Chirurghi, verso curricula e punteggi on-line

Ministro Renato Brunetta

Ministro Renato BrunettaChirurghi, verso
curricula e punteggi on-line Lo ha annunciato il Ministro per la Pubblica amministrazione
Renato Brunetta a Radio Radicale

Rendere
pubblici attraverso internet i curricula e i punteggi professionali dei
chirurghi. ù quanto ha intenzione di fare il Ministro per la Pubblica amministrazione
e l’Innovazione Renato Brunetta a partire dal 2009, come ha spiegato intervenendo a Radio
Radicale.

“Se io devo farmi operare – ha osservato il Ministro – debbo poter
sapere se quel chirurgo che miOperazione chirurgica deve operare è un macellaio o è un genio oppure
una persona efficiente di qualità. Mi leggo tutto sullo yogurt, sul succo di
frutta o sull’ultimo telefonino e non so se quello che mette le mani su di me
per operarmi è uno bravo o uno non bravo, quanti ne ha ammazzati o quanti ne ha
salvati? Questa è una follia. Io voglio – ha annunciato il ministro – pubblicare
gli score professionali nella sanità, così come per i professori, i maestri, i
funzionari”.

Fonte di riferimento: ansa.it

Più salute e longevità con dieta mediterranea

Broccoletti

Broccoletti Più salute con dieta
mediterranea Secondo una nuova ricerca riduce
la mortalità del 9%

15 settembre 2008 – I segreti della longevità
possono celarsi nella tradizione. Una nuova ricerca conferma
quanto è facilmente intuibile: con la dieta mediterranea si vive più a lungo e
tendenzialmente in salute.

Lo studio, condotto da ricercatori fiorentini, è stato pubblicato
sul British Medical Journal; passa in
rassegna 12 studi dal 1966 a
giugno 2008, per un totale di oltre un milione e mezzo di pazienti.
La ricerca conclude che – se si segue la celebre dieta mediterranea – la mortalità complessiva si riduce (-9%) e, in particolare, quella causata da malattie
cardiovascolari (-9%) e dal cancro (-6%). Inoltre diminuisce l’incidenza del morbo di
Parkinson e della malattia di Alzheimer (-13%). Sono molte le malattie croniche che diventano meno frequenti quando si mangiano regolarmente verdura, frutta, cereali e pesce, specialmente se accompagnati da una quantità moderata di vino rosso.

La dieta mediterranea è considerata importante anche per
la salute oculare, innanzitutto per la prevenzione della degenerazione maculare
legata all’età (Amd), una malattia che può
provocare cecità centrale a causa di gravi danni alla retina. Generalmente si manifesta
con una distorsione progressiva delle immagini, tanto che uno dei test cruciali
è quello di Amsler, una griglia di linee perpendicolari tra loro (vedi Testa la tua vista). Questa malattia
può essere prevenuta con un regime alimentare corretto, grazie all’assunzione di verdure a foglie
verde, pesce, noci e mandorle; è comunque importante smettere di fumare e
seguire una dieta povera di grassi. Insomma: uno stile di vita corretto, che passa attraverso la tavola, migliora e allunga la vita!
Vedi anche: Carta dei diritti del paziente maculopatico

Fonte: British Medical Journal Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus
.
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Unicef: diminuisce la mortalità infantile ma necessari più sforzi

Unicef: diminuisce
la mortalità infantile ma necessari più sforzi Dal 1990 al 2007 ridotti del 27% i
decessi dei bambini con meno di 5 anni

12 settembre 2008 – Contro la mortalità infantile
sono stati fatti passi da gigante, ma gli sforzi non sono ancora sufficienti.
L’Unicef ha presentato oggi le cifre sui bambini sotto i 5 anni: si è passati
da 93 decessi per mille nel 1990
a 68 per mille nel 2007, con una riduzione pari al 27%.

I numeri sono ancora poco confortanti, ma il trend è
significativo: lo scorso anno sono venuti meno 9,2 milioni di piccoli, una
cifra ancora elevata in assoluto ma inferiore del 60% rispetto al 1960.
Ovviamente nel frattempo si è verificato un aumento demografico, per cui
l’andamento è incoraggiante.

Il dramma della mortalità infantile si concentra sui Paesi in via di
sviluppo ed è strettamente connesso con la diffusione delle malattie. Uno dei flagelli
che colpisce gli Stati poveri è, ad esempio, la carenza di vitamina A che nei
piccoli può portare a una patologia oculare chiamata xeroftalmia e alla cecità. Per questo vengono portati avanti dei
programmi ai fini di una somministrazione della vitamina, in modo da contribuire a preservare il dono
della vista. L’Occidente dovrà riservare in futuro un occhio di riguardo per i più piccoli dei Paesi poveri, cercando ad esempio di prevenire o di curare le malattie oculari di cui possono soffrire.

Fonte: Unicef Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus
.
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Il Presidente Giorgio Napolitano ha ricevuto il Premio Braille

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il Presidente della Repubblica Giorgio NapolitanoIl Presidente Giorgio Napolitano ha
ricevuto il Premio Braille
Bisogna rendere viva la Costituzione anche
attraverso la solidarietà

12 settembre 2008 – Costituzione, solidarietà e
battaglia contro la cecità. Questi temi hanno animato l’incontro del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano con una delegazione dell’Unione Nazionale
dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici); per mano del loro presidente Tommaso
Daniele è stato consegnato al Quirinale il Premio Braille, un riconoscimento
annuale conferito per riconoscere pubblicamente gli
sforzi di chi si è distinto nella promozione dei diritti delle persone affette
da disabilità visive
.

Queste
ed altre organizzazioni, col loro impegno sociale e le loro “iniziative dal
basso”, rendono viva la
Costituzione e danno l’esempio di come attuare concretamente
il dovere della solidarietà. AllaIl Presidente Napolitano riceve il Premio Braille (Foto: www.quirinale.it) cerimonia ha assistito anche l’avv. Giuseppe
Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della
cecità-IAPB Italia onlus.

Il
Presidente della Repubblica ha ricordato che “i principi della Costituzione, di
cui talvolta si parla come se fossero soltanto formule astratte, in realtà
dettano comportamenti e dovrebbero essere seguiti da comportamenti concreti e
coerenti”. Il dovere di solidarietà è “uno dei principi cardinali”.

“Il
vostro impegno – ha dichiarato Napolitano – è Costituzione vivente. La Costituzione non è
soltanto un testo da imparare a memoria o da ripetere o a cui rendere un
omaggio ‘a fior di labbra’. La
Costituzione è un riferimento per la nostra azione
quotidiana, per i nostri comportamenti concreti. Si tratta – ha concluso la più
alta carica dello Stato – di non attendere soltanto che quei principi vengano
attuati per iniziativa delle istituzioni, dei poteri pubblici”.

Fonte:
quirinale.it

Predisposizione familiare per la retinopatia diabetica proliferativa

Predisposizione familiare per la retinopatia diabetica proliferativa Una minaccia per la vista, specialmente con la forma più grave di diabete 9 settembre 2008 – Parte del destino clinico è scritto nei nostri geni. Prendiamo il caso della retinopatia diabetica: questa malattia della retina ha dei fattori genetici. Infatti chi è malato della forma più grave di diabete (il tipo 1, che richiede somministrazione d’insulina) corre un rischio all’incirca doppio di contrarre la patologia oculare che – se non curata adeguatamente – può rendere ciechi. Lo studio è stato condotto in Finlandia su 4800 pazienti, con età media attorno ai 14 anni, affettiIniezione di insulina da diabete di tipo 1. La retinopatia proliferativa, la forma più grave della malattia della retina, è stata diagnosticata nel 31% dei casi. Si tratta di quella più pericolosa perché è caratterizzata da una formazione di nuovi vasi indesiderati, che possono portare anche a emorragie vitreali (all’interno del bulbo oculare) e al distacco di retina. I ricercatori concludono quindi che esiste una predisposizione familiare alla retinopatia proliferativa diabetica e non bisogna tenere conto solo dei classici fattori di rischio (valori troppo alti della glicemia, del colesterolo, della pressione, vasculopatie, ecc.). Per leggere l’opuscolo sulla retinopatia diabetica clicca qui. Referenza originale: Diabetes 2008; 57: 2176-80

Fonti: Diabetes, Doctor News

Tre bambini piccoli su quattro mai stati dall’oculista

Bambini in giardino

Bambini in giardino Tre bambini piccoli su quattro non sono mai stati dall’oculista Lo studio è stato condotto negli Usa quasi su 4000 persone 8 settembre 2008 – Tre bambini su quattro con meno di cinque anni non sono mai stati dal medico oculista. È questo il risultato di un sondaggio condotto su un campione di quasi 4000 persone negli Stati Uniti da Vision Service Plan Medico oculista (Vsp). è importante che gli occhi dei piccoli vengano controllati prima dell’ingresso alle elementari: si può procedere, ad esempio, a una correzione con lenti in caso di miopia oppure ricorrere a un bendaggio se si è diagnosticato l’occhio pigro. Grazie a questa ricerca si è scoperto , tra l’altro, che gli adulti proteggono maggiormente i loro occhi rispetto a quelli dei propri figli. L’esposizione al sole a lungo termine può provocare, ad esempio, la cataratta nella terza età (opacizzazione del cristallino), la degenerazione dellaBambino durante visita oculistica zona centrale della retina (macula) e lo pterigio (a qualunque età). “è credibile che le percentuali dei piccoli con meno di cinque anni mai visitati siano analoghe in Italia [circa il 76%]: spesso il bambino – nota il medico oculista del numero verde della IAPB Italia onlus (800-068506) – viene portato dall’oculista quando si è già manifestato un problema, che viene di solito notato dalla maestra, dal pediatra o dai genitori. Questo tipo di abitudine esclude la possibilità di effettuare diagnosi precoci”. Secondo uno studio condotto dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, infine, circa il 30% dei bambini italiani che frequentano le scuole elementari italiane non è mai stato da un oculista. Una distrazione, da parte dei genitori, alla quale bisognerebbe rimediare attraverso una più attenta prevenzione, nonostante i progressi registrati rispetto al primo lustro di vita. Per leggere le regole utili per la salute oculare dei bambini clicca qui. Per imparare a proteggere gli occhi dal sole clicca qui.

Fonte: VSP

Occhio agli sport pericolosi

Campo da golf (Fonte: freephotobank)

Campo da golf (Fonte: freephotobank)

Aveva sette anni quando una palla gli è finita nell’occhio sinistro ed è stato portato di corsa al pronto soccorso. In seguito si è sviluppata una cataratta e si è verificato un distacco di retina. Dopo un intervento chirurgico i medici sono riusciti a salvargli l’occhio; ma vede doppio nonostante indossi una lente a contatto. E’ quanto è avvenuto a Noah che, nel 2008, ha raccontato il suo caso all’American Academy of Opthalmology (AAO).

“Sfortunatamente – ha commentato Abdish R. Bhaysar – questo caso è frequente quando si pratica sport senza una protezione oculare adeguata”. Negli Stati Uniti circa 40.000 persone l’anno subiscono un trauma oculare mentre fanno attività sportiva.Palla da golf

La maggior parte delle squadre non richiede obbligatoriamente occhiali o mascherine di protezione ai giovani sportivi; dunque la difesa della vista è spesso nelle mani dei genitori. Per questo la principale organizzazione di oftalmologi americana porta avanti questo mese un programma per sensibilizzare le famiglie (www.GetEyeSmart.org: “Oltre il 90% dei traumi oculari può essere prevenuto indossando protezioni oculari adatte”). Dunque: occhio a praticare in sicurezza lo sport!

Pagina pubblicata l’8 settembre 2008

Campagna contro la cecità lanciata a Dubai

Dubai, Emirati Arabi Uniti

Dubai, Emirati Arabi UnitiCampagna contro la
cecità lanciata a Dubai Mira
a dare assistenza a oltre 1 milione di persone in Medio Oriente, in collaborazione con la IAPB e l’Oms

5 settembre 2008 – Più di un milione di persone da
assistere a livello oftalmico con l’obiettivo di debellare la cecità evitabile in Medio Oriente.
ù questo il senso della campagna lanciata a Dubai mercoledì
scorso a supporto degli sforzi dell’Agenzia internazionale per la prevenzione
della cecità (IAPB) e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

L’iniziativa viene lanciata in concomitanza col mese del
Ramadan, iniziato questa settimana, considerato sacro dai musulmani; mira in
particolare a sostenere malati – oltre che negli Emirati Arabi Uniti – in Iraq,
Afghanistan, Mali, Sri Lanka, Kenya, Pakistan, Etiopia, Bangladesh, Egitto, Giordania
e Palestina.

Mohamed bin Rashed al-Maktoum, Primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi, ha dichiarato che
la finalità della campagna, soprannominata Noor
Dubai
, è quella di finanziare trattamenti efficaci.

Fonte: Dpa Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
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La povertà è la malattia più letale

Etiopia

EtiopiaLa povertà è la malattia
più letale Nuovo rapporto Oms: “Bisogna
colmare il divario”

5 settembre 2008 – La povertà accorcia la vita: è
questa la conclusione a cui perviene un nuovo rapporto commissionato dall’Organizzazione
mondiale della sanità (Oms). Quando si dispone di poche risorse economiche
in molti Paesi è generalmente più difficile curarsi: la durata e la qualità della vita di conseguenza ne risentono. In occasione dell’VIII congresso internazionale
dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB, che si è
tenuto a Buenos
Aires
dal 25 al 28 agosto, è stato tra l’altro sottolineato che l’incidenza
della cecità è più elevata tra i meno abbienti. Inoltre spesso si instaura un
circolo vizioso: molti non vedenti non riescono a lavorare e questa condizione
peggiora ulteriormente il loro status socio-economico.

Secondo l’Oms una ragazza del Lesotho (un piccolo Stato
dell’Africa meridionale) ha un’aspettativa di vita inferiore di 42 anni
rispetto a una giapponese (nella cui nazione c’è la maggiore percentuale di anziani delEtiopia
mondo, a cui segue l’Italia). Mentre in Afghanistan la probabilità di morire
durante il parto è di una su 8,
in Svezia è di uno su 17.400.

Le “determinanti sociali della salute” sono state studiate
per tre anni da un gruppo di accademici, tra cui il premio Nobel Amartya Sen, e
da una serie di politici. Le conclusioni del rapporto – intitolato “Colmare il gap in una
generazione” – sono agghiaccianti: “L’ingiustizia sociale uccide la gente su
scala planetaria”. Infatti “la combinazione pericolosa di cattive politiche
(anche economiche) è in larga misura responsabile del motivo per cui la maggior
parte delle persone nel mondo non gode di buona salute a livello biologico”.

Margaret Chan, direttrice generale OMS“Le ineguaglianze sanitarie sono una
questione di vita o di morte – ha affermato Margaret Chan, direttrice generale
dell’Oms. Infatti “di per s_ – ha proseguito Chan – i sistemi sanitari non
tendono per natura all’equità”. Ovviamente l’assistenza sanitaria primaria
pubblica è l’ambito nel quale occorre agire in molti Paesi per migliorare la
salute dei cittadini.

Accanto ad una severa analisi critica
della situazione mondiale contemporanea (pars destruens), c’è però anche una
parte del rapporto dedicato alle proposte (pars construens). La Commissione che se ne
è occupata ritiene che si possano contrastare “gli effetti corrosivi delle
ineguaglianze nelle opportunità” nei seguenti modi:

1) Migliorando le condizioni di vita
quotidiane;

2) Contrastando la distribuzione iniqua
di potere, danaro e risorse (sia a livello globale che nazionale e locale);

3) Valutando e comprendere il problema,
quantificando al contempo l’impatto delle azioni.

Dunque, si legge nel rapporto, “occorre dare più potere
agli individui e ai gruppi affinché rappresentino con forza ed efficacia i loro
bisogni e interessi; così facendo – si conclude – si sfida e si modifica la
sempre più iniqua distribuzione delle risorse sociali (condizioni della salute)
alle quali i cittadini hanno il diritto di accedere”.

Fonte:Oms Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia
onlus
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Presentata in Italia la carta dei pazienti colpiti da degenerazione maculare

Opuscolo su AMDPresentata in Italia la carta dei pazienti colpiti da degenerazione
maculare
Le malattie della zona centrale della
retina affliggono circa 30 milioni di persone nel mondo 4 settembre 2008 – Essere informati e curati nella propria interezza, ricevere una diagnosi
tempestiva e poter accedere a trattamenti efficaci. Ecco i punti principali
della
“Carta dei diritti del paziente”
colpito da malattie della macula, la zona centrale della retina. La forma più
comune è la degenerazione maculare
legata all’età (Amd), che mette a rischio la vista degli
ultracinquantenni; ma attualmente può essere curata, almeno nella sua forma
umida (quella più grave rispetto alla forma secca), che rappresenta circa il 15% dei casi.
Quindi viene presentato oggi in Italia il documento di tutela dei
pazienti
.
A redigerlo sono principalmente due associazioni
con vocazione mondiale: l’Amd Alliance International e l’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB
Italia onlus. A loro si aggiungono molte associazioni di pazienti, tra cui – nel
nostro Paese – Amd onlus presieduta dal Prof. Bruno Lumbroso.
Circa trenta milioni di persone nel mondo sono colpite da maculopatia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’Amd
è la prima causa di cecità in
Occidente; la sua incidenza
è destinata a crescere a causa
dell’invecchiamento progressivo della popolazione e dell’aumento dell’età
media. Nel mondo circa mezzo milione di persone perde la vista ogni anno per
colpa della maculopatia; nei Paesi occidentali è responsabile nel 41% dei casi
di cecità (nella forma degenerativa). In Italia si stima che circa un milione
di persone siano affette dalla malattia.
Avv. Giuseppe Castronovo, presidente della IAPB Italia onlusQuesto documento – afferma l’avv .
Giuseppe Castronovo
, Presidente della IAPB Italia e del Direttivo europeo
di Amd Alliance – rappresenta uno straordinario passo in avanti per tutte le
persone affette da degenerazione maculare legata all’età poiché non solo ha
l’obiettivo di diffondere e di difendere in tutto il mondo i diritti dei
malati, ma anche perché sottolinea l’impatto sociale di una malattia destinata
ad incidere sempre più sulla salute degli italiani. Infatti la vista è un bene
prezioso, un diritto di tutti che va tutelato sempre. Occorre quindi – prosegue
l’avv. Castronovo – che le istituzioni garantiscano ai malati affetti da
maculopatia la possibilità di accedere tempestivamente ai migliori
trattamenti
disponibili, senza differenze legate al reddito, all’età e allo stato sociale”.
Alla degenerazione maculare legata all’età e alla prevenzione delle altre
malattie oculari che colpiscono soprattutto la terza età sarà dedicata quest’anno
la Giornata
mondiale della Vista
– che si celebrerà a livello internazionale il prossimo 9
ottobre – promossa dall’Oms e dalla IAPB
Italia onlus.