Scopri la cecità corticale: quando il problema non riguarda gli occhi, ma il cervello 

cecità corticale

La cecità corticale è una forma di deficit visivo causata da un danno alle aree del cervello che elaborano le immagini, in particolare alla corteccia visiva del lobo occipitale. In questa condizione gli occhi possono essere perfettamente sani e in grado di ricevere la luce, ma il cervello non riesce a trasformare gli stimoli visivi in immagini percepite. 

Le cause più frequenti della cecità corticale includono ictus, traumi cranici, emorragie cerebrali, tumori, infezioni del sistema nervoso centrale e alcune malattie neurologiche. La gravità del disturbo è molto variabile: alcune persone perdono completamente la vista, mentre altre conservano la percezione della luce, dei colori o del movimento. 

Tra i sintomi più comuni si osservano una riduzione o perdita della vista, difficoltà nell’orientamento e nell’identificare persone e oggetti. Durante la visita oculistica, tuttavia, l’occhio appare generalmente normale, con riflessi pupillari conservati e un fondo oculare privo di alterazioni significative, poiché il danno interessa il cervello e non le strutture oculari. Per approfondire questo esame è possibile consultare la guida dedicata dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia

La diagnosi della cecità corticale richiede una valutazione congiunta oftalmologica e neurologica, spesso completata da esami come la risonanza magnetica cerebrale e il campo visivo. Il trattamento dipende dalla causa che ha provocato la lesione e può essere affiancato da percorsi di riabilitazione visiva e terapia occupazionale, fondamentali per favorire il recupero delle funzioni residue e migliorare l’autonomia del paziente. 

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Invecchiamento e salute degli occhi: quando i segni del tempo passano anche dallo sguardo

salute occhi

Con l’aumento dell’aspettativa di vita, l’invecchiamento non riguarda solo l’aspetto estetico o le condizioni generali di salute, ma coinvolge in modo diretto anche la funzione visiva. Gli occhi, infatti, possono manifestare cambiamenti graduali che incidono sulla qualità della vita quotidiana. 

Comprendere come la vista si modifica con l’età è fondamentale per distinguere i normali processi fisiologici dai segnali di possibili patologie che richiedono attenzione specialistica.

Come cambia la vista con l’età

Con il passare degli anni, l’occhio va incontro a una serie di modificazioni naturali. Una delle più comuni è la presbiopia, cioè la progressiva difficoltà a mettere a fuoco da vicino, che in genere si manifesta dopo i 40 anni e tende a peggiorare gradualmente. Anche la trasparenza dei mezzi oculari può ridursi: il cristallino diventa meno elastico e più opaco, riducendo la qualità della visione.

L’invecchiamento può inoltre influire sulla produzione lacrimale, causando secchezza oculare, bruciore e sensazione di corpo estraneo. Anche la retina e il nervo ottico possono risentire del tempo: patologie come la degenerazione maculare legata all’età o il glaucomasono più frequenti nelle fasce di età avanzata e possono compromettere in modo significativo la vista se non diagnosticate e trattate precocemente.

Invecchiamento o malattia? Il valore della diagnosi precoce

Non tutti i cambiamenti visivi legati all’età sono innocui o inevitabili. Alcuni disturbi possono essere erroneamente attribuiti al “normale invecchiamento”, ritardando così la diagnosi di patologie oculari anche importanti. Distinguere tra modificazioni fisiologiche e segnali patologici è quindi essenziale per preservare la funzione visiva nel tempo.

Molte malattie oculari legate all’età, come il glaucoma o la degenerazione maculare, hanno un andamento inizialmente silenzioso. Questo significa che possono progredire senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali, quando invece le possibilità di intervento terapeutico sono più efficaci. Per questo motivo, controlli oculistici periodici diventano uno strumento fondamentale di prevenzione, soprattutto dopo i 50-60 anni.

Oltre ai controlli, uno strumento utile per intercettare precocemente la degenerazione maculare, che può essere usato semplicemente anche a casa è la griglia di Amsler.

Lo stile di vita come fattore di protezione

Accanto alla diagnosi precoce, anche le abitudini quotidiane possono influenzare la salute degli occhi nel corso dell’invecchiamento. Una corretta alimentazione, ricca di frutta, verdura e nutrienti antiossidanti, contribuisce a sostenere la funzione retinica. Allo stesso modo, la protezione dalla luce ultravioletta attraverso occhiali adeguati può ridurre il rischio di danni cumulativi nel tempo.

Mantenere uno stile di vita attivo, controllare patologie sistemiche come diabete e ipertensione e seguire con regolarità i controlli medici sono strategie che aiutano a preservare non solo la salute generale, ma anche quella visiva. La cura degli occhi, in questo senso, diventa parte integrante di un approccio più ampio all’invecchiamento in buona salute.

I cambiamenti della vista legati all’età rappresentano un fenomeno naturale, ma non devono essere sottovalutati o considerati inevitabili in ogni loro conseguenza. Riconoscere i segnali del tempo e intervenire precocemente quando necessario permette di preservare autonomia e qualità della vita anche nelle età più avanzate

Allo stesso tempo, la prevenzione non riguarda solo l’età adulta o la fase anziana della vita: la salute visiva si costruisce fin dall’infanzia, attraverso controlli oculistici regolari e la correzione tempestiva di eventuali difetti visivi. Prendersi cura degli occhi sin da bambini consente infatti di arrivare all’età adulta con un sistema visivo più sano e funzionale. In questo senso, prendersi cura della salute degli occhi significa, in definitiva, proteggere uno dei principali strumenti attraverso cui si mantiene il rapporto con il mondo e con gli altri.

FONTE 

Ageing and beauty, Ageing.ox.ac.uk

Scopri il fondo oculare: l’esame che permette di osservare la retina e il nervo ottico 

fondo oculare

Il fondo oculare è uno degli esami più importanti della visita oculistica perché consente di osservare direttamente le strutture interne dell’occhio, come la retina, la macula, il nervo ottico, il corpo vitreo e i vasi sanguigni retinici. Grazie a questa valutazione, l’oculista può individuare precocemente numerose malattie oculari, spesso prima della comparsa dei sintomi, e monitorarne l’evoluzione nel tempo. 

L’esame è semplice, rapido e indolore. Nella maggior parte dei casi viene eseguito dopo aver dilatato la pupilla con un collirio, che permette una visione completa del fondo dell’occhio. L’osservazione richiede pochi minuti e può essere effettuata con diversi strumenti, dall’oftalmoscopio alla lampada a fessura, fino alle più moderne tecniche di imaging, come la fotografia del fondo oculare e la tomografia a coerenza ottica (OCT), che completano la valutazione clinica. 

Osservando il fondo oculare è possibile diagnosticare o seguire nel tempo patologie come glaucoma, degenerazione maculare legata all’età, retinopatia diabetica, retinopatia ipertensiva, rotture e distacchi di retina, edema maculare e molte altre condizioni che possono compromettere la vista. Inoltre, lo stato dei vasi retinici può fornire informazioni preziose anche sulla salute generale, contribuendo all’identificazione di malattie sistemiche come diabete e ipertensione arteriosa. 

Dopo l’esame, se è stata eseguita la dilatazione della pupilla, la vista può rimanere temporaneamente offuscata e gli occhi possono essere più sensibili alla luce per alcune ore. Per questo motivo è consigliabile evitare di guidare fino alla completa scomparsa dell’effetto del collirio e utilizzare occhiali da sole all’esterno. 

La frequenza con cui sottoporsi al fondo oculare dipende dall’età, dalla presenza di difetti visivi, da eventuali malattie oculari o sistemiche e dai fattori di rischio individuali. Nelle persone con diabete, ipertensione, miopia elevata o familiarità per glaucoma e altre patologie retiniche, controlli regolari rappresentano uno strumento essenziale per preservare la salute visiva. 

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Ambliopia infantile: un nuovo strumento amplia l’accesso alle cure per i bambini

ambliopia infantile

L’accesso a una diagnosi tempestiva e a un trattamento appropriato è fondamentale per preservare la vista dei bambini con ambliopia infantile. Per aiutare gli specialisti nella gestione clinica di questa patologia, un gruppo di ricercatori sostenuto dal National Eye Institute (NEI) degli Stati Uniti ha sviluppato Amblyopia Navigator Decision-Support Instrument (ANDI), uno strumento digitale gratuito pensato per guidare gli oculisti nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche sulla base delle più solide evidenze scientifiche. 

L’obiettivo è rendere più uniforme la qualità dell’assistenza, soprattutto nei territori in cui gli specialisti in oftalmologia pediatrica sono meno numerosi.

Che cos’è l’ambliopia infantile e perché intervenire precocemente

L’ambliopia, conosciuta anche come “occhio pigro“, è la principale causa di riduzione della vista in un solo occhio durante l’infanzia e interessa circa il 2-3% dei bambini. Si sviluppa quando, nei primi anni di vita, il cervello non impara a utilizzare correttamente le informazioni provenienti da un occhio, compromettendo il normale sviluppo della funzione visiva. Le cause più frequenti sono lo strabismo, una marcata differenza di difetto refrattivo tra i due occhi oppure la presenza di ostacoli alla visione, come una cataratta congenita o una ptosi palpebrale.

Riconoscere la patologia nelle prime fasi è determinante: il sistema visivo infantile è infatti ancora in sviluppo e può rispondere efficacemente alle terapie. In molti casi la sola correzione ottica consente un significativo miglioramento della vista e, quando necessario, il trattamento può essere integrato con l’occlusione dell’occhio dominante, con colliri a base di atropina o con altre strategie terapeutiche.

Uno strumento che aiuta i medici nella scelta del trattamento

Per supportare decisioni tempestive e appropriate, i ricercatori del National Eye Institute (NEI) hanno sviluppato il sistema Amblyopia Navigator Decision-Support Instrument(ANDI), che raccoglie e organizza i risultati di 147 studi clinici condotti dal Pediatric Eye Disease Investigator Group (PEDIG), una rete di ricerca finanziata dal National Institutes of Health, traducendo le migliori evidenze disponibili in uno strumento pratico per la gestione dei pazienti.

ANDI accompagna il professionista lungo tutto il percorso di cura: dalla conferma della diagnosi alla scelta della correzione ottica più indicata, fino al monitoraggio dell’evoluzione clinica. Il sistema suggerisce quando proseguire con i soli occhiali, quando introdurre la terapia occlusiva, l’atropina o altri trattamenti, e segnala i casi che richiedono l’invio a uno specialista

In questo modo può contribuire a ridurre le differenze nell’accesso alle cure, offrendo un supporto anche ai professionisti che operano in aree con una limitata disponibilità di oculisti pediatrici. Lo strumento è disponibile gratuitamente al sito: www.mongooseprojects.com/andi/

La ricerca al servizio della prevenzione

Lo sviluppo di strumenti come ANDI dimostra come la ricerca possa tradurre le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete per migliorare l’assistenza ai pazienti. 

Tuttavia, nessuna innovazione può sostituire il valore della prevenzione. Sottoporre i bambini ai controlli oculistici nei tempi raccomandati consente infatti di individuare l’ambliopia quando le possibilità di recupero visivo sono maggiori, aumentando le probabilità di un trattamento efficace e riducendo il rischio di un deficit visivo permanente.

FONTE  

NEI-supported project expands access to care for children with amblyopia

National Eye Institute

Occhi dei bambini in vacanza: i consigli per proteggerli durante l’estate 

occhi bambini

Gli occhi dei bambini, soprattutto in estate, sono maggiormente esposti a fattori di rischio come raggi UV, vento, sabbia, salsedine, cloro e un maggiore utilizzo di dispositivi digitali durante il tempo libero. Per questo motivo è importante adottare alcune semplici misure preventive che aiutino a preservare la salute visiva anche durante le vacanze. 

Tra gli accorgimenti per gli occhi dei bambini più utili rientrano l’utilizzo di occhiali da sole con protezione certificata nelle situazioni di maggiore esposizione alla luce, il ricorso a cappellini con visiera, la limitazione del tempo trascorso davanti agli schermi a favore delle attività all’aria aperta e una corretta igiene degli occhi dopo il bagno in mare o in piscina. È inoltre fondamentale saper riconoscere i segnali che richiedono una valutazione specialistica, come dolore, fotofobia, riduzione della vista, secrezioni persistenti o traumi oculari. 

Su Pazienti.it, il Prof. Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Milano e Presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica, approfondisce questi aspetti e ricorda l’importanza della prevenzione oculistica fin dai primi anni di vita. Nell’intervista vengono affrontati anche il calendario dei controlli oculistici pediatrici e il ruolo della diagnosi precoce nell’individuazione di disturbi come miopia, ambliopia e strabismo. 

Per approfondire tutti i consigli degli esperti, leggi il contributo integrale qui.  

Scopri l’acuità visiva: il parametro fondamentale per valutare la qualità della vista 

Acuità visiva

L’acuità visiva è la capacità dell’occhio di distinguere in modo nitido i dettagli di un oggetto a una determinata distanza. Si tratta di uno dei principali indicatori della funzionalità del sistema visivo e rappresenta il primo esame eseguito durante una visita oculistica. La sua valutazione permette di individuare eventuali difetti refrattivi, come miopia, ipermetropia e astigmatismo, ma anche di rilevare precocemente alcune patologie oculari. 

La misurazione avviene attraverso gli ottotipi, le classiche tavole con lettere, numeri o simboli di dimensioni decrescenti, che consentono di determinare il livello di visione espresso in decimi. Tuttavia, raggiungere 10/10 non dipende esclusivamente dalla presenza della giusta correzione ottica: la qualità della visione è influenzata anche dalla salute della cornea, del cristallino, della retina, del nervo ottico e delle strutture cerebrali coinvolte nell’elaborazione delle immagini. 

Controllare regolarmente l’acuità visiva è fondamentale non solo per scegliere la correzione più adatta, ma anche per monitorare la salute degli occhi nel tempo e individuare tempestivamente eventuali alterazioni che potrebbero compromettere la vista. 

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Scopri la chirurgia refrattiva: come il laser può correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia 

chirurgia refrattiva

La chirurgia refrattiva è l’insieme delle tecniche che consentono di correggere i principali difetti visivi, come miopia, ipermetropia, astigmatismo e, in casi selezionati, presbiopia, riducendo o eliminando la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. 

L’intervento agisce sulla cornea, modificandone con estrema precisione la curvatura mediante il laser, così da permettere ai raggi luminosi di mettere a fuoco correttamente le immagini sulla retina. Oggi sono disponibili diverse tecniche, tra cui PRK, LASEK, LASIK, FEMTOLASIK e SMILE: la scelta dipende dalle caratteristiche dell’occhio e viene definita dopo un’accurata visita specialistica. 

La chirurgia refrattiva è una procedura generalmente sicura ed efficace, ma non è indicata per tutti. Prima dell’intervento è necessario valutare attentamente lo spessore della cornea, la stabilità del difetto visivo e l’eventuale presenza di altre patologie oculari. Inoltre, è importante sapere che, pur offrendo risultati molto soddisfacenti nella maggior parte dei casi, non garantisce sempre l’eliminazione definitiva degli occhiali e non cura eventuali malattie dell’occhio. 

Per ottenere il miglior risultato è fondamentale affidarsi a uno specialista esperto, seguire le indicazioni prima e dopo l’intervento e sottoporsi ai controlli programmati. 

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Cataratta: scopri come riconoscerla in tempo per tornare a vedere bene 

cataratta

La cataratta è una delle principali cause di riduzione della vista, soprattutto con l’avanzare dell’età. Si tratta di un’opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che impedisce alla luce di raggiungere correttamente la retina e provoca un peggioramento graduale della qualità visiva

Tra i sintomi più comuni rientrano visione offuscata o “annebbiata”, maggiore sensibilità alla luce, abbagliamento soprattutto notturno e alterazioni nella percezione dei colori. Con il tempo può diventare difficile svolgere attività quotidiane come leggere, guidare o riconoscere i volti. 

Le cause sono molteplici, anche se l’invecchiamento rappresenta il fattore principale. Possono contribuire anche diabete, traumi oculari, predisposizione genetica, esposizione a radiazioni e alcuni farmaci. In alcuni casi la cataratta può essere presente dalla nascita o svilupparsi precocemente. 

La diagnosi avviene durante una visita oculistica completa, mentre l’unico trattamento efficace è l’intervento chirurgico, oggi sicuro e altamente standardizzato. La tecnica più utilizzata è la facoemulsificazione con impianto di una lente intraoculare

Poiché la cataratta progredisce lentamente, spesso ci si abitua ai cambiamenti visivi senza accorgersi del problema: per questo sono fondamentali controlli oculistici periodici, soprattutto dopo i 60 anni. 

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IAPB Italia a ExpoAid 2026 con l’Ambulatorio Mobile Oftalmico 

IAPB Italia

Dal 25 al 27 giugno, insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e alle altre realtà impegnate nel campo della disabilità visiva, IAPB Italia è presente a ExpoAid 2026 – “Io, Persona di valore”, l’evento nazionale dedicato al mondo della disabilità in programma presso il Palacongressi di Rimini.

La manifestazione rappresenta un importante momento di incontro e confronto tra istituzioni, associazioni, professionisti e realtà del Terzo Settore impegnate nella promozione dell’inclusione, dell’autonomia e della qualità della vita delle persone con disabilità.

Per tutta la durata dell’evento, IAPB Italia sarà presente con il proprio Ambulatorio Mobile Oftalmico, collocato all’ingresso del Palacongressi, dove saranno effettuati controlli oculistici gratuiti rivolti ai visitatori.

Le visite saranno eseguite dalla dottoressa Valeria Iannuncci secondo il seguente calendario:

• Giovedì 25 giugno: dalle 9.30 alle 17.30 (pausa 13.00-14.00)

• Venerdì 26 giugno: dalle 9.30 alle 17.30 (pausa 13.00-14.00)

• Sabato 27 giugno: dalle 9.30 alle 13.00

La partecipazione a ExpoAid conferma l’impegno di IAPB Italia nella diffusione della cultura della prevenzione e della salute visiva, portando informazione e controlli oculistici gratuiti in un importante contesto di incontro e partecipazione.

Per maggiori informazioni sull’evento è possibile consultare il sito ufficiale di ExpoAid: https://www.expoaid.it/

Giugno è stato il mese della cataratta: sensibilizzare per prevenire e proteggere la salute visiva

cataratta

Giugno si è tinto di un significato speciale per la tutela dei nostri occhi: è stato il Mese della Consapevolezza sulla Cataratta, una campagna globale cruciale per accendere i riflettori su quella che i dati dell’OMS e del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) indicano come la causa principale di cecità e di grave perdita della vista nel mondo. Solo negli Stati Uniti, ad esempio, si stima che oltre 20,5 milioni di persone (circa il 17% della popolazione dai 40 anni in su) abbiano una cataratta in uno o entrambi gli occhi.

Tradizionalmente, quando si parla di questa patologia, l’immaginazione corre subito alla terza età. Tuttavia, la salute visiva non è una questione legata esclusivamente agli anni che passano.

Proteggere gli occhi significa superare i vecchi stereotipi e comprendere che la prevenzione è importante in ogni fase della vita.

Oltre l’età: le quattro facce della cataratta

La cataratta consiste nell’opacizzazione progressiva del cristallino, ovvero la lente naturale e normalmente trasparente situata all’interno dell’occhio, che quando perde la sua trasparenza, blocca il corretto passaggio della luce e offusca progressivamente la vista.

Quali sono le cause e i principali fattori di rischio della cataratta?

Sebbene l’invecchiamento biologico sia il fattore primario, e la cataratta senile sia la più comune, esistono precise cause e fattori di rischio “extra-anagrafici” che possono determinare l’insorgenza della patologia, anche se più raramente, in soggetti giovani o in età lavorativa:

· Infezioni e infiammazioni oculari: che possono danneggiare i tessuti interni dell’occhio.

· Uso di determinati farmaci: in particolare l’assunzione prolungata di steroidi e cortisonici.

· Lesioni e traumi fisici: forti colpi, tagli, perforazioni, calore intenso o ustioni chimiche che colpiscono direttamente il cristallino.

· Fattori ambientali: l’esposizione prolungata e non protetta alle radiazioni e ai raggi UV del sole.

· Malattie sistemiche: disturbi metabolici importanti, in primis il diabete.

· Forme congenite: presenti fin dalla nascita a causa di fattori ereditari o infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza.

Un cambio di paradigma: la prevenzione comincia da piccoli…

Oggi lo scenario visivo è profondamente mutato e richiede un approccio proattivo. Se in passato si pensava che gli anziani fossero gli unici a “vederci meno”, l’esplosione globale della miopia tra i bambini e i giovani adulti dimostra che i problemi visivi non risparmiano nessuno e che non è affatto scontato che una persona in età avanzata veda peggio di un bambino.

Ecco perché non dobbiamo aspettare la tarda età o la comparsa di sintomi evidenti per prenderci cura di noi. Fare una visita oculistica approfondita già in età pediatrica permette di intercettare non solo i difetti refrattivi, ma anche anomalie del cristallino o della retina molto prima che compromettano la qualità della vita, garantendo l’accesso tempestivo a percorsi di cura o all’intervento chirurgico. La chirurgia della cataratta, infatti, rappresenta oggi uno degli interventi più eseguiti, sicuri ed efficaci al mondo per ripristinare e salvare una visione sana.

… e continua da anziani.

Anche nella popolazione anziana, la cataratta non crea solo problemi alla vista e all’autonomia. La letteratura scientifica identificherebbe la cataratta come un fattore di rischio modificabile per lo sviluppo della demenza senile, aggiungendo un importante tassello alla gestione multidisciplinare del paziente geriatrico.

Si è visto infatti che il volume corticale cerebrale sembra essere influenzato negativamente dalla presenza da un’opacità significativa del cristallino e che l’intervento di cataratta, se eseguito nei tempi opportuni, è associato a una minore incidenza di demenze, confermando l’importanza dell’integrità delle afferenze sensoriali per stimolare l’inclusione sociale e il mantenimento cognitivo della popolazione senile.

Giugno, il mese della cataratta, è stato un invito collettivo a considerare la vista come un bene prezioso da monitorare costantemente attraverso l’informazione e la prevenzione. Prenotare una visita oculistica di controllo, proteggere gli occhi dai raggi solari con filtri adeguati e adottare uno stile di vita sano sono passi semplici, ma decisivi.

FONTE

June is Cataract Month – Prevent Blindness Provides Educational Resources on the Leading Cause of Vision Loss in the United States, Prevent Blindness,

– Lee, Cecilia S et al. “Association Between Cataract Extraction and Development of Dementia.” JAMA internal medicine vol. 182,2 (2022): 134-141. doi:10.1001/jamainternmed.2021.6990 – Ma, Ling-Zhi et al. “Cataract, Cataract Surgery, and Risk of Incident Dementia: A Prospective Cohort Study of 300,823 Participants.” Biological psychiatry vol. 93,9 (2023): 810-819. doi:10.1016/j.biopsych.2022.06.005