Un mondo più grasso Oms: epidemia globale di obesità pericolosa per la salute 18 febbraio 2010 – Il mondo sta diventando più grasso. L’allarme è stato lanciato dall’Oms, secondo cui muoiono ogni anno 2,6 milioni di persone per l’obesità o il sovrappeso. Mentre un tempo il problema era presente soprattutto nei Paesi benestanti, ultimamente il fenomeno si sta diffondendo anche negli Stati a medio e basso reddito. Bisognerebbe prestare più attenzione alla linea perché, quando viene meno, può implicare meno salute. La prevenzione dell’obesità è, secondo l’Oms, molto importante e deve coinvolgere sia organismi istituzionali che privati. D’altronde avere un giusto apporto calorico giova all’intero organismo. Chi è obeso può soffrire di aterosclerosi e, quindi, di pressione alta; questo comporta, a livello oculare, un irrigidimento e ispessimento delle pareti delle arteriole (vedi retinopatia ipertensiva). Inoltre, si riduce la dimensione dei vasi arteriosi che perdono progressivamente elasticità e consentono un minore apporto di ossigeno e sostanze nutritive alle cellule retiniche. Non solo salvarsi dall’obesità è un piacere per l’occhio, ma fa bene anche… agli occhi! Per la classificazione dell’Indice di massa corporea clicca qui. Per l’apporto calorico dei vari cibi secondo l’FDA clicca qui.
Leggi anche: Pericolo obesità, Una vista alla frutta Nota: causa l’indurimento dei vasi associato a colesterolo e a livelli di trigliceridi troppo elevati. _____________________
Fonte principale: Oms.




tecnica adottata per aiutare i dislessici a leggere, si allena il cervello a concentrarsi sulle informazioni rilevanti. Lo attesta una nuova ricerca condotta dall’università di Groningen (Olanda), che ha elaborato matematicamente questo aspetto.
In effetti, specialmente al giorno d’oggi siamo ‘bombardati’ dalle informazioni visive e il nostro cervello deve continuamente decidere cosa sia importante e cosa non lo sia. Di fatto la gente vede meglio se si allena ad orientarsi nell’affollamento di numeri e lettere. In questo modo sia i bordi dei simboli alfanumerici che degli oggetti divengono più nitidi. “L’affollamento, pertanto, è un trucco per aumentare – puntualizza Cornelissen – la nitidezza delle immagini allenando il cervello a distinguere tra le informazioni importanti e quelle inutili”. 


potrebbero essere portatori del gene senza avere ancora manifestato i sintomi della malattia. Dunque, secondo ricercatori dell’Università di Leeds un semplice test potrebbe consentire di effettuare una diagnosi precoce e di ricorrere ad eventuali trattamenti.
Quando usate correttamente, infatti, le nuove tecnologie consentono di abbattere le barriere tra abili e disabili (anche visivi): si pensi solo ai software di lettura dello schermo, che consentono ai non vedenti di farsi leggere da una voce sintetica le pagine web che visitano. Dunque, il monitor può diventare, per chi ha perso la vista, una sorta di ‘specchio’ tecnologico parlante.



