e alla Fondazione Insieme per la Vista Onlus ed è indirizzata a chi non si è mai sottoposto a una visita oculistica (cerca un medico oculista aderente nella tua città).
Secondo l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus, è fondamentale la figura dell’oculista: il bambino, il giovane e l’anziano devono recarsi periodicamente da uno specialista per il controllo del visus e l’eventuale diagnosi delle patologie oculari. “Le stesse tecnologie, se ben usate, possono contribuire alla salute oculare: mi riferisco, ad esempio, agli strumenti di accertamento dei vizi refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e al laser per gli interventi chirurgici oftalmici [in particolare quelli di cataratta], che servono anche alla prevenzione della cecità” (ossia consentono di evitarla), ha affermato l’avvocato.
In rappresentanza del Ministero della Salute è intervenuta la dott.ssa Serena Battilomo (Direzione Generale Prevenzione Sanitaria):
C’è un lavoro quotidiano per promuovere la prevenzione a tutti i livelli: la prevenzione primaria, prima che i disturbi insorgano; la prevenzione secondaria, quindi arrivare tempestivamente a diagnosi per evitare il progredire di una patologia; ma anche la prevenzione terziaria, la riabilitazione [visiva], per conservare il più possibile la vista anche quando questa viene compromessa… Oggi noi vogliamo tutti insieme vogliamo rendere ognuno consapevole dell’importanza di agire e del preservare la propria vista e anche della prevenzione, che deve essere un diritto. Quindi sono lieta di dire che nei Livelli Essenziali d’Assistenza è stato inserito, in tutti i punti nascita, lo screening neonatale oftalmologico. Sono state inserite anche le prestazioni di riabilitazione visiva (anche se, ad oggi, i LEA non sono ancora pienamente operativi)… [E’ importante] investire molto di più in prevenzione perché è molto più economico e fa risparmiare in assistenza.
Inoltre ha portato i suoi saluti il prof. Mario Stirpe (Presidente del Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità). Tra i principali invitati c’era anche il dott. Matteo Piovella, Presidente della SOI, il quale ha lanciato l’ambizioso obiettivo di mettere a disposizione, nel tempo, fino a 30mila visite oculistiche gratuite a partire dalla Giornata Mondiale della Vista.
Tra nuove tecnologie, prevenzione e copertura sanitaria
Tra i relatori del convegno di Roma citiamo il dott. Silvio Paolo Mariotti (OMS): “Di fatto la maggior parte delle malattie oculari che ci sono nel mondo sono, ancora oggi, prevenibili o curabili perché s’intervenga in tempo”. Tra gli obiettivi più importanti del Ministero della Salute italiano ci sono, quindi, gli investimenti in prevenzione. Anche perché, ha proseguito l’esperto dell’OMS, “la maggior parte delle malattie oculari che causano cecità sono patologie croniche”, per cui la collaborazione è fondamentale del paziente (il quale deve essere opportunamente informato e messo in condizione di collaborare al trattamento).
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono stati inseriti nel Piano generale per lo sviluppo della società che i Paesi Membri delle Nazioni Unite hanno adottato; le sue strategie e gli obiettivi sono stati tutti raccolti sotto il nome di “Agenda 2030”. Tra i 17 obiettivi di sviluppo, il terzo riguarda proprio la salute ed il benessere. La strategia definita dall’OMS, in accordo con i Paesi membri, è basata sulla copertura sanitaria universale: si mira all’accesso tempestivo agli interventi sanitari di qualità necessari per mantenere o recuperare il benessere, con una protezione dalla povertà (le cure possono impoverire). I Paesi Membri si sono accordati per raggiungere questo obiettivo entro il 2030. Mariotti ha ricordato che:
400 milioni di persone nel mondo non hanno accesso ad uno o più dei servizi sanitari essenziali;
100 milioni di persone ogni anno cadono sotto la soglia nazionale di povertà per le spese sanitarie;
150 milioni subiscono perdite economiche catastrofiche per la stessa ragione;
il 32% della spesa sanitaria è a carico della persona o delle famiglie.
“Le nuove tecnologie in oftalmologia: dalla prevenzione diagnostica alla chirurgia” è invece il titolo dell’intervento del prof. Leonardo Mastropasqua (Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”). Il laser a femtosecondi ha consentito, in particolare, di innovare l’intervento di cataratta, aumentando la precisione in una fase molto importante dell’intervento chirurgico, riducendo il rischio di complicanze, con tempi più rapidi di recupero visivo e di miglioramento della qualità della visione. Anche a livello chirurgico “la telemedicina è importantissima: si potrà operare – ha affermato il docente – a distanza di migliaia di chilometri, ma il problema oggi è il tempo di latenza” (ossia il ritardo tra i gesti del chirurgo e quelli d’esecuzione del dispositivo posto a distanza).
Il prof. Francesco Bandello (Ospedale e Università San Raffaele di Milano) ha affrontato, dal canto suo, le “possibili correlazioni tra salute visiva e utilizzo di smartphone e tablet: a scuola, al lavoro e nel tempo libero”. Oggi è proprio l’apparato visivo a farsi carico – non solo nelle ore diurne ma anche in quelle notturne (illuminazione artificiale) – di un grande impegno lavorativo. Tutto ciò comporta un facile affaticamento visivo, con disturbi soggettivi di un organo programmato per la visione da lontano. Da studi recenti emerge anche la possibilità che venga favorita la progressione della miopia nei più giovani in relazione a un uso prolungato dei dispositivi elettronici.
E’ intervenuto, inoltre, il prof. Bruno Piccoli (Policlinico Universitario Agostino Gemelli). Infatti negli ambienti di lavoro la luce blu è frequentemente presente con intensità diverse a seconda del tipo di attività. L’aumento delle degenerazioni retiniche attualmente in corso potrebbe essere dovuto – oltre che al processo d’invecchiamento fisiologico (da senescenza) e ad altri fattori – a un’azione sinergica dell’esposizione alla luce blu (comprese diverse fonti artificiali), in particolare in coloro che esercitano specifiche attività lavorative. Un corretto stile di vita è, quindi, fondamentale anche per la nostra vista.
Inoltre il prof. Filippo Cruciani ha presentato una disamina su “Innovazioni tecnologiche, modernità ed attualità degli occhiali”. Le nuove tecnologie al servizio dell’ottica consentono, infatti, di raggiungere una qualità e una protezione mai ottenute in precedenza. Oggi gli occhiali fanno parte dell’habitus dell’uomo moderno e svolgono anche una funzione protettiva soprattutto nei confronti della luce. Però è importante farsi controllare sempre da un oculista (non solo per valutare l’acuità visiva). La prevenzione, insomma, è da amare sempre per la salvaguardia della nostra vista.
Secondo Stefano Da Empoli (ICOM Istituto per la Competitività) le soluzioni eHealth e mHealth (rispettivamente di sanità elettronica e di sanità mobile) hanno un grande potenziale nel migliorare l’efficienza del sistema sanitario, offrendo grandi vantaggi sia ai pazienti che ai fornitori di servizi medici. L’uso delle tecnologie dell’informazioni e della comunicazione nella sanità permette, inoltre, una significativa riduzione dei costi e un miglioramento nei trattamenti e nelle cure.
Infine il dott. Filippo Amore (Polo Nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva) ha parlato della tecnologia a supporto della riabilitazione visiva. Di particolare interesse è la telemedicina applicata alla riabilitazione domiciliare: una serie di esercizi personalizzati – che permettono di addestrare le capacità residue e potenziarle (funzioni quali la coordinazione oculo-motoria, la stabilità di fissazione dello sguardo e l’attenzione visiva) – che si possono eseguire a casa. In questo modo si raggiungono coloro che non potrebbero venire ripetutamente presso il Centro di riabilitazione (decentralizzazione dell’assistenza), ma si riescono anche a monitorare i progressi e l’andamento della riabilitazione quasi in tempo reale e a distanza, garantendo inoltre un percorso che l’individuo riesce svolgere in autonomia. “In conclusione – ha osservato il dott. Amore – i dispositivi medici hanno sicuramente usufruito dell’evoluzione tecnologica, soprattutto a livello della cosiddetta personalizzazione”.