Studio Usa conferma: si può imparare a vedere
Se si è ipovedenti in alcuni casi si possono recuperare parzialmente le capacità visive grazie alla riabilitazione, con risultati incoraggianti. Ad esempio, quando si è affetti dalla degenerazione maculare, che colpisce il centro della retina e affligge specialmente gli anziani.
Grazie a un programma di riabilitazione visiva approntato da medici oculisti e da altro personale specializzato si può imparare a sfruttare al meglio le proprie capacità visive residue. A questo argomento è dedicato un articolo pubblicato nel 2008 su Archives of Ophthalmology: si tratta di uno studio americano condotto su 126 pazienti dall’Università dell’Illinois di Chicago.
Durante la sperimentazione sono stati creati due gruppi: i 64 pazienti – con età media di 79 anni – che hanno intrapreso il percorso di riabilitazione hanno avuto effetti benefici già dopo quattro mesi, mentre coloro che non hanno partecipato ad alcun programma hanno sofferto di “piccole riduzioni” delle funzioni visive.
In Italia grande attenzione alla riabilitazione viene prestata, in particolare, dal Polo Nazionale presso il Policlinico Gemelli: si tratta di un centro all’avanguardia, ricco di competenze, dove un’équipe interdisciplinare è molto attenta ai casi individuali.
Fonte principale: Archives of Ophthalmology
Salvare gli occhi col… raffreddore Sperimentata la terapia genica contro l’amaurosi di Leber congenita
sperare per la cura dell’amaurosi congenita di Leber, una malattia ereditaria che colpisce la retina provocando un peggioramento progressivo della vista fino a culminare nella cecità. Infatti grazie a iniezioni sotto la retina si è potuto sostituire il gene malato (RPE65) con uno sano: con questa ‘terapia genica’ si è riparato il codice genetico, costituito da una lunga sequenza di basi (simili ai pioli di una scala a chiocciola).
americana era riuscita a sostituire il gene malato RPE65 con un gene sano grazie a un virus modificato del comune raffreddore. Infatti se il gene non funziona correttamente si mina alla radice la possibilità di sintetizzare correttamente una proteina essenziale per la visione.
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni feriali dalle 10 alle 13). Risponde un medico oculista anche alle domande che vengono poste nel 
si maneggiavano oggetti, come stavano seduti, in piedi o come camminavano).
Numero Verde di assistenza oculistica (tutte le mattine dei giorni
vista, un giorno potrà essere curata ‘aggiustando’ i geni malati (
a far trasportare al virus del raffreddore solo 4,7 kilobit, in questo studio i ricercatori sono riusciti quasi a raddoppiare la sua capacità, traghettando quindi più sequenze di Dna ‘sané. Questa tecnica è probabilmente una delle strade maestre e, in futuro, si spera che possa consentire di sconfiggere le malattie genetiche. 
conservazione della lente, oltre che per la corretta igiene dell’occhio. Il ‘massaggio’ della lente con la ‘soluzione unica’ – spiega l’oculista – serve a ripulirla delle proteine che vi si depositano con l’uso e bisogna farlo sempre, mentre i contenitori delle lenti devono essere sostituiti ogni mese. Differente discorso per le one day (le giornaliere) e le semirigide (gaspermeabili): le prime devono essere veramente buttate via dopo l’uso, anche se sono state portate per poche ore; le altre sono meno a rischio di infezioni, ma va ugualmente utilizzata una igiene scrupolosa”. Per tutti questi motivi le giornaliere sono, in linea di massima, più sicure. La Soi, inoltre, ricorda che la
cosa assolutamente da non fare è lavare le lenti sotto l’acqua del rubinetto (e nemmeno farsi la doccia con le lenti a contatto). Perché con l’acqua corrente si possono contaminare le lenti: la più comune infezione e anche la più devastante è quella da acanthamoeba, che si trova soprattutto nell’acqua dolce: può provocare ascessi e 







