Rapporto del Ministero della Salute: Lazio e Sicilia al top delle lamentele telefoniche, segue a distanza la Lombardia
Guardiamo alle liste d’attesa, soprattutto ai tempi per sottoporsi a una visita oculistica. Il Ministero della Salute ha pubblicato un rapporto sul livello di soddisfazione di chi chiama i Centri Unici di Prenotazione (CUP).
Su circa 6500 chiamate al numero 1500 [[Dati relativi al periodo 8 ottobre-31 dicembre 2018.]], le segnalazioni sui disservizi dei CUP in media sono pari al 6%, seppur con una forte disomogeneità: si va dal Lazio (24,1%) e la Sicilia (20,7%), per passare a Lombardia (12,1%), Sardegna (10,3%) e Toscana (6,9%) fino a Campania, Basilicata, Puglia e Marche (che si attestano al 5,2%).
La maggior parte dei cittadini – il 59% delle telefonate, età media 64 anni – si lamenta dei tempi. Le segnalazioni su un’attesa eccessiva rappresentano il 12% degli argomenti affrontati dai cittadini: Lazio 25,3%, Lombardia 10,5%, Campania 9,5%, Puglia 8,4%, Sicilia ed Emilia Romagna 7,4%.
Tra le prestazioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa risultano maggiormente problematiche le prenotazioni di una visita oculistica (11,35%), a cui segue l’ecografia dell’addome (7%), la mammografia e la colonscopia (6,8%), la visita cardiologica (5%) e quella neurologica (4,5%).
Se invece si considerano solo le prime visite allora quella oculistica slitta al terzo posto (7,1%), dopo colonscopia (11,9%) ed ecografia dell’addome (8,7%).
In conclusione il Ministero scrive nel suo Report:
Ad una prima analisi del contenuto delle conversazioni risulta significativa la percentuale di lamentele. […] Solo una piccola percentuale di cittadini che ha chiamato il 1500, ha riferito di accedere ai siti istituzionali, regionali, aziendali per informarsi ed ha riferito che le informazioni presenti sui siti web delle ASL non risultano complete, chiare ed efficaci.
[…] Se vengono prese in considerazione le segnalazioni per l’eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso, si osserva che provengono dalla regione Lazio (22,4%), prevalentemente da Roma e riguardano le ASL RM 2, RM 1 e Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. […] La Lombardia con il 11,2% delle segnalazioni che provengono prevalentemente dalla ATS della città metropolitana di Milano segue al secondo posto; la Campania con il 10% delle segnalazioni si colloca al terzo posto. […] Agli ultimi posti, con 0,5% delle segnalazioni sull’eccedenza dei tempi di erogazione delle prestazioni di primo accesso, risultano le regioni Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.
Fonte di riferimento: Ministero della Salute



Il campo si restringe: la ricerca dei geni “colpevoli” dell’












Mangiare in modo vario, poco salato, assumere meno grassi, ridurre il consumo di zuccheri e di alcol. Sono questi, in sintesi, i cinque consigli che l’OMS ha dispensato per il nuovo anno. Uno stile di vita sano, infatti, passa anche per una corretta alimentazione.
Quindi viene consigliato di sostituire il burro e il lardo con i più salutari oli di soia, colza, mais, cartamo, girasole, ecc. Inoltre viene suggerito di cucinare al vapore o di bollire i cibi invece di friggerli.



Se da un lato un consumo continuativo ed elevato di analcolici non zuccherati si è rivelato associato in modo indipendente alla maggiore probabilità che i diabetici fossero colpiti da retinopatia diabetica proliferante, per un altro verso “il consumo regolare di soft drinks non è risultato associato a RD [=retinopatia diabetica] o a EMD [=edema maculare diabetico]”.




La salute e gli stili di vita hanno conquistato il primo posto tra gli italiani: lo attesta una classifica pubblicata dall’ISTAT contenuta nel nuovo Rapporto intitolato BES 2018, presentato a Roma il 18 dicembre, in cui vengono considerati dodici indicatori relativi al benessere. Seguono – in ordine d’importanza – l’istruzione e la formazione, la sicurezza personale, il lavoro e la sua qualità, l’ambiente e la sua tutela, il sentirsi soddisfatti della propria vita. Si trovano, invece, all’ultimo posto la politica e le istituzioni pubbliche.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (2016) l’Italia è al primo posto nella graduatoria europea per la speranza di vita alla nascita dei maschi (81 anni) mentre per le donne, con 85,6 anni, è preceduta di poco da Spagna e Francia.
In merito alla adeguata alimentazione, si riduce lievemente la percentuale di persone che consumano porzioni giornaliere adeguate di frutta e verdura (19,2%). Il livello comunque è in linea con quello della media degli ultimi anni (19%). 



È stato presentato il 7 dicembre a Roma il 52° Rapporto del Censis. Quando l’accesso alla sanità è difficile genera costi aggiuntivi, con la crescente sensazione di disuguaglianze e ingiustizie [[accompagnato da un crescente risentimento o rabbia]]. Troppo di rado il medico specialista è fonte d’informazione sanitaria: solo in 18 casi su 100.
Il 73,4% degli italiani si è detto convinto che sia possibile curarsi da soli quando sono colpiti da lievi disturbi (con un incremento del 9,3% rispetto al 2007). Il 56,5% ritiene che sia possibile curarsi autonomamente perché ognuno conosce i propri piccoli disturbi e le risposte adeguate, il 16,9% perché è il modo più rapido. Nonostante la crescita del web (28%), i principali canali informativi degli italiani rimangono il medico di medicina generale (53,5%), il farmacista (32,2%) e il medico specialista (17,7%). 




