Massaggiare alla cieca

Massaggiare alla ciecaCorte Costituzionale sudcoreana: solo i non vedenti possono praticare la
massoterapia

3 novembre 2008 – Se la fortuna è cieca anche il lavoro può esserlo. Nella
Corea del Sud la
Corte Costituzionale ha ribadito la legittimità della legge –
risalente a quasi un secolo fa – che permette ai soli non vedenti di praticare
ufficialmente il mestiere di massaggiatore.
La Corte era
stata chiamata a deliberare sulla questione, che da tempo vede contrapposti i
professionisti non vedenti (oltre settemila) agli altri massoterapeuti senza
licenza(poco meno del triplo), i quali controbattono
però che l’attuale legislazione limita la libertà di scelta professionale.
La legge in vigore risale al 1912, quando – durante l’occupazione nipponica
della penisola coreana – fu stabilita come forma di garanzia sociale per
l’inserimento nel mondo del lavoro e il sostentamento dei non vedenti. Un modo per propugnare uno Stato
sociale e assistenziale
ante litteram, contrastando al contempo eventuali tentazioni legate
al mondo della vista.

Fonte: Swissinfo.ch

Edema maculare diabetico, testata l’efficacia del cortisone

Edema maculare diabetico, testata l’efficacia
del cortisone Con l’Oct e la microperimetria si
può monitorare efficacemente l’evoluzione della malattia

3 novembre 2008 – Il cortisone è molto efficace
nel breve periodo contro un rigonfiamento della retina
(detto “edema maculare”, che può colpire chi è affetto da retinopatia
diabetica
). Un’_quipe dell’Università Sapienza
di Roma lo ha verificato ricorrendo a due strumenti su 20 pazienti colpiti dal diabete da molto tempo: l’Oct (tomografia a coerenza ottica, che funziona come
una tac) e il microperimetro (che analizza la sensibilità retinica della macula,
la zona della retina deputata alla visione centrale). Se non si interviene per tempo l’edema maculare può causare la perdita della vista.

Le iniezioni praticate nel corpo vitreo, tuttavia, non
sono prive di complicazioni a breve e a lungo termine. A fini di ricerca,
infatti, il farmaco è stato utilizzato in una modalità non indicata dalla causa
farmaceutica;
questo tipo di impiego, quindi, deve essere riservato solo a determinati casi,
previa autorizzazione di un comitato scientifico universitario.

“Nella ricerca – afferma l’oculista Pier Luigi Grenga, uno
degli autori dello studio pubblicato su Retina
– abbiamo valutato l’efficacia terapeutica delle iniezioni intravitreali di un
cortisonico (triamcinolone) in pazienti affetti da edema maculare diabetico cronico
ricorrendo all’Oct e al microperimetro, strumenti che si sono rivelati efficaci
(come dimostrato da altri studi). Siamo arrivati alla conclusione che il
farmaco ha un’efficacia limitata nel tempo: raggiunge il massimo effetto entro
i primi tre mesi, per poi perdere efficacia col passare del tempo. In sostanza –
conclude il ricercatore – nell’arco di sei mesi può essere necessario eseguire
una nuova iniezione per ottenere una nuova riduzione dello spessore maculare e,
quindi, migliorare la sensibilità della retina”.

Referenza: EFFICACY OF INTRAVITREAL TRIAMCINOLONE ACETONIDE IN LONG STANDING
DIABETIC MACULAR EDEMA: A Microperimetry and Optical Coherence Tomography Study
di Grenga, Pierluigi; Lupo, Stefano;
Domenico, Daniela; Vingolo, Enzo Maria,
Retina.
28(9):1270-1275, October 2008
Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
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La retina a congresso

La retina a
congresso Oggi si tiene a Roma
un appuntamento nazionale sulla diagnostica

31 ottobre 2008 – La retina è la “regina” del
congresso nazionale in programma oggi a Roma. Diversi esperti fanno il punto
sulla diagnostica delle malattie che la colpiscono le quali, per essere
individuate, necessitano di tecnologie sofisticate e in rapida evoluzione.

Si parlerà, tra l’altro, di degenerazione maculare legata
all’età (Amd): è una patologia che colpisce il
centro della retina, la macula, ed è considerata la principale causa di cecità
in Occidente; è responsabile del 7,1% dei casi di perdita della vista nel mondo
(dato dell’Organizzazione mondiale della sanità). Attualmente solo la forma
detta ‘umida’, considerata la più grave, si può bloccare o rallentare grazie ad
iniezioni praticate nel bulbo oculare (detteVisita oculistica ad anziana ‘intravitreali’).

Previsti, inoltre, interventi sull’edema maculare
diabetico (vedi retinopatia diabetica), sulle
vasculopatie retiniche (che colpiscono i vasi, ad esempio ostruendoli) e sulle
malattie infiammatorie.

Il congresso è un appuntamento annuale riservato ai medici
oculisti e agli altri esperti del settore, che si tiene presso la Pontificia universitas urbaniana. Quest’anno
l’ospite d’onore è il Prof. Frank Holz, direttore della clinica oculistica
dell’Università di Bonn.

Fonti: Società
italiana della retina
, Oms

Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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Imparare come leggono ciechi e ipovedenti

Libro stampato in caratteri grandi (large print) e in Braille

Libro stampato in caratteri grandi (large print) e in BrailleProdurre testi per ciechi e ipovedenti
La Biblioteca Italiana
per i Ciechi ha aperto le porte fino al 31 ottobre a Monza

30 ottobre 2008 – Cos’è il large
print
usato dagli ipovedenti? Come si stampa un testo in Braille? Per
soddisfare queste e altre domande la Biblioteca Italiana
per i Ciechi “Regina Margherita”, con sede a Monza, ha aperto i battenti al
grande pubblicoLettura tattile Braille (dal 27 al 31 ottobre).

Gli
ipovedenti – ossia le persone che hanno da uno a tre decimi – possono ricorrere
a libri stampati in caratteri molto grandi. Il Braille, invece, è il celebre
alfabeto tattile inventato dall’omonimo genio francese: consta di punti in
rilievo, al massimo sei (disposti su due colonne), che rappresentano le lettere.

A questa ghiotta
occasione, che ha preso il via il 27 ottobre, è stato associato un seminario
che si è tenuto ieri sul “Valore culturale
del libro. Verso un formato
accessibile e fruibile per i non vedenti. Problemi, esperienze e
prospettive”. Si è discusso di accessibilità e fruibilità dei contenuti
informativi Avv. Giuseppe Castronovononché dei testi scolastici. Tra i relatori è da annoverare il
Presidente nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti,
Tommaso Daniele. Al seminario ha partecipato, tra gli altri, il Presidente
della IAPB Italia onlus, avv. Giuseppe Castronovo, che tra l’altro presiede una
stamperia braille a Catania.

“Il Braille rimane ancora – ha affermato in
precedenza l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale
per la prevenzione della cecità nonché presidente della stamperia braille
catanese – nel XXI secolo il metodo
universale
che facilita e aiuta i ciechi nel campo dell’istruzione,
dell’informazione, della cultura e della società: nonostante l’avanzamento
tecnologico è uno strumento fondamentale. Per un bambino cieco del Togo –
conclude l’avv. Castronovo – il Braille è come il Nilo che, inondando le terre
vicine, le fertilizza e le arricchisce; infatti, dà la possibilità al non
vedente di istruirsi”.

Fonte: Biblioteca Regina Margherita di Monza Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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La cornea più longeva ha 123 anni

cornea

CorneaLa cornea più
longeva ha 123 anni Un norvegese
ottantenne venne sottoposto a un trapianto corneale

29 ottobre 2008 – Gli occhi non sono necessariamente
uno specchio dell’età. Un uomo norvegese, infatti, ha una cornea di 123 anni mentre lui ne ha
‘solamenté 80. Il ‘miracolo’ ha origine in un trapianto avvenuto mezzo secolo
fa da una persona nata nel 1885. Tuttavia la vistacornea artificiale al computer del norvegese, secondo
quanto lui dichiara, non è più molto buona.

Inizialmente i medici si aspettavano che la cornea – la
superficie oculare trasparente in corrispondenza dell’iride – sarebbe durata
solamente cinque anni. Allora non si usava trapiantare cornee di persone
decedute, come invece sarebbe accaduto in seguito. I primi trapianti risalgono
agli anni ’20 del secolo scorso. La trasparenza e l’integrità della cornea è
fondamentale per una buona visione: è considerata una sorta di lente esterna,
mentre il cristallino è la lente interna
al bulbo oculare.

Fonti di riferimento: Newscientist,
Reuters.

Oms, occhio alle malattie letali

Oms, occhio alle malattie letali Pubblicato un nuovo rapporto: il continente più a rischio è l’Africa 28 ottobre 2008 – Come si evolverà la salute
mondiale fino al 2030? L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha risposto
con la pubblicazione di un nuovo rapporto, che si concentra in particolare
sulle prime dieci cause di morte nonché sulle 130 malattie che minacciano la
salute planetaria.

In Africa si verificano nove decessi su dieci di bambini
colpiti da malaria, il 90% delle morti sono causate dall’Aids, ma anche la metà
dei decessi mondiali da polmonite e malattie diarroiche. Nella stesso
continente si concentrano anche, secondo un’altra

Fonte Oms, il 17% delle
persone che soffrono di una grave disabilità visiva (pari a circa 7.650.000). Tuttavia sono stati registrati anche dei passi avanti: la frequenza del tracoma, ad esempio, si è andata riducendo e oggi causa cecità in misura del 2,7% sul totale delle patologie e degli errori refrattivi non corretti. L’incidenza dei non vedenti nel mondo viene indicata in
una percentuale pari approssimativamente
allo 0,6%. Tra le malattie oculari
più frequenti e invalidanti l’Oms cita la cataratta non operata (causa di cecità
nel 39,1% dei casi), il glaucoma (10,1%) e le degenerazioni
maculari
(7,1%), ma indica anche i vizi
refrattivi non corretti (18,2%, tra cui gravi miopie).

Tra le minacce principale della salute ci sono le malattie cardiovascolari e l’ictus; ma anche il tumore
ai polmoni e la bronchite o l’asma sono particolarmente pericolose, preceduti però – nei Paesi benestanti – dall’infarto.

Depresso (sagoma)“La depressione – spiega il rapporto dell’Oms – è la causa
principale di anni persi… e la sua incidenza è più elevata nelle donne che
negli uomini del 50%”. La dipendenza dall’alcol e il suo abuso sono da
annoverare tra le
principali dieci cause invalidanti nel mondo.

I dati raccolti e pubblicati risalgono al 2004 (che abbiamo integrato con dati del 2007). Tuttavia
sono state effettuate delle proiezioni per il 2008, il 2015 e, appunto, il
2030.

Vedi anche: attività internazionali della IAPB Italia onlus

Fonte: Oms Numero
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Occhio agli occhialini

Piscina

PiscinaOcchio agli
occhialini Secondo uno studio
franco-australiano quelli da piscina possono aumentare la pressione oculare

27
ottobre 2008

Occhio agli occhialini. Infatti chi già soffre di una pressione intraoculare
elevata, se ad esempio soffre di glaucoma, potrebbe avere problemi: in
un nuovo studio condotto dall’Università dell’Australia occidentale e
dall’Istituto oculistico di Lione si sostiene che potrebbero innalzare
la pressione.

Il
metodo utilizzato è semplice: sono stati praticati dei fori in tredici tipi diOcchialini da piscina
occhialini diversi, in modo da riuscire ad usare un apparecchio chiamato
“tonometro ad applanazione” (che richiede il contatto con la cornea).
La pressione oculare è stata misurata prima di mettere gli occhialini, due
minuti dopo l’applicazione e 20 minuti dopo averli tolti.

La pressione è aumentata mediamente di 4,5 mm
Hg (millimetri di mercurio) durante l’applicazione degli occhialini. In linea
di massima più piccoli erano e più è aumentato il valore.
Lo
studio, pubblicato sull’autorevole British Journal of Opthalmology, giunge alla seguente conclusione: “Queste misure non sono state prese mentre si nuotava, ma suggeriscono che
alcuni occhialini possono aumentare la pressione intraoculare”.

Department
of Physiology and Pharmacology, Centre for Ophthalmology and Visual Science,
Lions Eye Institute, University
of Western Australia.

Fonte originale: Br
J Ophthalmol.
2008 Sep;92(9):1218-21. Epub 2008 Jul 11

Ipovisione e informatica all’Umberto I di Roma

Policlinico Umberto I

Policlinico Umberto I“Ipovisione e informatica” a Roma, seminario all’Umberto I Se ne è discusso il 24 ottobre presso la clinica universitaria della Sapienza

“Ipovisione e
informatica”: è questo il titolo del seminario che si è tenuto il 24 ottobre a
Roma . Promosso dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della
cecità-IAPB Italia onlus e dalla sua struttura per ipovedenti ospitata dal
Policlinico Agostino Gemelli (Polo Nazionale
per la
Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva
degli Ipovedenti)
, ha avuto principalmente
l’obiettivo di aggiornare il
personale medico e gli altri addetti ai lavori. Si è svolto nell’Aula Magna del
Dipartimento di Scienze
Oftalmologiche-Università Sapienza diretto dal Prof. Corrado Balacco Gabrieli, che ha moderato gli interventi nella mattinata, sottolineando tra l’altro l’importanza della prevenzione e del controllo dei valori ematici di glicemia, ipertensione, ecc. che – se troppo elevati – possono avere effetti irreversibili a livello oculare (si prenda, ad esempio, una malattia come il diabete).

Il Polo Nazionale Ipovisione ha inteso coagulare le diverse competenze che si trovano nelle differenti realtà territoriali per individuare le best practices, per esplorare nuove strade di ricerca e per migliorare le tecnologie assistive. In questo modo ha svolto un ruolo di catalizzatore e di promotore del confronto, attivando positive sinergie che possano migliorare la vita di chi ha un visus moltoAvv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus ridotto. Il seminario ha ricevuto una notevole attenzione da parte degli operatori della riabilitazione visiva: si è fatto
il punto sullo
stato dell’arte dell’informatica per gli ipovedenti, sulle
opportunità offerte dai software, sulle
modalità di utilizzo e sulle novità, concentrandosi
sulle prospettive a livello medico e
tecnologico.

“Vogliamo
essere un punto di riferimento nella nostra bella e vecchia Europa nella
riabilitazione visiva – ha affermato l’avv. Giuseppe Castronovo, presidente
della IAPB Italia onlus, riferendosi al Polo Nazionale Ipovisione al Gemelli -. Questo per migliorare la qualità della vita e per
dare una maggiore autonomia ai minorati della vista”.

Dunque –
ha proseguito l’avv. Castronovo – “noi possiamo diventare come gliProf. Filippo Cruciani Usa, la Svezia e la Norvegia: possiamo essere
al primo posto per il benessere degli ipovedenti”.
Tra le relazioni più significative c’è stata quella del Prof. Filippo Cruciani, docente presso il Dipartimento di Oftalmologia dell’Università Sapienza di Roma: “Non esiste disabilità che non possa essere riabilitata” ha dichiarato ottimisticamente in apertura del suo intervento, che si è concentrato sulle potenzialità offerte dall’informatica e su come venga percepita la riabilitazione. Per scaricare il programma completo del seminario clicca
qui
.

Il nostro amico robot

Robot chirurgo

Robot chirurgoIl nostro amico robot L’Italia è seconda al mondo dopo gli Usa nella chirurgia robotica 24 ottobre 2008 – L’Italia può essere
all’avanguardia nelle nuove tecnologie mediche: è il caso della chirurgia
robotica, per la quale siamo secondi al mondo. Lo scorso anno sono stati, infatti, 1.585 i casi
trattati
con queste tecnologie avveniristiche in una trentina di ospedali.

A detenere il primato mondiale sono naturalmente gli Stati
Uniti che, su 719 sistemi installati nel mondo, ne hanno 545 (contro i 119 in Europa). L’Italia è
prima nel Vecchio continente: supera persino la Francia (18 ospedali con
un robot in sala operatoria), Germania (13) e Regno Unito (9). La chirurgia
robotica consente al medico di praticare un intervento chirurgico manovrando, a
distanza, un robot. ù una tecnica entrata in uso nell’ultimo
decennio e rappresenta un’evoluzione della chirurgia laparoscopica, che rende
possibile interventi chirurgici all’addome e al torace grazie a piccoli fori
cutanei.

Rispetto alla chirurgia tradizionale, però, quella
robotica presenta alcune differenze importanti. Ilumanoide chirurgo è distante
fisicamente dal campo operatorio e siede a una consolle, dotata di un monitor
che proietta immagini 3D, dalla quale comanda il movimento dei bracci robotici.
A questi vengono fissati i vari ferri chirurgici miniaturizzati (come pinze,
forbici, dissettori) che un’_quipe presente al tavolo operatorio provvede a
introdurre nella cavità sede dell’intervento.
L’impiego del robot ha il
vantaggio di consentire una visione tridimensionale con un’immagine più ferma e
di rendere le manovre più precise: gli strumenti chirurgici sono articolati
alla estremità del braccio robotico che resta più lontano dal corpo del
paziente rispetto a quanto sia possibile manualmente. Tuttavia ci possono essere dei problemi legati a una minore immediatezza rispetto all’intervento col bisturi tradizionale.

Forse un giorno si arriverà ad avere anche un robot che
eseguirà l’intervento laser per eliminare o ridurre i vizi refrattivi:
l’operazione, che consiste nel modellare la superficie oculare, è già altamente
tecnologica perché con i macchinari si decide quanta cornea asportare per poter modificare la traiettoria dei raggi luminosi.

Fonte: DoctornewsNumero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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Alla ricerca dello star bene

Alla ricerca dello
star bene
Censis: un
corretto stile di vita è considerato meno importante, ma aumentano le
preoccupazioni per fattori ambientali e genetici

Cosa vuol dire star bene
secondo gli italiani? A dare una risposta ha tentato il Censis, presentando nei
giorni scorsi uno studio molto accurato. Secondo il 27,6% degli italiani stare bene
vuol dire “ő‚sentirsi in forma, essere in grado di svolgere le normali attività“őé
(-7,9% rispetto alla precedente indagine del 1998). A crescere nell’ultimo
decennio è stato il consenso alla definizione di stato di salute come “ő‚assenza
di malattie“őé, fatta propria da quasi il 22% degli intervistati, con un balzo di
quasi 10 punti percentuali.

Naturalmente non contano solo gli stili di vita salutari, ma
anche ambiente e fattori ereditari. Cosa conta di più per il proprio benessere? Le campagne martellanti contro il fumo e altri comportamenti nocivi per la salute sembrano aver ridotto i propri effetti. Eppure ci sembra il caso di sottolineare come il
tabacco possa provocare dei danni anche a livello oculare: aumenta ad esempio
la possibilità di contrarre l’Amd, una malattia degenerativa che può colpire il
centro della retina degli anziani.

Tuttavia diminuisce la quota di italiani che individuano
nelle abitudini e nello stile di vita del soggetto i fattori che promuovono la
buona salute (-21,6% rispetto al 1998). Al contrario cresce in modo
significativo il richiamo alle condizioni ambientali (indicate dal 22,2% degli
intervistati, +10% rispetto al 1998), segno evidente di un’accresciuta
sensibilità ecologica, e ai fattori ereditari (8,9%, con un aumento del 6%),
anche grazie a una sempre maggiore attenzione – da parte della divulgazione
scientifica – riservata al Dna (a livello oculare c’è, ad esempio, la
retinopatia diabetica ad essere di origine ereditaria, ma anche malattie come
il glaucoma sembrano avere una matrice genetica).

Gli italiani dichiarano di seguire, nella stragrande
maggioranza dei casi, le prescrizioni dei medici per quanto concerne i farmaci. Nonostante
crescenti capacità critiche che talvolta rasentano lo scetticismo, la fiducia
nella classe medica è ancora alta. In caso di malattia grave è oltre il 90% a
rispettare le prescrizioni delle dosi e della durata della cura (percentuale
aumentata di oltre 10 punti rispetto al 1998), anche per le malattie lievi la
quota di coloro che seguono alla lettera le prescrizioni mediche è salita dal
38% a oltre il 54% degli intervistati.

Il ruolo riconosciuto ai
farmaci nel passato è di aver contribuito in maniera decisiva alla sconfitta
delle malattie mortali (lo pensa il 54% degli italiani, +14% rispetto al 2002).
L’80% ritiene che hanno contribuito molto alla possibilità di convivere con le
patologie croniche (percentuale aumentata di quasi 26 punti), il 76% riconosce
ai farmaci un merito sostanziale nel miglioramento della qualità della vita
(+15,7%). Complessivamente, nonostante la grande abbondanza di nuovi rimedi sul
mercato, sappiamo usare i farmaci meglio dei nostri genitori. Questo anche
grazie a una maggiore capacità di raccogliere informazioni utili.

Fonte originale: Censis