Studio Usa: quasi un caso d’infezione corneale su cinque culmina con danni oculari permanenti
Si utilizzano ormai comunemente e anche con eccessiva superficialità. Invece l’impiego delle lenti a contatto deve essere sempre accorto: non ci si deve addormentare con le lenti né bisogna portarle più del dovuto. Infatti si può essere colpiti da cheratiti, per cui bisogna prestare molta attenzione alle norme igieniche, ai tempi d’utilizzo e di disinfezione delle lenti stesse. Quasi in un caso su cinque d’infezione corneale – secondo un nuovo studio americano (CDC) – si hanno danni permanenti alla superficie oculare (19,8% dei casi).
I risultati
Negli Usa sono state studiate, dal 2005 al 2015, oltre mille persone a cui erano state diagnosticate infezioni corneali correlate all’impiego di lenti a contatto (generalmente errato).
Scrivono i Centers for Disease Control and Prevention:
In circa il 25% delle 1075 persone considerate sono stati descritti fattori [comportamentali] potenzialmente modificabili che potrebbero avere messo a rischio il paziente con infezioni corneali correlate all’impiego delle lenti a contatto, ad esempio dormire con le lenti oppure portarle più a lungo del periodo prescritto.
Occhio alla manutenzione

I numeri americani
Complessivamente solo negli Stati Uniti si calcola che 41 milioni di persone facciano uso di lenti a contatto. Secondo un sondaggio del 2014 oltre il 99% dei portatori adottava comportamenti impropri, aumentando così il rischio d’infezione oculare.
Leggi anche: 12 consigli per l’uso corretto delle lenti a contatto
Fonte: Centers for Disease Control and Prevention (Agenzia governativa statunitense)





Un cieco su 39 lo è a causa della
retinopatia diabetica. Secondo le cifre fornite da Diabetes Care sarebbero 4,5 milioni le persone che, nel mondo, sono state colpite da disabilità visiva a causa del diabete. Così concludono il loro articolo i ricercatori:




Occhio al pesce, proteggi i tuoi occhi. È già noto come le diete scorrette non premino la salute. Una dieta varia contribuisce, invece, a difendere la
dieta mediterranea –, sono state reclutate 3614 persone dai 55 agli 80 anni colpite da diabete alimentare. Infine sono stati resi disponibili i dati relativi a 3482 partecipanti, con un’età media di 67 anni, il 75 per cento dei quali ha dichiarato di assumere mediamente la quantità raccomandata di omega 3 (almeno 500 mg al dì per la prevenzione di disturbi cardiovascolari primari), di cui l’olio di pesce è particolarmente ricco. Si è quindi visto che tra questi virtuosi c’era stata una riduzione relativa dei rischi per la vista legati alla retinopatia diabetica del 48 per cento. 



Finalmente è legge un più ampio obbligo di accertamento diagnostico neonatale per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie: verranno ricercate già alla nascita una quarantina di patologie rare con una causa genetica che altera il metabolismo. In precedenza era invece obbligatorio cercarne solo tre: 






Respirando male l’apporto di ossigeno si riduce (ipossia); questo può provocare anche danni a livello del nervo ottico. Insomma, il glaucoma è sempre una malattia da tenere d’occhio da tutti… i punti di vista.














