Lebbra non curata provoca danni oculari Colpisce soprattutto la pelle, i nervi e le mucose, tra cui la congiuntiva 5 febbraio 2010 – Può attaccare persino la congiuntiva: la lebbra, malattia ben più nota per i suoi effetti nefasti sulla pelle e i nervi (riduce la
sensibilità tattile e al dolore), può colpire anche gli occhi e le sue mucose. I lebbrosi nel mondo sono oltre 213mila (secondo il bollettino di febbraio dell’Organizzazione mondiale della sanità), concentrati principalmente in Africa e Asia. La patologia si può curare grazie a tre farmaci in combinazione (dapsone, rifampicina e clofazimina), ma la diagnosi e il suo trattamento precoce restano gli elementi chiave per debellarla. La malattia cronica – praticamente scomparsa nei Paesi di maggior benessere – è causata da un bacillo, il Mycobacterium leprae . Il suo periodo d’incubazione è lungo: impiega circa 5 anni ad aggredire l’organismo, ma i sintomi possono manifestarsi sino a 20 anni dopo. Può provocare disabilità se non viene trattata precocemente; se vengono somministrati i farmaci non è contagiosa. Secondo l’Oms negli ultimi 20 anni sono stati curati oltre 14 milioni di lebbrosi. La lebbra è stata debellata in 119 Paesi su 122 dove era considerata, nel 1985, una concreta minaccia per la salute pubblica. Per avere un’idea del progresso registrato negli ultimi anni, si è passati da circa 600mila casi nel 2002 a 249mila nel 2008 (ai primi posti India e Brasile). I Paesi con maggior numero di casi al giorno d’oggi sono, oltre al Brasile e all’India, l’Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centro Africana, la Tanzania, il Mozambico, a cui vanno aggiunti il Madagascar e il Nepal. Naturalmente in questi stessi Stati esistono aree endemiche ed altre zone che, invece, non sono a rischio.
Fonte: OMS

A Genova il computer controllato con gli occhi
spastica atetoide, che non permette movimenti fini degli arti superiori: il puntatore gli consentirà per la prima volta l’uso del pc in completa autonomia. 
la proteina GAPDH si accumula, le cellule di Müller muoiono , causando i danni vascolari che caratterizzano la retinopatia diabetica (sfiancamento dei vasi, microemorragie…).
possono assumere un comportamento ‘deviato’, uccidendo le cellule retiniche, causando riduzione della vista fino alla cecità.
tra i 25 e i 44 anni. Lo ha reso noto un’indagine Doxa-Istituto Superiore di Sanità (riferita al 2009). Se l’identikit del fumatore tipico è quello di una persona giovane o di mezza età, più spesso di sesso maschile, abbondano anche gli anziani col vizio: il 19,4% degli uomini e l’8,8% delle donne non ha ancora abbandonato le bionde.


stesso discorso vale, ovviamente, per gli occhiali da sole, che devono essere dotati di filtri a norma di legge. Indossandoli si contribuisce a preservare l’integrità della macula, la zona centrale della retina più sensibile agli stimoli luminosi.
