Toccare le parole per amare la cultura

Pagina in Braille (con punzonature per indicare le lettere)Toccare le parole per amare la cultura
Quest’anno si celebra il bicentenario della nascita di Louis Braille, il genio francese che ha reso tangibili le lettere dell’alfabeto
9 gennaio 2009 – Tante parole da toccare più che da guardare. Quest’anno si celebra il bicentenario della nascita di Louis Braille, il genio francese che perse la vista a soli tre anni, riuscendo poi a regalare ai ciechi un sistema per istruirsi toccando le lettere dell’alfabeto rappresentate con una matrice a sei punti (due colonne e tre righe). Una piccola costellazione in rilievo che permette, ancora oggi, ai non vedenti di accedere ai contenuti della biblioteca universale del sapere; il grande vantaggio, inoltre, è che il sistema ha Louis Braille (ritratto)semplificato molto la scrittura rispetto a quelli precedentemente esistenti.

Braille nacque il 4 gennaio 1809 e, feritosi con un punteruolo della bottega del padre, riusc“ a ideare il sistema per punti che ha avuto un successo tale da far sorgere biblioteche dedicate esclusivamente alla stampa dei testi ‘tattili’. Tra le più celebri ricordiamo, nel nostro Paese, quella di Catania, la biblioteca Regina Margherita di Monza e quella di Firenze (per l’elenco completo clicca qui).

Il primo in Italia ad adottare l’alfabeto puntiforme che, grazie a una particolare macchinetta, consentiva anche la scrittura, è stato l’Istituto dei ciechi di Milano (che lo adottù nel 1864); nel 1878 il Congresso internazionale di Parigi dichiarù il Braille codice ufficiale di scrittura e lettura per non vedenti. Sempre nella capitale francese oggi riposa nel Panth_on – tra altri grandi come Voltaire, Rousseau e Zola – il genio francese, che mor“ il 6 gennaio 1852 di tubercolosi, essendo le sue spoglie state traslate in occasione del centenario della sua scomparsa. Louis fu un uomo eclettico: di professione fu organista e insegnante.

“Il Braille rimane ancora – ha affermato in occasione dell’ultimo premio Braille l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – nel XXI secolo il metodo universale che facilita e aiuta i ciechi nel campo dell’istruzione, dell’informazione, della cultura e della società: nonostante l’avanzamento tecnologico è uno strumento fondamentale. Per un bambino cieco del Togo il Braille è come il Nilo che, inondando le terre vicine, le fertilizza e le arricchisce; infatti, dà la possibilità al non vedente di istruirsi… ù l’unico sistema affermato che consente sia la lettura che la scrittura tattile”.

La Giornata nazionale del Braille, istituita in Italia con apposita legge, si celebra ogni anno il 21 febbraio: è stata così accolta una richiesta avanzata dalle associazioni che si occupano di cecità e della sua prevenzione (a partire dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità e dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti). I vedenti non hanno una sensibilità tattile tale da consentire loro di leggere il Braille con i polpastrelli, ma ricorrono agli occhi per leggere i punti che corrispondono alle lettere.

Usa, pochi anziani con deficit smettono di guidare

Visita oculistica ad anzianaUsa, pochi anziani smettono di guidare
In Italia continuano soprattutto gli uomini, più prudenti invece le donne

8 gennaio 2009 – La guida non ha età: negli Usa gli anziani rimangono ‘incollati’ al volante a dispetto del trascorrere degli anni. Tuttavia, si pone un serio problema di sicurezza se soffrono di deficit visivi o cognitivi. In un recente studio americano si sostiene che la passione delle quattro ruote si abbandona spesso troppo tardivamente. Secondo un’altra ricerca condotta in Italia sono soprattutto gli uomini anziani a non voler rinunciare all’automobile, mentre le donne l’abbandonano prima o almeno ne limitano l’uso.

Solo negli Stati Uniti ci sono 30 milioni di guidatori ultrasessantacinquenni, la maggior parte dei quali non intende abbandonare il mezzo di trasporto privato persino quando sarebbe opportuno. Anche in Italia ci sono molte ‘patenti grigié: il 19,2% dei patentati ha più di 60 anni. Si è passati dai 6,58 milioni del 2004 ai 6,84 milioni (inizio del 2008), con un incremento prossimo al 4%. ù quanto è emerso lo scorso settembre da un’analisi dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale basata sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo studio statunitense – pubblicato sulla rivista Investigative Ophthalmology & Visual Science (IOVS) – ha preso in esame 1425 patentati di età compresa tra i 67 e gli 87 anni. Ad un anno di distanza si è osservato quanti avessero smesso di guidare, in rapporto alle loro condizioni di salute basate su questionari, test visivi e cognitivi. I risultati sono poco incoraggianti: dopo un anno solo l’1,5% dei patentati anziani aveva smesso di guidare, mentre un altro 3,4% aveva ridotto l’uso dell’automobile.

Gli indicatori più importanti per valutare se smettere di stare al volante sono i seguenti: un rallentamento della capacità di individuare ostacoli sulla strada, della velocità di reazione psicomotoria e ridotte capacità visive (come una diminuita sensibilità al contrasto, che consente di percepire i dettagli nella scala dei grigi, ad esempio col maltempo o con poca luce).

“Dai 60 ai 75 anni è consigliabile – afferma Silvia, medico oculista del numero verde della IAPB Italia onlus (800-068506) – almeno un controllo oculistico annuale soprattutto se si guida, mentre se sono presenti patologie i controlli devono essere più ravvicinati. Invece, dopo i 75 anni è generalmente inopportuno e rischioso guidare: a causa dell’età la salute è più a rischio e, quindi, anche quella degli altri. Infatti, si può essere più facilmente colti da un malore. In ogni caso sono fondamentali le buone condizioni visive: non bisogna soffrire di patologie che causano una riduzione della vista – conclude la specialista – soprattutto nelle ore notturne (cataratta, degenerazioni maculari , glaucoma con restrizione del campo visivo, ecc.) quando, tra l’altro, si può essere più facilmente soggetti a colpi di sonno”.
Leggere anche: “ Viaggiare in sicurezza sulle strade

Fonti: IOVS , Arvo , Asaps.
Numero Verde di assistenza oculistica 800-068506 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13). Risponde gratuitamente un medico oculista se si scrive anche nel forum di questo sito.Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- o alla rotellina del mouse.

Come si riconoscono i volti

Volto di ragazza (Fonte: freedigitalphotos.net)Come si riconoscono i volti L’ossitocina è un ormone che ci consente di ricordare familiari e amici
8 gennaio 2009 – Si chiama ossitocina l’ormone del riconoscimento dei volti familiari. La chimica dei ricordi visivi si avvale, quindi, anche di una sostanza prodotta dall’ipofisi, una ghiandola che si trova alla base del nostro cervello (in prossimità del chiasma ottico, dove si intersecano e si dividono i nervi provenienti da ciascuna retina). Senonché lo stesso ormone è considerato fondamentale per l’affetto materno; ma anche in questo caso ha un ruolo prezioso. Infatti, scrivono ricercatori svizzeri sul Journal of Neuroscience, “il riconoscimento sociale è alla base di tutte le interazioni sociali”.
Aumentando artificialmente i livelli di ossitocina grazie alla somministrazione per via nasale, i partecipanti hanno riconosciuto più facilmente le facce già note. Al contrario, durante l’esperimento si è constatato che la capacità di ricordo di volti estranei restava inalterata se non si assumeva l’ormone. Ai volontari sono stati mostrati, oltre ai visi, una serie di figure inanimate (paesaggi, case, sculture, ecc.), ma il miglioramento mnemonico ha riguardato esclusivamente le facce conosciute.
Questi studi potranno essere utili, tra l’altro, per approntare nuove terapie per persone che hanno seri problemi di socializzazione (ad esempio in chi è colpito da autismo). Dunque, a dispetto del nome che sembra un diminutivo (ossitocina), l’ormone riveste un ruolo importante a livello affettivo e di salute.

Fonti: Journal of Neuroscience , Eureka.
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L’OMS rilancia il piano contro la cecità e l’ipovisione

L’OMS rilancia il piano contro la cecità e l’ipovisione
Più ricerca, politiche nazionali più attente e maggiori investimenti: ecco gli obiettivi del 2008 per il 2013

22 dicembre 2008 – Come combattere la cecità e l’ipovisione nel mondo? Con più ricerca scientifica, politiche sanitarie nazionali più attente ai problemi visivi e maggiori investimenti. ù questa, in sintesi, la posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha redatto un documento disponibile in inglese nel suo sito ufficiale ( clicca qui per consultarlo).

Il piano d’azione 2008-2013 dell’Oms mira a rafforzare le attività esistenti nel mondo per contrastare l’insorgere della cecità e dell’ipovisione o per la loro cura, specialmente nei Paesi a medio e basso reddito, dove potrà portare una luce di speranza. Gli obiettivi principali del piano sono i seguenti: a) aumentare l’impegno politico, finanziario e tecnico degli Stati membri; b) sviluppare e rafforzare politiche nazionali, piani e programmi in supporto della salute oculare; c) aumentare e ampliare le ricerche sulla prevenzione della cecità e sulla disabilità visiva.

La prevenzione della cecità e dell’ipovisione evitabile sono oggetto di diverse risoluzioni adottate dall’Assemblea generale dell’Oms. Quest’ultimo documento analizza la situazione attuale nel mondo, per poi proporre diverse soluzioni.

Circa l’85% della cecità nel mondo è prevenibile (o curabile): con questa certezza si può contrastare più efficacemente la perdita della vista che attualmente colpisce almeno 45 milioni di ciechi nel mondo che, nell’87% dei casi, risiedono in Paesi a basso reddito. Su 314 milioni di disabili visivi nel mondo, secondo l’Oms (2007) nel 39% dei casi la cecità (operabile) è dovuta alla cataratta , vale a dire all’opacizzazione del cristallino, mentre nel 18% a vizi refrattivi non corretti, nel 10% al glaucoma e, infine, nel 7% dei casi alla degenerazione maculare legata all’età ( AMD ). Attualmente i dati epidemiologici sono stati raccolti in 65 Paesi. Ovviamente, quindi, molto resta da fare, anche in relazione ai trend esistenti sulla disabilità visiva.

Per eliminare la cecità evitabile entro la fine del prossimo decennio la IAPB e l’OMS portano avanti il progetto Vision2020 (il cui motto è “Il diritto di vedere”). ù di questi giorni la notizia dell’adesione della Nuova Zelanda, che si unisce quindi agli altri undici Paesi che si sono già associati ufficialmente alla IAPB per combattere l’‘oscurità planetaria’ dovuta alle malattie oculari.

(Pagina aggiornata il 13 luglio 2009).

Fonti: Oms, V2020.

Cellule ringiovanite

Cellule ringiovanite
Science dà la palma della vittoria del 2008 alla ‘riprogrammazioné del Dna per generare staminali

19 dicembre 2008 – Se le cellule normalmente invecchiano, possono essere fatte anche ‘ringiovaniré sino a tornare indifferenziate. Questo viaggio a ritroso nel tempo biologico viene indotto dagli scienziati, i quali riescono ad ottenere staminali che – almeno in linea di principio – consentono di riparare diverse parti dell’organismo. Gli scienziati diventano, in qualche modo, piccoli ‘alchimisti’ della vita, trasformando cellule della pelle in cellule ossee, quelle del pancreas in cellule epatiche…

Soprattutto durante il 2008 diverse _quipe di ricerca si sono concentrate su questo aspetto, innanzitutto nei laboratori statunitensi. Anche studiosi italiani hanno partecipato ad alcune di queste imprese: i ricercatori di Telethon sono riusciti ad ottenere il ringiovanimento cellulare fondendo cellule adulte e quelle embrionali ( clicca qui per leggere la news ). Inoltre, un docente del Policlinico A. Gemelli è riuscito a trasformare cellule cutanee in cellule ossee adatte alla riparazioneRetina: attualmente non si riesce a rigenerare con le staminali, ma la strada è promettente dello scheletro ( per approfondire clicca qui ).

In linea teorica qualcosa di analogo si potrebbe fare per ottenere tessuti oculari. Tuttavia, l’uso delle staminali attualmente sembra promettente soprattutto per la cornea, mentre rigenerare la retina è molto più complesso e difficoltoso ( clicca qui ).

Questa notizia arriva in un momento in cui la Federazione italiana medici pediatri invita le madri a far conservare il cordone ombelicale dopo il parto: le cellule ematiche in esso contenute sono ricche di staminali e poterebbero essere utili per rigenerare i tessuti dell’organismo. Tuttavia l’impiego delle cellule ‘neonaté presenta anche dei rischi: il loro sviluppo, se non guidato correttamente, può indurre tumori.

Fonti di riferimento: Science.org (per vedere il video in inglese clicca qui ), Il Tempo e Policlinico A. Gemelli.
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Quando il movimento è solo un’illusione

Illusione ottica di Isia Leviant

Illusione ottica di Isia LeviantQuando il movimento è solo un’illusione Da uno studio sull’illusione ottica di Leviant si è capito che gli spostamenti oculari rapidi hanno un ruolo rilevante 18 dicembre 2008 – Le illusioni ottiche che danno l’impressione del movimento hanno perso parte del loro mistero. Infatti, il loro segreto è nei nostri stessi occhi: effettuando movimenti involontari molto rapidi, detti microsaccadi, creano un’impressione erronea. Lo hanno scoperto ricercatori dell’Università nazionale autonoma del Messico a proposito dell’illusione ottica di Isia Leviant (una serie di cerchi concentrici viola sovrapposti a raggi in bianco e nero). L’enigma è stato sciolto grazie a telecamere che hanno ripreso i movimenti oculari con 500 fotogrammi al secondo: a chi ha partecipato all’esperimento veniva chiesto di premere un bottone quando il movimento creato dall’illusione ottica sembrava rallentare o fermarsi, mentre bisognava rilasciarlo se il movimento accelerava. “Per quasi 200 anni gli artisti, gli psicologi e i neurologi – sottolineano i ricercatori su PNAS – hanno dibattuto sull’origine di questo tipo di illusione, chiedendosi se fosse nell’occhio o nel cervello”. Ora è stato però scoperto che le illusioni ottiche non sono dovute solo a una rielaborazione della corteccia cerebrale, ma anche ai movimenti rapidi caratteristici dei nostri occhi. Per vedere altre illusioni ottiche di Leviant clicca qui.

Fonti: New Scientist, PNAS .

La sclerosi multipla si scruta negli occhi

La sclerosi multipla si scruta negli occhi
Il nervo ottico può dare indizi preziosi per diagnosticare precocemente una grave malattia del sistema nervoso

17 dicembre 2008 – Si può leggere negli occhi il futuro della salute? Una nuova ricerca conferma: la sclerosi multipla può essere diagnosticata precocemente grazie a un esame diagnostico del nervo ottico.

Ricercatori del dipartimento di Medicina dell’Università di St. Louis (Usa) hanno usato un apparecchio per la risonanza magnetica nucleare (chiamato DTI), con cui sono stati in grado di prevedere con tre mesi d’anticipo gli effetti cronici dell’infiammazione del nervo ottico. Si tratta di uno dei segni della sclerosi multipla, che – danneggiando il sistema nervoso – indebolisce i muscoli e porta a paralisi, depressione, insonnia e incontinenza. Solo negli Stati Uniti colpisce, secondo le stime, mezzo milione di persone.

Secondo l’ipotesi più accreditata la sclerosi multipla è una malattia autoimmune: i globuli bianchi del proprio organismo attaccherebbero le cellule nervose, provocando gravi danni. Dunque una delle strade di ricerca più promettenti punta all’inibizione di questo sistema di ‘autodistruzioné del sistema nervoso.

Leggi anche: La sclerosi multipla si legge negli occhi

Fonte: Eureka-Neurology.
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Povertà e cecità

Povertà e cecità
La cataratta non operata provoca una riduzione del reddito in Paesi in via di sviluppo

16 dicembre 2008 – può esistere un ‘pericoloso’ circolo vizioso tra povertà e cecità. Non solo se si è colpiti da gravi malattie oculari, ma persino se si è affetti da cataratta e non ci si può permettere un’operazione chirurgica. ù ciò che avviene in Paesi in via di sviluppo come il Kenya, le Filippine e il Bangladesh. Lo attesta uno studio pubblicato su PLoS Medicine.

Un’_quipe diretta da Hannah Kuper (Centro internazionale di oculistica, London School of Hygiene and Tropical Medicine) ha studiato 596 persone ultracinquantenni colpite da cataratta nei tre Paesi sopra citati. Il loro caso è stato confrontato con persone che vedevano normalmente. Nei tre Stati è stato riscontrato che i ciechi affetti da cataratta si trovavano con maggiore probabilità nella fascia di reddito più bassa (quarto inferiore) del reddito procapite nazionale medio.

Il 39,1% dei disabili visivi nel mondo (secondo l’Oms pari a 314 milioni) non vedono più perché il loro cristallino è Occhio catarattosodiventato opaco. Basti pensare che nel 18,2% dei casi i gravi vizi refrattivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) non vengono corretti, generalmente per mancanza di risorse economiche per acquistare gli occhiali. Non a caso almeno l’85% dei casi di cecità sulla Terra sono prevenibili o curabili. Silvio Mariotti, esperto dell’Oms, stima che mediamente, per operare di cataratta un adulto, siano sufficienti 25 euro.

La relazione stretta che ci può essere tra cecità e povertà era già stata sottolineata in occasione del congresso internazionale della IAPB che si è tenuto a Buenos Aires lo scorso agosto. Dunque la lotta contro la cecità passa anche attraverso una più equa distribuzione delle risorse.
Dato del 2007

Fonte principale: Eureka su PLoS Medicine
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Retinopatia diabetica in aumento

Retina malata: la retinopatia diabetica è una minaccia per la vista

Retina malata: la retinopatia diabetica è una minaccia per la vistaRetinopatia diabetica in aumento Secondo un nuovo studio, assieme alla cataratta e al glaucoma, è la malattia destinata ad aumentare maggiormente negli Usa 15 dicembre 2008 – La retinopatia diabetica colpirà in modo sempre più ‘pesante’: assieme al glaucoma e alla cataratta è la malattia oculare destinata ad aumentare in modo più significativo negli Stati Uniti, triplicando da qui al 2050. Lo si legge nel numero di dicembre di Archives of Ophthalmology. Tra la popolazione in età lavorativa si ritiene che la retinopatia diabetica sia la prima causa di cecità. “La perdita della vista – scrivono gli autori dello studio – dovuta alla malattia nei diabetici provoca una disabilità notevole che minaccia l’indipendenza e può far precipitare nella depressione, ridurre la mobilità e compromettere la qualità della vita”. Solo negli Usa si stima che le persone affette da retinopatia diabetica passeranno da 5,5 a 16 milioni. Gli over 65 colpiti dalla patologia sono destinati probabilmente a quadruplicare (da 2,5 a 9,9 milioni); le persone con cataratta aumenteranno, secondo le previsioni, del 235% tra chi soffre di diabete, mentre l’incidenza del glaucoma sarà moltiplicata per dodici. Visto che in Occidente è in corso un rapido invecchiamento demografico, un trend analogo si riscontrerà presumibilmente anche in Italia. Per combattere questa tendenza è fondamentale tenere d’occhio la glicemia (livello di zuccheri nel sangue); la prima arma per prevenire o curare tempestivamente la retinopatia diabetica è tenere sotto controllo questo valore e sottoporsi a visite oculistiche periodiche.

Uno sguardo più attento all’immigrazione

Uno sguardo sull’immigrazione Il 16 dicembre si terrà al S. Gallicano di Roma un convegno sulle malattie oculari e i flussi migratori



12 dicembre 2008 – Uno sguardo più attento alla salute degli immigrati. Il 16 dicembre si terrà, presso l’Ospedale S. Gallicano di Roma, un convegno sulle malattie oculari e i flussi migratori, considerando sia gli aspetti medici che quelli sociali. Un evento organizzato dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP), inaugurato ufficialmente il 9 gennaio di quest’anno.
L’istituto è aperto a tutti coloro che vivono in una situazione di marginalità sociale, culturale ed economica; offre prestazioni mediche specialistiche, di laboratorio, oltre ad assistenza psicologica, antropologica, legale e sociale. Vanno considerate sia le malattie acute che quelle croniche, spesso misconosciute o diagnosticate con ritardo che possono comportare – se non trattate tempestivamente – gravi disabilità e un’ulteriore aggravamento del disagio sociale.

Un settore specifico, in questo senso, è rappresentato dalle malattie oculari, alcune delle quali possono provocare cecità (ad esempio glaucoma , retiniti – infiammazioni della retina come la retinite pigmentosa , uveiti e cheratiti ).Il convegno vuole principalmente mettere in risalto il fatto che nel contesto di tali flussi esistono patologie che potenzialmente creano un grave disagio umano e sociale.

Ospedale S. Gallicano di Roma Secondo un rapporto Istat riferito al 2005, nonostante gli immigrati si trovino spesso in condizioni difficili, tuttavia complessivamente si dichiarano in buona salute (nell’80,3% dei casi contro il 71,8% degli italiani). Il 22,8% degli immigrati ha affermato di avere avuto almeno una malattia nel mese precedente all’intervista (contro il 27,4% dei nostri connazionali). Anche se il tasso di ricovero è per loro più basso, ricorrono più spesso al Pronto Soccorso (per il 7% dei casi contro il 4,2% degli italiani nei tre mesi che hanno preceduto l’intervista). Attualmente si stima che nel mondo circa 200 milioni di persone siano in movimento in cerca di una vita più dignitosa. In Italia si calcola che vivano 4 milioni di immigrati su una popolazione complessiva pari a 60 milioni di abitanti.

Per consultare il programma del convegno INMP clicca qui.

Fonti: INMP, Istat.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- oppure girare la rotellina del mouse mentre si tiene premuto Ctrl.