Come vedrò dopo l’intervento di cataratta?

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In Spagna esiste un casco virtuale che consente di simulare il risultato dopo l’impianto delle lentine

casco_virtuale-simulatore_postcataratta-credit_foto_yaiza_gonzalez_csic_communication.jpgUn casco virtuale per simulare il risultato dopo l’intervento di cataratta: lo ha studiato il Centro nazionale di ricerche spagnolo (il CSIC), pubblicando poi un lavoro scientifico su Scientific Reports.

Uno degli interrogativi più frequenti tra chi si deve sottoporre alla chirurgia della cataratta è naturalmente: come ci vedrò dopo? In Spagna c’è la possibilità di simulare il risultato di un impianto di lentina trifocale, che offre tre punti di fuoco: da lontano, alla media distanza (ad esempio per lavorare al computer) e da vicino (come per la lettura di un libro).

Chi, ad esempio, fosse contemporaneamente miope e presbite avrebbe bisogno di ottimizzare la visione a varie distanze. Ora questo simulatore visivo binoculare è stato esaminato attentamente: gli autori della ricerca hanno confrontato le prestazioni del casco virtuale con i risultati reali dell’impianto dei cristallini artificiali. “In generale abbiamo riscontrato una buona corrispondenza tra le performance delle diverse messe a fuoco”, hanno concluso i ricercatori.

Fonti: Spanish National Research Council (CSIC), Scientific Reports

Primo webinar sulla prevenzione per insegnanti

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La campagna “Apri gli Occhi!” coinvolge le primarie e l’ultimo anno scuole dell’infanzia: il 5 febbraio il prof. Filippo Cruciani ha tenuto un corso online

apri_occhi-nuova_copertina-web-ok.jpgLa prevenzione entra nelle classi attraverso il web. Il progetto didattico gratuito “Apri gli Occhi!” dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus si svolge – all’insegna del divertimento intelligente – nelle scuole primarie e all’ultimo anno delle scuole dell’infanzia. Questa nuova edizione si avvale di una ricca piattaforma multimediale.

Martedì 5 febbraio 2019 gli insegnanti e i dirigenti didattici iscritti hanno seguito in diretta su internet il primo webinar a loro riservato: lo ha tenuto il prof. Filippo Cruciani, già Direttore facente funzione della Clinica Oculistica dell’Università Sapienza di Roma-Policlinico Umberto I nonché consulente del Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva.

Come gli insegnanti coinvolgono gli alunni

Gli allievi dai 5 agli 11 anni possono maturare una buona conoscenza dei problemi che possono insorgere, capendo l’importanza della visita oculistica nonché imparando le buone prassi igieniche e comportamentali.

Mediante un coinvolgente strumento multimediale, il Concorso Triva e divertenti giochi educativi adeguati, i bambini possono apprendere tramite la teoria e la pratica, cimentandosi per esempio in semplici test visivi, per poter riconoscere eventuali disturbi da segnalare in famiglia (è però sempre importante consultare periodicamente un oculista). Tra l’altro è stato messo a punto un Living Book: si può passare dagli esercizi d’illusione ottica alla partecipazione al concorso che scadrà il 30 aprile 2019. Il tutto è possibile per le classi dei docenti iscritti.

Link utile: progetto “Apri gli Occhi!

Fonte principale: CivicaMente

Usa, sperimentate staminali contro l’AMD secca

Fotorecettori collocati su cellule rigenerate dell'epitelio pigmentato retinico (staminali riprogrammate derivate da cellule amatiche) (Cortesia del National Eye Institute, Usa)

Prevenuta la cecità rigenerando l’epitelio pigmentato retinico di cavie animali, ora i test sull’uomo

Fotorecettori collocati su cellule rigenerate dell'epitelio pigmentato retinico (staminali riprogrammate derivate da cellule amatiche) (Cortesia del National Eye Institute, Usa)
Fotorecettori collocati su cellule rigenerate dell’epitelio pigmentato retinico (staminali riprogrammate derivate da cellule amatiche) (Cortesia del National Eye Institute, Usa)
Le staminali ottenute riprogrammando geneticamente le cellule del sangue potrebbero – in linea di principio – essere una soluzione contro l’AMD secca, malattia che colpisce il “cuore” della retina, causando cecità centrale. Un’ampia équipe americana – che fa capo al National Eye Institute – avrebbe testato con successo su cavie animali la rigenerazione dell’epitelio pigmentato retinico (EPR), tessuto oculare la cui integrità è essenziale per il buon funzionamento dei fotorecettori che supporta.

Per eseguire i test è stato effettuato un prelievo di sangue umano e le cellule ematiche sono state “ringiovanite” sino allo stadio di staminali: sono diventate cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) che, opportunamente fatte sviluppare in cellule nervose, sono state poi collocate su una sorta di “cerotto” biodegradabile utilizzato per rigenerare la retina.

Immagine al microscopio elettronico del cerotto a supporto delle staminali riprogrammate (cortesia Dr. Kapil Bharti)
Immagine al microscopio elettronico del cerotto a supporto delle staminali riprogrammate (cortesia Dr. Kapil Bharti)
Gli studi d’imaging hanno confermato che queste cellule prodotte in laboratorio si erano integrate correttamente nella retina animale una decina di settimane dopo l’innesto e hanno consentito di evitare la cecità.

Sulla rivista Translational Medicine si legge online:

Il trapianto dei cerotti EPR in modelli di degenerazione retinica su roditori e maiali ha mostrato effetti terapeutici. Gli autori suggeriscono che il processo di produzione illustrato potrebbe accelerare lo sviluppo di terapie più sicure con cellule staminali derivate da iPSC.

L’AMD secca ovvero atrofica o a carta geografica è considerata oggi incurabile: è la forma più comune di degenerazione maculare legata all’età (80-85% dei casi) ed è la prima causa di perdita della vista nei Paesi sviluppati. Colpisce soprattutto gli anziani che hanno una predisposizione genetica e può essere favorita da una serie di fattori esterni (fumo, prolungata esposizione degli occhi ai raggi solari senza occhiali scuri, ecc.). I ricercatori l’hanno simulata nel modello animale ricorrendo a un laser per danneggiare l’epitelio pigmentato retinico degli animali, riuscendo poi a rigenerarlo.

Ora si attendo i risultati della sperimentazione umana. Tra i possibili rischi dell’impiego di staminali c’è, tuttavia, anche quello d’indurre potenzialmente un tumore. Però se i test sugli esseri umani avranno successo si sarà trovata per la prima volta una strada per prevenire la cecità nei malati di AMD secca.

Nel 2018 il Moorfields Eye Hospital di Londra ha ottenuto risultati incoraggianti su persone affette da AMD umida (essudativa) ricorrendo, invece, a cellule embrionali (sperimentazione clinica di fase 1 [[da Cruz L, Fynes K, Georgiadis O, Kerby J, Luo YH, Ahmado A, Vernon A, Daniels JT, Nommiste B, Hasan SM, Gooljar SB, Carr AF, Vugler A, Ramsden CM, Bictash M, Fenster M, Steer J, Harbinson T, Wilbrey A, Tufail A, Feng G, Whitlock M, Robson AG, Holder GE, Sagoo MS, Loudon PT, Whiting P, Coffey PJ, “Phase 1 clinical study of an embryonic stem cell-derived retinal pigment epithelium patch in age-related macular degeneration”, Nat Biotechnol. 2018 Apr;36(4):328-337. doi: 10.1038/nbt.4114. Epub 2018 Mar 19]]).

Fonti: Translational Medicine, National Eye Institute

Anno nuovo, dieta nuova

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I 5 consigli dell’OMS: uno stile alimentare sano è importante per la nostra salute

lettera_a-frutta_e_verdure.jpgMangiare in modo vario, poco salato, assumere meno grassi, ridurre il consumo di zuccheri e di alcol. Sono questi, in sintesi, i cinque consigli che l’OMS ha dispensato per il nuovo anno. Uno stile di vita sano, infatti, passa anche per una corretta alimentazione.

Più nel dettaglio l’Organizzazione Mondiale della Sanità scrive nel suo sito ufficiale:
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  • bisogna assumere diversi tipi di alimenti come, ad esempio, grano, mais, riso e patate assieme a legumi; mangiare molta frutta fresca e verdure nonché prodotti animali e i loro derivati (latte, pesce, ecc.). Cercare, laddove possibile, di mangiare integrale (il consumo di fibre può allungare la vita). Per merenda assumere preferibilmente frutta e verdure non lavorate piuttosto che alimenti zuccherini, grassi o ricchi di sale;
  • un eccesso di sale può aumentare la pressione arteriosa, un fattore di rischio di molte malattie. La maggior parte delle persone nel mondo consuma mediamente il doppio del limite indicato dall’OMS ossia 5 grammi al dì (un cucchiaino al giorno).
  • abbiamo bisogno dei grassi ma, specialmente se sono del tipo sbagliato (ad esempio quelli animali), possono accrescere il rischio d’obesità, di malattie cardiache e ictus. L’OMS scrive in proposito:

I grassi trans prodotti industrialmente sono i più rischiosi per la salute. Si è visto che una dieta con un alto contenuto di questo tipo di grassi aumenta il rischio di patologie cardiache di quasi il 30%.

olio_oliva-160pix.jpgQuindi viene consigliato di sostituire il burro e il lardo con i più salutari oli di soia, colza, mais, cartamo, girasole, ecc. Inoltre viene suggerito di cucinare al vapore o di bollire i cibi invece di friggerli.

  • Un eccesso di zuccheri nella dieta non nuoce solo ai denti, ma può favorire anche l’aumento di peso fino all’obesità, che a sua volta può provocare gravi problemi di salute compresi quelli cronici. Su questo punto l’OMS consiglia di

    limitare l’assunzione di dolci e bevande zuccherate come bibite gassate, succhi di frutta, acque con aggiunta di aromi, bevande energetiche e per lo sport, tè e caffè pronti e bevande al latte aromatizzate.

Si consiglia sempre di privilegiare l’assunzione di cibi freschi rispetto a quelli elaborati.

  • l’abuso di alcol va sempre evitato; ma l’OMS va oltre, scrivendo che “consumare meno alcol è sempre meglio per la salute e non berne affatto va perfettamente bene”.

Inoltre, l’Agenzia ONU per la salute spiega:

Non dovresti bere alcolici se sei incinta o stai allattando; se guidi, utilizzi macchinari o intraprendi altre attività che comportano rischi connessi; se hai problemi di salute che possono essere peggiorati dall’alcol; se stai assumendo medicinali che interagiscono direttamente con l’alcol; se hai difficoltà a controllarti quando bevi.

Fonte: WHO

Diabetici, occhio alle bibite dietetiche

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Secondo un recente studio gli analcolici con edulcoranti potrebbero favorire, nelle persone con diabete, la retinopatia diabetica proliferante

lattine-no_logo-wb.jpg“Consumare oltre quattro lattine (più di 1,5 litri) di bibite analcoliche dietetiche la settimana è associato, nei diabetici, a un rischio oltre due volte più alto di avere una RDP” ossia una retinopatia diabetica proliferante: è la conclusione a cui è pervenuto uno studio scientifico pubblicato su Clinical and Experimental Ophthalmology[[ Fenwick EK, Gan AT, Man RE, Sabanayagam C, Gupta P, Khoo K, Aravindhan A, Wong TY, Lamoureux EL, “Diet soft drink is associated with increased odds of proliferative diabetic retinopathy”, Clin Exp Ophthalmol. 2018 Sep;46(7):767-776. doi: 10.1111/ceo.13154. Epub 2018 Feb 23]].

Lo studio è stato condotto per un anno dall’università australiana di Melbourne (Centre for Eye Research Australia, Royal Victorian Eye and Ear Hospital) e da altri centri di ricerca a Singapore [[Singapore Eye Research Institute (SERI), Singapore National Eye Centre,3Duke-National University of Singapore Medical School and National University of Singapore, Yong Loo Lin School of Medicine, Singapore]]. In tutto hanno partecipato 609 persone, la cui età media era di 64,6 anni, con diabete di tipo 2 (87,5%) ossia quello alimentare e in maggioranza donne (65,5% circa). [[230 persone (37,8%) non avevano retinopatia diabetica, mentre 36 persone (5,9%), 154 (25,3%) e 28 (4,6%) soffrivano rispettivamente di una forma lieve non proliferante (RDNP), moderata o grave e, infine, 146 (il 24%) presentavano retinopatia diabetica proliferante.]]

I consumi delle bevande sono stati valutati esclusivamente mediante questionari compilati dai partecipanti, mentre i prelievi di sangue per studiare l’andamento della glicemia e gli altri esami clinici sono stati effettuati presso i centri specializzati che hanno condotto lo studio.

bottiglie_bibite_analcoliche-part.-160_pxls.jpgSe da un lato un consumo continuativo ed elevato di analcolici non zuccherati si è rivelato associato in modo indipendente alla maggiore probabilità che i diabetici fossero colpiti da retinopatia diabetica proliferante, per un altro verso “il consumo regolare di soft drinks non è risultato associato a RD [=retinopatia diabetica] o a EMD [=edema maculare diabetico]”.

Comunque sia, se i risultati saranno confermati da ulteriori ricerche i diabetici dovranno prestare più attenzione non solo alle bibite analcoliche zuccherate, ma anche a quelle in cui sono contenuti edulcoranti.

Il rischio più che doppio di essere colpiti da una retinopatia diabetica proliferante curiosamente è risultato indipendente dalla durata del diabete e da altri fattori di rischio tradizionalmente indicati per questa malattia.

Fonte: Clinical and Experimental Ophthalmology

Individuati 261 nuovi geni della cecità

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Utilizzati topolini transgenici in cui sono stati disattivati selettivamente singoli geni

cavia_laboratorio_topolino_web.jpgSe un tempo c’erano i cercatori d’oro, oggi esistono i cercatori di geni. C’è, infatti, un grande consorzio internazionale – a cui partecipa anche il CNR italiano – che si dedica a comprendere la correlazione tra il genoma e le malattie ereditarie. Per ora ha individuato nei topi di laboratorio 261 “nuovi” geni – sui 347 considerati – come concausa di patologie oculari che provocano cecità.

I ricercatori hanno provato a spegnere diversi “interruttori” del codice della vita per constatarne gli effetti: nei topolini geneticamente modificati sono stati selettivamente disattivati una serie di geni osservando poi come la salute di questi mammiferi mutasse.

I risultati di questa vasta ricerca, pubblicata su Communications Biology (Nature), sono interessanti soprattutto in prospettiva: mirando a stabilire con esattezza la funzione di ciascun gene delle cavie animali, in futuro si potranno trattare più efficacemente una serie di patologie genetiche che oggi non hanno ancora una cura, andando a “correggere” in modo mirato anche negli esseri umani i geni “difettosi”.

Gli autori spiegano:

Questa scoperta aumenta notevolmente il numero attuale di geni noti che contribuiscono alle malattie oculari ed è probabile che, per molti di questi geni, verrà in seguito dimostrata l’importanza per lo sviluppo oculare e le patologie oftalmiche. [[International Mouse Phenotyping Consortium et al., “Identification of genes required for eye development by high-throughput screening of mouse knockouts”, Commun Biol. 2018 Dec 21;1:236. doi: 10.1038/s42003-018-0226-0. eCollection 2018]].

Fonte: Communications Biology

Per gli italiani la salute prima di tutto

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L’ISTAT: Italia al primo posto per speranza di vita alla nascita degli uomini. I più istruiti fanno spesso più prevenzione

gmv-gazebo_persone_in_fila_a_torino-controllo_pressione_oculare-web.jpgLa salute e gli stili di vita hanno conquistato il primo posto tra gli italiani: lo attesta una classifica pubblicata dall’ISTAT contenuta nel nuovo Rapporto intitolato BES 2018, presentato a Roma il 18 dicembre, in cui vengono considerati dodici indicatori relativi al benessere. Seguono – in ordine d’importanza – l’istruzione e la formazione, la sicurezza personale, il lavoro e la sua qualità, l’ambiente e la sua tutela, il sentirsi soddisfatti della propria vita. Si trovano, invece, all’ultimo posto la politica e le istituzioni pubbliche.

Più speranza di vita

jogging-mare-web.jpgSecondo gli ultimi dati Istat disponibili (2016) l’Italia è al primo posto nella graduatoria europea per la speranza di vita alla nascita dei maschi (81 anni) mentre per le donne, con 85,6 anni, è preceduta di poco da Spagna e Francia.

Italiani meno seduti

Continua a ridursi la sedentarietà anche nel 2017: la percentuale di persone che non praticano alcuna attività fisica nel tempo libero è passata dal 39,4% al 37,9% (persone di 14 anni e più). La flessione è maggiore nel Mezzogiorno che, tuttavia, continua a presentare un’incidenza di sedentari significativamente superiore a quella del Nord [[+22,2% punti percentuali]].

La sedentarietà e l’eccesso di peso sono fattori di rischio che spesso si cumulano, con possibili ripercussioni sfavorevoli sulle condizioni di salute: nel 2017 un maggiorenne su 5 è sia in eccesso di peso sia sedentario e la percentuale arriva quasi al 30% nel Mezzogiorno (contro il 15% nel Nord).

Frutta e verdura

verdura-verde-cavolo-foto_freedigitalphotos_net.jpgIn merito alla adeguata alimentazione, si riduce lievemente la percentuale di persone che consumano porzioni giornaliere adeguate di frutta e verdura (19,2%). Il livello comunque è in linea con quello della media degli ultimi anni (19%).

Stabili il fumo e in consumo di alcol

Negli ultimi quattro anni rimangono stabili sia l’abitudine al fumo sia il consumo a rischio di alcol (rispettivamente 19,9% e 16,7% delle persone di 14 anni e più nel 2017). Entrambi questi comportamenti sono più diffusi tra gli uomini, e interessano circa il 25% delle persone di 14 anni e più per entrambi gli indicatori, rispetto al 15,4% di fumatrici e al 9,3% di donne che hanno abitudini rischiose nel consumo di alcol.

Più istruzione, più prevenzione

Il possesso di un elevato titolo di studio rappresenta un fattore protettivo per la salute, e, in particolare, per la prevenzione primaria. Il ruolo attribuito all’istruzione risulta particolarmente significativo e in aumento rispetto agli altri domini, in coerenza con gli indicatori Bes che mostrano nel periodo considerato un quadro piuttosto positivo in termini di partecipazione e un aumento dei livelli di istruzione.

Fonte: ISTAT

Censis: come gli italiani vivono la sanità

Censis edificio

Il nuovo rapporto sulla situazione del Paese: sette italiani su dieci pensano di poter curare da soli i piccoli disturbi

rapporto_annuale_censis-52o-logo-photospipa56e5c742a90c65cd9aebc6c0a6ba2c7.jpgÈ stato presentato il 7 dicembre a Roma il 52° Rapporto del Censis. Quando l’accesso alla sanità è difficile genera costi aggiuntivi, con la crescente sensazione di disuguaglianze e ingiustizie [[accompagnato da un crescente risentimento o rabbia]]. Troppo di rado il medico specialista è fonte d’informazione sanitaria: solo in 18 casi su 100.

Più della metà degli italiani (54,7%) ritiene che in Italia le persone non abbiano ovunque le stesse opportunità di diagnosi e cure. [[Lo pensa il 58,3% dei residenti al Nord-Est, il 53,9% al Sud, il 54,1% al Centro e il 53,3% al Nord-Ovest.]] Emblematici sono i dati sul grado di soddisfazione rispetto al Servizio sanitario della propria Regione: il valore medio nazionale del 62,3% oscilla tra il 77% al Nord-Ovest, il 79,4% al Nord-Est, il 61,8% al Centro e il 40,6% al Sud e nelle isole.

Cresce il fai-da-te: più fiducia nel web rispetto ai medici specialisti

Nella tutela della salute e nel rapporto con la sanità è sempre più diffuso il principio del fai-da-te, nel solco del sapere esperto. Sono 49,4 milioni le persone che soffrono di piccoli disturbi che condizionano la funzionalità e la qualità della loro vita quotidiana.

farmaci-blister_vuoto_compresse_sfondo_rosso-photospipd127bb29d74153df6aca4b300bac5ab1.jpgIl 73,4% degli italiani si è detto convinto che sia possibile curarsi da soli quando sono colpiti da lievi disturbi (con un incremento del 9,3% rispetto al 2007). Il 56,5% ritiene che sia possibile curarsi autonomamente perché ognuno conosce i propri piccoli disturbi e le risposte adeguate, il 16,9% perché è il modo più rapido. Nonostante la crescita del web (28%), i principali canali informativi degli italiani rimangono il medico di medicina generale (53,5%), il farmacista (32,2%) e il medico specialista (17,7%).

Uno dei terreni su cui maggiormente si esprime l’autoregolazione della salute è quello del ricorso a farmaci da automedicazione: infatti, è la maggioranza degli italiani a curarsi con questi. Le conseguenze per la qualità della vita delle persone e per la funzionalità dei lavoratori sono rilevanti. Sono 17,6 milioni gli italiani che l’ultima volta che hanno avuto un piccolo disturbo hanno preso un farmaco da banco: una scelta che si è rivelata decisiva perché hanno potuto continuare a svolgere le attività che altrimenti avrebbero dovuto lasciare.

Fonte di riferimento: Censis

Il futuro dell’assistenza visto dal Ministero della Salute

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L’Atto d’indirizzo del 2019: prevenzione, universalismo delle cure, più collaborazione Stato-Regioni

ministero_della__salute-sede_rm_eur-prsn-500pixels.jpgUn sistema sanitario di ottimo livello che presenta alcuni aspetti critici. È questo il quadro italiano che emerge dal nuovo Atto d’indirizzo del Ministero della Salute 2019, in cui si spiega l’importanza della prevenzione, di un accesso universale alle cure e di una maggiore collaborazione tra Stato e Regioni del Belpaese.

Il Dicastero della Salute scrive:

Il sistema sanitario presenta un buon rapporto costi/efficacia, tant’è che la speranza di vita in Italia è rimasta costantemente al di sopra della media dell’Unione Europea e i tassi di mortalità evitabile sono tra i più bassi […]. Malgrado questo risultato lusinghiero si registra un elevato fabbisogno di cure mediche insoddisfatto, atteso che emergono realtà inerenti a fasce di popolazione, in evidente stato di disagio economico, che guardano, con maggior speranza, ad un reale e concreto universalismo, al fine di evitare il rinvio o l’abbandono delle cure.

Bisogna sempre promuovere la salute: l’interesse preminente da tutelare – sottolinea il documento ufficiale – deve essere quello dei cittadini, ai quali dovrà essere assicurata, nella massima trasparenza, ogni notizia e informazione utile.

Fonte principale: Ministero della Salute

Giornata Mondiale della Disabilità

Disabile motorio ministero Welfare

Si è celebrata il 3 dicembre con l’ONU: i ciechi e gli ipovedenti sono 285 milioni nel mondo

logo_giornata_internazionale_disabili-3_dicembre_2018.jpgAlmeno un individuo su dieci nel mondo è disabile: si tratta complessivamente di 650 milioni di persone. Solo i ciechi e gli ipovedenti sono 285 milioni [[in un rapporto di oltre uno a sei, pari a 39 milioni di non vedenti e 246 milioni d’ipovedenti (stime WHO 2010)]].

Lo si è ricordato il 3 dicembre, quando si è celebrata la Giornata Mondiale della Disabilità: è stata proclamata dall’ONU nel 1981 per promuovere i diritti e il benessere dei portatori di handicap. Per l’occasione sono stati organizzati eventi e conferenze in molte città del mondo, tra cui New York (nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite).

Anche se le politiche d’integrazione sono più diffuse che in passato soprattutto nei Paesi sviluppati, siamo tuttavia ancora lontani dal raggiungere una reale parità nell’accesso a tutti i servizi.

A Trento al museo della scienza si entra gratis dopo le due

Il 3 dicembre 2018 il Museo delle Scienze di Trento ha offerto l’ingresso gratuito dalle 14 alle 18. Infatti il MUSE – scrive la struttura – è diventato una “vetrina delle buone pratiche di inclusione e coesione sociale che gli enti e le associazioni di settore promuovono quotidianamente. Dai laboratori creativi alle micro conferenze, dal bar al buio ai percorsi bendati o in carrozzina, i partecipanti potranno vivere numerose esperienze per rendere la diversità parte della normalità, mettendo al centro la dignità e il valore della persona”.

Tra gli eventi della giornata – costellata da incontri e conferenze – segnaliamo “Abitare: storie di vita e autonomia possibile”, oltre all’attore comico Checco Zalone, col suo dialogo “Noi come supereroi. La normalità è sopravvalutata” (leggi il programma della giornata).
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Con l’occasione l’IRIFOR del Trentino ha messo a disposizione il suo bar al buio: si tratta di un tir attrezzato dove vengono serviti caffè e altre bevande nell’oscurità completa; avendo difficoltà a orientarsi o perdendo il senso dell’orientamento ci si avvicina al mondo dei non vedenti.

Fonti principali: OMS, Irifor, Muse