Retina… in corso

Retina… in corso Il 26 e il 27 marzo numerosi oculisti si sono dati appuntamento a Roma Fiumicino 27 marzo 2010 – Due giornate di corso a suon di retina. A Roma Fiumicino una serie di oculisti si sono dati appuntamento per parlare di èdema retinico (26 marzo) e coroide (27 marzo). Per quanto riguarda l’èdema retinico sono state “trattate – scrive il Prof. Bruno Lumbroso, organizzatore del convegno – le importanti novità che riguardano gli studi istopatologici di questa affezione e, soprattutto, le nuove terapie che trovano immediata applicazione nella pratica clinica di tutti i giorni”. Nel pomeriggio del 26 marzo si sono tenute tre tavole rotonde ed era in programma una lettura magistrale del Prof. Mario Stirpe, Presidente della Fondazione Bietti. Il 27 marzo è stato, invece, dedicato alla membrana vascolare dell’occhio: “Da due anni – osserva Lumbroso – le sue patologie vengono investigate con gli OCT a penetrazione profonda e con le angiografie panoramiche”; ma ancora molto resta da studiare. Per consultare il programma del convegno clicca qui . Notizia pubblicata per la prima volta il 26 marzo 2010 e aggiornata il 27 marzo 2010.

Lenti a contatto ‘intelligenti’ contro il glaucoma

Applicazione di lente a contatto tradizionale

Applicazione di lente a contatto tradizionaleLenti a contatto ‘intelligenti’ contro il glaucoma Verso nuove modalità di somministrazione dei farmaci per la pressione alta dell’occhio 25 marzo 2010 – Le lenti a contatto diventano ‘intelligenti’. Potranno essere utilizzate, ad esempio, per rilasciare lentamente farmaci contro la pressione alta dell’occhio, curando così il glaucoma in modo più efficace. Si tratta di una ricerca portata avanti da diversi anni presso l’Università della Florida e la Iowa State University, che ieri hanno presentato a San Francisco i loro risultati (al Congresso nazionale dell’American Chemical Society). Grazie alla vitamina E è stato possibile allungare il tempo di contatto tra la superficie oculare e il farmaco, che così può penetrare nell’occhio progressivamente. Si tratta di un sistema per curare una malattia oculare che, secondo le stime, ha già causato il 9-12% dei casi di cecità solo negli Usa, mentre l’Oms le imputa il 10,1% dei casi di disabilità visiva nel mondo. Complessivamente si stima che i glaucomatosi siano 55 milioni. “Troppo spesso i test rilevano il glaucoma dopo che la malattia ha danneggiato il nervo ottico in silenzio”, ha spiegato Chenxu Yu dell’Università dello Iowa, che ha diretto lo studio. Il quale contemporaneamente sta studiando un nuovo sistema per rilevare segni precoci di glaucoma scattando una foto alla retina grazie a una luce laser infrarossa che penetra nell’occhio attraverso la pupilla (spettroscopia di Raman). Eppure, riguardo alle future lenti a contatto curative c’è chi esprime delle riserve: perché obbligare persone che normalmente non indossano lenti a metterle? Inoltre, è noto che queste lenti non possono essere portate a lungo; dunque quali sarebbero i vantaggi della terapia? Questi sono alcuni dei dubbi avanzati da Alfred Sommer, docente di oftalmologia presso la John Hopkins University di Baltimora.

Fonti: ACS , Healthfinder.gov

Le Province guardano ai non vedenti

Uomini da sinistra:Tommaso Daniele (UICI), Giuseppe Castiglione (UPI) e Giuseppe Castronovo (IAPB Italia onlus)

Uomini da sinistra:Tommaso Daniele (UICI), Giuseppe Castiglione (UPI) e Giuseppe Castronovo (IAPB Italia onlus)Le Province guardano ai non vedenti L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l’Unione delle Province d’Italia hanno firmato un protocollo d’intesa 24 marzo 2010 – Diffusione di notizie d’interesse per i soggetti ciechi e ipovedenti e per le amministrazioni che offrono servizi ad essi dedicati; promozione di convenzioni per i servizi erogati; scambio di esperienze nel settore dell’istruzione, della formazione professionale e dell’integrazione lavorativa; essere di stimolo per l’opinione pubblica su tematiche di rilievo sociale. Ecco le principali ragioni della firma avvenuta oggi tra l’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e l’Unione delle Province d’Italia (UPI). I due firmatari sono stati il Presidente nazionale dell’UICI, Tommaso Daniele, e Giuseppe Castiglione, Presidente dell’UPI. Tra i partecipanti all’evento c’è stato l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus.

Migliora la pressione, negli uomini più obesità e meno fumo

Sfigmomanometro per misurare la pressione sanguigna

Sfigmomanometro per misurare la pressione sanguignaMigliora la pressione, negli uomini più obesità e meno fumo Uno studio europeo sui fattori rischio delle malattie croniche è condotto in Italia dall’ISS 24 marzo 2010 – Migliorano, rispetto al passato, i valori medi della pressione arteriosa in entrambi i sessi; negli uomini aumenta l’obesità e diminuisce l’abitudine al fumo mentre nelle donne non si riscontrano variazioni significative. Lo attesta uno studio europeo sui fattori di rischio delle principaliIl fumo nuoce gravemente alla salute malattie croniche dell’UE ( progetto HES ). La salute degli italiani è stata nuovamente monitorata dall’Istituto Superiore di Sanità (per ora in sette regioni). I primi dati raccolti in Italia nella fascia di età 35-79 anni, che saranno completati entro l’anno prossimo, mostrano un’inversione di tendenza per alcuni tra i più importanti fattori di rischio collegati soprattutto agli stili di vita. L’indagine a carattere sanitario proseguirà sino al 2011. A livello oculare ricordiamo che la pressione sanguigna troppo alta può essere causa di retinopatia ipertensiva ; l’obesità e il sovrappeso sono, invece, fattori di rischio della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ) mentre, se sono causa di diabete, possono contribuire all’insorgenza della retinopatia diabetica . Il fumo, invece, può provocare AMD, uveiti e contribuire alla formazione della cataratta . Nota: La ricerca viene condotta nel nostro Paese nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey (www.cuore.iss.it), uno studio collaborativo dell’Istituto Superiore di Sanità con l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). Nel progetto hanno un ruolo di particolare rilievo, oltre all’Italia, la Norvegia e la Finlandia.

Fonte principale: ISS

Allarme allergie primaverili

Allarme allergie primaverili Aumentate anche in età infantile: il 10% dei bambini è sensibile a pollini e polveri 23 marzo 2010 Occhi rossi, lacrimazione eccessiva, prurito oculare e sensazione di corpo estraneo nell’occhio. Sono alcuni dei segni e dei sintomi della congiuntivite allergica, una delle patologie che colpiscono la popolazione con sempre maggiore frequenza sin da quando si è piccoli. Secondo l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, infatti, le allergie in età infantile sono più diffuse che in passato: dieci bambini su cento sono sensibili ai pollini e alle polveri. Anche secondo l’Istat si tratta di una malattia cronica importante, dato che colpisce complessivamente il 10,7% della popolazione, non solo nella fascia da 0 a 14 anni (in misura del 9,6% escludendo gli asmatici allergici) ma anche dopo (fino ai 44 anni oscilla attorno al 13%). La congiuntivite allergica è spesso associata alla rinite (oculorinite) e consiste in un’infiammazione dell’occhio. Il bambino può strofinarsi gli occhi frequentemente con le mani, peggiorando ulteriormente l’infiammazione stessa. In questo caso potrebbe essere utile l’impiego di colliri antistaminici e cortisonici, di antistaminici per via orale e, in un periodo in cui i pollini non sono abbondanti, di un vaccino (terapia desensibilizzante specifica). Quest’anno la quantità di pollini dell’aria risulta essere particolarmente elevata a causa delle frequenti piogge e dei numerosi cicli di impollinazione. Alcuni scienziati, inoltre, sostengono che l’associazione di smog e pollini sia particolarmente deleteria perché contribuisce a sensibilizzare l’organismo. L’allergia può essere perenne o stagionale, a seconda che sia causata da un allergene presente tutto l’anno o soltanto in determinati periodi.

Fonti: Ospedale Bambino Gesù, Istat

Ultima modifica: 20 luglio 2012 .

Verso un aggiornamento delle linee guida della riabilitazione

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini Verso un aggiornamento delle linee guida della riabilitazione Presto un gruppo di esperti del Ministero della Salute licenzierà un nuovo documento 23 marzo 2010 – Sarà licenziato entro maggio l’aggiornamento delle linee guida per la riabilitazione (salvo proroghe). Lo ha reso noto nei giorni scorsi il Sole24Ore Sanità, che ha pubblicato un articolo a firma del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. La quale, in una intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista Oftalmologia Sociale, ha anticipato che si passerà dall’attuale sistema dei codici per gli ausili all’indicazione dei nomi dei prodotti necessari ai disabili (compresi quelli visivi).Riabilitazione visiva presso il Polo Nazionale Ipovisione di Roma Il Sottosegretario Martini valuta positivamente l’evoluzione nell’ambito della riabilitazione, sottolinando sul Sole24Ore Sanità come in Italia sia stata fortissima la crescita della ricerca e dell’innovazione, tanto che in alcuni settori è considerato “uno standard d’eccellenza a livello europeo, sia per qualità che ampiezza dei servizi offerti ai cittadini con disabilità permanente o temporanea“. L’On. Martini ritiene però che sia necessario intervenire su “quella che è ormai considerata una vera e propria emergenza sociale“. Invoca, quindi, una strategia condivisa e ragionata di “corretto utilizzo delle risorse, bilanciata scientemente su di una organizzazione equilibrata delle necessità di cura, legate alla ospedalizzazione“. Inoltre, il Sottosegretario evidenzia l’importanza di una “presa in carico globale del paziente con una visione di multidisciplinarietà e continuità assistenziale“. Le persone disabili e affette da malattie degenerative devono essere considerate con una particolare attenzione: per questo è necessario umanizzare i percorsi terapeutici e dare più importanza alla relazione umana, oltreché professionale, tra medico e paziente.

Fonte di riferimento: Il Sole24Ore Sanità

Quando gli occhi vanno in fumo

Vietato fumare

Il consumo di tabacco aumenta il rischio di uveiti, AMD, cataratta ed esoftalmo

Il fumo “annebbia” la salute oculare. Che il tabacco nuoccia gravemente alla salute è confermato da una ricerca condotta presso l’Università della California, secondo cui fumare raddoppia il rischio di essere colpiti da uveiti, infiammazioni oculari che, solo negli Usa, causano circa il 10% dei casi di cecità.

Smettere di fumare, quindi, può giovare non solo ai polmoni e al sistema cardiovascolare, ma anche agli occhi. Così è tra l’altro più difficile essere colpiti dall’AMD (degenerazione della zona centrale della retina), dalla cataratta (opacizzazione del cristallino) e da altre malattie oculari legate al malfunzionamento della tiroide (esoftalmo, i cosiddetti “occhi in fuori”). Vietato fumare

Lo studio, pubblicato sulla rivista Ophthalmology, è stato condotto a San Francisco dal 2002 al 2009: i risultati ottenuti sui pazienti sono stati confrontati con un gruppo di controllo. Nei fumatori l’uveite si è presentata 2,2 volte più spesso rispetto a coloro che non avevano mai toccato le sigarette. Inoltre sempre nei fumatori è stato riscontrato con maggior frequenza un rigonfiamento al centro della retina (èdema maculare).

Se si hanno gli occhi rossi, si avvertono dolori, si è diventati intolleranti alla luce (fotofobia) e la visione peggiora ci si deve sottoporre prontamente a una visita oculistica. L’uveite può colpire sia la parte anteriore del bulbo oculare (in particolare l’iride) che quella posteriore (retina e nervo ottico). La sua causa non è ben nota; tuttavia è più a rischio chi soffre di malattie sistemiche come la sclerosi multipla o l’artrite giovanile o, ancora, chi soffre di herpes simplex o di tubercolosi.

Riferimento bibliografico: “Cigarette Smoking as a Risk Factor for Uveitis”, by Phoebe Lin, Allison R. Loh, Todd P. Margolis, Nisha R. Acharya, Ophthalmology, March 2010 (Vol. 117, Issue 3, pp. 585-590).

Fonte: American Academy of Ophthalmology

Notizia pubblicata il 22 marzo 2010. Ultima modifica: 16 gennaio 2018

Occhiali 3D, per la SOI non nuocciono alla vista

Secondo la SOI gli occhiali 3D non fanno male alla vista (neanche dei bambini piccoli) se si fanno pause e si impiegano i monouso

Secondo la SOI gli occhiali 3D non fanno male alla vista (neanche dei bambini piccoli) se si fanno pause e si impiegano i monousoOcchiali 3D, per la SOI non nucciono alla vista La Società Oftalmologica Italiana ridimensiona l’allarmismo: sufficiente rispettare semplici indicazioni 22 marzo 2010 – Gli occhialini 3D non fanno male alla vista e l’allarmismo è ingiustificato. Lo sostiene la Società Oftalmologica Italiana (SOI). La quale invita però a rispettare alcune semplici indicazioni: A) Utilizzare occhiali polarizzanti monouso. B) Informare le persone affette da penalizzazioni visive in uno dei due occhi circa l’impossibilità di usufruire a pieno della qualità della visione 3D. C) Reintrodurre i classici 15 minuti di intervallo tra un primo ed un secondo tempo (oggi le proiezioni 3D durano oltre le due ore, anni fa il costo della tecnologia limitava la durata a poco più di un’ora). La Società Oftalmologica Italiana esprime, inoltre, delle riserve sul fatto che il Consiglio Superiore di Sanità sconsigli la visione ai bambini con meno di 6 anni. Infatti: 1) Il senso tridimensionale (stereopsi) si sviluppa a 4 mesi d’età. 2) I bimbi di 3 anni hanno una capacità automatica di accomodazione (messa a fuoco) 10 volte superiore rispetto a una persona di 21 anni e questa caratteristica deve essere considerata una “protezione” positiva. 3) Portare i bimbi a vedere un film in 3D non è pericoloso, ma può essere considerato un vero e proprio test di “provocazione” che produce precisa indicazione per l’effettuazione di una visita oculistica, se non effettuata in precedenza, nel caso il bambino dimostri specifici disagi. La Società Oftalmologica Italiana – si sottolinea in una nota – “con forza desidera tranquillizzare tutti i genitori che hanno già portato i propri figli al cinema per assistere ad una proiezione in 3D. Questi genitori non hanno procurato alcun danno all’apparato visivo dei propri figli ed invita, se questo è il loro desiderio, a continuare ad assistere a proiezioni in 3D con serenità e sicurezza. A supporto di questa indicazione precisa che la maggior parte dei bambini, seguendo le linee guida di prevenzione visiva in vigore da oltre 15 anni, vengono sottoposti – conclude la SOI – a visite da parte di un medico oculista entro i tre anni d’età”.

Leggi anche: “CSS, occhialini 3D solo dopo i 6 anni

Fonte: SOI

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 24 marzo 2010.

Ultima modifica: 7 agosto 2013.

Salto in avanti con l’occhio bionico

Fondo oculare di malato di retinite pigmentosa

Fondo oculare di malato di retinite pigmentosa Salto in avanti con l’occhio bionico In Germania si stanno sperimentando impianti sottoretinici su malati di retinite pigmentosa 19 marzo 2010 – Il futuro guarda con speranza agli occhi bionici, almeno per i malati di retinite pigmentosa. Questa malattia ereditaria, che causa la degenerazione della retina senza danneggiare il nervo ottico, si cerca non solamente di curarla intervenendo sul Dna. In Germania, infatti, si sta sperimentando un impianto retinico con una buona risoluzione (1.500 elettrodi) che si colloca sotto alla zona centrale e più sensibile della retina (la macula). Alcuni malati riuscirebbero così non solo a percepire le luci e le ombre, ma anche a vedere (sotto forma di tanti piccoli riquadri in bianco e nero) gli oggetti e persino le lettere.Visione di malato grave di retinite pigmentosa La retinite pigmentosa colpisce all’incirca 200mila persone nel mondo; è una patologia oculare che peggiora progressivamente col tempo. Poiché allo stato attuale non ci sono altre cure, la retina elettronica è una delle strade che si stanno percorrendo in alcuni laboratori. In Germania la sperimentazione si sta conducendo su 11 persone sin dal 2005. Oltre all’approccio subretinico c’è però anche quello epiretinico: un chip viene impiantato sul fondo oculare, collegato a telecamere inserite in occhiali speciali e collegato a un minicomputer tascabile per l’elaborazione delle immagini. Presso il Moorfields Hospital di Londra si sono ottenuti risultati che fanno ben sperare, ma sempre e unicamente su alcuni malati di retinite pigmentosa. La retina elettronica non è esente da complicazioni, sebbene ciò non venga sempre messo in evidenza. Infine, va detto che un ipovedente grave vede, almeno allo stato attuale, sempre meglio di una persona a cui sia stata impiantata la protesi elettronica sperimentale. Pertanto, al giorno d’oggi non costituisce una valida opzione clinica e, tanto meno, è adottabile su larga scala. Attualmente, comunque, non viene testata in Italia ma, tra i Paesi europei, sono da annoverare, oltre alla Germania, l’Inghilterra e la Francia. Vedi anche: “Lettura bionica

Fonte principale: Retina Implant, AG. Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2010

Invisibilità allo studio in Germania

I raggi luminosi provenienti da una sorgente vengono deviati in modo da passare attorno a un oggetto che, quindi, diventa (quasi) invisibile (Fonte: www.techfresh.net)

I raggi luminosi provenienti da una sorgente vengono deviati in modo da passare attorno a un oggetto che, quindi, diventa (quasi) invisibile (Fonte: www.techfresh.net)Invisibilità allo studio in Germania Creata una nanostruttura che devia la luce: fa apparentemente scomparire ciò che c’è dietro 19 marzo 2010 – Scienza e fantascienza vanno sempre più a braccetto. Un cosiddetto ‘manto tridimensionale dell’invisibilità’ è stato progettato e realizzato in Germania – da un’équipe che si occupa di nanostrutture – presso il Karlsruhe Institute of Technology. Si tratta di uno speciale materiale in cristallo che riesce a deviare efficacemente i raggi della luce visibile retrostanti un oggetto, in modo da dare l’illusione della sua invisibilità. Questa nanostruttura è stata prodotta grazie a un raggio laser: se su di esso si proietta una luce non polarizzata di una determinata lunghezza d’onda (1,4-2,7 micrometri) la deviazione arriva sino ai 60°. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Science; precedenti ricerche hanno comunque prodotto, almeno fino a oggi, risultati modesti.

Fonti: Science, Physorg.com