Progettare ‘alla cieca’

Architetto Pereire

Architetto PereireProgettare ‘alla
cieca’ Un architetto non vedente
portoghese presenterà dopodomani un lavoro all’Expo di Saragozza

4 settembre – L’architettura è davvero senza
frontiere anche per quanto concerne la disabilità. Il 6 settembre Carlos Mouríĺő£o
Pereira, un architetto cieco, presenterà a Saragozza un suo progetto di una
piscina sul mare, in occasione dell’Expo di Saragozza in corso in Spagna. Si
tratta di una struttura che sfrutta l’acqua marina ed è stata pensata per la
provincia di Livorno (Rosignano Solvay).

Inoltre sabato prossimo si terrà una conferenza sulle strutture balneari naturali, presso il padiglione
portoghese, dove verranno presentati anche lavori
realizzati o progettati per la
Slovenia, lo stesso Portogallo e la Svizzera (2007-8).
L’architetto , che insegna presso l’università di Lisbona e ha lavorato
a Genova col collega Renzo Piano, ha perso la vista nel 2006.

Per vedere il video clicca qui.Link
utile: disabili Expo Saragozza.

Miopia infantile, studiata sostanza per rallentarla

Bambino sulla spiaggia

Bambino sulla spiaggia Miopia infantile, studiata
sostanza per rallentarla La ricerca è stata condotta
dalla University of Oklahoma per due anni

3 settembre 2008 – Bambini meno miopi grazie a un
farmaco? Secondo un nuovo studio condotto dalla University of Oklahoma è
possibile rallentare la progressione del vizio refrattivo ricorrendo a un gel
oftalmico sperimentale.

Dopo un anno di applicazioni del gel, il cui principio
attivo è una sostanza chiamata ‘pirenzepina’, la progressione della miopia è
risultata essere significativamente inferiore nei bambini.

Lo studio è stato condotto su 84 bambini per due anni: 53
sono stati trattati col farmaco, mentre 31 con un gel oftalmico inefficace
(placebo). Alla fine del biennio la miopia è aumentata di 0,58 diottrie nei
piccoli trattati, mentre negli altri è cresciuta quasi di una diottria. Tutti i
partecipantiBambina con occhiali avevano, all’inizio dello studio, una lieve miopia (due diottrie
di media).

L’impiego di pirenzepina – farmaco usato anche contro
l’ulcera gastrica – è stato nella maggior parte dei casi ben tollerato. però
l’11 per cento dei bambini ha dovuto sospendere le cure a causa di
un’irritazione oculare; inoltre è stata riscontrata una lieve dilatazione delle
pupille. Ulteriori ricerche saranno necessarie per capire come agisce questa
sostanza: rimane ad esempio il dubbio su quali siano gli effetti a lungo
termine e si sta cercando di minimizzare gli effetti collaterali.

La miopia è la principale causa di riduzione dell’acuità
visiva a livello mondiale; colpisce, solo negli Stati Uniti, almeno il 25%
degli adulti. ù causata da un allungamento del bulbo oculare: le immagini, dopo
essere passate attraverso la cornea e il cristallino, non cadono più a fuoco
sulla retina ma davanti ad essa, per cui si rende necessaria una correzione
mediante lenti o laser.

Sono stati condotti diversi studi sulla pirenzepina: già quattro
anni fa in articolo pubblicato su un’autorevole rivista (
Archives of Ophthalmol 2004;122:1667-1674) veniva riscontrato come la pirenzepina rallentasse l’evoluzione
della miopia nei bambini in età scolare (8-12 anni).

Referenza originale: Journal of American Association for Pediatric
Ophthalmology and Strabismus

Fonte: Eureka Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus
.
Nota: per variare la dimensione dei caratteri
premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- o alla rotellina del mouse.

Miglior vista con vita più sana

Ricercatrice britannica (Brigham Young University)

Ricercatrice britannica (Brigham Young University) Miglior vista con vita più sana Secondo uno studio britannico si può ridurre il rischio di cecità causato da Amd 3 settembre 2008 – Si può ridurre il rischio di cecità causato da Amd grazie a una dieta sana e all’assunzione di antiossidanti. La malattia oculare, detta anche degenerazione maculare legata all’età, può colpire la retina a partire dai 50 anni; l’importanza di un corretto stile di vita per contrastare il suo insorgere non è una semplice supposizione, ma ha un solido fondamento scientifico. Lo conferma una ricerca britannica condotta da due università: la Brigham Young University e la Cornell. Durante lo studio è stato messo in luce un legame tra due processi che coinvolgono la retina e contribuiscono allo sviluppo dell’AMD. In particolare è stato osservato che gli antiossidanti spezzano tale legame e allungano la vita dei fotorecettori e delle altre cellule retiniche. Senza l’assunzione di tali sostanze – contenute ad esempio nella frutta e nella verdura – si accumulano dei ‘materiali di scarto’ (come la lipofuscina) che riducono l’efficienza cellulare a seguito di una ridotta produzione di energia da parte dei mitocondri (organelli cellulari simili a piccole centrali energetiche). In ogni caso per prevenire l’AMD – al di là dell’eventuale assunzione di integratori alimentari – è fondamentale privilegiare una dieta povera di grassi e ricca di verdure (soprattutto a foglia verde), mangiare molto pesce, noci e mandorle. Inoltre va tenuto sotto controllo il peso corporeo, la pressione sanguigna e il colesterolo. Infine non bisogna fumare: il tabacco può nuocere gravemente alla vista.

Fonte: Brigham Young University Referenza originale: J. Biol. Chem., Vol. 283, Issue 36, 24770-24780, September 2008

Scoperta mutazione genetica contro AMD

Dna rotante

Dna rotanteScoperta mutazione genetica contro degenerazione
maculare secca Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The New England Journal of Medicine

2
settembre 2008

Una mutazione genetica proteggerebbe dalla forma secca della degenerazione
maculare legata all’età (AMD), la forma più comune della
malattia oculare (85% dei casi), che colpisce la zona centrale della retina dopo i 50 anni e
può provocare cecità.

Lo
dimostra uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine che
ha individuato, infatti, un rapporto con la mutazione di un recettore del
sistema immunitario (chiamato TLR3). Secondo la ricerca l’attivazione di
quest’ultimo gene provoca la morte di cellule specializzate della retina; ma
chi ha sviluppato una mutazione genetica che inibisce il recettore avrebbe una
probabilità di ammalarsi di AMD secca cinque volte inferiore al normale.

Dunque
questa ricerca apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci che potranno
bloccare l’azione del TLR3. Attualmente, infatti, i medicinali disponibili –
detti intravitreali – consentono di curare la forma umida della malattia, che
rappresenta circa il 15% dei casi e ha un’evoluzione più rapida.

Fonte: Eureka

Cervello da ciechi

Cervello da ciechi

Cervello da ciechiCervello da ciechi Chi perde la vista
migliora le capacità tattili e uditive: lo attesta uno studio israeliano

1 settembre 2008 – Chi perde la vista migliora le
sue capacità tattili e uditive. Questa verità intuitiva è stata
scientificamente dimostrata da uno studio israeliano recentemente pubblicato
sulla rivista on-line PLOS One:
quando è privato della vista, il cervello, essendo plastico,
riesce a potenziare
altri sensi. Tali
cambiamenti avvengono nella corteccia cerebrale – l’area deputata alla visione
si trova nella parte posteriore della testa ovvero nel lobo occipitale – e sono,
comunque, rapidamente reversibili.

Hanno partecipato allo studio 47 persone, seguendo un corso intensivo
di apprendimento del Braille, l’alfabeto tattile per non vedenti. Circa metà
del gruppo è stato privato della vista artificialmente 24 ore al d“: già dopo
cinque giorni riusciva a lavorare sull’alfabeto Braille meglio degli altriLettura braille vedenti
(i cui occhi venivano coperti solo durante il test). Una volta levate le bende
a chi era stato sempre al buio si è notato, già dopo un solo giorno, un
peggioramento nelle capacità di lettura del Braille. Tutti i partecipanti dello
studio sono stati sottoposti a una serie di ‘fotografié cerebrali grazie alla
risonanza magnetica funzionale all’inizio dell’esperimento e dopo cinque
giorni.

“La
capacità del cervello di riorganizzarsi è molto maggiore di quanto si credesse
in precedenza – spiega Alvaro Pascual-Leone, direttore del Berenson-Allen
Center e Non vedente con cane guidaprofessore di neurologia presso l’università di Harvard -. Nei
nostri
studi abbiamo dimostrato che persino in un adulto il sistema visivo, che si è
sviluppato normalmente, viene utilizzato rapidamente per fini tattili in
risposta alla deprivazione della vista. La velocità e la natura dinamica dei
cambiamenti osservati suggeriscono che, piuttosto che creare delle connessioni
nervose (che richiedono tempo), la corteccia visiva rivela capacità di solito
celate quando la vista è intatta”.

“In
un certo senso, coprendo gli occhi – commenta Lotfi Marabut, altro autore dello
studio scientifico – scopriamo il potenziale compensatorio del cervello”.
Naturalmente, tuttavia, è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite
oculistiche onde poter prevenire o curare tempestivamente eventuali malattie
che possono causare cecità.

Fonti: Beth
Israel Deaconess Medical Center
, PLOS One. Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus
.
Nota: per variare la dimensione dei caratteri
premere il tasto Ctrl assieme ai tasti +/- o alla rotellina del mouse.

UE, il futuro dei dati sanitari è digitale

Bandiere Ue

Bandiere UEUE, il futuro dei dati sanitari è digitale Verso un accordo tra 12 Paesi europei, aderirà anche l’Italia 22 agosto 2008 – I dati sulla nostra salute
potranno essere consultabili col computer grazie a un accordo che dovrebbe
essere firmato il 22 settembre. Se non ci saranno ritardi, quel giorno dieci
Paesi dell’Unione europea – tra cui Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svezia e
Germania – aderiranno a un progetto che prevede la creazione di una banca sanitaria
digitale.
Andrete in vacanza in un altro Paese dell’Ue? Se malauguratamente
vi ammalerete potrete autorizzare il medico di turno a consultare la vostra
cartella clinica digitale grazie a una carta magnetica che dovrete tenere con
voi (vedi tessera sanitaria). Il sistema andrà a regime entro il 2015, sarà gestito
dalla Svezia e seguirà probabilmente il modello della Spagna, che già dispone
di un archivio medico digitalizzato. All’Italia spetterà il compito di
realizzareInternauta sistemi informatici di sicurezza, di sviluppare siti pilota e di
verificare la trasmissione dei dati tra le strutture sanitarie pubbliche e i
singoli medici.

Tuttavia, fino ad oggi sono solo dieci regioni italiane che si
sono impegnate a realizzare il sistema, cofinanziato per metà dall’Unione
europea; tra l’altro si trovano tutte nel Centro-Nord e mancano all’appello grandi
regioni come il Piemonte, il Lazio e le Marche. Un’altra pecca è che fino ad
oggi solo la Lombardia
ha organizzato un sistema informatico a livello regionale che riguarda la
salute, mentre la Toscana
è già a buon punto: ha digitalizzato la diagnostica per immagini (Tac, lastre,
ecc.).

Il cittadino europeo dovrebbe ottenere un doppio vantaggio:
non solo il medico di uno Stato Ue che ha aderito al progetto potrà accedere ai
dati personali relativi alla sua salute, ma potrà anche consultare l’elenco dei
farmaci acquistati: sarà più semplice ottenere una prescrizione simile a quella
ricevuta nel proprio Stato di residenza. Persino il farmacista potrà accedere
alla sua storia clinica ma solo se sarà autorizzato dal cittadino.

Vedi anche: Primo soccorso europeo per cure mediche

Fonte: La
Repubblica

Usa, bastoni bianchi gratuiti per disabili visivi

Cieco con accompagnatore

Cieco con accompagnatoreUsa, bastoni bianchi gratuiti per disabili visivi Iniziativa annunciata dalla Federazione nazionale ciechi statunitense 22 agosto 2008 – Un bastone bianco
gratuito per tutti i disabili visivi. L’iniziativa è stata annunciata dalla
Federazione nazionale ciechi d’Oltreoceano: lo strumento sarà distribuito ai
non vedenti e agli ipovedenti che risiedono negli Stati Uniti e a Puerto Rico (isola caraibica americana).
In tal modo potranno muoversi meglio ed essere più autonomi.

La lunga bacchetta bianca è uno strumento utile a
ciechi e ipovedenti, in quanto consente di rimanere attivi, di muoversi agilmente,
raggiungere facilmente luoghi di studio o di lavoro
.

Negli Stati Uniti vivono 1,3 milioni di
ciechi legalmente riconosciuti, ma si stima che solo 109.000 usino lo stick bianco; da qui la
decisione filantropica della Federazione nazionale ciechi statunitense. In
Italia i non vedenti sonoIl pipistrello Bat, mascotte della campagna Apri gli Occhi che si tiene nelle scuole. I pipistrelli usano gli ultrasuoni per orientarsi circa 362.000 (Istat), mentre si ritiene che gli
ipovedenti siano approssimativamente un milione e mezzo; anche loro potrebbero trarre vantaggio dallo strumento.

Il tradizionale bastone bianco non è però l’ultima tecnologia:
esistono ormai lunghe asticelle ad ultrasuoni che hanno un piccolo radar incorporato
che aiuta ad orientarsi (il metodo è simile a quello sfruttato dai pipistrelli,
che emettono onde e valutano il tempo di ritorno dell’eco). Il bastone ad
ultrasuoni, infatti, traduce in segnali sonori la distanza a cui si trovano gli
ostacoli, aiutando ad evitarli.

Per informazioni sul bastone bianco tradizionale clicca qui.Per i centri di
riabilitazione in Italia clicca qui.

Fonte: Federazione nazionale
ciechi Usa

Impiantato minitelescopio in occhio di 92enne

minitelescopio

Minitelescopio Impiantato minitelescopio in occhio di 92enne Affetta da degenerazione maculare legata all’età, è stata operata a Piacenza Se la fortuna è cieca l’età potrebbe non esserlo. Soprattutto quando le tecnologie si evolvono sempre più, fino al punto da poter operare una 92enne introducendo un minitelescopio nel suo occhio. È avvenuto nell’estate del 2008 a Piacenza, presso il Centro di ipovisione dell’unità operativa di Oculistica dell’ospedale cittadino. Grazie a un intervento chirurgico all’avanguardia, un’anziana cittadina ha potuto rimediare parzialmente ai danni dovuti alla degenerazione maculare legata all’età, malattia che ha danneggiato la zona centrale della retina rendendola ipovedente. Quindi sarebbe riuscita a riacquistare circa due decimi. In sostanza, invece di un monocolo esterno (che un tempo si usava a teatro) ne è stato impiegato uno moltoOperazione chirurgica piccolo che consente di sfruttare le parti sane della retina. Sebbene la tecnologia sia relativamente recente, è stata progressivamente perfezionata anche in Italia; tuttavia richiede un addestramento specifico dopo l’operazione e prevede l’utilizzo di un software per imparare a vedere in un altro modo (sfruttando la zona centrale non danneggiata e quella paracentrale). “Il nostro obiettivo – spiega Paolo Arvedi, medico oculista dell’ospedale di Piacenza – è quello di utilizzare la tecnica su altri pazienti. La selezione dei possibili candidati, però, è piuttosto forte: per effettuare l’intervento chirurgico occorre infatti preparare il paziente con un trattamento di sei settimane. Anche dopo l’impianto, la riabilitazione è lunga e impegnativa: la persona deve imparare a utilizzare la nuova visione con l’aiuto di esercizi”. “Tra i pazienti ipovedenti – chiarisce Fabrizio Giuseppetti, responsabile del Centro di ipovisione – una buona percentuale è rappresentata da coloro che soffrono di una degenerazione maculare. La patologia, che colpisce la zona centrale della retina (la macula), presenta un andamento progressivo e può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale. Per questi pazienti finora non si è potuto fare molto e si sono concentrati gli sforzi soprattutto in campo medico nel tentativo di mantenere il più possibile integre le aree retiniche residue”. “Il nuovo sistema, che abbiamo sperimentato con successo a Piacenza, permette invece – spiega il medico oculista – di inserire chirurgicamente nell’occhio due lenti di polimetacrilato di circa un millimetro, davanti e dietro all’iride. In questo modo si riesce ad ingrandire e deviare l’immagine riproducendo un telescopio galileiano intraoculare, con potenziali indubbi vantaggi per il paziente. Va comunque sottolineato che tale tecnica non è estendibile a tutti gli ipovedenti e che l’ intervento si affianca a tutte le altre strategie di riabilitazione visiva ”.

Fonti principali: Libertà, Azienda unità sanitaria locale di Piacenza.

Pagina pubblicata il 20 agosto 2008.

Ultima modifica: 17 febbraio 2015

Quando i numeri parlano

Calcolatrice

CalcolatriceQuando i numeri parlano Una calcolatrice con sintetizzatore vocale incorporato viene distribuita dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti 20 agosto 2008 – I numeri possono parlare, almeno quando
la calcolatrice è provvista di sintetizzatore vocale. Questo mese ne è stata
annunciata la distribuzione in Italia dal Centro Nazionale Tiflotecnico
dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti.

In questo caso si tratta di un dispositivo poco ingombrante,
di 15 centimetri
di lunghezza, piuttosto sofisticato: anche se non si tratta di una calcolatrice
scientifica, consente ai ciechi di effettuare operazioni di una certa
complessità. Invece gli ipovedenti possono optare per le calcolatrici giganti,
che sono dotate di grandi tasti e un display
su cui compaiono numeri molto leggibili (in questo caso, però, gli apparecchi
sono generalmente muti).

Degno di nota è il fatto che la calcolatrice parlante – che
funziona anche come orologio, calendario e sveglia – possa essere impiegata per
elevare a potenza, calcolare interessi composti e per convertire volume,
valuta, lunghezza, peso e temperatura: il tutto viene comunicato nell’idioma di
Dante. Si può regolare il volume e si possono inserire le cuffie (opzionali); c’è
anche la possibilità di scaricare aggiornamenti software. Non si tratta però dell’unico
dispositivo oggi disponibile nel nostro Paese: se ne possono trovare all’asta su
e-Bay o si possono procurare attraverso altri canali.

La prerogativa della parola ‘sintetica’ non appartiene naturalmente
solo alle calcolatrici: a parte i computer – cheAnche lo sfigmomanometro può parlare hanno i software più disparati
per la lettura dello schermo -, esistono anche gli
orologi da polso, il metro e vari apparecchi per la salute parlanti: dal
termometro allo sfigmomanometro (per misurare la pressione sanguigna), passando
per il glicemometro (che rileva la quantità di zuccheri nel sangue). Esiste finanche
– per i non vedenti che assumono medicinali liquidi – il contagocce
elettronico. Infine, degno di menzione è il riconoscitore di colori: i modelli
più sofisticati riescono persino a distinguere lievi sfumature e a
verbalizzarle.

Fonte: UICI

Olio di pesce contro la degenerazione maculare senile

Una dieta a base di pesce può aiutare a prevenire la degenerazione maculare senile. Foto: photofreebank

Una dieta a base di pesce può aiutare a prevenire la degenerazione maculare senile. Foto: photofreebankOlio di pesce contro la degenerazione maculare senile Secondo uno studio britannico può proteggere la vista

19 agosto 2008 – L’olio di pesce può
ridurre la probabilità di ammalarsi di degenerazione maculare senile (AMD), la
principale causa di cecità e ipovisione in Occidente e la terza a livello
mondiale. Un nuovo studio pubblicato questo mese dall’American Journal of
Clinical Nutrition
conferma che lo
stile di vita – a partire dalla dieta – è importante per prevenire una malattia
che, colpendo il centro della retina responsabile della visione frontale
(macula), è fortemente invalidante.

Secondo
questo studio britannico – finanziato principalmente dalla Commissione europea –
chi assume olio di pesce almeno una volta alla settimana ha il 50% di
probabilità in meno di contrarre la forma umida dell’AMD, quellaRetina affetta da AMD umida meno comune
(circa il 15% dei casi) ma più pericolosa, rispetto a chi l’assume
saltuariamente. Infatti questa malattia della retina, se non curata
tempestivamente, può provocare cecità: nel centro del campo visivo si verifica una distorsione del campo visivo che può degenerare in veri e propri buchi al centro del campo visivo (vedi test di Amsler).

“Questo
è il primo studio – sostiene Astrid Fletcher, professoressa di Epidemiologia
alla London School of Hygiene & Tropical Medicine – in cui gli europei
dimostrano un beneficio sull’AMD umida che deriva dall’assunzione di olio di pesce,
in linea con i risultati ottenuti negli Usa e in Australia”. La docente
conclude mettendo in evidenza che si ottengono benefici con una dieta
contenente, ad esempio, il salmone, il tonno o lo sgombro (che contengono acidi
grassi polinsaturi chiamati omega 3).

perché il
pesce possa mantenere inalterate le sue proprietà benefiche, è opportuno
cucinarlo al forno, in umido o Più attività fisica può voler dire più salutealla
griglia
. Altre

Fonti di omega 3 sono i cereali, le noci, i legumi e
l’olio di lino. Un’efficace attività di
prevenzione deve comunque concentrarsi innanzitutto su una dieta equilibrata e
uno stile di vita corretto, a partire dall’eliminazione dei fattori di rischio

(principalmente fumo, obesità e assenza di esercizio fisico).

La società
occidentale è maggiormente esposta a varie malattie rispetto alle popolazioni
orientali: il consumo di pesce due-tre volte alla settimana è quindi
fondamentale. “I composti
farmacologici a base di omega 3 – scrive la dott.ssa Alessandra Mallarino –
possono rappresentare un aiuto soprattutto nei casi in cui l’alimentazione è
particolarmente deficitaria, ma in linea di massima è possibile dire che,
attraverso una dieta di tipo mediterraneo, caratterizzata dalla presenza di
frutta, verdura, pesce, olio extravergine di oliva ecc., la

Fonte di vitamine,
sali minerali, proteine nobili e ovviamente omega 3 è assicurata”. Tuttavia
questo studio britannico non si è concentrato sugli effetti dei complementi
alimentari.

Fonti: Eurekalert, Benessere.