Gli italiani apprezzano il Ssn Le note dolenti: carenze organizzative e liste d’attesa. Forti le differenze tra Nord, Centro e Sud 14 gennaio 2009 – Gli italiani hanno in maggioranza fiducia nel Servizio sanitario nazionale (Ssn). E il pubblico piace più del privato. Tuttavia si registrano problemi organizzativi, inefficienze e liste d’attesa troppo lunghe: la situazione negli ospedali è considerata più difficile al Sud e nelle Isole, mentre appare migliore al Centro e ottiene il record di apprezzamenti al Nord. Questo è lo scenario emerso da un’indagine presentata oggi a Roma dall’Associazione medici dirigenti (Anaao Assomed) e da Swg, in occasione della quale è intervenuto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio.
Dal sondaggio – condotto su un campione di mille persone con più di 25 anni – risulta che: ci si fida del Ssn nel 54% dei casi; gli apprezzamenti più frequenti si registrano nel Settentrione (66% degli intervistati), mentre si riducono al Centro (46%) e nel Mezzogiorno (41%, Sicilia e Sardegna comprese). Analoghe differenze territoriali interessano anche la qualità dei servizi sanitari: è complessivamente ritenuta soddisfacente solo al Nord (74%), mentre arriva dal Centro una bocciatura (41%), che diventa ancor più netta al Sud e nelle Isole (23% dei consensi). Senonché la percezione della sanità italiana non è, rispetto agli altri Paesi europei, molto buona: il 56% dei nostri connazionali la considera peggiore di quella estera. Eppure godono di un indubbio consenso l’assistenza medica di base (il 67% è soddisfatto), l’assistenza ospedaliera e i ricoveri (53%) nonché la qualità delle visite specialistiche (apprezzate nel 51% dei casi). “Le iniziative di valutazione – ha esordito il sottosegretario Fazio – della customer satisfaction sono un pezzo molto importante della nostra programmazione”. Nel complesso si registra “una superiorità del pubblico, ma – ha precisato il docente in margine alla presentazione – occorre un’umanizzazione della sanità”. Esistono, come abbiamo visto, forti disomogeneità territoriali: “Il panorama – ha osservato il sottosegretario – è a macchia di leopardo”. Tant’è vero che il 68% del deficit della sanità è imputabile a tre regioni: Lazio, Campania e Sicilia.
Ultima modifica: 3 luglio 2014
affascinante e ha un grande valore umanitario: attualmente anche la IAPB e l’OMS considerano i vizi refrattivi non corretti la seconda causa di cecità reversibile al mondo (18,2% dei non vedenti, seconda solo alla cataratta). Dunque fornire occhiali – soprattutto se regolabili – significa restituire condizioni di vita dignitose ad almeno otto milioni di persone nel mondo, le quali oggi sono considerate cieche e sono costrette a rinunciare a lavorare a causa di condizioni visive proibitive. Molte di esse, infatti, non possono accedere alle cure di un medico oculista n_, tanto meno, possono andare da un ottico. Dunque la soluzione del problema sembra più prossima, per quanto si tratti di un rimedio di fortuna: bisogna solo sperare che i poveri a cui arriveranno gli occhiali sapranno regolarseli correttamente.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel



















