Staminali embrionali contro la retinite pigmentosa

Cavia di laboratorio

Cavia di laboratorioStaminali embrionali contro la retinite pigmentosa Hanno migliorato la vista nei topi in un quarto dei casi, ma in più della metà delle cavie si sono avuti distacco di retina e tumori 25 febbraio 2010 – Provoca una degenerazione della retina fino all’ipovisione e alla cecità, ha un carattere ereditario ed attualmente è considerata incurabile: è la retinite pigmentosa. Alcuni gruppi di ricercatori stanno tentando di curarla ricorrendo alle cellule staminali, impiantando nella retina nuove cellule che si sviluppano fino a diventare nuovi fotorecettori. I risultati sono ancora modesti ma incoraggianti.staminali embrionali Un’équipe internazionale capeggiata dalla Columbia University (Usa) ha provato a impiantare delle staminali embrionali in topi colpiti dalla retinite pigmentosa. Risultato: un quarto delle cavie ha mostrato una reattività maggiore agli stimoli luminosi (elettroretinogramma), mentre oltre la metà dei topi restanti ha avuto gravi complicanze quali il distacco di retina e il tumore retinico. Nelle cavie in cui l’impianto di staminali ha avuto successo c’è stato però un miglioramento significativo della vista nei sette mesi successivi all’esperimento. Saranno, comunque, necessari ulteriori studi per poter sviluppare una terapia che comporta minori rischi per la salute.

Fonti: Columbia University Medical Center, Transplantation.

OMS: più prevenzione contro le malattie non trasmissibili

OMS: più prevenzione contro le malattie non trasmissibili Costituiscono il 60% dei casi di morte globali: 35 milioni su poco meno di 60 24 febbraio 2010 – La prevenzione è la prima arma da usare contro le malattie non contagiose. Soprattutto perché si possono evitare nel 40% dei casi. Non solo, ma globalmente rappresentano circa il 60% di tutte le cause di morte (35 milioni su 58,7 milioni). Lo ha sostenuto l’Oms in occasione di un forum che si è tenuto oggi in Svizzera (a Ginevra). L’invecchiamento demografico, l’urbanizzazione selvaggia, gli stili di vita malsani sono – secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – le cause che contribuiscono all’aumento delle patologie non trasmissibili: si va dal diabete (che può provocare retinopatia) passando per il cancroMargaret Chan, Direttrice generale OMS, dalle cardiopatie alle malattie respiratorie. A queste possiamo aggiungere – ricorda la IAPB Italia onlus – le patologie degenerative della retina (come l’AMD), strettamente correlate all’aumento della vita media. Anche se questi trend sono universali, a farne le spese sono ancor più i Paesi in via di sviluppo che – laddove si tratti di patologie curabili – non hanno le risorse necessarie per curare la popolazione. Inoltre – ha osservato la Direttrice generale dell’Oms Margaret Chan – “malattie un tempo associate all’abbondanza ora si concentrano in modo prevalente nei gruppi poveri e svantaggiati”. I numeri sono preoccupanti: Chan ha parlato di 35 milioni di decessi l’anno dovuti a malattie non trasmissibili, di cui ben 15,8 milioni sono prevenibili.

Fonte principale: Oms

Capsula a lento rilascio contro il glaucoma

Tonometria (controllo pressione intraoculare)

Tonometria (controllo pressione intraoculare)Capsula a lento rilascio contro il glaucoma In corso di sperimentazione in molti centri nel mondo 23 febbraio 2010 – Una piccola capsula viene iniettata nel bulbo oculare e rilascia lentamente un farmaco contro il glaucoma. Si tratta di una soluzione ‘fantascientifica’ in corso di sperimentazione in diversi centri nel mondo: è un mini cilindro, più piccolo di un chicco di riso, contenente una molecola che riduce la pressione dell’occhio (brimonidina tartrato). La sperimentazione è portata avanti anche dal Prof. Nicola Orzalesi, Direttore della Clinica Oculistica dell’Ospedale S. Paolo di Milano. Una tecnica avveniristica, certo non priva di effetti collaterali, che anche l’FDA – l’ente governativo americano che si occupa di sicurezza diVie di deflusso umor acqueo. Se la pressione intraoculare è troppo elevata si rischiano danni irreversibili al nervo ottico farmaci e tecniche terapeutiche – ha deciso di testare su un numero più ampio rispetto agli otto pazienti iniziali. La capsula contro il glaucoma, dopo essere stata introdotta nel bulbo oculare con un iniettore, rilascerà il farmaco per sei mesi rimanendo in sospensione all’interno del corpo vitreo.

Fonti principali: Corsera, FDA Nota: Si tratta di un agente alfa2-adrenergico: riduce la pressione oculare – in pazienti che non rispondono più al trattamento con betabloccanti – agendo su specifici recettori dell’adrenalina a livello oculare. Ha una doppia azione: riduce la formazione di umore acqueo e ne aumenta il deflusso. Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2010.

OMS: guardiamo alla salute dei terremotati di Haiti

Terremotato ferito (Fonte: Cbm)

Terremotato ferito (Fonte: Cbm)OMS: guardiamo alla salute dei terremotati di Haiti Dopo i giorni dell’emergenza ci sono ora nuove necessità di assistenza sanitaria 22 febbraio 2010 – Una bambina con la testa fasciata, un anziano supino a cui viene misurata la pressione, persone che camminano tra le macerie. Sono alcuni dei protagonisti degli scatti che l’Oms ha pubblicato nel proprio sito per raccontare la vita della popolazione haitiana colpita da un terremoto lo scorso 12 gennaio ( clicca qui per la galleria fotografica ). Oltre 300mila persone sono state ferite e circa un milione di haitiani vivono in ripari temporanei o sono ospitati da famiglie, avendo perso le proprie case. Se dopo il terremoto ci si è occupati di salvare le personeTerremotati ad Haiti (Fonte: Cbm) e di fornire il pronto soccorso, oggi si presentano nuove necessità sanitarie. “L’attenzione – spiega l’Oms nel suo sito web – è rivolta all’assistenza postoperatoria, alla riabilitazione di chi soffre di disabilità ed è stato ferito, garantendo servizi assistenziali di base e primari, come l’assistenza alle madri e ai bambini”. Fondamentale è, inoltre, tenere sotto controllo le malattie croniche; tra l’altro sono necessari nuovi programmi di vaccinazione. Altro obiettivo è quello di controllare le malattie e di assicurare la disponibilità di acqua pulita. Per questo e altri fini legati alla salute l’Oms e i suoi partner stanno raccogliendo fondi.

Fonte: OMS

Un mondo più grasso

obeso

ObesoUn mondo più grasso Oms: epidemia globale di obesità pericolosa per la salute 18 febbraio 2010 – Il mondo sta diventando più grasso. L’allarme è stato lanciato dall’Oms, secondo cui muoiono ogni anno 2,6 milioni di persone per l’obesità o il sovrappeso. Mentre un tempo il problema era presente soprattutto nei Paesi benestanti, ultimamente il fenomeno si sta diffondendo anche negli Stati a medio e basso reddito. Bisognerebbe prestare più attenzione alla linea perché, quando viene meno, può implicare meno salute. La prevenzione dell’obesità è, secondo l’Oms, molto importante e deve coinvolgere sia organismi istituzionali che privati. D’altronde avere un giusto apporto calorico giova all’intero organismo. Chi è obeso può soffrire di aterosclerosi e, quindi, di pressione alta; questo comporta, a livello oculare, un irrigidimento e ispessimento delle pareti delle arteriole (vedi retinopatia ipertensiva). Inoltre, si riduce la dimensione dei vasi arteriosi che perdono progressivamente elasticità e consentono un minore apporto di ossigeno e sostanze nutritive alle cellule retiniche. Non solo salvarsi dall’obesità è un piacere per l’occhio, ma fa bene anche… agli occhi! Per la classificazione dell’Indice di massa corporea clicca qui. Per l’apporto calorico dei vari cibi secondo l’FDA clicca qui.

Leggi anche: Pericolo obesità, Una vista alla frutta Nota: causa l’indurimento dei vasi associato a colesterolo e a livelli di trigliceridi troppo elevati. _____________________

Fonte principale: Oms.

Nella sanità più disturbi psicologici legati al lavoro

Camice bianco

Camice biancoNella sanità più disturbi psicologici legati al lavoro Secondo l’ISPESL un occupato su quattro nella sanità soffre di disturbi psicologici legati allo stress 17 febbraio 2010 – Lo stress psico-fisico può colpire più facilmente chi lavora nella sanità. Infatti circa il 26% degli occupati nel settore lamenta forti rischi legati al proprio benessere mentale. Sarebbero le donne, impiegate nella sanità e nella pubblica amministrazione, ad essere particolarmente esposte. Il fenomeno, comunque, è ancora più esteso, tanto da interessare circa 40 milioni di europei. È quanto ha fatto presente l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL). è il carico di lavoro eccessivo, indicato dal 14,5 % degli occupati, la principale

Fonte di stress. Seguono le manifestazioni di prepotenza e discriminazione (avvertite da circa il 4,6% dei lavoratori) e le minacce o le violenza fisiche sul luogo di lavoro (circa l’1,6%). Infatti, oltre un milione di lavoratori è soggetto a fenomeni di discriminazione, mentre circa 381 mila si dichiarano esposti a minacce o violenze fisiche. “L’importanza della salute mentale e del benessere al lavoro è stata riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in occasione della Conferenza Ministeriale sulla Salute Mentale del 2005”, ha affermato Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro. Per questo sono stati conclusi due accordi volontari sullo stress correlato al lavoro (2004) e sulle molestie e la violenza nel luogo di lavoro (2007). “Tra i rischi psicosociali al lavoro – ha concluso Iavicoli – emerge la gravità dello stress nei lavoratori italiani ed europei. Si tratta di un problema che, secondo L’Unione europea, interessa circa 40 milioni di cittadini”.

Fonte: ISPESL

Cinque tipi di recettori per i colori e il movimento

Colibrì (PD Photo.org)

Colibrì (PD Photo.org)Cinque tipi di recettori per i colori e il movimento Gli uccelli hanno una visione quadricromatica, mentre gli esseri umani tricromatica 17 febbraio 2010 – Gli uccelli battono gli esseri umani nella visione dei colori. La loro retina può, infatti, contare su quattro tipi di coni sensibili (violetto e parte dell’ultravioletto, blu, verde e rosso), mentre quella degli esseri umani possiede unicamente questi ultimi tre. Inoltre, i volatili hanno un quinto tipo di cono doppio, deputato unicamente alla percezione degli oggetti in movimento. I cinque fotorecettori della retina del pollo sono distribuiti in mosaici ordinati collegati tra loro: è questa la descrizione che ne hanno fatto gli scienziati del Dipartimento di Patologia e Immunologia della Washington University School of Medicine (St. Louis, Usa), che sono rimasti colpiti dalla sua Rosso, verde e blu (RGB) generano una luce bianca quando si sovrappongonocomplessità strutturale. Gli occhi dei volatili sono particolarmente sofisticati. Ad esempio, nella retina della maggior parte degli uccelli si trovano delle strutture specializzate soprannominate “occhiali da sole cellulari”: nel cono c’è una sorta di goccia d’olio che funge da lente e filtra le lunghezze d’onda indesiderate. Gli scienziati hanno usato proprio queste gocce per individuare i coni e si sono resi conto che quelli dello stesso tipo non sono mai collocati vicini. Si suppone che l’elevata sensibilità cromatica degli uccelli sia dovuta all’importanza della ricerca del partner – spesso basata sul colore della livrea – e della ricerca del cibo (bacche e frutta: il grado di maturazione è indicato dal colore). Questi studi, sostiene Joseph C. Corbo – direttore dello studio pubblicato su Plos One –, potranno contribuire alla ricerca dell’impiego delle staminali retiniche e di altri trattamenti, col fine di curare le quasi 200 malattie genetiche che possono causare diverse forme di cecità. Vedi anche: daltonismo . Referenza originale: Kram YA, Mantey S, Corbo JC. “Avian cone photoreceptors tile the retina as five independent, self-organizing mosaics”. PLoS One, Feb. 1, 2010.

Fonti: Washington University (St. Louis), PLoS One.

Affollamento visivo per migliorare la visione

Affollamento visivo per migliorare la visione Un sistema usato per migliorare la lettura dei dislessici può essere applicato universalmente 16 febbraio 2010 – L’effetto di affollamento visivo (molte lettere o numeri in uno spazio limitato) può essere sfruttato per migliorare la visione. Infatti, con una Inseguimento visivotecnica adottata per aiutare i dislessici a leggere, si allena il cervello a concentrarsi sulle informazioni rilevanti. Lo attesta una nuova ricerca condotta dall’università di Groningen (Olanda), che ha elaborato matematicamente questo aspetto. Imparare a distinguere bene le lettere, evidentemente, fa bene al cervello, il quale riesce a elaborare più facilmente le informazioni verbali percepite. Per poter illustrare il fenomeno il ricercatore olandese Frans Cornelissen ha visualizzato le lettere E e il numero 8 sul monitor. Più si moltiplicavano i simboli alfanumerici sul suo schermo e più erano difficili da riconoscere. “Potremmo definirlo – ha affermato Cornelissen – un problema universale, poiché gli oggetti sono quasi sempre circondati da altri oggetti”. Esame con ottotipo (proiettato)In effetti, specialmente al giorno d’oggi siamo ‘bombardati’ dalle informazioni visive e il nostro cervello deve continuamente decidere cosa sia importante e cosa non lo sia. Di fatto la gente vede meglio se si allena ad orientarsi nell’affollamento di numeri e lettere. In questo modo sia i bordi dei simboli alfanumerici che degli oggetti divengono più nitidi. “L’affollamento, pertanto, è un trucco per aumentare – puntualizza Cornelissen – la nitidezza delle immagini allenando il cervello a distinguere tra le informazioni importanti e quelle inutili”. Nella dislessia evolutiva, che colpisce circa il 3% dei bambini, si presentano errori di lettura: ci può essere un maggiore effetto di affollamento visivo, per cui i dislessici non riescono a dividere le lettere quando sono troppo vicine.

Fonti: Università di Groningen , Asl (Ba).

Diabetici, più attenzione alla retina

Il diabete deve essere sempre tenuto sotto controllo anche per evitare danni retinici

Il diabete deve essere sempre tenuto sotto controllo anche per evitare danni retiniciDiabetici, più attenzione alla retina Negli Usa è la prima causa di cecità tra gli adulti con meno di 60 anni 15 febbraio 2010 – Sotto i 60 anni è considerata la prima causa di cecità negli adulti in Paesi benestanti come gli Usa: è la retinopatia diabetica, malattia oculare cronica che può causare danni oculari permanenti se non si tiene sotto controllo la glicemia (livello di zuccheri nel sangue). A sostenerlo è Thomas C. Lee, direttore del Centro per la Visione del Childrens Hospital di Los Angeles. Secondo i dati forniti dallo stesso ospedale, negli Stati Uniti la retinopatia diabetica colpisce 5,3 milioni di adulti: tra questi ve ne sono circa 24mila che ogni anno perdono la vista. I diabetici si stima che siano, in tutto, quasi 21 milioni (di cui circa 6 milioni non diagnosticati). In Italia, secondo l’Istat, nel 2005 il diabete colpiva circa il 14,5% della popolazione anziana con più di 65 anni e il 4,3% dell’intera popolazione (pari attualmente a oltre due milioni e mezzo di persone).Retina di diabetico La via maestra per la prevenzione della retinopatia diabetica rimane il controllo del diabete: il tipo II si cura con la dieta e con farmaci ipoglicemizzanti, mentre il tipo I (quello più grave anche per la vista) richiede la somministrazione d’insulina. Infatti nei diabetici quest’ultimo ormone – che consente il controllo degli zuccheri nel sangue con l’aiuto del fegato (che funge da “magazzino”) – viene secreto in misura insufficiente dal pancreas. Quando i vasi retinici proliferano in modo incontrollato si può ricorrere a un trattamento laser per bruciare piccole zone della retina, riducendo così le dimensioni dei capillari anormali e impedendo che questi si moltiplichino fino a ridurre le capacità visive.

Fonti principali: Childrens Hospital di Los Angeles, Istat (“Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari, 2 marzo 2007, dati relativi al 2005).

Un gene per prevenire la cecità

DNA

DNAUn gene per prevenire la cecità Si potrebbe effettuare un test genetico per capire chi ha la vitreoretinopatia essudativa 15 febbraio 2010 – Un test genetico per difendere la vista. I familiari di chi è affetto da vitreoretinopatia essudativa potrebbero sottoporsi, in futuro, a un esame per individuare un gene (chiamato TSPAN12) che, se difettoso, può compromettere la salute oculare. Mentre molti pazienti colpiti da vitreoretinopatia essudativa (una malattia rara) sono diventati ciechi o ipovedenti, i loro parentiGene (unità ereditaria da cui è composto il DNA): si stima che negli esseri umani ne siano presenti 20-25.000 potrebbero essere portatori del gene senza avere ancora manifestato i sintomi della malattia. Dunque, secondo ricercatori dell’Università di Leeds un semplice test potrebbe consentire di effettuare una diagnosi precoce e di ricorrere ad eventuali trattamenti. La vitreoretinopatia essudativa familiare è un disordine vitreoretinico clinicamente simile alla retinopatia del prematuro, con la differenza che di solito vi è una storia familiare. La malattia è spesso priva di sintomi negli stadi precoci e la progressione è molto lenta.

Fonti: University of Leeds, Regione Veneto (malattie rare).