Ridare la vista con le staminali

Ridare la vista con le staminali
In Scozia si tenterà l’innesto di cellule corneali coltivate in laboratorio

19 gennaio 2009 – Ridare la vista grazie alle staminali. ù l’obiettivo di un intervento chirurgico che sarà effettuato in Scozia su una ventina di persone affette da cecità corneale. Grazie alle cellule ‘rigeneranti’ prelevate dal limbus (regione compresa tra la sclera e la cornea) si potrà restituire trasparenza alla superficie oculare, consentendo nuovamente ai raggi luminosi di giungere sulla retina.

I medici dell’università di Edimburgo e di Glasgow stanno lavorando per impiegare cellule della cornea coltivate in laboratorio, precedentemente prelevate da adulti deceduti. Tuttavia, è necessario in questo caso un trattamento antirigetto, a differenza di ciò che accade se le staminali vengono prelevate dall’individuo in cui si impiantano.

Questa ‘riparazioné corneale lascia ben sperare: si cercherà di replicare il successo ottenuto precedentemente negli Stati Uniti, presso l’università della Pennsylvania, dove persone affette da cecità ereditaria hanno riscontrato notevoli miglioramenti.

Fonti di riferimento: BBC , Scotsman.
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Europei sempre più longevi, ma con problemi di salute

Europei sempre più longevi, ma con problemi di salute
Secondo The Lancet un peggioramento della salute crea problemi di autonomia dopo i 67 anni per gli uomini e 69 per le donne

16 gennaio 2009 – Europei sempre più longevi, ma con sempre più ‘acciacchi’ e minore autonomia. Se l’aspettativa di vita nell’Unione europea è di 78 anni per gli uomini e di 83 per le donne, la buona salute generalmente si ferma a 67 anni per i primi e a 69 anni per le seconde. Questo è il risultato di uno studio pubblicato sull’illustre rivista britannica The Lancet .

Ai partecipanti allo studio è stato chiesto quali difficoltà avessero nello svolgere le attività quotidiane. Tali attività sono state monitorate per un periodo di sei mesi (mansioni in casa e fuori). I risultati hanno anche dimostrato, inoltre, che esistono notevoli differenze tra gli Stati membri dell’Ue allargata (che complessivamente conta quasi 500 milioni di persone).

In particolare si riscontrano problemi nei Paesi dell’Est: in Estonia è stato rilevato il valore medio più basso sia per gli uomini (59 anni) che per le donne (61 anni), mentre al contrario i danesi godono di buona salute fino a tarda età (73 anni per gli uomini e 74 anni per le donne). In Francia l’età media dopo la quale si incontrano difficoltà a svolgere attività quotidiane per ragioni di salute è 68 anni per gli uomini e quasi 70 anni per le donne.

L’_quipe di esperti ha concluso che l’autonomia e la salute degli anziani è correlata col Prodotto interno lordo (Pil) degli Stati membri e la spesa complessiva media per la terza età. In generale, è risultata esserci una stretta correlazione tra il Pil e un’alta spesa sanitaria per gli anziani. La ricerca ha anche dimostrato che gli uomini disoccupati per più di un anno (con basso livello di istruzione) vivono meno a lungo in salute.

Secondo Eurostat, l’Istituto statistico ufficiale dell’Ue, è in atto un rapido invecchiamento demografico: gli ultrasessantacinquenni passeranno dal 17,1% della popolazione (circa 85 milioni di anziani nel 2008) al 30% nel 2060 (151,5 milioni di anziani). Inoltre si stima che il numero di over 80enni sia destinato quasi a triplicare, passando dal 4,41% della popolazione (21,8 milioni dello scorso anno) al 12,13 del 2060 (61,4 milioni di persone). Le malattie oculari che colpiscono più frequentemente gli anziani sono: la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), il glaucoma, la cataratta e la retinopatia diabetica. A causa dell’invecchiamento demografico, quindi, queste ed altre patologie andranno prevenute e curate con sempre maggiore incisività.

Fonti di riferimento: Sanità News, Eurostat.
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Oms, il promemoria che salva la vita

Operazione chirurgicaOms, il promemoria che salva la vita
I chirurghi, seguendo una lista, possono effettuare operazioni più sicure

16 gennaio 2009 – Decessi ridotti di oltre il 40% con un semplice promemoria ad uso dei chirurghi. Si è scoperto che una sola pagina su cui sono elencate le cose da fare può salvare la vita: lo attesta un nuovo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che dimostra anche come si possano ridurre di un terzo i rischi di complicazioni nel caso di operazioni importanti. Soprattutto tenendo conto che ogni anno nel mondo vengono effettuati circa 234 milioni di interventi chirurgici.

La ricerca è stata condotta su 7.688 pazienti in otto città di altrettanti Paesi (Tanzania, Filippine, India, Giordania, Usa, Canada, GB e Nuova Zelanda) su pazienti con più di 16 anni, escludendo gli interventi cardiaci. Il numero dei decessi si è ridotto dall’1,5% allo 0,8% con l’uso della checklist, che consta di 19 punti ed è stata preparata da esperti dell’Oms: “L’idea di usare una lista breve ma comprensiva – ha osservato il coordinatore dello studio, Atul Gawande – è sorprendentemente nuova nell’ambito della chirurgia. Non tutti l’hanno accolta positivamente; ma i risultati ottenuti sono stati senza precedenti”.

Fonti: Oms, New England Journal of Medicine.

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Dal MIT arriva la ‘macchina per vederé

MitDal MIT arriva la ‘macchina per vederé
Non risolve il problema della cecità, ma può proiettare immagini sulla retina con un laser

15 gennaio 2009 – Una vista al laser. Grazie a questo potente raggio di luce si possono proiettare sulla retina, come se fosse un piccolo schermo, le immagini che un ipovedente o un cieco non assoluto ha innanzi a s_. Il dispositivo avveniristico, oggi perfezionato, viene sperimentato nel tempio della ricerca tecnologica mondiale: il Massachussets Institute of Technology (MIT) statunitense.

L’idea, pur essendo ottima, ha però numerosi limiti nella sua realizzazione: il dispositivo si può utilizzare solo se il nervo ottico è integro e se la retina ha ancora una sua vitalità. Eppure, in certe condizioni, si possono (ri)vedere immagini che si credevano perdute nell’archivio naturale della memoria umana.

Lo strumento venne concepito una ventina d’anni fa da ricercatori guidati da Elizabeth Goldring: nel corso di un esame medico ordinario effettuato con uno scanner laser oftalmoscopico si era riusciti a oltrepassare le emorragie dell’occhio, raggiungendo la retina sottostante. Con una serie di modifiche successive questo laser è stato poi in grado di riprodurre sulla retina brevi parole; infine, si è giunti a riprodurre vere e proprie immagini, come il volto di una persona. così è nata la seeing machine, ossia il dispositivo che ha ottenuto l’appellativo fantascientifico di “macchina per vedere”. Il progetto ha coinvolto ricercatori di Harvard e del MIT nonché l’inventore dell’oftalmoscopio (Rob Webb) e gli scienziati dello Shepens Eye Research University.

Infine, si è riusciti anche a mettere a punto un dispositivo che, collegato a una macchina fotografica digitale, la rende adatta ai disabili visivi. “Quando qualcuno – ha osservato Goldring – ha un senso che funziona poco, l’incapacità di esprimersi col senso stesso può essere frustrante”. Scattando fotografie con questo apparecchio speciale “sento di essere capace di esprimermi a livello visivo col mio occhio cieco e ritengo che in questo stia il suo valore”.

ù in fase sperimentale anche una macchina fotografica per ciechi basata su un altro principio: si tratta di un apparecchio tipo Polaroid che stampa sul momento le immagini traducendole in punti in rilievo. Dunque si potrà toccare ciò che non si vede, apprezzando la foto con i polpastrelli.

Fonti: MIT, Punto informatico, Brescia oggi.
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Ascoltare gli spazi

Prototipo del dispositivo che traduce le immagini in suoni (Fonte: CASBliP).Ascoltare gli spazi Un’_quipe europea sta sviluppando un sistema acustico per consentire ai ciechi di muoversi
14 gennaio 2009 – Si possono tradurre gli spazi in suoni per orientarsi? La grande sfida è stata raccolta da un’_quipe internazionale di ricercatori, che si è impegnata a mettere a punto un dispositivo per orientare i ciechi grazie a segnali acustici. L’obiettivo del progetto europeo CASBliP (acronimo inglese che sta per Ausilio Cognitivo per non vedenti) è, infatti, quello di creare vere e proprie ‘mappe sonoré degli spazi in cui ci si muove e, inoltre, immagini semplificate e colorate per gli ipovedenti. Dunque, per i ciechi si tratta di una sorta di radar acustico ad uso personale, mentre chi vede molto poco si muoverebbe in una sorta di ambiente virtuale colorato artificialmente.
Si punta, scrivono i ricercatori, a rappresentare “in tempo reale degli ambienti esterni, in grado di classificare le differenti aree di interesse (ad esempio strade, marciapiedi, muri, vegetazione, ostacoli, ecc.) e calcolare la distanza del dispositivo da questi oggetti”. L’obiettivo ultimo è quello di “migliorare significativamente l’indipendenza – e quindi la qualità della vita – di non vedenti e ipovedenti”.
Nel corso dell’ultimo ventennio sono stati compiuti notevoli sforzi per poter integrare o addirittura sostituire l’utilizzo del bastone bianco con dispositivi elettronici che fossero in grado di rilevare gli ostacoli presenti nelle Ciechi con cane guida. In futuro gli amici a quattro zampe potrebbero essere rimpiazzati da dispositivi elettronici acusticiimmediate vicinanze del non vedente e permettergli di muoversi autonomamente anche in ambienti non familiari. Colonne, muri, porte e altri tipi di passaggi potranno, in futuro, essere individuati a partire da impulsi sonori prodotti dal sistema sulla base delle informazioni ricevute da vari sensori. Già col prototipo oggi esistente le immagini vengono tradotte in suoni.
Il consorzio CASBliP è costituito da sette partner: Computer Vision Group dell’Università di Bristol, Graphics Research Group dell’Università di Valencia, Neurochemistry and Neuroimaging Group (Università de La Laguna – Tenerife), Università Politecnica delle Marche, Siemens AG, Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna, German Federation of the Blind and Partially Sighted (DBSV).

Leggi anche: Interfaccia tattilo-dinamica per i ciechi in un triennio

Fonte: Casblip
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Toccare Venezia con le dita

Toccare Venezia con le dita Mappa della città e San Marco, ecco le cartoline tattili


14 gennaio 2009 – Se, a volte, si tocca il cielo con un dito, presto si potrà anche toccare Venezia con i polpastrelli. Sono state stampate, infatti, le prime due cartoline tattili ad uso dei ciechi e ipovedenti: rappresentano una mappa della città e la Basilica di San Marco. Dunque, i ricordi dei Cartolina tattile della basilica di San Marco (Venezia)non vedenti non saranno più solo uditivi, ma anche tattili.

Le linee in rilievo sono state realizzate con un inchiostro trasparente che si può apprezzare tattilmente, senza per questo rovinare il disegno e l’estetica della cartolina. L’iniziativa è a cura del Progetto Lettura agevolata del Comune di Venezia.

Fonte: Superabile

Gli italiani hanno fiducia nel Servizio sanitario nazionale

Gli italiani apprezzano il Ssn Le note dolenti: carenze organizzative e liste d’attesa. Forti le differenze tra Nord, Centro e Sud 14 gennaio 2009 – Gli italiani hanno in maggioranza fiducia nel Servizio sanitario nazionale (Ssn). E il pubblico piace più del privato. Tuttavia si registrano problemi organizzativi, inefficienze e liste d’attesa troppo lunghe: la situazione negli ospedali è considerata più difficile al Sud e nelle Isole, mentre appare migliore al Centro e ottiene il record di apprezzamenti al Nord. Questo è lo scenario emerso da un’indagine presentata oggi a Roma dall’Associazione medici dirigenti (Anaao Assomed) e da Swg, in occasione della quale è intervenuto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio. Dal sondaggio – condotto su un campione di mille persone con più di 25 anni – risulta che: ci si fida del Ssn nel 54% dei casi; gli apprezzamenti più frequenti si registrano nel Settentrione (66% degli intervistati), mentre si riducono al Centro (46%) e nel Mezzogiorno (41%, Sicilia e Sardegna comprese). Analoghe differenze territoriali interessano anche la qualità dei servizi sanitari: è complessivamente ritenuta soddisfacente solo al Nord (74%), mentre arriva dal Centro una bocciatura (41%), che diventa ancor più netta al Sud e nelle Isole (23% dei consensi). Senonché la percezione della sanità italiana non è, rispetto agli altri Paesi europei, molto buona: il 56% dei nostri connazionali la considera peggiore di quella estera. Eppure godono di un indubbio consenso l’assistenza medica di base (il 67% è soddisfatto), l’assistenza ospedaliera e i ricoveri (53%) nonché la qualità delle visite specialistiche (apprezzate nel 51% dei casi). Il  sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio“Le iniziative di valutazione – ha esordito il sottosegretario Fazio – della customer satisfaction sono un pezzo molto importante della nostra programmazione”. Nel complesso si registra “una superiorità del pubblico, ma – ha precisato il docente in margine alla presentazione – occorre un’umanizzazione della sanità”. Esistono, come abbiamo visto, forti disomogeneità territoriali: “Il panorama – ha osservato il sottosegretario – è a macchia di leopardo”. Tant’è vero che il 68% del deficit della sanità è imputabile a tre regioni: Lazio, Campania e Sicilia.

Ultima modifica: 3 luglio 2014

Il fisico di Oxford che vuole ridare la vista ai poveri

Il fisico di Oxford che vuole ‘ridare la vista’ ai poveri
Ha inventato lenti ‘regolabili’ a basso costo, nuova speranza per milioni di persone

Sembrerà un’idea stravagante del professore britannico di turno, ma la prospettiva è allettante: occhiali a basso costo con lenti regolabili. Diversi milioni di persone che vivono nei Paesi poveri potrebbero giovarsi di questo sistema ingegnoso: grazie a due siringhe si può iniettare una quantità di fluido tra una coppia di lenti parallele, variandone così il fuoco (il potere diottrico della lente). La brillante idea è venuta a un docente di fisica di Oxford, Josh Silver, che intende così ‘ridare la vista’ ai poveri del Pianeta.

Non si tratta di una missione impossibile: già 30.000 occhiali sono stati distribuiti in 15 Paesi e sono stati accolti con entusiasmo. Tuttavia il sistema consente di correggere in modo piuttosto rudimentale solo alcuni vizi refrattivi (innanzitutto la miopia) tra cui, ad esempio, non c’è l’astigmatismo. Senza parlare del fatto che gli occhiali si possono regolare una sola volta: dopo l’iniezione di liquido vengono sigillati. Inoltre, solo un medico oculista può diagnosticare correttamente la presenza di eventuali malattie, quali il glaucoma , le malattie della retina e l’ AMD , che – se non curate tempestivamente – possono portare alla cecità.

In ogni caso, l’idea di restituire una vista nitida (o quasi) a milioni di persone con occhiali da un dollaro è Occhiali regolabili (Fonte: The Guardian)affascinante e ha un grande valore umanitario: attualmente anche la IAPB e l’OMS considerano i vizi refrattivi non corretti la seconda causa di cecità reversibile al mondo (18,2% dei non vedenti, seconda solo alla cataratta). Dunque fornire occhiali – soprattutto se regolabili – significa restituire condizioni di vita dignitose ad almeno otto milioni di persone nel mondo, le quali oggi sono considerate cieche e sono costrette a rinunciare a lavorare a causa di condizioni visive proibitive. Molte di esse, infatti, non possono accedere alle cure di un medico oculista n_, tanto meno, possono andare da un ottico. Dunque la soluzione del problema sembra più prossima, per quanto si tratti di un rimedio di fortuna: bisogna solo sperare che i poveri a cui arriveranno gli occhiali sapranno regolarseli correttamente.

Leggi anche: Occhiali con l’autofocus.

Fonti originale: The Guardian
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Cataratta, nuova tecnica diagnostica spaziale

Cristallino limpido e cristallino colpito da catarattaCataratta, nuova tecnica diagnostica spaziale
L’Istituto oculistico statunitense (Nei) e la Nasa hanno messo a punto un test laser per il cristallino

13 gennaio 2009 – Un raggio laser che arriva dalla ricerca spaziale per capire se si sta formando la cataratta. Non è l’ultima puntata di Star Trek, ma una nuova tecnica messa a punto dall’Istituto oculistico statunitense (National Eye Institute) e dalla Nasa. poiché l’opacizzazione del cristallino è dovuta alla formazione di nuovi cristalli nocivi, grazie a un fascio di luce coerente si può sapere in anticipo se si va incontro alla cataratta, prima causa di cecità reversibile al mondo.

Infatti, un corretto stile di vita può contribuire a ridurre la progressione della malattia oculare: diminuire l’esposizione al sole (o proteggersi con occhiali scuri), smettere di fumare, tenere sotto controllo la glicemia e ridurre l’assunzione di alcuni medicinali (come il cortisone o alcuni antibiotici) potrebbe essere una buona idea dopo aver ricevuto l’approvazione del medico specialista. però la diagnosi precoce è fondamentale. Tra l’altro ci si è resi conto che il cristallino contiene un fattore contro la cataratta: si tratta questa volta di proteine trasparenti chiamate alpha-cristalline (contenute nella lente naturale del nostro occhio al pari delle beta cristalline).

Durante lo studio – pubblicato su Archives of Ophthalmology -, condotto su 380 occhi di persone tra i 7 e gli 86 anni, ci si è resi conto che meno il cristallino era trasparente e meno erano presenti le proteine alpha-cristalline (questo è vero, in particolare, per gli anziani). Le minime variazioni di trasparenza, tuttavia, non sono attualmente rilevabili con gli strumenti ordinari.

Questa nuova tecnica, basata sulla diffusione della luce (dynamic light scattering o DLS), è stata sviluppata inizialmente dalla Nasa per studiare la crescita dei cristalli proteici in assenza di gravità. Dallo spazio è ‘scesa’ sulla Terra per risolvere un problema molto pratico: “Capendo il ruolo dei mutamenti delle proteine nella formazione della cataratta – ha concluso Rafat R. Ansari della Nasa – possiamo usare il cristallino non solo per monitorare la malattia oculare, ma anche come ‘finestra’ sulla salute dell’intero organismo”.

Fonte: National Eye Institute statunitense.
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Globuli rossi colorati di verde, ecco i nuovi ‘detector’

Globuli rossi colorati di verde, ecco i nuovi ‘detector’
In corso di sperimentazione innovativa tecnica fluorangiografica per diagnosticare malattie degenerative della retina

12 gennaio 2009 – ù partita la sperimentazione di una nuova tecnica di visualizzazione dei vasi sanguigni della retina. Il tutto, però, rivoluzionando la fluorangiografia , esame che tradizionamente richiede di iniettare in vena una sostanza colorante (l’indocianina); così si riescono a fotografare le diramazioni dei vasi che portano nutrimento alla retina e, in particolare, alla sua zona centrale (macula). ciò permette, ad esempio, di diagnosticare precocemente la degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), malattia che – se non curata – provoca prima una distorsione del campo visivo (le righe si deformano) per culminare, nei casi peggiori, nella cecità centrale (non si riesce più a leggere, guidare, riconoscere volti, ecc.).

Tuttavia, Robert W. Flower – uno specialista americano che lavora all’Eye, Ear & Throat Hospital di Manhattan– sta sperimentando la nuova tecnica fluorangiografica in collaborazione con l’università di Cagliari e altri prestigiosi centri (Maryland e Urbino): vengono marcati solamente i globuli rossi contenuti in un prelievo di sangue che viene poi reimmesso in circolo. In sostanza i globuli rossi – artificialmente colorati di verde – vengono usati come piccoli detector per studiare i flussi sanguigni e capire quali zone della retina stanno morendo.

Grazie a questa tecnica mirata si può ridurre la probabilità di errore nella diagnosi delle degenerazioni della macula, approntando quindi terapie più adatte. Il che è tanto più importante quanto in Occidente si sta verificando un rapido invecchiamento demografico e, tra l’altro, un aumento dei casi di diabete (vedi retinopatia diabetica): la probabilità di contrarre una malattia degenerativa della retina è più alta che in passato.

“ő‚Voglio scoprire – ha spiegato Flower – perché le delicate cellule della macula si danneggiano, quali siano tempi e modi della degenerazione e come possiamo intervenire con una terapia mirata per fermare l’invecchiamento“őé. Trenta volontari sardi si sottoporranno alla tecnica descritta dal medico oculista. La sperimentazione, che sino ad oggi era stata condotta solo su cavie da laboratorio, proseguirà fino al 2011.

Fonti di riferimento: L’Unione Sarda e la Nuova Sardegna (sito dell’università di Cagliari).
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