Teniamo d’occhio i numeri dell’oculistica

Teniamo d’occhio i numeri
dell’oculistica I dati del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali

24 novembre 2008 – Sapete quanti ricoveri ci sono
stati solo in Italia lo scorso anno per malattie e disturbi oculari? Si viaggia
verso il mezzo milione. Per essere più precisi la risposta che dà il Ministero
del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali è di 480.874 ricoveri, che possono essere stati sia in day hospital
(338.722 casi, con poco più di un giorno e mezzo di degenza media) e sia di tipo ordinario (142.152 casi, con una media di 3,2 giorni di degenza).

ciò che balza agli occhi – è il caso di dirlo – è
l’elevato numero di interventi sul cristallino: ben 216.872. Infatti la cataratta,
che consiste nella sostituzione del cristallino naturale divenuto opaco con uno
artificiale, è di gran lunga l’intervento più comune. In seconda posizione –
con 34.450 – ci sono gli interventi all’interno dell’occhio, in particolare
quelli per i glaucomi gravi. Al terzo posto compaiono le operazioni chirurgiche sulle “strutture extraoculari” (ad esempio sulle
palpebre e la congiuntiva), con oltre 31mila interventi effettuati solamente lo
scorso anno.

Fonte: Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito
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Unicef, un mondo solidale a misura di bambino

Unicef, un mondo solidale a misura di bambino Si è celebrata ieri la Giornata mondiale dell’infanzia. Più aiuti per i piccoli colpiti dai conflitti

21 novembre 2008 – Alleviare le sofferenze dei
bambini vittime di conflitti armati. Sarà questo il fine di un nuovo gruppo di
lavoro dell’Unicef che è stato lanciato ieri a New York, in occasione della
Giornata mondiale dedicata all’infanzia.

Questo nuovo network della solidarietà “potrà concentrare
la propria attenzione sui bambini sofferenti
coinvolti nei
conflitti

– ha affermato la direttrice dell’Unicef Ann M. Veneman – e dimostrare come gli stessi giovani possano contribuire in modo
straordinario a ricostruire la loro vita”.

I bambini hanno diritto alla
salute, a partire da quella oculare.
Nel
mondo è stato stimato che ogni minuto un bambino diventa cieco.
Circa i tre
quarti di questi casi si verificano negli Stati più svantaggiati e sono
prevenibili o curabili.

“La cecità dell’infanzia è devastante ed è un’ingiustizia del
tutto inutile. Considerare la cecità e i disturbi della vista dei bambini – si
legge nella brochure di Vision 2020, un programma internazionale portato avanti
dalla IAPB e dall’OMS – è una priorità […] ha
apportato un nuovo impulso a favore dei
controlli oculistici e di molte iniziative mondiali. Ciononostante, tanto resta
da fare. Vision 2020
auspica – prosegue l’opuscolo – un centro di assistenza oculistica
dell’infanzia ogni 10 milioni di persone, con un’_quipe di professionisti
addestrati e attrezzati”.
In conclusione, un mondo globale ha bisogno anche di
maggiore solidarietà globale, che consenta l’accesso alle cure mediche anche alle fasce
deboli della popolazione. A partire da quelle che si trovano in zone povere del nostro Pianeta o che sono colpite da conflitti bellici.

Fonti: Unicef, V2020 (brochure). Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare

Intravitreali, occhio agli effetti collaterali

Cavia da laboratorio

Cavia da laboratorio

Intravitreali, occhio agli effetti collaterali Studio Usa: problemi nelle cavie da laboratorio 21 novembre 2008 – “Seri effetti collaterali”: è questo il ‘verdetto’ di uno studio
condotto dallo Schepens Eye Research Institute, struttura che fa capo all’università
di Harvard, sui farmaci che riducono la proliferazione dei vasi della retina (detti
antiangiogenici ovvero anti Vegf usati, ad esempio, contro l’Amd,
una malattia che può causare cecità centrale).

Infatti i
ricercatori hanno riscontrato che, almeno nei topi adulti, muoiono i fotorecettori,
essenziali per la visione, e altre cellule retiniche (cellule gliali di M
ùller). “IlRetina colpita da Amd (forma umida) messaggio conclusivo di questo studio – afferma
Patricia D’Amore, responsabile della ricerca – è che i medici dovrebbero stare
attenti a monitorare i pazienti quando vengono sottoposti a trattamenti anti
Vegf per controllare se ci siano eventuali effetti collaterali”. Insomma,
quando ci si sottopone a terapia a base di iniezioni intravitreali contro l’Amd
umida (una delle due forme di degenerazione maculare legata all’età) “i nostri
risultati – prosegue D’Amore – suggeriscono che possano presentarsi effetti
collaterali imprevisti”.

Fonte: Schepens
Eye Research Insitute
(Harvard University). Articolo
originale pubblicato su PloS ONE (3 novembre 2008).

Verso la rigenerazione del nervo ottico

Verso la rigenerazione del nervo
ottico La realizzazione di un sogno si
avvicina grazie all’Università di Harvard

20 novembre 2008 – Rigenerare il nervo ottico è un sogno più vicino grazie a studi
condotti soprattutto negli Stati Uniti. Rimuovere i meccanismi che impediscono
l’autoriparazione naturale del nervo ottico e delle altre cellule nervose: è
quanto hanno fatto ricercatori dell’Università di Harvard, che hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista Science un articolo molto promettente.

Cancellando un fattore di regolazione chiamato
PTEN, infatti, sono stati in grado di ottenere – nelle Assone: somiglia al tronco di una cellula nervosacellule adulte
della retina dette ganglionali –
“una florida rigenerazione degli assoni (parte delle cellule nervose priva di ramificazioni, ndr) in seguito a danni al
nervo ottico”.
In conclusione i ricercatori hanno sottolineato l’importanza di ricorrere a
risorse interne all’organismo, consentendogli dunque un’autorigenerazione dei
neuroni in seguito a lesioni del sistema nervoso.
Staminali embrionali

Un’altra strada foriera di prospettive
è quella che prevede l’uso di cellule staminali.
A livello oculare si
riescono a usare, almeno per ora, per
la cornea
ma non ancora per riparare la retina.
Tra l’altro
le staminali si
possono ricavare dal midollo osseo e riprodurre in coltura, per poi essere
impiegate per riparare i tessuti nervosi (tra cui, ovviamente, ci
sono la retina e il nervo ottico). Il problema è però quello di trasportarle
nei punti giusti. Anche in questo caso ci ha pensato l’università di Harvard:
il ricercatore Jeffrey Karp ha aggiunto sulla superficie delle staminali del
midollo una molecola (chiamata SLeX), che ha consentito di introdurle nella
circolazione sanguigna e di guidarle in modo “intelligente”. Infine bisogna sottolineare che il loro
impiego non è esente da rischi: in alcuni casi possono produrre tumori.

Vedi anche glaucoma cliccando qui.

Fonti: Science, Harvard University. Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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Trovare un farmaco per la ricerca

Trovare un farmaco per la ricerca Ieri a Roma si è discusso di medicinali innovativi. Intervenuto
anche il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio

19 novembre 2008 – Di farmaci innovativi e di
ricerca scientifica si è discusso ieri a Roma in occasione del convegno organizzato
dalla Novartis, a cui hanno partecipato –
tra gli altri – il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, il neorettore
dell’Università Sapienza Luigi Frati, il Presidente di Farmindustria Sergio
Domp_, il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Antonio
Tomassini nonché il direttore dell’Agenzia italiana del Farmaco Guido Rasi e il
Presidente dell’Istituto superiore di sanità Enrico Garaci. Il dibattito è
stato moderato dal giornalista Bruno Vespa.

Generalmente è stata lamentata, da parte dei relatori, una
certa lentezza nell’approvazione dei nuovi farmaci, in ritardo rispetto alla media europea. Tuttavia il direttore dell’Aifa ha assicurato
come, grazie a nuove assunzioni e a miglioramenti organizzativi, la procedura
diverrà più rapida.

Inoltre in più interventi è stato evidenziato il periodo
difficile che sta vivendo la ricerca italiana, in sofferenza a causa di penuria
di fondi. Di diverso avviso è stato però il sottosegretario Fazio, almeno per quanto
riguarda l’ambito pubblico: infatti l’attuale esecutivo intende sostenere
maggiormente i giovani ricercatori universitari, sovvenzionare progetti dotati
di “portabilità” da un istituto all’altro, garantendo al contempo più
trasparenza nell’assegnazione dei fondi.

però il sottosegretario al Welfare ha riconosciuto come il
privato in Italia investa poco nella ricerca:Il sottosegretario al Welfare Fazio “Su cento prodotti autorizzati
dall’Emea [Agenzia europea per i medicinali], solo il 48,6% viene sperimentato
in Italia” e, per la maggior parte si tratta di sperimentazioni cliniche (in
misura indicativa del 68%): la maggior parte delle ricerche, specialmente nelle
fasi iniziali, avviene all’estero. Di certo non bastano soluzioni di fortuna,
ma – ha insistito Fazio – “bisogna risolvere i problemi strutturali”.

Tra le ragioni – ha affermato Paola Castellani, Direttrice
medica di Novartis – c’è quella delle
lungaggini burocratiche: tra i farmaci impiegabili contro la degenerazione
maculare negli anziani ce n’è uno che agisce contro la proliferazione dei vasi
della retina (il Ranibizumab ), da oltre 23 mesi in
attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Anche il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato,
in un suo intervento precedente, aveva messo in evidenza come la ricerca sia
“in una situazione non buona nel nostro Paese”; tra l’altro “le molecole
veramente innovative sono sempre meno” e, come se non bastasse, il sistema
italiano soffre di una carenza di rapporti tra l’industria e il mondo
universitario. Tuttavia l’Italia vanta, per così dire, anche dei primati: è –
secondo Tomassini – il terzo Stato in Europa e il quinto nel mondo per spesa
farmaceutica. Che il fronte della ricerca europea sia debole è stato
evidenziato dal Rettore Frati: il rapporto tra i brevetti americani e quelli europei
è all’incirca di cinque a uno.

Eppure – ha sostenuto il Presidente dell’Istituto superiore di
sanità – in Italia“ora si depositano i
brevetti ma non si sfruttano a livello industriale”. Dal canto suo
Farmindustria ha auspicato un quadro
più stabile per poter avere delle certezze nella programmazione del futuro. Quindi
è stato messo in evidenza come alcune Regioni non autorizzino l’acquisto di
farmaci che sono, al contrario, nel prontuario nazionale: così facendo si
genera difformità di trattamento, problema su cui Fazio ha assicurato il
proprio impegno.

Infine il Prof. Giuseppe Mancia, dell’Università di Milano
Bicocca, ha messo in evidenza come esista un problema serio di abbandono delle
terapie prescritte dai medici: secondo dati reali raccolti in Lombardia grazie
alle farmacie, il 43,9% delle persone ha smesso di prendere farmaci contro
l’ipertensione (tra i fattori di rischio di alcune malattie oculari) e la metà della
persone rimanenti ha smesso la cura entro i cinque anni dal suo inizio. Dunque occorre
probabilmente migliorare non solo le terapie, ma anche la cultura della cura
tra i cittadini, puntando sempre più sulla prevenzione.

Tra l’altro proprio ieri – in occasione della giornata
europea dell’antibiotico -, l’Aifa e l’Istituto superiore di sanità hanno messo
in evidenza una serie di rischi legati ad abitudini erronee: circa il 44% delle
persone assume gli antibiotici senza prescrizione medica; ben il 40% degli
intervistati ha ammesso di non aver terminato una cura iniziata. Basti pensare
che, dal 2000 a
oggi, mediamente il consumo di questi farmaci è aumentato del 18%
(per approfondire clicca qui).

Tecnologie informatiche per i disabili

Robot umanoide

Robot umanoideTecnologie informatiche per i
disabili
Dal 27 al 29 novembre a Bologna la più grande mostra-convegno italiana dedicata
alle tecnologie per l’integrazione

18
novembre 2008
– Le tecnologie che migliorano la qualità della
vita dei disabili saranno le protagoniste della mostra-convegno HANDImatica che si terrà a Bologna dal
27 al 29 novembre.
Per presentare i
programmi e gli strumenti più innovativi il Palazzo dei Congressi bolognese ospita
la settima edizione della più grande mostra-convegno nazionale sulle tecnologie
per la disabilità (a ingresso gratuito).
Si potranno apprezzare software che rendono possibile
scrivere, comunicare e navigare su internet attraverso il movimento oculare. Saranno anche esposti robot che consentono ai bambini con
disabilità fisiche o cognitive di giocare e divertirsi in compagnia; ma anche
lavagne multimediali interattive e altri ausili informatici progettati per gli
studenti con difficoltà di
Disabile motorio sul ponte sospeso apprendimento, nuovi servizi di telemedicina e
sistemi di domotica per rendere accessibile la vita in casa.

Organizzato dalla Fondazione
Asphi sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, l’evento
è dedicato quest’anno soprattutto alle possibilità di adattamento dell’ambiente alla persona
grazie agli strumenti e ai software che possono (o potranno a breve) favorire
l’integrazione delle persone disabili nelle aule scolastiche e in quelle
universitarie, al lavoro e nel tempo libero.

Per
il programma completo clicca qui.
Indirizzo: Palazzo dei Congressi –
piazza
della Costituzione 3 – Bologna

Fonte: HANDImatica

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Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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L’UICI e la IAPB Italia onlus contro i tagli “alla cieca”

Camera dei deputati (emiciclo)

Camera dei deputati (emiciclo)

L’Unione italiana ciechi e la IAPB Italia onlus contro i tagli indiscriminati Protesta ieri a Montecitorio, a rischio servizi per disabili visivi e la prevenzione della cecità 13 novembre 2008 – Ieri il Consiglio Nazionale
dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con una quarantina di dirigenti
provenienti da tutta Italia – dopo aver preso atto del rischio di tagli previsti
dall’attuale Finanziaria per il prossimo triennio -, sono entrati a
Montecitorio perché ricevuti da diversi deputati. Hanno parlato, tra gli altri, col Presidente
della Camera Gianfranco Fini, col Sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti e con l’On. Walter Veltroni. Si spera attualmente in un cambiamento di linea del Parlamento italiano: la finanziaria, approvata oggi dalla Camera, attende ora il voto del Senato della Repubblica.

Secondo
Tommaso Daniele, presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli
Ipovedenti, “ő‚l’attuale legge finanziaria prevede tagli insostenibili per
l’Unione, che eroga servizi per i ciechi e gli
Tommaso Daniele, presidente nazionale UICI ipovedenti: per i contributi che
ci riguardano, che hanno già perduto parte del loro potere di acquisto perché
datati, sono previsti, nel triennio, tagli del 32, del 24 e del 42 per cento.
Se i tagli si dovessero confermare davvero, dovremmo licenziare il personale e
sospendere ogni tipo di servizio: dalla
fornitura di testi in braille, a
caratteri ingranditi ed elettronici, ai materiali didattici speciali, dalla
formazione alla riabilitazione, con un ritorno al medioevo – ha aggiunto Daniele –
per la cultura dei ciechi e con il rischio reale della loro esclusione
sociale“őé.
All’iniziativa ha partecipato anche il Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, l’avv. Giuseppe Castronovo: “ő‚Purtroppo lo Stato – forse per un po’ di superficialità – vuole tagliare servizi essenziali per i ciechi e per gli ipovedenti e, soprattutto, per la prevenzione della cecità“őé. Proprio per scongiurare questo rischio dodici Onorevoli hanno chiesto e ottenuto l’approvazione di due ordini del giorno in favore del servizio civile e dell’assistenza ai non vedenti, richiedendo l’impegno del governo “ad emanare, per quanto di sua
competenza, disposizioni specifiche per fornire interpretazione autentica della
richiamata disposizione al fine di ricomprendere nella prevista deroga anche
gli istituti di assistenza sociale, ed in particolare quelli operanti in favore
delle categorie dei ciechi ed ipovedenti”. La parola andrà ora al Senato.

Fonti: Disablog, Camera dei Deputati.

OMS: investire di più nella salute

Mondo

MondoOMS: investire di più nella salute La direttrice generale Margaret Chan lancia un appello ai Governi 13 novembre 2008 – Investire di più nelle salute e nel sociale: è questo il cuore
dell’appello lanciato ai Governi dalla direttrice generale
dell’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms), Margaret Chan, nonostante la crisi economica
mondiale.

“Ci troviamo ad
affrontare una grave crisi finanziaria di dimensioni inedite in un mondo che,
mai come oggi, è stato tanto connesso ed interdipendente. Le conseguenze sono
globali”. Nonostante questa situazione negativa, prosegue Chan, “l’impegno in
favore della salute globale non è mai stato tanto forte”. Infatti, osserva
ancora la direttrice dell’Oms, “si aspira a ridurre la povertà e a distribuire
i benefits”.

Nonostante non sia
ancora ben chiaro quale impatto avrà la crisi sui Paesi poveri e su quelli in
via di sviluppo, le previsioni sono generalmente pessimistiche. Il rischio è
che ci siano ripercussioni sulla sanità, che venga compromesso lo sviluppo degli
Stati e la prosperità dei popoli.

Quindi la più alta
rappresentante dell’Oms individua alcune priorità: 1) proteggere i poveri,
specialmente i bambini, le donne, i disabili, gli anziani e le persone affette
da malattie croniche; 2) promuovere la ripresa economica; 3) promuovere la
stabilità sociale
, adoperandosi per una distribuzione equa dell’assistenza
sanitaria; in questo modo si potrà aumentare la coesione e la solidarietà, i
migliori “anticorpi” contro eventuali fermenti sociali; 4) generare efficienza
finanziando le spese sanitarie a copertura totale; 5) costruire sicurezza, dato
che – osserva Chan – “un mondo con troppi squilibri a livello sanitario non è
n_ stabile n_ sicuro”.

“Mi appello a
tutti i governi e ai leader politici – conclude la direttrice dell’Oms –
affinché, di fronte all’attuale crisi economica e finanziaria, mantengano i
loro impegni per rafforzare e migliorare le prestazioni dei sistemi sanitari,
in modo da proteggere la salute degli abitanti del mondo e, in particolare, di
coloro che sono più fragili”
.

Fonte: Oms Numero
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Boom di test genetici in Italia: +30% in tre anni

Dna in rotazione

Dna in rotazione Boom di test genetici in Italia: +30% in tre anni

L’importante è rivolgersi a strutture certificate

12 novembre 2008 – è boom di test genetici in Italia, cresciuti del 30% in tre anni. Alla ricerca spasmodica di malattie scritte nel Dna, spesso persone preoccupate per la propria salute o per quella dei futuri figli cercano di scrutare nel codice della vita rivolgendosi a una delle 278 strutture che esistono nel nostro Paese; altri, invece, optano per laboratori all’estero, magari trovati sul web, inviando il materiale genetico (può essere sufficiente un po’ di saliva).

La regione che detiene il record di richieste è la Lombardia (col 22-24%), a cui seguono a una certa distanza il Lazio, la Toscana e la Sicilia. Esiste però uno squilibrio territoriale: mentre al Nord il 64% dei laboratori è in possesso di certificazione, nel Meridione solo il 12% ha un attestato di qualità. Si pone, quindi, il problema della qualità di tali esami, che generalmente vengono condotti con prelievi sanguigni. Lo scorso anno sono stati eseguiti complessivamente circa 560.000 test genetici; tuttavia le consulenze genetiche sono state solamente 70.154, sebbene l’interpretazione dei dati sia essenziale ai fini di una corretta diagnosi o previsione.

“Il numero di strutture è in continuo e ingiustificato aumento – sottolinea Bruno Dallapiccola,

Provette di laboratorio

genetista e direttore scientifico dell’Istituto Css-Mendel di Roma – e non ha un corrispettivo in nessun altro Paese analogo al nostro: in Francia sono 2-4 volte meno. Questo, per l’Italia, vuol dire un pullulare di centri piccoli, con qualità inferiore e costi superiori. Inoltre solo il 40% circa delle strutture certificate – avverte Dallapiccola – partecipa a programmi per il controllo esterno della qualità.

Le malattie oculari di certa origine genetica sono le retiniti (la pigmentosa, l’amaurosi congenita di Leber, malattia di Stardgardt, malattia di Best), ma anche patologie quali l’atrofia girata. Un’altra patologia oculare con una base genetica è la degenerazione maculare legata all’età (Amd), che colpisce la zona centrale della retina (detta macula). Persino una malattia tanto diffusa quanto il glaucoma ha, tra i fattori di rischio, una predisposizione genetica; secondo l’Organizzazione mondiale della sanità è responsabile del 10,1% dei casi di cecità nel mondo (oltre quattro milioni e mezzo di persone hanno perso la vista per danni al nervo ottico dovuti generalmente a una pressione intraoculare troppo elevata). Recentemente ricercatori dell’Università di Alberta, in Canada, sono riusciti ad andare alle radici della forma giovanile del glaucoma, che può rendere ciechi anche i bambini a partire dai cinque anni. Gli studiosi sono stati in grado di localizzare le sequenze del Dna responsabili della malattia.

Oggi la genetica molecolare – ha scritto il Prof. Stefano Zenoni, Direttore Oculistica degli OspedaliIl cromosoma, costituito da Dna, è composto da diversi geni Riuniti di Bergamo – può aprire delle porte per comprendere e gestire la malattia, e definire le basi genetiche delle forme ereditarie. In questi ultimi anni sono stati identificati loci cromosomici (punti dei cromosomi costituiti da Dna, ndr) e geni (unità che compongono i cromosomi, ndr) correlati al glaucoma e in futuro test genetici più sensibili e specifici potranno cambiare – conclude il professore – il nostro approccio terapeutico”. Però è essenziale, per non incorrere in errori, che l’analisi genetica sia sempre accompagnata da una corretta diagnosi clinica effettuata da uno specialista; altrimenti si può incorrere in errori perché non sempre una mutazione genetica è responsabile di una sola malattia che, tra l’altro, non è detto che si sviluppi.

Tra gli entusiasti dei test genetici c’è Sergey Brin, cofondatore del motore di ricerca Google, la cui madre è affetta da Parkinson, una malattia degenerativa che colpisce il sistema nervoso. La possibilità di analizzare il proprio codice genetico è – secondo Brin – assolutamente straordinaria: “Ho conosciuto precocemente nella mia esistenza ciò a cui sono predisposto. Ora ho l’opportunità di modificare la mia vita in modo da ridurre la probabilità di contrarre il Parkinson (ci sono esercizi che possono proteggere). Ho sia il tempo che l’opportunità – osserva l’americano – di effettuare e sostenere ricerche sulla malattia molto prima che possa colpirmi. Indipendentemente dalla mia salute personale, può aiutare – conclude Brin – anche i miei familiari e altre persone”.

Fonti: Adn, Blog di Sergey Brin, Eco di Bergamo.

Leggi anche: Cecità ereditaria, nuovo passo verso la terapia genica; Cecità ereditaria, il futuro è nella terapia genica.

Bloccare la Rop

Retina colpita dalla ROP

Retina colpita dalla ROP Bloccare la Rop Contro la retinopatia del prematuro iniezioni per fermare la proliferazione dei vasi

11 novembre
2008
– Se si interviene tempestivamente si
può bloccare una malattia che colpisce la retina (Rop) di chi è nato
prematuramente. Infatti, stando a una ricerca condotta in India, la proliferazione dei vasi sanguigni tipica della
retinopatia del prematuro viene inibita da farmaci antiangiogenesi grazie a una
serie di iniezioni effettuate nel bulbo oculare dei neonati.

I risultati di questa nuova ricerca sono stati
presentati all’
American
Academy of Ophthalmology
(che si conclude oggi in Georgia) e alla Società
europea di Oftalmologia (SOE). La
Rop, se non curata precocemente, può provocare cecità e
ipovisione. In particolare si verificano danni alla zona più sensibile della retina,
la macula, deputata allaNeonata prematura visione centrale distinta (che si usa, ad esempio, nella lettura di questo testo).

Tra
gli “effetti collaterali” della retinopatia del prematuro ci sono il distacco di retina, il glaucoma, le cataratte, forti miopie e deviazioni oculari. La
moltiplicazione e l’accrescimento anomalo dei vasi sanguigni della retina
vengono stimolati da un fattore di crescita chiamato VEGF. Quindi
farmaci anti-VEGF sono stati sviluppati per inibire tale proliferazione
incontrollata che si verifica anche nel caso di altre malattie oculari come la
degenerazione maculare legata all’età (la forma umida dell’AMD).

Alay
Banker e colleghi di Gujarat, India, hanno studiato gli effetti di una terapia
anti-VEGF su 21 neonati (34 occhi) che erano stati colpiti da Rop o avevano un
elevato rischio di contrarla. Su 14 occhi è stato impiegato il laser e poi sono state praticate
iniezioni; a 12 occhi è stata praticata solamente l’iniezione, mentre gli
altri 6 sono stati sottoposti a iniezioni e solo in un secondo tempo al laser.
I neonati sono stati visitati il giorno dopo la terapia, poi settimanalmente
per un mese e, infine, una volta ogni 30 giorni.

Prematuro“Negli
occhi di tutti i bambini – compresi quelli a cui era stato somministrato solo
l’anti-VEGF – la crescita anormale dei vasi si è risolta senza ulteriori
terapie; non sono stati riscontrati effetti collaterali negli occhi o problemi
al livello di salute generale in seguito a esami eseguiti a distanza di 37
settimane dal trattamento (età media: 37,5 settimane)”. In questo modo si sono
evitati anche gli effetti collaterali tipici della crioterapia, che consiste
nel congelamento dei vasi nocivi.

Questa
metodologia di trattamento potrebbe essere particolarmente importante,
sottolinea il Prof. Alay, nei Paesi in via di sviluppo, dove le apparecchiature laser sono difficilmente reperibili. I ricercatori, tuttavia, sottolineano che si tratta di terapie sperimentali la cui efficacia occorrerà dimostrare ulteriormente.

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