Occhio secco, rischio più alto per gli allergici

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I neutrofili possono favorire l’ostruzione dei dotti delle ghiandole di Meibomio contenute nelle palpebre

oculista_instillazione_lacrime_artificiali-400_pixel.jpgL’occhio secco può colpire più facilmente coloro che soffrono di allergie e hanno un’infiammazione cronica a livello palpebrale. Questa sindrome può comunque essere favorita dall’ostruzione dei dotti escretori delle ghiandole di Meibomio associata all’abbondanza locale dei neutrofili (globuli bianchi), come risulta da una sperimentazione condotta su cavie animali. È quanto ha concluso una squadra di scienziati italiani e americani su Science Translational Medicine [[“L’ostruzione delle ghiandole di Meibomio o altre forme di disfunzione ghiandolare possono promuovere patologie croniche della superficie oculare”]].

L’età avanzata, il fumo e l’uso prolungato degli schermi possono essere dei fattori di rischio dell’occhio secco, che d’estate tende a colpire più frequentemente (ad esempio per l’impiego dell’aria condizionata, il vento in spiaggia, il sole forte, l’alta ghiandole-meibomio-palpebre.jpgtemperatura che favorisce l’evaporazione del film lacrimale). Il più delle volte basta utilizzare lacrime artificiali, ma è comunque opportuno sottoporsi a una visita oculistica per trattare un’eventuale patologia che potrebbe essere all’origine dell’occhio secco.

Fonte principale: Science Translational Medicine

Occhio alla conservazione di colliri e altri farmaci

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Il rischio è che si alterino i principi attivi e perdano d’efficacia se le temperature sono elevate

istillazione-occhi_azzurri-400_pixel.jpgDobbiamo sempre ricordarci, soprattutto d’estate, di conservare correttamente i colliri e gli altri farmaci. Mentre ve ne sono alcuni che vanno tenuti sempre in frigo, altri devono comunque rimanere in ambienti freschi.

Consideriamo, ad esempio, un’associazione di un antibiotico e un cortisonico (betametasone e cloramfenicolo): deve essere conservata tra i 2° e gli 8° sotto forma di collirio, mentre solo l’unguento oftalmico “sopporta” sino ai 25°. Un’altra associazione dello stesso tipo (tobramicina e desametasone) “tollera” quest’ultima temperatura a prescindere dalla forma. Si tratta di farmaci che possono essere indicati – dopo consulto di un oculista – per il trattamento delle infiammazioni oculari e quando esista almeno il rischio di un’infezione oculare. Anche per un FANS (antinfiammatorio non steroideo) – a base di bromfenac – nel foglietto illustrativo vengono indicati sempre 25° come temperatura limite di conservazione.
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Inoltre va considerato che, sempre sui “bugiardini”, è indicato anche un tempo massimo di utilizzo dal momento dell’apertura, che deve essere sempre rispettata. Generalmente i colliri non vanno utilizzati oltre i 15-30 giorni dal loro primo utilizzo.

Evitare l’esposizione solare?

Occhio anche all’esposizione al sole. Infatti non solo i farmaci non devono essere rimanere al caldo, ma se li assumiamo per bocca in certi casi dobbiamo evitare l’esposizione alla luce solare. Infatti l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha scritto:

Alcuni farmaci possono causare reazioni da fotosensibilizzazione (reazioni fototossiche o fotoallergiche che solitamente sono costituite da manifestazioni cutanee come dermatiti, eczemi, ecc.) a seguito dell’esposizione al sole. Controlla attentamente le istruzioni in caso di assunzione di: antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (FANS), prometazina (antistaminico).

Leggi anche: “Farmaci & Estate”, “Guida per l’uso sicuro dei farmaci

Fonti: Aifa, Quotidiano della Sanità, my-personaltrainer.it

Aria condizionata, che fare?

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Se i filtri non vengono puliti regolarmente gli impianti possono causare anche irritazioni oculari: la manutenzione è fondamentale

aria_condizionata_impianto-web.jpg“Irritazioni degli occhi e delle vie respiratorie, allergie e perfino infezioni da legionella. Sono i rischi possibili di una mancata o non corretta attività di manutenzione dei condizionatori d’aria. In casa, in ufficio, in auto possono annidarsi insidie anche gravi per la salute”: lo scrive l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nella sua newsletter estiva del 2018.

Tra l’altro Gaetano Settimo (esperto del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS) consiglia una pulizia dei filtri almeno annuale:

Molto importante è il corretto utilizzo dell’aerazione naturale o meccanica dei locali e come questi sono raffrescati e ventilati con un regolare ricambio dell’aria. Queste attività dipendono dalla grandezza dei locali, dal loro grado di isolamento dall’esterno, dal tipo di attività che vengono svolte, dall’affollamento durante l’arco della giornata, dal tipo di impianto installato e dal livello e qualità della manutenzione. […] I condizionatori in cattivo stato di manutenzione possono diventare una fonte di inquinamento importante sia da un punto di vista chimico, sia biologico. […] È necessario che un tecnico effettui la manutenzione degli impianti di climatizzazione con la pulizia dei filtri, almeno una volta l’anno.

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Per quanto riguarda, invece, la temperatura sarebbe meglio regolare l’aria condizionata non troppo fredda (tra i 24/25° o i 26/27°) e di avvalersi della deumidificazione. L’uso dei ventilatori, invece, è sconsigliato oltre i 32° dal Ministero della Salute.

Fonti: ALLISS (Istituto Superiore di Sanità), Ministero della Salute

Più frutta contro l’AMD

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Assumere quotidianamente arance o succo d’arancia potrebbe contribuire a prevenire la degenerazione maculare legata all’età: lo sostengono ricercatori australiani

arance-verticale.jpgChe la frutta e la verdura contribuiscano a proteggere la nostra retina, in particolare la macula, è già noto da tempo. Che però soprattutto le arance possano essere particolarmente utili per prevenire la degenerazione maculare legata all’età (AMD) non era ancora stato compreso. È quanto ora ha fatto un’équipe di ricercatori universitari australiani, la quale scrive che “bevande che contengono flavonoidi (ad esempio il succo d’arancia) è ragionevole che vengano raccomandate ai pazienti”.

Si fa riferimento ad almeno una porzione al giorno ossia indicativamente a un’arancia grande oppure a una spremuta di 200-300 ml. Su Original Research Communications gli autori spiegano:

I flavonoidi sono composti bioattivi che si trovano in alimenti come la cioccolata, il tè, il vino rosso, la frutta e le verdure. […] Possono avere un’azione antiossidante e antinfiammatoria. C’è anche una forte evidenza per cui i flavonoidi influenzano positivamente la salute vascolare attraverso un miglioramento della funzione endoteliale. Pertanto, il loro ruolo sembra promettente nell’invertire lo stress ossidativo e il danno infiammatorio associato nonché a migliorare la funzione vascolare e i segni clinici dell’AMD.

Erano stati già condotti altri studi per cercare di individuare il modo per prevenire la degenerazione maculare legata all’età. Gli autori dello studio sintetizzano così questi risultati:

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) è la principale causa di cecità e d’importante riduzione della vista tra gli ‘adulti anziani’. Gli studi attuali suggeriscono che le persone affette da AMD debbano assumere quotidianamente verdure a foglia verde scuro, seguire diete a basso indice glicemico e mangiare pesce (almeno due volte la settimana). Lo studio AREDS (Age-Related Eye Disease Study) ha dimostrato che assumere complementi alimentari contenenti dosi elevate di vitamina C, E, β-carotene, zinco e rame potrebbe ridurre del 25% la progressione dell’AMD. [[Tuttavia la portata di questo risultato è stata decisamente ridimensionata in uno studio successivo]]

macula_bulbo_luce_colpisce_centro_retina-fonte-lund_university-fredrik_ghosh-web.jpgI fattori di cui tenere conto – anche a livello di stile di vita – sono però molteplici: non solo la dieta (è importante anche consumare regolarmente pesce), ma anche non fumare e praticare quotidianamente l’esercizio fisico. Accanto a questi aspetti modificabili ce n’è uno non modificabile: la predisposizione genetica. Chi ha un parente di primo grado affetto da AMD ha una probabilità 3-6 volte superiore di esserne colpito. In ogni caso, dopo i 60 anni è consigliabile sottoporsi almeno a una visita oculistica l’anno.

Fonti principali: Original Research Communications, Westmead Institute For Medical Research

Miglior dieta, minor rischio di degenerazione maculare

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La dieta mediterranea e quella orientale sarebbero associate a una minore incidenza di AMD

verdura-verde-cavolo-foto_freedigitalphotos_net.jpg“Fa’ che il cibo sia la tua medicina”: così si esprimeva Ippocrate nel V e nel IV secolo a. C. Dunque che lo stile di vita fosse fondamentale per la nostra salute era noto sin dall’antichità. Oggi alcune correlazioni sono però più chiare e – ora grazie a un’équipe di ricercatori universitari neozelandesi – si è compreso che la dieta mediterranea così come l’alimentazione orientale [a base di verdure, legumi, frutta, pesce, cereali integrali, pomodori e frutti di mare]] potrebbero ridurre il rischio di [degenerazione maculare legata all’età (AMD), malattia che può provocare cecità centrale.

Bocciata l’alimentazione con grassi e troppa carne rossa

Al contrario, uno stile alimentare occidentale – a base di carne rossa, insaccati, patatine fritte, latticini ad alto contenuto di grassi, cereali raffinati e uova – parrebbe essere associato a una maggiore incidenza di degenerazione maculare [[che può colpire la zona centrale della retina soprattutto a partire dai 55 anni. Attualmente è considerata la prima causa di perdita della vista nei Paesi sviluppati]].

“Migliorare la qualità della dieta, aumentare – ha affermato il direttore dello studio dell’Università di Auckland, Naoko Chapman – l’assunzione di alimenti che contengono nutrienti è richiesto per la retina, così come gioca un ruolo importante nel proteggere dall’AMD evitare cibi che inducono un danno ossidativo”. salmone-piatto-foto-di-rakratchada-torsap-freedigitalphotos_net-2-photospipa86c8485d4f121fd17b2800859ed0fc8.jpg

Puntiamo sui carotenoidi e sugli omega-3

Gli autori dell’articolo pubblicato su Clinical & Experimental Ophthalmology, che hanno basato il loro lavoro su 18 studi precedenti (review), scrivono che tradizionalmente:

Un elevato consumo di verdure ricche di carotenoidi e di acidi grassi contenenti gli omega-3 è risultata di beneficio per coloro che erano a rischio di AMD. Diete con un alto indice glicemico [=ricche di zuccheri e carboidrati, ndr]] e con un consumo di alcol superiore ai due bicchieri al giorno [[il consiglio è quello di consumare al massimo un bicchiere di vino rosso durante i pasti principali, che anzi contribuirebbe a prevenire l’AMD ([approfondisci)]] risultavano essere maggiormente associate all’AMD.

Andrebbero limitati i grassi animali (in particolare il burro) e gli oli vegetali. Oltre agli aspetti legati all’alimentazione è opportuno ricordare che, al fine di prevenire o rallentare l’evoluzione dell’AMD, è fondamentale smettere di fumare, praticare sport o comunque muoversi quotidianamente e mettersi occhiali da sole dotati di filtri a norma di legge (soprattutto in zone molto assolate, d’estate e dove è presente molto riverbero). Al momento in cui scriviamo l’AMD atrofica (secca), la forma più diffusa di degenerazione maculare legata all’età, non è curabile mentre per la forma umida (essudativa) esistono dei trattamenti farmacologici.

Fonti principali: Clinical & Experimental Ophthalmology, Wiley

La “Carovana della salute” nelle Marche

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A S. Benedetto del Tronto e a San Severino si sono tenuti check-up gratuiti per tutti

umo-fiori-web-400pixel.jpgLa “Carovana della salute” – composta da diverse unità mobili – ha concluso i suoi appuntamenti marchigiani con tanto di controlli oculistici gratuiti a bordo di un camper hi-tech dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Dopo S. Benedetto del Tronto (l’8 luglio) è stata la volta di San Severino (9 luglio).

Le tappe marchigiane

Grazie a una serie di associazioni e a medici che hanno partecipato all’iniziativa – realizzata in collaborazione con la IAPB Italia onlus, Susan G. Komen Italia e la Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, la Croce Rossa e Amplifon – ci si è potuti sottoporre gratuitamente non solo al controllo oculistico, ma anche a una mammografia, a un’ecografia e a una visita senologica; a S. Benedetto sono stati, inoltre, fatti dei controlli dell’udito. Complessivamente sono stati effettuati, in occasione di questi due appuntamenti, oltre 600 controlli gratuiti.

Occhio agli stili di vita, aiutano anche la vista

La campagna è stata presentata il 2 luglio a San Benedetto del Tronto nella sala consiliare del Comune ed è promossa dalla Federazione Nazionale Pensionati (FNP) della CISL. carovana_salute_san_benedetto_tronto-8_luglio_2018.jpg

Ai lavori [[coordinati da Maria Trentin, Coordinamento Donne nazionale FNP CISL e conclusi da Loreno Coli, Segretario Generale Aggiunto FNP CISL nazionale]] hanno partecipato, oltre alle autorità locali, anche Michele Corcio (Vicepresidente dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus) e Mario Canale (Segretario Generale FNP Marche).

Il dott. Corcio ha affermato in quell’occasione:

I nostri singoli comportamenti determinano anche l’insorgenza o il progredire di alcune patologie. E allora le pubbliche istituzioni devono investire di più e meglio nella prevenzione perché farlo significa ottenere dei notevolissimi risparmi sulla spesa pubblica. …] Ai cittadini raccomandiamo di ottenere informazioni scientificamente corrette. [[Ad esempio contattando il numero verde 800-068506 (l’oculista risponde), attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13]] […] La [retinopatia diabetica va ‘attenzionata’ perché è legata alla nostra alimentazione, al nostro stile di vita.

Giulio Grazioli, Segretario regionale della Fnp Cisl Marche, ha invece commentato a chiusura della campagna:

L’alto numero di persone presenti in piazza per questa iniziativa dimostra l’importanza del tema della salute e della prevenzione. Un tema che per noi è sempre stato prioritario e che sul quale continueremo a impegnarci con politiche sui territori mirate a sensibilizzare le persone di tutte le età, specialmente i pensionati, per convincerle a prendersi cura di loro stesse.

Gli screening della Carovana della Salute non hanno rappresentato solo un messaggio per promuovere la cultura della prevenzione. Da alcuni esami sono emersi sintomi, come ad esempio noduli, che meritano un successivo approfondimento e che sono la prova concreta dell’importanza di curare e monitorare la propria salute.

Fonte di riferimento: Pensionati CISL

Bimbi sempre più miopi in Cina

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Il vizio refrattivo riguarda il 20-30% dei giovani alunni: trascorrere più tempo all’aria aperta potrebbe essere una strategia preventiva

prato-alunni-400pixels.jpgCresce la miopia tra i bambini cinesi: in un gruppo composto da 4741 alunni è risultata un’incidenza compresa tra il 20 e il 30%. In Cina c’è una particolare diffusione di questo vizio refrattivo che è particolarmente diffuso tra la popolazione asiatica.

Questo studio è stato condotto nelle scuole primarie e nelle scuole medie: sono state scelte casualmente, proporzionalmente al numero d’istituti presenti in ciascuna città degli 11 distretti di bimbi_orientali-160pix-web.jpgGuangzhou.

“L’incidenza della miopia tra gli studenti cinesi …] è la più alta di qualunque altro gruppo etnico-culturale”, osservano i ricercatori universitari cino-australiani nell’articolo pubblicato su [Jama Ophthalmology.

Gli stessi autori auspicano strategie preventive, ad esempio di aumentare il tempo trascorso all’aria aperta sin da quando si è piccoli (approfondisci). Tra l’altro la miopia, secondo l’OMS, è in aumento nel mondo.

Fonte: Jama Ophthalmology

Radiografati i sistemi sanitari regionali

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Performance variabili, col Centro-Nord che di solito si comporta meglio. La Toscana è due volte medaglia d’oro. Presentato a Roma il nuovo volume di CREA Sanità

copertina-v-ediz.performance_ssr-crea_sanit-small.jpgSul gradino più alto del podio si trova la Toscana, mentre l’argento va all’Emilia Romagna e il bronzo alla Lombardia. È questo il risultato dei giudizi degli utenti sulle performance dei propri sistemi sanitari regionali (SSR).

Usando criteri di efficienza più “oggettivi” a vincere è sempre la Toscana, mentre la Lombardia sale al secondo posto e la Liguria si piazza terza. A fornire questi risultati è Crea Sanità dell’Università di Tor Vergata, che ha appena pubblicato il V volume di “Una misura di Performance dei SSR” [[A cura di F. Spandonaro e D. d’Angela]], presentato a Roma il 4 luglio 2018.

All’ultimo posto – sempre come performance sanitarie valutate sulla base di numerosi indicatori “oggettivi” – troviamo il Molise, mentre il Friuli Venezia Giulia è penultima e terzultima è la Puglia. Se ci affidiamo invece al giudizio degli utenti, sono Abruzzo, Piemonte e Friuli Venezia Giulia a occupare le ultime tre posizioni.

In questo lavoro di Crea Sanità sono stati utilizzati indicatori legati all’equità (a carattere sociale [[ad esempio le famiglie a rischio impoverimento per le spese sanitarie di tasca propria oppure quote di persone che rinunciano a curarsi]]), all’appropriatezza clinica e organizzativa, agli esiti [[tra cui c’è la quota di persone in buona salute e quella di disabili]], ad aspetti economico-finanziari e all’innovazione sanitaria.

cartina_regioni_d_italia-web.jpgL’analisi viene sintetizzata così dagli autori, che raggruppano le prestazioni in tre grandi gruppi: in pole position abbiamo cinque regioni (Toscana, Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna) che mantengono da anni questo “primato”, al più invertendosi nelle posizioni di testa; seguono altre undici regioni (Lazio, Sardegna, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Sicilia, Umbria, Piemonte, Campania, Provincia autonoma di Trento e Basilicata), con un livello abbastanza omogeneo. Agli ultimi posti abbiamo cinque regioni che si trovano in una situazione critica: Calabria, Abruzzo, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Molise (queste ultime due sono nuovi ingressi perché fortemente penalizzate da alcuni indicatori).

Le zone o le regioni che hanno registrato i migliori progressi sono, infine, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Val d’Aosta e le Marche.

Fonte: Crea Sanità

Partita la campagna “Estate sicura”

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I consigli contro le ondate di calore e i bollettini del Ministero della Salute

temperatura_terra-web.jpgNo ai ventilatori quando fa troppo caldo [ossia sopra i 32°]], sì ai condizionatori ma non regolati troppo freddi [[tra i 25° e i 27°, mentre in precedenza si consigliava l’intervallo 24°-26°]]. C’è anche questo nel vademecum del Ministero della Salute pubblicato in occasione del lancio della campagna “[Estate sicura 2018“, accompagnato dai consueti bollettini estivi sulle ondate di calore in Italia.

I consigli ministeriali – che rientrano nel Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute – sono improntati al buon senso, ma sullo sfondo ci sono una serie di studi scientifici rigorosi. Ricordiamo, in particolare, le seguenti raccomandazioni:

  • Non uscire nelle ore più calde [[durante le giornate in cui viene previsto un rischio elevato, deve essere ridotta l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 11 e le 18]].
  • Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro: la misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace è naturalmente l’impiego dell’aria condizionata che tuttavia va impiegata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna.
  • Bere molti liquidi: assumere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo. frutta-donna-occhi_azz-verticale-foto_di_freedigitalphotos.net-photospip34830dfe108389f868c47c771511d0c4.jpg
  • Non bere bevande alcoliche o bevande contenenti caffeina.
  • Fare pasti leggeri.
  • Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali. All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. [Aggiungiamo che è importante mettere anche occhiali scuri dotati di filtri a norma di legge]
  • In auto ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna, evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sul corpo. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata e tenere sempre in macchina una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi.
  • Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori. terra-rapida-ruotante-con_sole.gif
  • Occuparsi delle persone a rischio, facendo visita almeno due volte al giorno e controllando che non mostrino sintomi di disturbi dovuti al caldo. Controllare neonati e bambini piccoli più spesso.

Leggi anche: “Proteggere gli occhi dal sole”, le FAQ ministeriali

Fonte principale: Ministero della Salute

Più benessere con migliore accesso alle cure

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L’assistenza primaria e la prevenzione sono fondamentali per una qualità della vita più elevata: lo studio di PLOS ONE

ipovedente_con_tablet-web-2.jpgSalute e trasporti. Sono questi gli aspetti che devono essere al top o, almeno, adeguati per garantire il benessere della popolazione in un Paese. In particolare dovrebbe essere garantito l’accesso all’assistenza sanitaria primaria in tempi accettabili e gli spostamenti dovranno essere efficienti. Lo sottolinea un nuovo studio pubblicato su PLOS ONE da un’équipe di ricercatori universitari americani.

Non è solamente importante l’effettivo servizio sanitario, ma anche la sua percezione (dunque esiste anche un aspetto psicologico), che viene considerato un “indicatore forte di benessere”. In particolare, persino in Paesi dove esiste una copertura sanitaria universale (tra cui l’Italia), l’accesso alle cure è correlato con lo star bene. A questo fine è fondamentale la prevenzione, che nello studio viene considerata un indicatore obiettivo. I ricercatori scrivono:

È plausibile anche che l’accesso all’assistenza sanitaria medi il miglioramento del benessere offrendo una maggiore ‘pace mentale’ e il necessario supporto a livello di prevenzione sanitaria e di comportamenti generici per un’autogestione. Se questo ragionamento è corretto, implica che fornire accesso all’assistenza primaria a tutti i componenti di una comunità potrebbe aumentarne il benessere.

Fonte: PLOS ONE