Glaucoma, si fa il punto in Sicilia

Sicilia cartina

6 giugno 2016 – È la prima causa di cecità irreversibile al mondo: si tratta del glaucoma, i cui danni al nervo ottico sono spesso evitabili effettuando la misurazione periodica della pressione oculare (tonometria). Per fare il punto su una malattia oculare tanto comune si terrà a Catania, dal 9 all’ 11 giugno, il secondo Congresso Congiunto Nazionale Aisg-Sigla (rispettivamente l’Associazione italiana per lo studio del glaucoma e l’Associazione italiana glaucoma). L’incontro è tuttavia riservato agli specialisti del settore.

Venerdì 10 giugno “chirurghi di esperienza – scrivono gli organizzatori – si alterneranno nell’esecuzione dei principali interventi per la cura del glaucoma. La chirurgia in diretta sarà dedicata Visione tubulare caratteristica di un glaucomatoso (stadio avanzato) all’utilizzo dei dispositivi più moderni messi a disposizione dalla ricerca scientifica dell’industria chirurgica oftalmologica. La novità principale consisterà in un’ampia discussione post-intervento con i chirurghi”. Inoltre è stato previsto uno spazio dedicato ai poster scientifici e un altro spazio ai video, i migliori dei quali verranno premiati.

Hanno il glaucoma 55 milioni di persone nel mondo (stima Oms). Circa un milione ne sarebbero affette solo in Italia. “Si sa poco – scrive l’Organizzazione mondiale della sanità – della prevenzione primaria del glaucoma; tuttavia, ci sono metodi efficaci sul piano dei trattamenti medici e chirurgici se la malattia viene diagnosticata in fase iniziale. Attraverso un trattamento appropriato la vista può essere mantenuta; altrimenti la progressione della malattia porta infine a un grave restringimento del campo visivo e alla cecità irreversibile”.

Il glaucoma è la prima causa di cecità irreversibile al mondo, mentre passa al secondo posto dopo la cataratta se si considerano le cause reversibili. Il più delle volte si ricorre a colliri ipotonizzanti per abbassare la pressione nel bulbo oculare che altrimenti si danneggerebbe così come avviene in una camera d’aria troppo gonfia. Non a caso una campagna australiana chiedeva ai cittadini: “Controlli la pressione degli pneumatici, perché non ti controlli anche la pressione oculare?”.

Fonti principali: Associazione italiana per lo studio del glaucoma (Aisg), Who

Anziani, se la vista è trascurata

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1 giugno 2016 – Gli anziani nelle case di riposo sono tendenzialmente trascurati a livello oculistico, in particolare in Germania. Lo conclude una nuova ricerca tedesca condotta su 203 individui: almeno una persona su cinque era stata visitata dall’oculista da più di cinque anni. Quasi il 22% aveva bisogno di trattamenti per malattie oculari conclamate: dalla cheratocongiuntivite secca alla degenerazione maculare legata all’età, passando per la cataratta, il glaucoma e i problemi palpebrali.

Il campione esaminato era composto da 119 donne e 84 uomini d’età compresa tra i 55 e i 101 anni, che alloggiavano in sei diverse case di riposo. Ben 44 persone avevano bisogno di cure oculistiche tempestive per malattie oculari che non erano state ancora diagnosticate. Dopo la visita tra l’altro in molte persone è potuta migliorare anche l’acutezza visiva (correzione più adatta con nuovi occhiali).

“I residenti visitati nelle case di cura – concludono i ricercatori tedeschi – non ricevevano un’adeguata assistenza oculistica; in particolare alcuni di essi avevano patologie oculari che non venivano trattate. L’assistenza oculistica dei residenti nelle case di riposo deve essere migliorata attraverso una maggiore collaborazione di tutte le figure professionali coinvolte”.

Fonte: Deutsches Aerzteblatt International

Sanità digitale, Italia indietro

internet navigazione

24 maggio 2016 – Si registrano dei passi avanti, ma l’Italia è ancora indietro. Nei servizi digitali ci collochiamo al 25° posto tra i 28 Paesi membri dell’Unione europea. Tra questi ci sono naturalmente anche quelli dedicati alla salute e, in particolare, il Fascicolo sanitario elettronico (Fse).
La Commissione europea segnala, in proposito, l’assenza di una strategia nazionale. Infatti il servizio – che consente ai medici di caricare i dati sanitari sulla tessera sanitaria (se dotata di chip) – è decollato solo in alcune regioni quali la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana. Però si fatica ad arrivare a uno standard nazionale uniforme e il Centro-Sud sconta sensibili ritardi.

Solo il 63% della popolazione usa spesso internet

Nonostante i ripetuti annunci il Belpaese è tra gli ultimi della “classe” europea. Ciò è probabilmente dovuto a un aspetto demografico, al di là degli aspetti strutturali (la banda larga si fa attendere)Fascicolo sanitario elettronico sotto forma di card (Regione Lombardia), senza trascurare la mentalità (l’apparato burocratico stenta a modernizzarsi). Nel nostro Paese usa frequentemente internet solo il 63% della popolazione tra i 16 e i 74 anni. Eppure sempre più persone navigano con smartphone, tablet o altri dispositivi mobili. Tuttavia nel 2015 solo 18 utenti internet su cento hanno compilato online moduli della pubblica amministrazione (contro il 32% dell’Unione europea).

Svezia, Danimarca e Finlandia in vetta

Lo scorso anno, evidenzia la Commissione europea, l’Italia ha fatto pochi progressi nella maggior parte degli indicatori (connettività, competenze digitali, uso di internet, integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese, servizi pubblici digitali). Uno dei pochi aspetti in cui il nostro Paese è avanti è l’identità elettronica, mentre la propensione all’uso della rete è bassa (ad esempio per imperizia di solito correlata all’età). I Paesi in vetta alla classifica Ue – Svezia, Danimarca e Finlandia – primeggiano invece su scala internazionale, attestandosi persino davanti agli Usa e alla Corea del Sud. Insomma, i nostri “cugini” del Nord Europa fanno meglio di noi, almeno per ora. Si comportano peggio di noi solo Grecia, Bulgaria e Romania.

Leggi anche: “Sanità, il futuro è a ritmo di bit”

Documento utile: “Cittadini e sanità digitale. L’impatto sociale della digitalizzazione in sanità” (Censis 2016)
Fonti principali: Commissione europea, Panorama della Sanità, Censis

OMS, il punto sulla salute mondiale

OMS

Assemblea Generale OMS (Foto: WHO)
Un ampio sguardo sulla salute mondiale e su come migliorare gli approcci sanitari. La nuova Assemblea generale OMS si è svolta a Ginevra dal 23 al 28 maggio 2016. Sei giorni per fare il punto, tra l’altro, sulle malattie croniche non trasmissibili (considerate le prime “killer” mondiali), sull’obesità, la violenza e la riduzione del consumo di tabacco. Margaret Chan (Direttore generale OMS. Fonte: WHO).
Margaret Chan (Direttore generale OMS. Fonte: WHO).
Circa 3500 delegati provenienti da 194 Stati membri dell’OMS – tra cui rappresentanti dei Ministeri della Salute nazionali – si sono recati all’Assemblea. Le patologie croniche hanno una particolare importanza, soprattutto tenendo conto dell’invecchiamento demografico mondiale; stili di vita sani sono fondamentali sin dalla giovane età anche per trascorrere una vecchiaia in salute.

Più prevenzione e trattamenti per tutti

Nel lungo periodo gli Stati, scrive l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “sono invitati a rafforzare le risposte nazionali che contribuiscono al raggiungimento di uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che consiste nella riduzione di un terzo, grazie a prevenzione e trattamenti, della mortalità prematura causata da malattie non trasmissibili entro il 2030”. Dal canto suo il delegato del governo italiano, intervenuto in particolare il 24 maggio, ha sottolineato il ruolo degli uffici regionali OMS Etiopia (regione Amhara, dove le condizioni di salute della popolazione sono spesso precarie)Etiopia (regione Amhara, dove le condizioni di salute della popolazione sono spesso precarie) nell’affrontare le emergenze sanitarie e ha ricordato che i mutamenti climatici hanno un impatto sulla salute; non ha, infine, mancato di evidenziare il prezioso ruolo dell’Italia nelle emergenze umanitarie.

La salute come investimento

In quell’occasione si è parlato anche del futuro meeting delle Nazioni Unite (da tenere nel 2018) dedicato alle malattie non trasmissibili (tra cui il diabete e l’ipertensione), al loro controllo e alla loro prevenzione. In questa prospettiva si punta, tra l’altro, a dare una copertura sanitaria a tutti, consentendo ovunque (almeno in linea di principio) l’accesso a servizi essenziali di qualità. Infine si punta, a partire dai Paesi in via di sviluppo, a garantire il pari accesso a farmaci e vaccini. D’altronde, ha sottolineato la Direttrice generale Margaret Chan nel suo discorso d’apertura del 23 maggio, la salute “è un investimento”: l’ottica è cambiata perché prima si riteneva che fosse meramente una voce di spesa che assorbiva risorse pubbliche.

Segui la diretta da Ginevra (Assemblea generale OMS)

Link utile: Documento OMS sulle malattie non trasmissibili
Fonte di riferimento: WHO

Entro il 2050 stimato raddoppio dei disabili visivi negli Usa

usa mappa fisica


23 maggio 2016 – Un raddoppio dei ciechi e degli ipovedenti entro il 2050. Per gli Usa questa è la stima contenuta in un nuovo studio pubblicato su Jama Ophthalmology, scrupolosamente condotto da ricercatori delle Università della California meridionale e da un Ateneo dell’Illinois (Chicago). Sullo sfondo dell’analisi resta l’invecchiamento della popolazione e, come già avviene oggi, a essere più colpiti saranno i bianchi (non ispanici), le donne e gli adulti in età più avanzata.

I numeri sono destinati a lievitare: si prevede che, solo negli Stati Uniti, si passerà rispettivamente da un milione di ciechi e 11,4 milioni di ipovedenti (2015) a circa 2 milioni di non vedenti e oltre 23,3 milioni d’ipovedenti (alla metà di questo secolo). Soprattutto se non si correrà ai ripari effettuando più controlli oculistici che, grazie a una diagnosi precoce, possono consentire di evitare la disabilità visiva. Tra le malattie di cui si prevede un forte incremento si annoverano la degenerazione maculare legata all’età (AMD), il glaucoma, la retinopatia diabetica e la cataratta.

Negli Usa si calcola che, all’inizio del 2015, ci fosse il 2,14% della popolazione oltre i 40 anni a essere ipovedente e lo 0,68% non vedente. “Dato che, secondo le proiezioni, la prevalenza della disabilità visiva e della cecità – concludono i ricercatori – raddoppierà nei prossimi 35 anni, screening oculistici e interventi per correggere gli errori refrattivi e [trattare] precocemente le malattie oculari possono prevenire e/o ridurre la loro maggiore incidenza sulla popolazione, evitando che si sviluppino questi problemi oculari, migliorando la loro qualità della vita e riducendo potenzialmente i costi diretti e indiretti per l’economia americana”.

Fonti: Jama Ophthalmology, University of Southern California

OMS: vita più lunga, ma permangono disuguaglianze

copertina rapporto statistico salute


20 maggio 2016 – L’aspettativa di vita nel mondo è aumentata di cinque anni in quindici anni (2000-2015). Soprattutto grazie alla riduzione della mortalità in Africa. Questa e altre statistiche sanitarie mondiali compaiono nel nuovo Rapporto OMS presentato il 19 maggio a Ginevra, in cui l’Italia è settima al mondo come anni che mediamente si vivono alla nascita (il nostro Paese è terzo in Europa con una media di 82,7 anni). Insomma, Gruppo statuario posto davanti all'Oms (sede centrale di Ginevra). Un anziano, divenuto cieco a causa dell'oncocerchiasi, viene accompagnato da un giovane sono dati che fanno letteralmente aprire gli occhi. Se a livello mondiale una persona nata nel 2015 poteva mediamente contare di vivere 71,4 anni, l’aspettativa di vita in salute si attesta invece attorno ai 63,1 anni (64,6 per le donne, 61,5 per i maschi).

Ben 1,7 miliardi di persone sono colpite da malattie tropicali dimenticate (tra cui ci sono due patologie oculari: l’oncocercosi e il tracoma). Inoltre sono 1,1 miliardi le persone che, a livello mondiale, ancora fumano (con potenziali danni per la salute che vanno dai tumori ai polmoni a un maggiore rischio di cecità causato soprattutto dall’AMD, ndr). Molti non vivono in modo sano: sono 1,8 miliardi gli individui costretti a bere acqua contaminata (con annesso rischio, tra l’altro, di essere colpiti da tracoma). Inoltre permangono forti disuguaglianze nell’accesso all’assistenza sanitaria.
“È manifesto – scrive l’OMS – che esistono forti differenze nell’indice di diseguaglianza relativa […] a livello di copertura [sanitaria] dei Paesi, in molti dei quali le differenze relative sono, tra i poveri e la media nazionale, inferiori al 10% della copertura, mentre in parecchi Paesi ci sono differenze di oltre il 40%”. Insomma, il modello universalista – che consenta l’accesso a visite, trattamenti e cure indipendentemente dal reddito – è ancora un obiettivo lontano a livello mondiale.

Infine sono in aumento le malattie croniche non trasmissibili, ad esempio il diabete.

Fonte: WHO

Istat: minor spesa ospedaliera, tagliate le prestazioni

Istat copertina rapporto annuale

20 maggio 2016 – “L’aumento dei livelli di istruzione e di benessere economico, accompagnato dall’adozione di stili di vita via via più salutari, dalla prevenzione e dai notevoli progressi in campo medico ha avuto un ruolo rilevante sulle condizioni di vita della popolazione anziana, con guadagni consistenti non solo nella vita media, ma anche nella qualità della sopravvivenza”. Lo afferma l’Istat nel suo Rapporto annuale 2016-La situazione del Paese presentato stamattina, venerdì 20 maggio, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

In Italia si vive più a lungo

“La salute – ricorda l’Istat – rappresenta uno dei pilastri della qualità della vita, in modo particolare nella fase anziana, quando si manifestano la gran parte delle patologie cronico-degenerative che possono comportare nel tempo riduzioni nell’autonomia personale. A fronte dell’allungamento della vita media, migliora anche la qualità della sopravvivenza: a 65 anni la speranza di vita senza limitazioni funzionali nel 1994 era pari a 12,7 anni per gli uomini anziani e 14,2 per le donne; nel 2013 raggiunge rispettivamente 15,5 anni per gli uomini e 16,2 per le donne”.

Si può fare più prevenzione

Sono possibili, tra l’altro, più interventi nel campo della prevenzione primaria e secondaria, sia a livello europeo che nazionale. Tuttavia, per contrastare le patologie cronico-degenerative, che insorgono soprattutto tra gli anziani, occorre adottare precocemente comportamenti e stili di vita salutari duraturi. Si va da un’attività fisica regolare, al controllo del peso, passando per l’abbandono del fumo e per un consumo dannoso di alcol.
È ovviamente sugli svantaggiati socio-economici che si cumulano maggiormente i disagi sanitari, anche per comportamenti poco sani, scarsa prevenzione e difficoltà di accesso alle cure (rinuncia a prestazioni sanitarie soprattutto per lunghe liste d’attesa e per motivi economici).

Meno spesa ospedaliera, tagliate prestazioni sanitarie

La spesa pubblica che nell’ultimo periodo è diminuita maggiormente, almeno nel campo sanitario, è stata quella ospedaliera: dal 2009 al 2014 si è ridotta di quasi l’1 per cento l’anno. Il suo andamento non è però proceduto di pari passo con quello dei ricoveri: il ritmo della contrazione è quadruplicato nello stesso lasso di tempo, con un tasso medio di riduzione annua di circa il 4 per cento. “Pertanto, alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri – nota l’Istat nel Rapporto 2016 – non è corrisposta una comparabile riduzione della spesa per questa funzione. Questa evidenza conferma la difficoltà che incontra il sistema a fronteggiare i problemi legati ai vincoli di finanza pubblica: gli interventi effettuati provocano infatti tagli alle prestazioni senza avere una corrispondenza in termini di risparmi di spesa”.

Meno fumatori entro il 2018

Per quanto attiene il fumo, prosegue l’Istat nel documento di circa 300 pagine, “numerose evidenze scientifiche documentano i danni alla salute provocati dal fumo. In Italia, a partire dagli Presentazione del rapporto Istat 2016 a Palazzo Montecitorio (Foto Quirinale: il Presidente dell'Istat Giorgio Alleva) anni Ottanta si assiste a una progressiva riduzione del consumo di tabacco grazie anche agli interventi di carattere legislativo a tutela dei non fumatori. Il Piano nazionale di prevenzione – avverte l’Istituto Nazionale di Statistica – si propone di ridurre del dieci per cento la prevalenza dei fumatori entro il 2018”.

Il Capo dello Stato alla presentazione del Rapporto

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla presentazione del Rapporto Istat 2016, a cui ha partecipato anche la Presidente della Camera Laura Boldrini. Dopo il saluto del Vicepresidente della Camera Simone Baldelli, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica Giorgio Alleva ha tenuto la sua relazione.

Fonti: Istat, Quirinale

SOI, decolla il nuovo Congresso

copertina congresso SOI 2016

Uno sguardo rivolto alla prevenzione a livello oftalmico e un altro alle patologie oculari. Si svolge a Milano, dal 18 al 21 maggio 2016, il 14° Congresso internazionale della Società Oftalmologica Italiana.
Visita oculistica pediatrica

Dal glaucoma alle uveiti, passando per la cataratta e le malattie retiniche. Si spazia a 360° tra le malattie che colpiscono la vista – da quelle più comuni alle più rare – facendo il punto sugli ultimi trattamenti.

Tra gli argomenti affrontati c’è “Lo sviluppo visivo nel bambino e la prevenzione delle malattie oculari: oftalmologo pediatra e pediatra a confronto”, che si è tenuto la prima giornata (simposio dell’Associazione italiana oculisti pediatri e pediatri). Anche il 19 maggio si è svolta una sessione dedicata all’oculistica pediatrica, dedicata principalmente allo strabismo. Il 20 maggio si tiene, inoltre, una sessione dedicata alle malattie oculari pediatriche di origine genetica.

Manifestazione scientifica unica in Italia, si articola nei 4 giorni meneghini in oltre 60 eventi, tra simposi e corsi monotematici, con la presentazione di lavori scientifici di ogni genere. Tra le novità ci sono anche i simposi SOI sulla chirurgia dell’orbita, sulle infezioni in oftalmologia e la sessione sulle malattie rare dell’apparato visivo. Diverse sono le sessioni di chirurgia Matteo Piovella (Presidente SOI) oftalmica in diretta. Numerosi i relatori, principalmente medici oculisti, e i poster scientifici presentati.

“Al congresso partecipano – spiega Matteo Piovella, Presidente della SOI – i più autorevoli oftalmologi italiani e internazionali che arricchiscono, con la loro partecipazione, il nostro evento. Due le letture magistrali affidate, rispettivamente, a Lucio Buratto per la Benedetto Strampelli SOI Medal Lecture e a H. Burkhard Dick per l’Antonio Scarpa SOI Medal Lecture. Durante il congresso vengono anche conferiti i premi SOI Honorary Award in Ophthalmology. Vorrei ricordare, infine, che il Congresso Internazionale SOI è anche la più grande esposizione del settore oftalmologico, dove il medico può visionare, in anteprima, apparecchiature tecnologiche, farmaci, integratori, medical devices e tanto altro”.

Link utile: Programma sintetico del Congresso di Milano
Fonte: SOI

Stop al fumo grazie a immagini shock

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Sono a colori, scioccanti e sono destinate a coprire i pacchetti di sigarette anche in Italia. L’Australia è stata un’anticipatrice in questo campo: “Il fumo causa cecità” si legge su una confezione su cui campeggia un occhio spalancato grazie al blefarostato [[strumento per mantenere aperte le palpebre]].

“Il fumo nuoce al nascituro”, ammonisce un altro pacchetto su cui è stato stampato un bambino che piange. Queste avvertenze illustrate sono un esempio virtuoso per dissuadere i fumatori (vedi l’anteprima di quelle italiane). Così la pensa l’Oms che, per la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, ha chiesto la standardizzazione dei pacchetti di sigarette a livello planetario. Con l’occasione l’Istituto Superiore di Sanità ha organizzato un convegno a Roma, durante il quale sono stati presentati nuovi dati.

Consuma tabacco il 22% della popolazione

Campagna antifumo a Bruxelles (con la IAPB)
Aumenta leggermente il numero di fumatori in Italia. Sono complessivamente 11,5 milioni, circa il 22% della popolazione, rispetto ai 10,9 milioni del precedente rilevamento (il 20,8%). Riprende anche il consumo di sigarette elettroniche (si attesta attorno al 4% della popolazione che può fumare). Lo attesta l’Istituto Superiore di Sanità.

Fumatori più a rischio cataratta e AMD

Tra le patologie oculari la cui insorgenza è favorita dal fumo ci sono la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età (AMD). Ovviamente il tabacco può anche causare un’irritazione diretta a livello congiuntivale e corneale persino se il fumo è passivo.

Molte sostanze tossiche derivano dalla combustione della carta e del tabacco; inoltre, la nicotina provoca dipendenza. Ecco perché la California ha vietato la vendita ai minorenni persino delle sigarette elettroniche che, appunto, possono sfruttare ricariche alla nicotina.

Il fumo è la seconda causa di decesso al mondo

Dopo l’ipertensione – che, tra l’altro, può causare retinopatia – il tabacco è la seconda causa di decesso al mondo: al suo consumo, secondo l’Oms, è riconducibile una morte su dieci (fino a un fumatore su due). I fumatori potranno essere dissuasi dalle immagini shock a smettere o almeno a ridurre il consumo di sigarette. A dare manforte a questa possibilità sono una serie di recenti studi. Sperando che non si tratti di… fumo negli occhi!

Più si consuma tabacco, più si corre il rischio di cecità

Con la pubblicazione del Decreto legislativo del 12 gennaio 2016, n.6, la sanità pubblica italiana ha compiuto un altro passo avanti importante. E’ stata recepita una Direttiva del Parlamento europeo. L’obiettivo è assicurare un elevato livello di protezione della salute. Molte sono le novità previste dal Decreto, entrato in vigore il 20 maggio 2016.

Ad esempio il divieto di fumare in macchina in presenza di minori e donne in gravidanza; l’utilizzo di avvertenze combinate relative alla salute (immagini, testo e numero verde contro il fumo 800 554 088), che copriranno il 65% dei pacchetti; l’inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione ai minorenni di prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche.

Tra le avvertenze testuali del Decreto legislativo compaiono le seguenti: “Il fumo aumenta il rischio di cecità“, “Il fumo causa il 90% dei casi di cancro ai polmoni”, “Il fumo causa il cancro alla bocca e alla gola”, “Il fumo danneggia i tuoi polmoni”, “Il fumo causa attacchi cardiaci”, “Il fumo causa ictus e disabilità”, “Il fumo è dannoso per i tuoi denti e le tue gengive”, “Il fumo può uccidere il bimbo nel grembo materno”, “Il fumo riduce la fertilità”.

I fumatori sono invitati a contattare il numero verde contro il fumo dell’Istituto Superiore di Sanità: 800-554088 (lun-ven, 10-16).

Leggi anche: Migliorano gli stili di vita degli italiani

Link utili: Ministero della Salute, Fondazione Veronesi

Fonti principali: Istituto Superiore di Sanità, WHO, Bbc, Epicentro, Ministero della Salute

Visione di speranza

ARVO 2016 locandina


Le cellule staminali per cercare di rigenerare i tessuti oculari sono la grande speranza di cui si è parlato all’ARVO (Association for Research in Vision and Ophthalmology), che si è svolto dal primo al cinque maggio 2016 a Seattle (Usa). Si tratta del più grande evento mondiale annuale dedicato alla ricerca oftalmologica, che ogniProtesi retinica Argus II (foto: ARVO 2016) anno vede la partecipazione di migliaia di esperti.
Protesi retinica Argus II (foto: ARVO 2016)
In Quest’ultima edizione ha visto partecipanti provenire da 75 Paesi diversi (l’Europa si è attestata seconda dopo gli Stati Uniti).

Le malattie oculari si è discusso di più, in particolare sul piano della ricerca scientifica, sono il glaucoma e la cataratta, mentre le parti dell’occhio “analizzate” maggiormente durante i lavori sono state la retina e la superficie oculare (cornea).

La novità principale è stata probabilmente quella legata all’occhio bionico: in Gran Bretagna è stata testata una protesi retinica su quattro persone affette daRay, prima persona al mondo affetta da AMD secca con impianto Argus II (Foto web: Manchester Royal Eye Hospital) Ray, prima persona al mondo affetta da AMD secca con impianto Argus II (Foto web: Manchester Royal Eye Hospital)degenerazione maculare legata all’età, in particolare nella sua forma secca o atrofica (attualmente considerata incurabile). Uno di questi pazienti, hanno raccontato i ricercatori all’ARVO, ora è

“in grado di riconoscere i lineamenti dei visi e alcune caratteristiche del volto, ad esempio se la persona di fronte tenga la bocca aperta o chiusa”.

Il primo intervento e la relativa riabilitazione visiva erano in realtà già stati presentati lo scorso luglio dalla stessa struttura ospedaliera britannica (il Manchester Royal Eye Hospital), che per la prima volta al mondo ha impiantato l’occhio bionico – dopo un intervento chirurgico durato quattro ore – in un paziente affetto da AMD secca, un ottantenne di nome Ray.

I test consistono inizialmente nel guardare lo schermo di un computer e distinguere griglie a righe alterne (bianche e nere) orientate in modo diverso. “La capacità del paziente di identificare correttamente la direzione delle linee e la differenza – scrive l’ospedale oftalmico britannico – tra le linee diagonali e orizzontali dimostra che la protesi [retinica] Argus II offre una funzionalità visiva centrale che non esisteva prima dell’impianto”.