Sei a rischio di AMD?

Come vede un malato di AMD

Come vede un malato di AMDSei a rischio di AMD? L’AAO elenca i 5 fattori principali che causano la degenerazione maculare legata all’età 8 marzo 2010 – Un ‘identikit’ per sapere se siete a rischio di degenerazione maculare legata all’età (AMD), una malattia che colpisce il centro della retina. È quello che è stato pubblicato ieri dall’Accademia americana di oftalmologia (AAO), una delle istituzioni oculistiche più prestigiose al mondo. Se avete più di 60 anni, precedenti casi in famiglia di AMD, se fumate, siete obesi o soffrite di pressione alta avete molte più probabilità di essere colpiti da una malattia trattabile solo nella sua forma più grave e meno comune (detta ‘umida’). Specialmente a partire dai 55 anni è consigliabile, ancor più che in passato, sottoporsi a controlli oculistici periodici. In ogni caso, avere uno stile di vita salutare aiuta a prevenire la patologia che l’Oms considera la prima causa di disabilità visiva nel mondo sviluppato (41% dei casi di ipovisione e cecità): bisogna mangiare pochi grassi e molta verduraRetina colpita da AMD (forma secca) (soprattutto a foglia verde), molto pesce e tante noci (se vi piacciono). Inoltre, bisogna tenere sotto controllo il peso corporeo, la pressione sanguigna e il colesterolo. Bisogna assolutamente smettere di fumare se si ha il vizio del tabacco. Infine, è consigliabile mettere occhiali da sole con filtri a norma di legge nelle condizioni di maggiore luminosità. L’AAO distingue tra i fattori su cui si può intervenire da quelli non modificabili (ad esempio le cause genetiche). “Per i pazienti ad alto rischio di sviluppo dello stadio avanzato di AMD, è stato dimostrato – scrive l’Accademia americana di oftalmologia – che il rischio di progressione si riduce del 25% assumendo quotidianamente complementi alimentari di vitamina C, vitamina E e il betacarotene associati allo zinco”. Per l’opuscolo sull’AMD clicca qui.

Fonte: American Academy of Ophthalmology.

Terapia genica, negli Usa nuovo successo sugli animali

DNA

DNATerapia genica, nuovo successo Usa sugli animali Contro l’amaurosi congenita di Leber si proverà a trattare il secondo occhio umano 4 marzo 2010 – La terapia genica non ‘chiude’ al secondo occhio. Dopo miglioramenti monolaterali ottenuti sui malati di amaurosi congenita di Leber (un gruppo di malattie ereditarie che causano degenerazione retinica e cecità) si è tornati alla sperimentazione sugli animali. Le iniezioni del gene sano sono state effettuate sotto alla retina di cani e delle scimmie: una seconda iniezione nel secondo occhio, a distanza di due settimane dalla prima, non ha avuto effetti collaterali significativi sul loro sistema immunitario. La vista è migliorata in tutti i cani in cui era stata indotta una cecità congenita. Grazie alle iniezioni il gene sano va a sostituire quello malato (l’RPE65) nelle cellule retiniche usando come ‘cavallo di Troia’ un vettore virale (quello del raffreddore preventivamente svuotato del suo contenuto genetico). In questo modo viene prodotto unla retina canina ha risposto positivamente alla terapia genica contro l'amaurosi congenita di Leber enzima che ripristina il funzionamento dei fotorecettori della retina dei malati, come già è stato constatato sui 12 pazienti precedentemente trattati. I ricercatori dell’Università della Pennsylvania e del Children’s Hospital di Philadelphia (Usa) hanno pubblicato un articolo su Science Translational Medicine: “Abbiamo ideato questo studio – spiega Jean Bennett, professore di Oftalmologia presso il Kirby Center (Pennsylvania University) – per indagare le conseguenze immunologiche della somministrazione della terapia genica per iniezione nel secondo occhio dopo aver trattato il primo. La buona notizia è che negli animali la seconda iniezione è benigna come la prima”. Sebbene abbiano provocato minime infiammazioni oculari, la visione degli animali è migliorata, tanto che secondo i ricercatori la terapia può essere considerata “sicura ed efficace”.

Leggi anche: “Iniezioni di geni contro la cecità

Fonti: University of Pennsylvania School of Medicine, Science Translational Medicine .

Il glaucoma mina la comunicazione visiva col cervello

restringimento del campo visivo causato dal glaucoma non trattato

restringimento del campo visivo causato dal glaucoma non trattatoIl glaucoma mina la comunicazione visiva col cervello Si sono trovati segni della malattia nel primo tratto del nervo ottico delle cavie 2 marzo 2010 – Ripristinare la connettività, che va deteriorandosi, tra il nervo ottico e il cervello. Questo potrà essereOpuscolo sul glaucoma (in pdf) l’obiettivo dei futuri farmaci contro il glaucoma , una malattia oculare generalmente associata a un aumento della pressione dell’occhio che, se non diagnosticata e curata, provoca il restringimento del campo visivo (visione tubulare) sino alla cecità. Oltre a ricorrere a colliri per abbassare la pressione intraoculare si sta puntando anche sui neuroprotettori: sempre più ricerche vanno in questa direzione. In un nuovo studio pubblicato su Pnas on-line ci si è resi conto che, sulle cavie di laboratorio, il glaucoma manifesta i suoi primi segni nei meandri del cervello, proprio nel neuronepunto dove si originano le fibre dei neuroni che trasportano i segnali elettrici. Dunque, sotto questo aspetto il glaucoma si comporterebbe come altre malattie neurodegenerative: gli assoni dei neuroni – ossia il tronco delle cellule nervose – perdono progressivamente la capacità di comunicare. Secondo l’Oms nel mondo i glaucomatosi sono 55 milioni, ma soprattutto a causa dell’invecchiamento demografico globale – secondo le proiezioni del National Eye Institute statunitense – saliranno a 80 milioni entro il 2020. Dopo i 55 anni la malattia oculare colpisce con una frequenza sette volte superiore. Referenza originale: Samuel D. Crish, Rebecca M. Sappington, Denise M. Inman, Philip J. Horner, and David J. Calkins, “Distal axonopathy with structural persistence in glaucomatous neurodegeneration”, PNAS published online before print March 1, 2010, doi:10.1073/pnas.0913141107

Fonti: Vanderbilt University Medical Center, Pnas.

Bando di ricerca col Ministero della Salute

Ministero della Salute

Ministero della SaluteBando di ricerca col Ministero della Salute Oltre 101 milioni di euro per i ricercatori, particolare attenzione per i giovani 2 marzo 2010 – Ammontano a oltre 101 milioni di euro le risorse economiche del Bando per la Ricerca Finalizzata (anno 2009). Che mira, soprattutto, a dare nuove opportunità ai giovani ricercatori. Oltre alla cifra prevista, le Regioni garantiranno il 50% del finanziamento dei progetti approvati nell’area clinico-assistenziale. La raccolta delle proposte dei ricercatori che hanno meno di 40 anni è già iniziata lo scorso 22 febbraio 2010, ma proseguirà fino all’8Microscopio aprile. Le proposte pervenute saranno poi valutate da esperti esterni alla Commissione Nazionale per la Ricerca Sanitaria. Il bando è stato promosso dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, che viene finanziata ai sensi della vigente normativa, con risorse provenienti dal Fondo sanitario nazionale. Inoltre, enti, istituzioni o imprese pubbliche o private possono concorrere al cofinanziamento delle linee di ricerca. Tutti i ricercatori del Sistema Sanitario Nazionale possono presentare i progetti accreditandosi presso i seguenti destinatari istituzionali: Regioni e Province Autonome, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici e privati, Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Per i dettagli del bando di ricerca clicca qui . art.12 e 12/bis del D.Lgs.502/92 come modificato ed integrato dal D.Lgs.229/99.

Fonte: Ministero della Salute

Oms, un lustro contro il tabacco

Campagna antifumo a Bruxelles

Campagna antifumo a BruxellesOMS, un lustro contro il tabacco Venerdì scorso si è tenuta a Ginevra una cerimonia per festeggiare i cinque anni dalla firma della convenzione 1 marzo 2010 – Gli ultimi cinque anni hanno aiutato a non mandare in fumo la salute. Venerdì scorso l’Oms ha celebrato un lustro dall’entrata in vigore della convenzione quadro per il controllo del tabacco a livello internazionale. Secondo una recente indagine condotta dall’Agenzia Onu per la salute su 117 rapporti, è emerso che nell’85% dei casi i governi nazionali hanno deciso di intervenire a livello interministeriale per controllare gli effetti nocivi del tabacco; inoltre, pressoché nell’80% dei casi sono state vietate le vendite di sigarette ai minori e in sette casi su dieci è stato introdotto l’obbligo diMargaret Chan, Direttrice generale OMS (WHO) stampigliare sui pacchetti avvertenze ben leggibili circa i rischi che corre la salute. Questi pericoli consistono non solamente in tumori ai polmoni e ad altri organi, ma anche in problemi cardiovascolari; inoltre, possono riguardare persino gli occhi: il fumo compare, ad esempio, tra i fattori di rischio dell’AMD, una malattia degenerativa della retina che può colpire dopo i 55 anni, provocando cecità centrale. “La convenzione – ha dichiarato Margaret Chan, Direttrice Generale dell’Oms – è un trionfo del potere della prevenzione, uno sforzo per reprimere alla

Fonte un’importantissima causa di cattiva salute, di disabilità e morte prematura”.

Fonte principale: Oms

Occhi sulla neve e di fronte allo schermo

Montagna innevata con fuoripista (Fonte: freedigitalphotos.net)

Montagna innevata con fuoripista (Fonte: freedigitalphotos.net)Occhi sulla neve e di fronte allo schermo In questo sito internet disponibili consigli utili per non affaticare o compromettere la vista 1 marzo 2010 – Cosa hanno in comune la neve e la tv? In realtà molto poco; ma in questo sito internet sono disponibili due approfondimenti: il primo contiene consigli utili per proteggere gli occhi sulla neve mentre il secondo invita a mantenere una distanza e un’illuminazione corretta quando si guarda la tv . Dato che l’homo videns è il nuovo tipo antropologico contemporaneo, è sempre più importante saper ‘affrontare’ lo schermo nel modo giusto; così come bisogna essere più accorti quando si scendono allegramente le piste. Si legga anche: “ Come usare i videoterminali

Eseguito su un bambino il primo trapianto di cornea con laser

Laser a femtosecondi, basato su impulsi di brevissima durata (Fonte immagine: appiotti.it)

Laser a femtosecondi, basato su impulsi di brevissima durata (Fonte immagine: appiotti.it)Eseguito su un bambino il primo trapianto di cornea con laser L’intervento è stato effettuato presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma 26 febbraio 2010 – Salute in bella vista con una nuova tecnica di trapianto di cornea eseguita sui bambini: i tempi di recupero sono più brevi e il rischio di rigetto è ridotto. A Roma, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il 24 febbraio 2010 è stato effettuato in Italia il primo trapianto in età pediatrica con l’ausilio di laser di ultima generazione (detto a femtosecondi). Questa tecnologia, utilizzata in pochi centri europei, consente di asportare lamelle di cornea dal paziente e di sostituirle con analoghe lamelle prelevate dal donatore. Il laser a femtosecondi offre molte altre opportunità, prima fra tutte quella di correggere astigmatismi elevati, congeniti oppure causati da precedenti interventi chirurgici. Con una precisione e una replicabilità impossibili con qualsiasi altra tecnica è ora possibile “cambiare” solo una piccola porzione di cornea corrispondente alla parte malata senza essere costretti a sostituirla interamente: così si riduce enormemente la percentuale di rigetto accelerando al contempo i tempi di recupero. Di notevole valore in campo pediatrico – in particolare per l’elevatissima percentuale di rigetti nei pazienti operati citati dalla letteratura scientifica internazionale – il ricorso a questa nuova tecnica pone il Bambino Gesù all’avanguardia a livello mondiale, essendo l’unica struttura pediatrica al mondo attualmente dotata del laser a femtosecondi (a quanto risulta all’ospedale stesso).

Fonte: Bambino Gesù. Nota: Si tratta di un laser basato su impulsi di durata brevissima (nell’ordine di un milionesimo di miliardesimo di secondo). È attualmente considerato il laser più preciso: consente di incidere la cornea ad una profondità predeterminata, con una precisione elevatissima, secondo le geometrie scelte dal chirurgo e programmate con l’ausilio di un computer. L’apparecchiatura crea delle microbolle che consentono di rompere con estrema precisione il tessuto corneale.

Minorazione visiva e depressione

Padova, veduta aerea (Foto: nonsoloabili.org)

Padova, veduta aerea (Foto: nonsoloabili.org)Minorazione visiva e depressione Si è tenuto un corso di aggiornamento a Padova 26 febbraio 2010 – I rapporti tra la minorazione visiva e la depressione sono stati messi in luce oggi a Padova. Si è svolto, infatti, un corso di aggiornamento presso il Centro polifunzionale regionale per la promozione della salute e della vita sociale dei ciechi e degli ipovedenti. Questi ultimi, infatti, sono più a rischio di essere colpiti dal cosiddetto male oscuro. Dunque non state solo esaminate le cause di minorazione visiva nei Paesi occidentali (principalmente AMD , glaucoma e cataratta ), ma anche la perdita della vista come causa scatenante della depressione, la qualità della vita dei disabili, l’ipovisione infantile e l’inserimento sociale dei minorati. La seconda sessione è stata, invece, dedicata soprattutto alla riabilitazione degli ipovedenti bambini e adulti. Si è parlato di plasticità cerebrale e dell’apprendimento percettivo, di cambiamenti psicologici dopo un corso di orientamento e mobilità così come anche di ausili informatici per il disabile visivo.

Fonte: Centro polifunzionale regionale per la promozione della salute e della vita sociale dei ciechi e degli ipovedenti

Staminali embrionali contro la retinite pigmentosa

Cavia di laboratorio

Cavia di laboratorioStaminali embrionali contro la retinite pigmentosa Hanno migliorato la vista nei topi in un quarto dei casi, ma in più della metà delle cavie si sono avuti distacco di retina e tumori 25 febbraio 2010 – Provoca una degenerazione della retina fino all’ipovisione e alla cecità, ha un carattere ereditario ed attualmente è considerata incurabile: è la retinite pigmentosa. Alcuni gruppi di ricercatori stanno tentando di curarla ricorrendo alle cellule staminali, impiantando nella retina nuove cellule che si sviluppano fino a diventare nuovi fotorecettori. I risultati sono ancora modesti ma incoraggianti.staminali embrionali Un’équipe internazionale capeggiata dalla Columbia University (Usa) ha provato a impiantare delle staminali embrionali in topi colpiti dalla retinite pigmentosa. Risultato: un quarto delle cavie ha mostrato una reattività maggiore agli stimoli luminosi (elettroretinogramma), mentre oltre la metà dei topi restanti ha avuto gravi complicanze quali il distacco di retina e il tumore retinico. Nelle cavie in cui l’impianto di staminali ha avuto successo c’è stato però un miglioramento significativo della vista nei sette mesi successivi all’esperimento. Saranno, comunque, necessari ulteriori studi per poter sviluppare una terapia che comporta minori rischi per la salute.

Fonti: Columbia University Medical Center, Transplantation.

OMS: più prevenzione contro le malattie non trasmissibili

OMS: più prevenzione contro le malattie non trasmissibili Costituiscono il 60% dei casi di morte globali: 35 milioni su poco meno di 60 24 febbraio 2010 – La prevenzione è la prima arma da usare contro le malattie non contagiose. Soprattutto perché si possono evitare nel 40% dei casi. Non solo, ma globalmente rappresentano circa il 60% di tutte le cause di morte (35 milioni su 58,7 milioni). Lo ha sostenuto l’Oms in occasione di un forum che si è tenuto oggi in Svizzera (a Ginevra). L’invecchiamento demografico, l’urbanizzazione selvaggia, gli stili di vita malsani sono – secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – le cause che contribuiscono all’aumento delle patologie non trasmissibili: si va dal diabete (che può provocare retinopatia) passando per il cancroMargaret Chan, Direttrice generale OMS, dalle cardiopatie alle malattie respiratorie. A queste possiamo aggiungere – ricorda la IAPB Italia onlus – le patologie degenerative della retina (come l’AMD), strettamente correlate all’aumento della vita media. Anche se questi trend sono universali, a farne le spese sono ancor più i Paesi in via di sviluppo che – laddove si tratti di patologie curabili – non hanno le risorse necessarie per curare la popolazione. Inoltre – ha osservato la Direttrice generale dell’Oms Margaret Chan – “malattie un tempo associate all’abbondanza ora si concentrano in modo prevalente nei gruppi poveri e svantaggiati”. I numeri sono preoccupanti: Chan ha parlato di 35 milioni di decessi l’anno dovuti a malattie non trasmissibili, di cui ben 15,8 milioni sono prevenibili.

Fonte principale: Oms