In onda le prospettive terapeutiche del glaucoma

Visione tubulare tipica del glaucomatoso (stadio avanzato)

Visione tubulare tipica del glaucomatoso (stadio avanzato)In onda le prospettive terapeutiche del glaucoma Martedì 23 febbraio 2010 trasmissione via internet con l’Uici 12 febbraio 2010 – Le prospettive del glaucoma – malattia che può provocare cecità ed è spesso associata a una pressione dell’occhio troppo alta – saranno oggetto di una specifica puntata on-line. Andrà in onda il prossimo martedì 23 febbraio 2010, con inizio alle 15:30; l’iniziativa è stata organizzata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI). Nel corso del programma verranno fornite risposte ai quesiti degli ascoltatori. È possibile scegliere diverse modalità d’intervento: tramite telefono, contattando durante la diretta il numero 06 69988353 oppure inviando e-mail anche nei giorni precedenti alla trasmissione (indiretta@email.it) o, ancora, compilando l’apposito modulo on-line della rubrica “Parla con l’Unione“. Quanti desiderassero prendere parte alla trasmissione per portare un contributo o esprimere un’opinione, ma non fossero in condizione o in grado di collegarsi, potranno contattare – nei giorni immediatamente precedenti – la sig.ra Mariolina Lombardi (tel. 06 69988376 o 06 69988411). Lasciando il proprio recapito telefonico potranno essere ricontattati. Nel corso del programma interverranno, tra gli altri, il prof. Filippo Cruciani, Professore associato presso l’Università Sapienza di Roma; dott. Mauro Schiavone, Responsabile dell’ambulatorio per il Glaucoma dell’Ospedale San Giovanni di Roma; il rag. Angelo Mombelli, componente della Direzione Nazionale e responsabile del Settore Ipovisione. La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci. Per la web-radio clicca qui.

Fonte: UICI

Valutare il danno visivo

Campo visivo (occhio destro)

Valutare la minorazione visiva Venerdì 26 febbraio corso per oculisti, ortottisti e assistenti in oftalmologiaCampo visivo (occhio destro) 11 febbraio 2010 – Come misurare il danno alla vista? Lo si spiegherà in un corso rivolto agli addetti ai lavori (oculisti, ortottisti e assistenti in oftalmologia) che si terrà a Pavia il prossimo 26 febbraio, intitolato “La valutazione della minorazione visiva“. Organizzato e promosso dall’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione onlus ( I.ri.fo.r. ) – assieme alla IAPB Italia onlus, all’Università di Pavia e all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti – si occuperà della quantificazione del deficit visivo secondo la legge del 3 aprile 2001 (n. 138). Infatti, mentre in precedenza la riduzione del campo visivo veniva quantificata in gradi, attualmente viene valutata in percentuale. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Nicola Stilla, presidente dell’I.ri.fo.r. e dell’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Lombardia e si svogerà in collaborazione col Polo Nazionale Ipovisione. Clicca qui per i dettagli.

Giornata mondiale dell’ammalato

Policlinico A. Gemelli

Policlinico A. GemelliGiornata mondiale dell’ammalato Si celebra oggi la XVIII edizione: si punta a mettere la persona al centro 11 febbraio 2010 – Oggi si celebra la XVIII Giornata mondiale dell’ammalato, con cui si intende valorizzare la persona anche nei momenti di sofferenza. L’appuntamento ha una valenza socio-sanitaria, ma al contempo possiede un significato religioso: l’assistenza a chi è affetto da una patologia viene vissuta con particolare intensità. Per l’occasione si tengono iniziative in tutta Italia.

Oltre la metà degli statunitensi usa internet per la salute

internauta

internautaOltre la metà degli statunitensi usa internet per la salute Molto visitati i siti che si occupano di questioni sanitarie, poco usate le chat 9 febbraio 2010 – Più internet per la salute ma senza chattare. Negli Usa il 51% dei cittadini usa la Rete per raccogliere informazioni a carattere sanitario e per interagire con i medici: lo attesta una ricerca condotta su un campione di 7.192 cittadini con un’età compresa tra i 18 e i 64 anni. Nonostante la grande utilità del mezzo tecnologico, i pazienti manifestano più preoccupazioni rispetto al passato per quanto concerne labandiera Usa sicurezza e la confidenzialità delle informazioni mediche fornite. Per cercare notizie di salute le donne statunitensi tendono ad usare più frequentemente internet (58%) rispetto agli uomini (43,4%). Le chat non sono viste favorevolmente: solo il 3% del campione di adulti ne ha fatto uso nei 12 mesi precedenti l’intervista. L’e-mail è stata usata per motivi legati alla salute dal 5% del campione tra gennaio e giugno del 2009. Va precisato, infine, che negli Usa il web viene utilizzato anche per effettuare prescrizioni mediche, a differenza di quanto accade in Italia. Referenza originale: Cohen RA, Stussman B. Health information technology use among men and women aged 18-64: Early release of estimates from the National Health Interview Survey, January-June 2009. Health E-Stats. National Center for Health Statistics. February 2010.

Fonte: NHIS Contatto utile: info@iapb.it (e-mail per informazioni medico-oculistiche, un oculista risponde gratuitamente tutte le mattine dei giorni feriali).

Sciare nell’oscurità

montagne innevate

montagne innevateSciare nell’oscurità Ciechi e ipovedenti accompagnati sulle piste 9 febbraio 2010 – Sciare nell’oscurità è possibile: ciechi e ipovedenti si sono cimentati sulle piste della provincia di Belluno (Alleghe). Non solo istruttori e guide, ma persino carabinieri e guardie forestali hanno condotto settanta persone che avevano dai 20 ai 70 anni. Ben cinque ore al giorno di sci per una settimana bianca, che talvolta ha rappresentato la prima esperienza sulla neve. Sia lo sci da discesa che quello da fondo è stato il cuore della manifestazione più importante di livello europeo nel suo genere, rivolta ai disabili visivi con la passione della neve. I discesisti più esperti utilizzano delle ricetrasmittenti che consentono alla voce della guida di raggiungere lo sciatore non vedente per dargli indicazioni; altri, invece, preferiscono farsi precedere dalla guida la quale, in questo caso, impartisce comandi e suggerimenti tecnici tramite un altoparlante che porta dietro le spalle. Naturalmente vengono preferite le piste larghe e prive di pericoli e si attende, per effettuare i tratti di discesa, che siano il più possibile sgombre. I discesisti ciechi indossano, per essere riconosciuti, un apposito pettorale giallo con dischi neri.

Fonte principale: Corriere delle Alpi

Censis: è giusto curare tutti

kenyota

Censis: è giusto curare tutti Per l’80% degli italiani anche gli immigrati irregolari hanno diritto alla sanità pubblicakenyota 8 febbraio 2010 – Oltre l’80% degli italiani ritiene che anche gli immigrati clandestini o irregolari debbano avere accesso al Servizio Sanitario Nazionale: è quanto emerge da una nuova indagine realizzata dal Censis. Secondo questo studio la popolazione immigrata è mediamente più giovane e in salute di quella italiana. Per il momento gli stranieri utilizzano meno le strutture sanitarie (si stima che il 65% siano iscritti al Servizio Sanitario Nazionale) ma, viceversa, si rivolgono soprattutto al pronto soccorso (il 5,7% vi si è recato negli ultimi tre mesi rispetto al 3,3% degli italiani) e fanno ricorso ai ricoveri d’urgenza piuttosto che alla prevenzione e alle visite specialistiche. Perché garantire la sanità anche agli immigrati irregolari? Il 65,2% degli intervistati ritiene che la tutela della salute sia un diritto inviolabile e, quindi, pensa che curare tutti sia un atto di solidarietà irrinunciabile. Una scelta di valore, dunque, che prevale in modo trasversale nel territorio nazionale e nei diversi strati sociali.

Fonte: Censis.

Ultima modifica: 23 settembre 2010.

Occhiali 3D, il Codacons teme danni alla salute oculare

sala cinematografica

Chiesti ai Nas accertamenti in tutta Italia e sequestri degli occhialini senza marchio CE

Il proliferare dei film in 3D in programmazione nelle sale italiane ha portato il Codacons a sollevare il caso della possibile non conformità degli occhiali speciali per la loro visione, temendo danni alla salute oculare. Infatti, “si tratta di occhiali – spiega l’associazione in una nota – che vengono forniti nelle sale cinematografiche per poter godere della nuova tecnologia tridimensionale. Da una ricerca effettuata dal Codacons in quasi tutti i cinema italiani, emerge tuttavia come tali occhiali non dispongano del marchio CE”, che attesta la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, fissati dalle disposizioni comunitarie.

Nella denuncia presentata nei giorni scorsi dal Codacons presso il Comando dei Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni e SanitàSala cinematografica (NAS) si fa presente che in moltissimi cinema gli occhiali passano da uno spettatore all’altro senza essere disinfettati. L’indagine è nata in seguito alle tantissime e-mail pervenute all’associazione Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti, in cui si denuncia “stanchezza agli occhi e senso di nausea da parte degli spettatori dopo alcune ore di visione”.

“Può avvenire che si possa soffrire di mal di testa – ha affermato Miriam, medico oculista –, ma in linea di massima sono da escludere danni alla salute oculare, fermo restando che gli occhialini devono rispettare i requisiti previsti dalla legge. Talvolta si può soffrire di affaticamento visivo, ma è sufficiente chiudere gli occhi per pochi istanti e si potrà riprendere la visione della pellicola. Se, tuttavia, non si percepisce la tridimensionalità o si vede sfocato è consigliabile sottoporsi a una visita oculistica. Comunque, saranno necessari ulteriori studi riguardo all’impiego degli occhialini 3D”.

Fonte principale: Codacons

Pagina pubblicata l’8 febbraio 2010

Insediato il nuovo Consiglio Superiore di Sanità

Prof. Enrico Garaci, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Foto: ISS)

Prof. Enrico Garaci, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità (Foto: ISS)Insediato il nuovo Consiglio Superiore di Sanità Enrico Garaci nominato presidente, Eugenio Santoro e Antonio Emilio Scala vicepresidenti 8 febbraio 2010 – Si è insediato oggi, alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il nuovo Consiglio Superiore di Sanità. Sono stati eletti il presidente Enrico Garaci, i due vicepresidenti (Eugenio Santoro e Antonio Emilio Scala) e i Presidenti delle cinque sezioni in cui è articolato il massimo organo di consulenza in materia sanitaria del Governo. Presidente Consiglio Superiore di Sanità: Enrico Garaci , presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Vicepresidenti: Eugenio Santoro , direttore scientifico del Centro trapianti Multiorgano dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, e Antonio Emilio Scala , preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita Salute S.Raffaele di Milano, sono stati eletti rispettivamente Presidente e Vice Presidenti del Consiglio. Presidenti delle 5 sezioni: Giovanni Simonetti , direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica del Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma, alla prima Sezione (programmazione sanitaria, Lea, finanziamento e spesa Ssn; ricerca sanitaria sistema informativo, ecc); Alberto Zangrillo , direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale S.Raffaele di Milano, alla seconda (requisiti strutture sanitarie per accreditamento, qualità, Asl e ospedali, professioni sanitarie e formazione, sangue, emoderivati e trapianti); Gualtiero Walter Ricciardi , direttore dell’Istituto di Igiene e della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, alla terza (igiene e sicurezza lavoro, inquinamento, malattie infettive, bioterrorismo, tossicodipendenze, acque minerali); Massimo Castagnaro , preside della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova, alla quarta (nutrizione, alimenti e sicurezza alimentare, animali e veterinaria) e Alberto Albertini , Direttore dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Milano, alla quinta (farmaci e dispositivi medici).

Fonte: Ministero della Salute

Lebbra non curata provoca danni oculari

lebbroso

lebbrosoLebbra non curata provoca danni oculari Colpisce soprattutto la pelle, i nervi e le mucose, tra cui la congiuntiva 5 febbraio 2010 – Può attaccare persino la congiuntiva: la lebbra, malattia ben più nota per i suoi effetti nefasti sulla pelle e i nervi (riduce laCasi di lebbra nel mondo-inizio 2007 (Fonte: Oms) sensibilità tattile e al dolore), può colpire anche gli occhi e le sue mucose. I lebbrosi nel mondo sono oltre 213mila (secondo il bollettino di febbraio dell’Organizzazione mondiale della sanità), concentrati principalmente in Africa e Asia. La patologia si può curare grazie a tre farmaci in combinazione (dapsone, rifampicina e clofazimina), ma la diagnosi e il suo trattamento precoce restano gli elementi chiave per debellarla. La malattia cronica – praticamente scomparsa nei Paesi di maggior benessere – è causata da un bacillo, il Mycobacterium leprae . Il suo periodo d’incubazione è lungo: impiega circa 5 anni ad aggredire l’organismo, ma i sintomi possono manifestarsi sino a 20 anni dopo. Può provocare disabilità se non viene trattata precocemente; se vengono somministrati i farmaci non è contagiosa. Secondo l’Oms negli ultimi 20 anni sono stati curati oltre 14 milioni di lebbrosi. La lebbra è stata debellata in 119 Paesi su 122 dove era considerata, nel 1985, una concreta minaccia per la salute pubblica. Per avere un’idea del progresso registrato negli ultimi anni, si è passati da circa 600mila casi nel 2002 a 249mila nel 2008 (ai primi posti India e Brasile). I Paesi con maggior numero di casi al giorno d’oggi sono, oltre al Brasile e all’India, l’Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centro Africana, la Tanzania, il Mozambico, a cui vanno aggiunti il Madagascar e il Nepal. Naturalmente in questi stessi Stati esistono aree endemiche ed altre zone che, invece, non sono a rischio.

Fonte: OMS

Oms: in due casi su cinque i tumori sono prevenibili

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Logo OMSOms: in due casi su cinque i tumori sono prevenibili Il 4 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale contro il cancro 5 febbraio 2010 – Si possono prevenire in due casi su cinque: sono i tumori, sempre più spesso curabili grazie ai progressi della medicina. La Giornata Mondiale contro il cancro si è celebrata ieri: l’Oms non ha mancato di ricordare che la malattia viene diagnosticata mediamente a oltre 12 milioni di persone nel mondo ogni anno. Questa patologia consiste in una sorta di ‘impazzimento’ delle cellule, le quali si alterano e proliferano (si verifica una neoplasia). I trattamenti a cui si ricorre più spesso sono la chemioterapia, la rimozione chirurgica della massa tumorale e la radioterapia. Il melanoma della coroide è il tumore oculare più frequente; tuttavia, è una malattia rara: si registrano sei casi ogni milione di abitanti.

Fonte principale: Oms