Linee guida del Ministero della Salute: tre lesioni su quattro trattate in ospedale avvengono in casa, durante lo sport e il tempo libero
Casa, amara casa. La maggior parte dei traumi trattati al pronto soccorso si verificano – soprattutto tra i bambini – nell’ambiente domestico, quello che viene di solito considerato più sicuro. Se a questi aggiungiamo le lesioni che avvengono durante lo sport e il tempo libero si raggiunge una quota del 74% delle lesioni trattate in ospedale. Lo si legge nelle Linee guida intitolate “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile”, pubblicate nel sito del Ministero della Salute.
L’ambiente dove si verifica il maggior numero di incidenti tra i giovani fino a 14 anni è il salone, dove si concentrano il 28,5% degli incidenti nei maschi e il 38,4% nelle femmine. Nella stessa fascia di età gli incidenti sono legati in tre casi su quattro (74,6%) ad attività ludico-creative, mentre in un terzo dei casi non sono attribuibili a particolari comportamenti.
Occhio alla testa
Per quanto riguarda le regioni del corpo colpite, fino ai 5 anni di età il 57% degli incidenti causa danni alla testa. L’incidente più tipico per i bambini di questa fascia d’età è la caduta che, in più della metà dei casi, dà origine a un taglio o a una ferita e – in un caso su tre – ad altro tipo di trauma più o meno importante.
Le lesioni più frequenti sono contusioni, escoriazioni e lividi, localizzate soprattutto negli arti superiori e inferiori. Il 48,6% dei bambini infortunati è stato accompagnato in pronto soccorso, e per oltre il 22% di essi si è reso necessario un ricovero.
Tra gli adulti l’occhio è la terza parte del corpo (dopo mani e piedi) a subire traumi, di solito non gravi (approfondisci); tuttavia prevenirli non è affatto difficile, poiché bisogna solitamente far uso di occhiali o mascherine protettive il cui impiego è di solito sottovalutato.
Prevenire si può
L’Accademia Oftalmologica Americana (AAO) stima che, in particolare tra i bambini e i ragazzini, oltre il 90 per cento dei traumi oculari siano prevenibili facendo loro indossare occhiali protettivi adatti.
In uno studio specifico – in riferimento alle esposizioni ad agenti chimici – sono stati esaminati 46.303 casi di esposizione umana [[Settimi 2013]]. Per il 78% dei casi la circostanza è stata di tipo accidentale, principalmente legata a un accesso incontrollato da parte di un bambino o di un incapace (45%), compresa un’eventuale ingestione di farmaci.
Fonti: “La prevenzione degli incidenti domestici in età infantile”, Cruciani et al., “I traumi oculari contusivi e perforanti“, Oftalmologia Sociale (n. 3-2012)



La
I primi controlli oculistici sull’allergia sono stati effettuati in due momenti: a un quarto d’ora dall’applicazione delle lenti e a distanza di 12 ore. Il prurito oculare è stato valutato su una scala da 1 a 4. Rispetto alla somministrazione del collirio ci sarebbe il vantaggio che l’antistaminico verrebbe rilasciato nell’occhio in modo più diretto e costante.




Quindi la “colla” biologica sperimentale crea nuovi legami tra le fibre corneali mediante crosslinking: la superficie oculare può essere così “riparata” in seguito all’esposizione alla luce visibile, che reagisce chimicamente con i componenti del farmaco in fase di test.




Il numero dei casi assistiti nei centri di riabilitazione visiva è passato da 22.091 nel 2016 a 26.900 nel 2017, con un incremento che sfiora il 22%. Ciò segnala un aumento significativo della domanda, in particolare tra gli ultrasessantacinquenni. Infine i centri per la riabilitazione visiva degli adulti sono risultati essere in percentuale maggiore (46,6%) rispetto alla fascia di età compresa tra 0 e i 18 anni (23,3%).










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La prevalenza di cronici è in costante e progressiva crescita, con conseguente impegno di risorse sanitarie, economiche e sociali. L’aumento di questo fenomeno è connesso a differenti fattori: non solo l’invecchiamento della popolazione, ma anche al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, al mutamento delle condizioni economiche e sociali, agli stili di vita, all’ambiente e alle nuove terapie.
