Glaucoma in aumento, necessari più controlli Presso il Sanit, il V forum internazionale della salute di Roma, rilancia l’allarme
25 giugno 2008 – Il glaucoma è in aumento in Italia. La malattia oculare che – se trascurata – può provocare cecità, è arrivata a colpire circa 3,2 persone ogni mille abitanti. ù il dato fornito da Stefano Pandolfi ieri presso il Sanit, il V forum internazionale della salute in corso a Roma. Il professore, che dirige il centro di Oculistica dell’Ospedale nonché il Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Parma, ha sollecitato la necessità di controlli oculistici più frequenti per combattere una patologia associata generalmente a una pressione intraoculare troppo elevata. L’occasione è attualmente data dall’unità mobile oftalmica parcheggiata di fronte al Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma, dalle 9 alle 19 (fino al 26 giugno).
Occorre, quindi, fare più controlli l’anno se si è affetti da una malattia oculare che può rendere disabili, mentre un check-up l’anno può essere sufficiente se non si hanno problemi particolari. “Tra il 1999 e il 2002 – ha sottolineato il Prof. Pandolfi con orgoglio – in Emilia
Romagna si sono dimezzati gli interventi di glaucoma”. Infatti, anche se un intervento chirurgico può essere risolutivo, l’ideale è ovviamente non arrivare a questa soluzione.
In conclusione il professor Pandolfi ha elencato quattro punti: 1) L’importanza della pianificazione della ricerca sui casi affetti, selezionando i gruppi a rischio di glaucoma; 2) l’importanza dell’impiego degli ortottisti, ovviamente accanto alla centralità della figura del medico-oculista; 3) la necessità di esami perimetrici (misurazione del campo visivo) – ovviamente oltre alla misurazione della pressione dell’occhio – per il malato almeno 2-3 volte l’anno; 4) garantire l’utilizzo di farmaci efficaci.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum del sito della IAPB Italia onlus .Nota: per variare la dimensione dei caratteri premere il tasto Ctrl e il tasto “+” oppure “-“.
Lenti a contatto, attenzione al rischio di cheratiti
Lenti a contatto, attenzione al rischio di cheratiti ù fondamentale non usare l’acqua
corrente per sciacquarle, far uso di liquidi appositi e lavarsi le mani
19 giugno 2008 – Occhio all’igiene soprattutto se portate le lenti
a contatto. ù fondamentale non usare l’acqua corrente per sciacquarle, far uso
di liquidi adatti allo scopo per conservarle e lavarsi accuratamente le mani prima di
maneggiarle: in caso contrario si rischia di contrarre una cheratite, una malattia che colpisce
la superficie dell’occhio (la cornea). Per questo una serie di organismi
statunitensi
(l’American Academy of Ophthalmology-AAO, la Contact Lens Association of Ophthalmologists, la Cornea Society and
l’American Society of Cataract and Refractive Surgery) hanno chiesto alla Food and Drug Aministration (FDA) di
occuparsi dell’argomento.
“Aumentare
i test dei produttori sulle lenti a contatto, dare ai consumatori delle linee
guida universali per il loro uso – scrive l’AAO nel suo sito – aumenta la
sicurezza nel loro impiego, stando alle raccomandazioni presentate”. In
particolare il rischio è costituito dall’aumento dei casi di cheratite nei
due anni scorsi, causati da un protozoo (Acanthamoeba): è un agente
infettante molto resistente che può trovarsi nell’acqua di piscine, fiumi e
laghi. Basta una piccola lesione della superficie corneale per sviluppare una
cheratite di questo tipo, caratterizzata da dolore e annebbiamento
visivo. Per questo motivo i portatori di lenti a contatto
sono particolarmente a rischio, perché la lente può provocare le lesioni microscopiche. La cheratite è pericolosa: va curata tempestivamente con antibiotici e l’infezione può interessare anche il bulbo oculare.
Le lenti a contatto non vanno
portate di solito per più di 6-8 ore al giorno, ma la durata è variabile perché
dipende dalla capacità di ogni occhio di sopportarle. In presenza di
arrossamento oculare, dolore e/o secrezione bisogna sospendere l’uso delle
lenti fino a nuova indicazione dell’oculista: potreste complicare un’eventuale
malattia, mettendo a repentaglio la vista. Cosa fare d’estate se si portano le lenti a contatto?
Quando si va al mare bisogna stare attenti a non addormentarsi al
sole e a non far entrare sabbia negli occhi.
Inoltre vanno utilizzate lacrime artificiali, in linea di massima senza conservanti, perché l’occhio tende a seccarsi. ù preferibile, infine, fare il bagno in mare senza le lenti o, comunque, metterle nel liquido subito
dopo per evitare che vi si depositi il sale e disinfettarle. Ovviamente, a
causa dei vari agenti atmosferici (sole e riverbero sull’acqua, vento, ecc.) si
è più facilmente soggetti ad arrossamenti oculari, per cui sarebbe preferibile evitare
al mare l’uso delle lenti a contatto, a meno che non sia strettamente
necessario.
Leggi altra news.
Fonte: American Academy of Ophthalmology.
Numero
Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali, dalle 10
alle 13). Risponde un medico oculista se si scrive anche nel forum
del sito della IAPB
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Quando il cervello va “in fumo”
Quando il cervello va “in fumo” Le sigarette
danneggiano la memoria ma anche gli occhi
18 giugno 2008 – Il cervello può “andare in fumo” con le sigarette?
Secondo una nuova ricerca francese, condotta su 10.308 persone, può indebolire la
memoria. Dunque è confermato che il tabacco – come si legge sui pacchetti – “nuoce
gravemente alla salute”: a quella polmonare, cardiovascolare… e a quella cerebrale (senza parlare dei rischi di tumore). Inoltre il fumo
può far male anche agli occhi: una serie di studi internazionali attestano che può
danneggiare la retina favorendo la comparsa o accelerando
l’evoluzione della
degenerazione maculare senile (AMD).
La ricerca sulla memoria dei
fumatori – condotta dall’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca francese,
da vari ospedali e università – è stata effettuata su pazienti di età compresa
tra i 35 e i 55 anni. I dati cognitivi (memoria, ragionamento, vocabolario,
fluidità semantica e fonetica) sono stati raccolti nella metà dei
casi (5.388 persone), la maggior parte dei quali sono stati sottoposti
nuovamente a test cinque anni dopo. “Chi smette di fumare – concludono i
ricercatori – corre un rischio più basso di indebolire le proprie capacità
cognitive, conducendo possibilmente a un miglioramento negli altri
comportamenti che riguardano la salute”.
Vedi anche: Giornata mondiale senza tabacco.
Usa, si punta a ridurre le nascite premature
Usa, si punta a ridurre le nascite premature +20% in meno di vent’anni, esiste un rischio cecità
18 giugno 2008 – Un bambino, se nasce prematuramente, può andare
incontro a diversi problemi di salute. Infatti sono molte le malattie che
colpiscono chi viene al mondo prima del tempo: a livello oculare soprattutto la
retinopatia del prematuro (Rop), che può provocare la cecità.
Per questo negli Stati Uniti la
questione ha raggiunto livelli di guardia: si stima che un neonato su otto sia
prematuro; per questo si è deciso a livello governativo di individuare una
nuova strategia per combattere il fenomeno. Infatti comporta costi troppo elevati non
solo in termini di sofferenza umana ma anche più prosaicamente economici. Dal 1990 a oggi c’è stato un
incremento di circa il 20% dei prematuri: tale andamento ha destato preoccupazione e attenzione, nonostante in tale percentuale si tenga conto anche dei parti cesarei.
In medicina si considera
prematuro chi nasce prima della trentasettesima settimana di gestazione. Tra i
rischi più comuni ci sono: cecità, sordità, insufficienza toracica e problemi
respiratori, disabilità legate all’apprendimento, ecc. Possono causare la
nascita prematura il fumo, l’alcol, l’obesità, l’ipertensione, il diabete… Dunque,
la salute del nascituro passa anche attraverso quella dei genitori e
dell’ambiente in cui vive. può contare persino l’età alla quale si ha un primo
figlio.
L’ex Ministero della Salute scriveva, nel rapporto sulle
donne in Italia (8 marzo 2008), che le strutture pubbliche devono puntare a ridurre i cesarei, a
prevenire le malattie delle madri o a trattarle per tempo. A tale scopo si è punta “alla prevenzione pre-concezionale, alla diagnosi prenatale e alla terapia materno-fetale e neonatale”; tra l’altro è importante stabilire il rischio di trasmissione delle malattie genetiche. Insomma, una maggiore attenzione alla salute durante la gravidanza può significare più salute per il… futuro!
Vedi anche: “Prevenire
la malattie oculari sin da piccoli”
Fonti di riferimento: Reuters, Ministero del Welfare (Salute).
Primo soccorso europeo per le cure mediche
Primo soccorso europeo per le cure mediche Tessera sanitaria per l’assistenza necessaria L’Europa non significa solo burocrazia e richiami formali all’Italia, ma anche assistenza sanitaria di primo soccorso gratuita (o quasi) nella maggior parte degli stati del Vecchio Continente. Infatti la Tessera europea di assicurazione malattia (Team) – l’ormai nota Tessera sanitaria elettronica – permette ad ogni cittadino europeo di usufruire delle cure “medicalmente necessarie” negli stati dell’UE e dello Spazio Economico Europeo. È importante, quindi, sottolineare che non può essere utilizzata per il trasferimento all’estero per cure di altissima specializzazione o programmate ma riguarda l’assistenza erogata a coloro che si trovano temporaneamente all’estero ed hanno bisogno di cure “necessarie”. Dal 1 luglio 2004 tutti i cittadini degli stati dell’Unione Europea che viaggiano nei Paesi membri per motivi di lavoro, studio o turismo possono ricevere facilmente assistenza sanitaria grazie alla semplificazione delle procedure burocratiche e all’ampliamento del tipo di assistenza di cui si può usufruire. DOMANDE FREQUENTI (Faq) Cos’è la Team? La Tessera europea di assicurazione malattia, è una smart card, simile ad una tessera bancomat, con banda magnetica o chip elettronico,
che riporta i dati anagrafici del cittadino e, in futuro, potrà contenere anche informazioni mediche essenziali (gruppo sanguigno, allergie, ecc.). Se si prende la propria tessera sanitaria e la si gira, sopra la banda magnetica nera si può leggere, appunto, “Tessera europea di assicurazione malattia”. Quali novità comporta? Non ci sono più distinzioni tra il cittadino lavoratore subordinato o autonomo, il turista, lo studente, il pensionato o la persona alla ricerca di un lavoro: l’assistenza sanitaria e la modulistica necessaria sono le medesime per tutte queste categorie. Inoltre, si può accedere a tutti i servizi sanitari, compatibilmente con la durata del soggiorno nel Paese estero, per ricevere tutte le prestazioni sanitarie che si rendono necessarie sotto il profilo medico durante la permanenza nel territorio di un altro stato membro. Dov’è valida? Gli stati in cui è possibile esibire la Team ed ottenere le cure necessarie sono: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia,
Grecia, Spagna, Francia (compresa Corsica, Guadalupe, Martinica, Réunion e Guyana), Irlanda, ovviamente in Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Finlandia, Svezia e Regno Unito (e cioè gli stati membri dell’Unione Europea) e anche Islanda, Lichtenstein, Norvegia (Stati dello Spazio Economico Europeo) e Svizzera. Come la devo usare? Per usufruire dell’assistenza medica è sufficiente recarsi presso le strutture sanitarie che erogano le prestazioni di cui si ha bisogno, portando con sé la tessera Team. Se non la si avesse ancora si può richiedere il modello E 111, valido 30 giorni, alla propria Asl o Ausl. Al cittadino dovrebbero essere garantite prestazioni sanitarie della stessa quantità e qualità che il Paese eroga ai propri assistiti, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato erogatore, pagando eventuali ticket e beneficiando delle stesse prestazioni gratuite. Cosa devo fare se non possiedo ancora la Team? L’emissione e la distribuzione della Team è a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze (eccetto in Lombardia, dove è la Regione stessa ad occuparsi di tali aspetti): la card è azzurra, riporta il codice fiscale e sul fronte c’è scritto Tessera sanitaria. Se non si è ancora
ricevuta la tessera sanitaria ci si può rivolgere alla Asl o Ausl di appartenenza. Per richiedere un duplicato della tessera si può seguire la stessa procedura o ci si può rivolgere all’Agenzia delle entrate. Se non si è ancora in possesso del codice fiscale rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Come posso correggere i dati riportati sulla Team? Se i dati anagrafici riportati sulla tessera fossero errati, il cittadino potrà rivolgersi ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per chiedere la correzione. Allo stesso modo, in caso di smarrimento o furto, è possibile richiedere un duplicato. Per avere ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero verde: 800.030.070 (Contact center-sistema monitoraggio della spesa sanitaria). Si può anche consultare il sito dell’Agenzia delle entrate (per controllare anche lo stato d’emissione della vostra tessera sanitaria qualora non l’abbiate). Notizia pubblicata il 13 giugno 2008. Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2010.
Fonti: Cittadinanzattiva, Contact center.
Autonomia e mobilità dei disabili visivi, se ne discute in Sicilia
Autonomia e mobilità dei disabili visivi, se ne discute a Catania Riunione del consiglio direttivo della European Blind Union il 14 e il 15 giugno
13 giugno – Disabili visivi in movimento. Se ne discuterà domani e
dopodomani in Sicilia, presso il Polo
tattile multimediale inaugurato quest’anno a Catania. Per la prima volta si
riunirà la nuova commissione autonomia e mobilità della European Blind
Union (Ebu), composta da nove esponenti di altrettante nazioni europee (Italia,
Inghilterra, Svezia, Olanda, Russia…).
In occasione di questa riunione
internazionale si discuterà soprattutto di trasporti, a partire dall’accessibilità
degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie. Infatti verrà affrontato il tema
delicato di un’architettura universalmente accessibile. Inoltre si tratterà di un
vero e proprio scambio
culturale: altri Paesi potranno “toccare con mano” il
centro di Catania fortemente voluto dall’avv. Giuseppe Castronovo – presidente
della Stamperia Braille e della sezione catanese dell’Unione italiana ciechi ed
ipovedenti (UICI) -, facendo tesoro di questa preziosa esperienza. ù prevista
la partecipazione del Presidente dell’Ebu Colin Low e di uno dei due
vicepresidenti, Tommaso Daniele, che in Italia presiede l’UICI a livello
nazionale.
L’Architetto Bilotti, in veste di
vicepresidente della commissione autonomia e mobilità dell’Ebu, spiega che “si
studierà la nuova legislazione perché entro luglio entrerà in vigore la normativa europea
per l’accessibilità degli aeroporti (per persone con disabilità fisica e
sensoriale)”.
Nota: il fine principale della European Blind Union è, come recita il
suo statuto, “consentire ai ciechi parziali o totali europei di incontrarsi per
esprimere le proprie opinioni ed aspirazioni per intraprendere un’azione
collettiva, in sintonia con le decisioni adottate democraticamente, per
proteggere i loro diritti umani, civili, politici, economici, sociali e
culturali; in modo che possa crescere l’autostima e consentire di
realizzare appieno il proprio potenziale; infine, per rappresentare i propri
interessi”.
Link utile: European Blind Union
Nuovo “occhio elettronico” per disabili visivi
Nuovo “occhio elettronico” per disabili
visivi
ù un apparecchio in grado di leggere, di riconoscere immagini e colori
12 giugno 2008 – Dare
voce ai testi stampati grazie a un apparecchio dotato di sintesi vocale. Si
tratta, in sostanza, di una sorta di “occhio elettronico” esterno, un sofisticato scanner
parlante multifunzione ad uso dei disabili visivi. Il dispositivo – che esiste anche in versione
portatile – ha preso corpo grazie a una collaborazione tra pubblico (Università
di Tor Vergata di Roma) e una società capitolina, grazie al progetto
“Incubatore d’Impresa” e il sostegno dell’allora Ministero
delle Attività
Produttive.
Questo nuovo apparecchio può aiutare i ciechi e gli
ipovedenti a riconoscere gli oggetti, traducendo in parole le tonalità dei colori, ma anche “raccontando” quale sia il livello di luminosità degli
ambienti. Inoltre consente di creare un database: gli oggetti possono essere
riconosciuti elettronicamente a distanza di tempo. Si può utilizzare
anche con un computer fisso (dotato di porta Usb): è sufficiente posizionare la videocamera
sugli oggetti e premere un pulsante per ricevere la descrizione vocale dei
testi, dei colori, della luminosità e della presenza di disegni.
La videocamera è fatta in modo da valorizzare
l’esperienza tattile dell’utente per ottenere un facile posizionamento anche
sugli oggetti più complicati (bottiglie, scatole, confezioni, biglietti piccoli
e grandi), dove l’utilizzo di uno scanner è difficoltoso se non impossibile. La
versione completa, infine, è dotata di un lettore mp3 integrato ed è in grado di
memorizzare le immagini e i testi per rileggerli successivamente; integra un
registratore di messaggi sintetizzati e un’agenda vocale che permette di
memorizzare i propri appuntamenti anche se non si può scrivere.
Fonti: Università di Tor Vergata, B-Eye.
Più rischio glaucoma se operati di cataratta da piccoli
Più rischio glaucoma se operati di cataratta da piccoli Dopo l’intervento bisogna sottoporre i piccoli a controlli periodici
11 giugno 2008 – Il rischio di glaucoma
aumenta se ci si è operati di cataratta in età infantile, sopratutto prima dei nove mesi. ù la
conclusione alla quale perviene uno studio retrospettivo condotto circa su 600
giovani danesi operati di cataratta tra il 1977 e il 2001. Infatti un
glaucoma è insorto in 72 occhi di 48 pazienti. Un intervento precoce di
cataratta è risultato associato a un aumento
di 7,2 volte del rischio di sviluppare un glaucoma (incidenza a dieci anni del 31,9%
nei bambini di meno di 9 mesi contro 4,1% negli altri). Il rischio di contrarre
la malattia che, se non curata, provoca la cecità, persiste oltre i dieci anni.
ù quindi necessaria una sorveglianza prolungata del glaucoma: servono controlli
oculistici periodici con l’uso del tonometro per misurare la pressione
intraoculare.
Fonte originale: Investigative Ophthalmology & Visual Science 2008 (per l’abstract clicca qui).
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AMD, minor rischio di cecità con dieta a base di pesce


Ophthalmology, che passa in rassegna nove ricerche precedenti. Dunque la prevenzione della cecità passa innanzitutto per un corretto stile di vita: a partire da un’alimentazione



A livello mondiale 25-30 milioni di individui ne soffrono, di cui 4-5 milioni sono ciechi assoluti. L’incidenza dell’AMD è rara

Link utile (in inglese): AMD Alliance International
Fonte
originale: JAMA/Archives su Archives of Ophtalmology 


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Non essere ciechi di fronte alla malattie genetiche




Fonte: Telethon