Ciechi, miglior orientamento con realtà virtuale sonora Le nuove tecnologie possono essere utilizzate per migliorare le capacità cognitive dei non vedenti 21 settembre 2009 – Navigare nella realtà virtuale sonora stimola il cervello dei ciechi e può aiutare a orientarsi nella vita reale. Grazie a speciali giochi al computer, in assenza di capacità visive, la mobilità nello spazio può essere migliorata. Lo sostiene un nuovo studio condotto dalla Harvard Medical School di Boston e dall’Università del Cile di Santiago. “Per gli individui ciechi – scrivono Lotfi B. Merabet e Jaime Sánchez, autori dello studio – lo spostamento richiede la costruzione di una mappa
spaziale cognitiva del proprio ambiente circostante”. Quindi si stanno sviluppando nuove tecnologie per aiutare i disabili visivi, migliorandone le capacità cognitive. Secondo i ricercatori la navigazione virtuale sonora, almeno nei non vedenti, consente di promuovere la creatività e la capacità di risoluzione dei problemi: immergendosi nella realtà virtuale uditiva si possono stimolare le rappresentazioni mentali. I corsi di orientamento e mobilità restano – secondo Merabet e Sánchez – “un punto di forza della riabilitazione dei ciechi”; infatti, gli “individui colpiti da disabilità visiva possono guadagnare un’indipendenza funzionale”. Tuttavia, al contempo è fondamentale stimolare la flessibilità e le capacità di adattamento: in questo può aiutare il ricorso alla realtà virtuale sonora con cui, ad esempio, si può insegnare più facilmente ad orientarsi nelle metropolitane. Pubblicato su AER Journal: Research and Practice in Visual Impairment and Blindness, vol. 2, n. 3, Summer 2009, pp. 128-136.
Staminali salva-vista da liquido amniotico






Fonti: Biocell Center, Varese News
Staminali salva-vista da liquido amniotico






Fonti: Biocell Center, Varese News
Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020






Fonte :
Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO)Nigeria, +40% di ciechi entro il 2020






Fonte :
Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO)Staminali ottenute dal grasso



Fonte di cellule che possono essere ringiovanite con più facilità e usate per riparare i tessuti danneggiati. La scoperta è stata fatta in California: i ricercatori sono riusciti a riprogrammare geneticamente le cellule adipose adulte, più facili da moltiplicare e da mantenere in coltura: rappresentano una sorgente ideale di staminali autologhe (ossia dell'individuo stesso, che permettono di evitare il rigetto).
Se in precedenza sono state utilizzate cellule adulte della pelle (clicca qui), il Prof. Joseph Wu e i suoi collaboratori dell'Università di Stanford (Usa) si sono resi conto che il grasso consente di ricavare staminali quasi al doppio della velocità e in modo circa 20 volte più efficiente. Una sorta di ‘miniera' ricavata dal grasso in eccesso di persone di età compresa tra i 40 e i 65 anni; sono poi stati usati quattro ‘interruttori' genetici per riportare le cellule adulte allo stadio indifferenziato, usando come vettore un virus svuotato del suo contenuto: una volta tornate staminali, possono essere guidate in modo da generare diversi tessuti dell'organismo (muscoli, tendini, ossa, neuroni, retina, ecc.). Inoltre, non è stato necessario alimentare artificialmente le cellule, riducendo così alcuni effetti collaterali.


Fonti: Stanford University, PNAS
Staminali ottenute dal grasso



Fonte di cellule che possono essere ringiovanite con più facilità e usate per riparare i tessuti danneggiati. La scoperta è stata fatta in California: i ricercatori sono riusciti a riprogrammare geneticamente le cellule adipose adulte, più facili da moltiplicare e da mantenere in coltura: rappresentano una sorgente ideale di staminali autologhe (ossia dell'individuo stesso, che permettono di evitare il rigetto).
Se in precedenza sono state utilizzate cellule adulte della pelle (clicca qui), il Prof. Joseph Wu e i suoi collaboratori dell'Università di Stanford (Usa) si sono resi conto che il grasso consente di ricavare staminali quasi al doppio della velocità e in modo circa 20 volte più efficiente. Una sorta di ‘miniera' ricavata dal grasso in eccesso di persone di età compresa tra i 40 e i 65 anni; sono poi stati usati quattro ‘interruttori' genetici per riportare le cellule adulte allo stadio indifferenziato, usando come vettore un virus svuotato del suo contenuto: una volta tornate staminali, possono essere guidate in modo da generare diversi tessuti dell'organismo (muscoli, tendini, ossa, neuroni, retina, ecc.). Inoltre, non è stato necessario alimentare artificialmente le cellule, riducendo così alcuni effetti collaterali.


Fonti: Stanford University, PNAS
Prevedere la disabilità


Prevedere la disabilità La risonanza magnetica permetterebbe di prevenire alcune forme d’invalidità
8 settembre 2009 – Certe forme di disabilità possono essere previste ‘guardando’ nel cervello. ù quanto sostiene l’Università degli studi di Firenze: grazie alla risonanza magnetica possono essere individuate alterazioni dei vasi sanguigni (chiamate leucoaraiosi) che preludono alla perdita di autonomia degli anziani. Dunque, si può puntare maggiormente sulla prevenzione controllando innanzitutto la pressione arteriosa che, se troppo alta, può tra l’altro avere ripercussioni a livello oculare (vedi retinopatia ipertensiva ).
Lo studio ha seguito per tre anni 639 soggetti inizialmente autonomi nelle comuni funzioni della vita quotidiana, che tuttavia presentavano alterazioni nella zona profonda del cervello. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti annualmente a test della memoria e dell’attenzione, prove per l’equilibrio e la deambulazione, valutazioni del tono dell’umore e della qualità della vita. “Già dopo un anno – spiega Domenico Inzitari, ideatore e direttore dello studio – avevamo notato che i soggetti con le alterazioni più gravi avevano maggiori difficoltà nell’uso del telefono, nel fare la spesa e prendere le medicine. I dati ottenuti dopo tre anni di osservazione hanno confermato che i soggetti che alla risonanza basale risultavano con le lesioni più estese, avevano un rischio di perdere la loro autonomia nella vita di tutti i giorni più che doppio rispetto a coloro che presentavano lesioni di grado lieve”.
Lo studio – condotto da 11 centri europei (è finanziato dall’Ue) e diretto dal gruppo di ricerca fiorentino del Dipartimento di scienze neurologiche e psichiatriche – è stato pubblicato on-line dall’autorevole British Medical Journal.
Fonti: Università di Firenze , British Medical Journal .
Programma Oms: antibiotico dimezza la mortalità infantile


Vedere col ‘sesto senso’






Fonti: PNAS, University of Western Ontario (J. Renaud).