Se l’olio di pesce difende la retina

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Il rischio di retinopatia diabetica è risultato dimezzato grazie agli omega-3

olio_pesce_capsule_disegno-photospip31547f3854abc3a73bfe6fc02a6eec16.jpgOcchio al pesce, proteggi i tuoi occhi. È già noto come le diete scorrette non premino la salute. Una dieta varia contribuisce, invece, a difendere la retina. Secondo una nuova ricerca spagnola assumendo l’olio di pesce due volte la settimana si riduce il rischio di retinopatia diabetica nelle persone affette dalla forma meno grave di diabete (tipo 2). Chiunque sia affetto da questa malattia cronica corre, infatti, più rischi anche sul piano visivo.

La ricerca

Durante la ricerca, condotta dal 2003 al 2009 – effettuata per studiare gli effetti dellasalmone-piatto-foto-di-rakratchada-torsap-freedigitalphotos_net.jpg dieta mediterranea –, sono state reclutate 3614 persone dai 55 agli 80 anni colpite da diabete alimentare. Infine sono stati resi disponibili i dati relativi a 3482 partecipanti, con un’età media di 67 anni, il 75 per cento dei quali ha dichiarato di assumere mediamente la quantità raccomandata di omega 3 (almeno 500 mg al dì per la prevenzione di disturbi cardiovascolari primari), di cui l’olio di pesce è particolarmente ricco. Si è quindi visto che tra questi virtuosi c’era stata una riduzione relativa dei rischi per la vista legati alla retinopatia diabetica del 48 per cento.

Diabetici? Fate più attenzione

I diabetici devono sempre essere tenuti d’occhio costantemente: i controlli medici e gli esami del sangue devono essere più frequenti della norma ed effettuati da diversi specialisti (diabetologo, cardiologo, oculista, ecc.). Seguire una dieta sana è ancora più importante in questi casi.

Link utili: 1. L’EFSA valuta la sicurezza degli acidi grassi omega-3
2. Effetto di una dieta ricca di sardine sul controllo metabolico

Fonte: The Jama Network Journals (JAMA Ophthalmology)

Obbligatori più accertamenti diagnostici alla nascita

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OK a nuova legge per diagnosi precoce di una quarantina di malattie metaboliche ereditarie

neonato_e_adulto-mani-photospip0fabb059aa39e8163cc3cc4740dd1982.jpgFinalmente è legge un più ampio obbligo di accertamento diagnostico neonatale per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie: verranno ricercate già alla nascita una quarantina di patologie rare con una causa genetica che altera il metabolismo. In precedenza era invece obbligatorio cercarne solo tre: ipotiroidismo congenito, fenilchetonuria e fibrosi cistica.

Test specifici alla nascita

Affinché un programma di screening sia efficace bisogna, naturalmente, che i neonati vengano sottoposti a test specifici: un piccolissimo prelievo dovrà essere effettuato entro tre giorni dalla nascita (una goccia di sangue prelevata dal tallone). Saranno coinvolti in questa procedura i consultori familiari, i centri nascita, il centro di riferimento clinico, il pediatra, ecc.

Tempi d’attuazione

Il testo votato dalla Commissione deliberante del Senato prevede che le Regioni abbiano sei mesi per adeguarsi alla nuova normativa. Comunque il Decreto è entrato in vigore a livello nazionale il 16 novembre 2016, secondo quanto reso noto dal Ministero della Salute.

“La lista ufficiale delle patologie – avverte l’Osservatorio Malattie Rare – sarà inoltre contenuta in un provvedimento che dovrà essere emanato dal Ministero della Salute in coordinamento con l’Agenas” (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).bamb-strab-fonte_ministero_salute-photospipdcf9aba0f6de21f062d15662ae2f2488.jpg

Il funzionamento degli accertamenti diagnostici sarà sottoposto alla vigilanza di un “Centro di coordinamento sugli screening neonatali”: sarà un nuovo organismo in cui siederanno rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità e di tre associazioni di malati rari.

La soddisfazione ministeriale

Il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ha commentato così la novità:

Il beneficio non è solo legato al paziente e alla sua famiglia, ma rappresenta una razionalizzazione nell’impiego delle risorse del Sistema Sanitario, nel senso che avviare un percorso di cura prima dell’insorgenza dei sintomi è, senza dubbio, meno oneroso della gestione di un paziente con alto rischio di invalidità conseguente al ritardo diagnostico.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato:

Lo screening neonatale esteso non rappresenta un costo ma un investimento per la salute. Proprio partendo da questi presupposti, sono evidenti le motivazioni per le quali, la legge è da considerarsi una misura sanitaria di notevole portata; grazie ad essa, infatti, si potranno effettuare sull’intero territorio nazionale gli screening allargati.

Fonti principali: Ministero della Salute, SIMMESN

Glaucoma, più rischi con l’apnea ostruttiva notturna

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Respirare male nel sonno espone alla malattia oculare circa 10 dieci volte di più

glaucoma-visione_tubulare_bus-web.jpgCi può essere una correlazione tra una cattiva respirazione notturna e il glaucoma, una malattia oculare che può ridurre il campo visivo. Lo hanno confermato scienziati giapponesi della Hokkaido University, i quali hanno misurato la pressione oculare a chi soffriva di apnea ostruttiva del sonno grazie a una lente a contatto speciale dotata di un sensore che consente di monitorare costantemente la pressione oculare anche mentre si dorme.

Scrive l’Ateneo nipponico:

Il glaucoma si ritiene che sia una malattia in cui il nervo ottico sopporta un danno correlato a una maggiore pressione oculare, il che provoca la riduzione del campo visivo (eventualmente fino a una visione tubulare, ndr). Oltre a malattie come l’ictus e le malattie cardiovascolari quali gli infarti, le persone che soffrono di sindrome di apnea ostruttiva del sonno (OSAS) sono predisposte a soffrire di glaucoma con un’incidenza circa 10 volte superiore rispetto a coloro che non ne soffrono.

sonno-coppia_lei_insonne-web-vert.jpgRespirando male l’apporto di ossigeno si riduce (ipossia); questo può provocare anche danni a livello del nervo ottico. Insomma, il glaucoma è sempre una malattia da tenere d’occhio da tutti… i punti di vista.

Fonte: Hokkaido University (Giappone)

Occhi aperti su diabete e obesità

Locandina forum salute 2016

Alla ricerca della salute anche in città

Scommettiamo su una migliore salute nelle nostre città già infuocate dal caldo estivo. Se ne è parlato a Roma l’11 e il 12 luglio 2016, in occasione del primo Health City Forum, con una particolare attenzione rivolta all’obesità e al diabete (compresa una complicanza tanto importante quanto la retinopatia diabetica). Un tempo appannaggio delle nazioni industrializzate, negli ultimi anni decenni queste malattie colpiscono più che in passato anche i Paesi in via di sviluppo (il massimo della prevalenza la sia ha nella Regione del Mediterraneo orientale). Con un risultato eclatante: 422 milioni di persone diabetiche nel mondo secondo l’ultimo Rapporto OMS pubblicato quest’anno.

Anche per questo – si legge nel manifesto La salute nelle città: bene comune presentato l’11 luglio al Tempio di Adriano dagli esperti dell’Health City Think Tank – “ogni cittadino ha diritto ad una vita sana ed integrata nel proprio contesto urbano. Bisogna rendere la salute dei cittadini il fulcro di tutte le politiche urbane”. Inoltre, sottolinea un altro punto, occorre “incoraggiare stili di vita sani nei luoghi di lavoro, nelle grandi comunità e nelle famiglie”.

In Italia il 40% della popolazione nelle città metropolitane

Solo in Italia quasi quattro cittadini su dieci risiedono in quattordici città metropolitane. Già oggi 250 milioni di persone colpite da diabete vivono nelle città stando all’IDF-International Diabetes Federation.
Nell’Unione europea, eccettuata la Francia, i Paesi sono caratterizzati dagli aumenti della popolazione più elevati nelle città a causa delle migrazioni interne: l’urbanizzazione si conferma essere un fenomeno tipico del nostro tempo. Un secolo fa solo un quinto della popolazione mondiale viveva nelle città. Per la metà del XXI secolo, invece, arriveremo probabilmente al 70% di residenti nelle aree urbane. L’aumento si stima che sia di circa 60 milioni di persone – una popolazione all’incirca pari a quella italiana – che ogni anno vanno a vivere in città. A dispetto di ogni “mitologia” bucolica postmoderna.

I promotori del manifesto

Il manifesto è stato proposto in occasione del primo Health City Forum organizzato a Roma da Italian barometer diabetes observatory (IBDO) Foundation, Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Health City Think Tank, Istituto per la Competitività (I-Com), con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, che ha anche conferito all’Ibdo Forum la medaglia del Presidente della Repubblica per il suo alto valore culturale e scientifico, e il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della salute e Associazione nazionale comuni italiani (Anci). Tra gli aderenti all’iniziativa c’è l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus.

Link utile: Manifesto per la salute nelle città

Fonti di riferimento: Aboutpharma, IBDO, Panorama della Sanità

Facciamo luce sui pluriminorati

Disabile motorio ministero Welfare
Disabile motorio ministero Welfare
Disabile motorio ministero Welfare

Accendere i “riflettori” su chi è colpito da più forme di disabilità. È stato l’obiettivo del convegno che si è tenuto nella mattinata di venerdì 8 luglio a Catanzaro, dal titolo “Pluriminorati: il lungo cammino sulla strada dell’integrazione, tra dovere dell’assistenza e diretta all’esistenza”. Un appuntamento, quindi, atto a sensibilizzare i cittadini e incentrato sui problemi di una delle fasce più deboli della società.

“Molti gli aspetti che verranno trattati: dalla situazione nazionale attuale, ai bisogni effettivi dei soggetti e delle loro famiglie”, ha evidenziato l’Uici della Calabria la cui Presidente è Luciana Loprete, che ha organizzato l’evento assieme al Comitato regionale dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, presso la sala verde della Cittadella regionale.

Sottolinea Michele Corcio, Vicepresidente della IAPB-Sezione italiana:

Questo convegno è senz’altro importante perché rilancia la Legge n. 284 del 1997 e, soprattutto, rilancia l’importanza della salute dei pluriminorati affinché ci sia un’attenzione particolare alla conservazione del loro residuo visivo.

Consulta il programma

Fonti di riferimento: Eventa, Uici Calabria

Proteggere la retina, il “segreto” dei broccoli

Broccoli

Una sostanza studiata per prevenire il cancro contribuirebbe e combattere la degenerazione maculare

Broccoli
Broccoli

Chi l’avrebbe mai detto che i broccoli, assieme ai cavoli, potessero essere tra i migliori “alleati” della vista. Mangiarne di frequente contribuisce a proteggere la retina e, in particolare, lo fa un principio attivo in essi contenuto in abbondanza (l’indolo-3-carbinolo): difende la macula dallo stress ossidativo, che fa invecchiare e degenerare il tessuto nervoso fotosensibile.

Dunque quel principio attivo – già utilizzato per aiutare a prevenire alcune forme di cancro – potrebbe essere utile per combattere una serie di patologie degenerative che colpiscono il centro della retina (dall’AMD alla retinite pigmentosa). Almeno questo è quanto sostiene il Buck Institute for Research Ageing, un istituto di ricerca americano che ha appena pubblicato sull’argomentoIndolo-3-carbinolo (molecola) un articolo su Scientific Reports.
Indolo-3-carbinolo (molecola)
Lo studio è stato condotto su cavie animali (topi di laboratorio): l’indolo-3-carbinolo (I3C) aiuta a smaltire le tossine derivanti dagli stress ambientali attivando una proteina (AhR) che regola il processo chimico di “disintossicazione” e rende le cellule retiniche più resistenti alla luce. Infatti, com’è noto, con l’età l’organismo ha sempre più difficoltà a resistere alle sollecitazioni ambientali “negative”, ad esempio a una prolungata esposizione al sole senza occhiali scuri di protezione. (Naturalmente bisogna evitare di fumare, oltre a praticare regolarmente l’esercizio fisico).
Insomma, più broccoli nella dieta proteggono la retina, senza nulla togliere a carote o mirtilli né agli Omega-3 contenuti in abbondanza nel pesce. Una dieta sana (varia e ricca di frutta, verdura e pesce) contribuisce, ancora una volta, a mantenere sana la nostra vista.

Fonti: Buck Institute for Research Ageing; Gutierrez MA, Davis SS, Rosko A, Nguyen SM, Mitchell KP, Mateen S, Neves J, Garcia TY, Mooney S, Perdew GH, Hubbard TD, Lamba DA, Ramanathan A, ‘A novel AhR ligand, 2AI, protects the retina from environmental stress’,Sci. Rep. 2016 Jul 1;6:29025. doi: 10.1038/srep29025

Quella visita da non perdere di vista

Visita oculistica

Visita oculistica
Visita oculistica

È immancabile una visita oculistica periodica che consenta di mettere a fuoco i nostri problemi oculari. Il 58% di persone senza sintomi – su quasi 6400 pazienti – a distanza di un anno ha ricevuto, in uno studio effettuato in Canada, variazioni nella prescrizione (41%), una nuova diagnosi (16%) o nuove indicazioni nella gestione del disturbo o della malattia (31%).

Circa il 40% delle persone visitate non aveva disturbi specifici come, ad esempio, visione sfocata, mal di testa o sintomi oftalmici peculiari. Per gli anziani era più probabile che ci fossero dei cambiamenti dopo un anno: per i bambini sotto i 4 anni si è registrato un +8% mentre dopo i 65 anni un +78%.

“Gli esami oculistici regolari – notano i ricercatori canadesi dell’Università di Waterloo (Ontario) – si ritiene generalmente che giochino un ruolo importante nella prevenzione della perdita della vista e nell’individuazione delle malattie oftalmiche asintomatiche. Tuttavia, è ignota la frequenza ideale di tali esami per pazienti senza alcun problema visivo ovvero senza sintomi a livello oculare. Le raccomandazioni correnti variano”.

Tuttavia, in linea di massima si potrebbe consigliare una visita oculistica ogni uno-due anni fino ai sessant’anni, annuale dopo quell’età e almeno semestrale per chi avesse patologie oculari diagnosticate (ad esempio retinopatia diabetica, glaucoma o degenerazione maculare). La frequenza esatta potrà però essere indicata dal singolo specialista a seconda del quadro clinico riscontrato dopo una prima visita oculistica. Inoltre va detto che l’American Academy of Ophthalmology raccomanda una visita oculistica alla nascita e una a tre anni, mentre dai 6 ai 17 anni sarebbe sufficiente un controllo ogni uno-due anni in assenza di problemi oculari specifici.

Fonti: Irving EL, Harris JD, Machan CM, Robinson BE, Hrynchak PK, Leat SJ, Lillakas L., “Value of Routine Eye Examinations in Asymptomatic Patients”, Optom Vis Sci. 2016 Jul;93(7):660-6. doi: 10.1097/OPX.0000000000000863; Wolters Kluwer Health

Italia, più fondi per tre malattie mortali

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28 giugno 2016 – Milioni di vite salvate grazie al Global Fund (fondo globale): è questo un obiettivo a cui l’Italia concorrerà in maggior misura anche attraverso un accresciuto impegno economico. Lo ha annunciato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante il convegno internazionale tenutosi a Roma il 27 giugno presso l’Istituto Superiore di Sanità, parlando dell’importanza strategica della costruzione di sistemi sanitari forti a livello mondiale. D’altronde il Belpaese è un esempio virtuoso di sanità col suo modello universalistico.

Nel prossimo triennio 130 mln dall’Italia

Per l’esattezza il contributo italiano al Global Fund per il triennio 2017-2019, ha spiegato il Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Benedetto Della Vedova, è di 130 milioni di euro: si tratta di 30 milioni in più rispetto al triennio precedente.

La direttrice generale dell'OMS Margaret Chan (Foto WHO)

OMS, più salute ed equità

La tutela della salute globale e l’equità dell’accesso alle cure sono un imperativo etico imprescindibile per il futuro del Pianeta. Come ha sottolineato Margaret Chan, direttrice generale dell’OMS, che ha individuato nel modello del sistema sanitario universalistico italiano una garanzia per l’uguaglianza nell’accesso alle cure e ha chiesto una collaborazione tra le istituzioni e, più in generale, internazionale per costruire sistemi sanitari capaci di sconfiggere le pandemie in tutto il mondo.

Serve solidarietà anche nel campo sanitario

“È stato un onore in un momento così complesso per l’Europa e il mondo intero – ha dichiarato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità –confermare concretamente il sostegno a un progetto che incarna un messaggio di solidarietà e di pace tra i popoli. Ogni giorno, nel nostro ruolo, ci impegniamo a migliorare il nostro sistema sanitario perché sia più equo, più efficiente e più efficace ma questa rete che tutti insieme, in Europa e nel mondo, vogliamo costruire intorno alla salute globale è qualcosa che ci aggrega tutti intorno a un valore speciale: umano e universale”.

Il “padre” di Windows: superare la povertà

A concludere il simposio internazionale dell’Istituto Superiore di Sanità la partecipazione di Bill Gates, partner chiave del Global Fund attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation.

“Come Paese in prima linea sul fronte dell’immigrazione – ha dichiarato il ‘padre’ di Windows – l’Italia comprende che stiamo vivendo in un mondo interconnesso e che ognuno ha la responsabilità di aiutare le persone più svantaggiate ad accedere a un sistema sanitario migliore, a superare la povertà e a vivere più sicure nel proprio Paese. Ci sono molti segni incoraggianti del rinnovato impegno dell’Italia nelle relazioni internazionali, non ultimo quello nello sviluppo e nella salute globale”.

“Spero di vedere l’Italia diventare, ancora una volta, uno dei maggiori sostenitori della lotta contro le tre malattie mortali che stanno ancora uccidendo – ha concluso Bill Gates a Roma – tre milioni di persone ogni anno”: la tubercolosi, l’Aids e la malaria (che possono avere anche complicanze oculari).

Fonte originale: Istituto Superiore di Sanità

Usa, quasi 10 milioni di persone fortemente miopi

bandiera sfocata lente occhiale

bandiera sfocata lente occhiale
bandiera sfocata lente occhiale

23 giugno 2016 – I nostri tempi “accorciano” le distanze visive. Sarà uno sforzo oculare eccessivo da vicino, sarà che ricorriamo meno alla luce naturale e raramente facciamo crescere i nostri figli all’aria aperta, sta di fatto che la miopia tende sempre più a prevalere, con annessi maggiori rischi per la retina.
Un nuovo studio pubblicato su Ophthalmology stima che, solo negli Stati Uniti, ci siano quasi 10 milioni di miopi elevati (almeno -6 diottrie). Tra questi quasi 820 mila persone soffrono di una forma di miopia degenerativa e oltre 41 mila di una complicanza come la neovascolarizzazione coroideale miopica che, scrive l’American Academy of Ophthalmology, “può causare la perdita della vista nel lungo periodo, con le donne che sono a maggior rischio”. Dunque ipovisione e cecità sono in “agguato”.
Solo in Italia abbiamo almeno 15 milioni di miopi. Complessivamente nel mondo si stima che, entro i prossimi dieci anni, le persone miopi toccheranno quota 2,5 miliardi.

Fonti: American Academy Of Ophthalmology, Jama Ophthalmology

Tutti più sani con la “dieta verde”

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(Foto: cortesia freedigitalphotos)
21 giugno 2016 – Una dieta ‘verde’ difende da diversi problemi di salute. Mangiare regolarmente verdure può proteggere dalla forma meno grave di diabete (il tipo 2) in misura compresa tra il 16 e il 34%. Infatti se c’è una predisposizione e si mangia male, ad esempio zuccheri in eccesso e molte carni rosse, si sarebbe più esposti a una malattia sempre più diffusa (422 milioni secondo l’OMS), che alla lunga può causare problemi alla retina, al cuore, al sistema circolatorio, ai reni, ai piedi, ecc.
Dunque la salute dei nostri occhi passa anche attraverso la nostra alimentazione. È già noto che carote e mirtilli possono aiutare la visione, ma non si sapeva che una dieta vegetariana o, comunque, con poca carne (bianca) potesse contribuire a evitare il diabete di tipo 2, che a differenza del tipo 1 non richiede somministrazione d’insulina. Ora, invece, lo attesta una ricerca basata su tre studi precedenti, per un totale di oltre 200 mila persone seguite per un ventennio. La quale conclude, in sostanza, che le verdure sono amiche della nostra salute.

Leggi anche: “Difendere la salute dei nostri occhi”

Fonte originale: Plos One