Miglior vista senza fumo Rinunciare alle sigare
tte giova anche alla vista degli anziani 4 gennaio 2010 – Non è mai troppo tardi per smettere di fumare e difendere così la propria salute visiva. Un nuovo studio statunitense, pubblicato sull’ American Journal of Ophthalmology , si è concentrato sui danni che il tabacco provoca alla zona centrale della retina (a causa di una malattia oculare chiamata AMD ) nelle donne dai 78 agli 83 anni. Per i malati di degenerazione maculare la prevenzione è fondamentale: la forma detta secca (atrofica), quella più comune, è attualmente incurabile, mentre la forma umida può essere trattata con iniezioni nell’occhio (dette intravitreali). La zona più sensibile della retina, detta macula, è deputata alla visione centrale, dettagliata e a colori; preservarne l’integrità è importante perché serve per attività quotidiane come la lettura, il riconoscimento dei volti o la guida. Se le cellule di questa zona degenerano si crea una macchia scura
al centro del campo visivo (scotoma centrale). Lo studio americano è stato condotto su 1.958 donne, a cui è stato fotografato il fondo oculare . Dopodiché è stata confrontata la retina delle fumatrici (75) con quella delle non fumatrici. Secondo i ricercatori le donne che ancora fumano corrono maggiori rischi di essere colpite dall’AMD (l’11% in più). Non solo, ma anche l’abuso di alcol può favorire l’insorgenza della malattia. è stato ipotizzato – sottolinea l’Università della California di Los Angeles in un comunicato – che il rischio di ammalarsi di degenerazione maculare senile aumenti a causa del calo del livello di antiossidanti nel siero sanguigno, con alterazione dell’irrorazione retinica e la riduzione dei pigmenti della retina. “Questo studio ci offre un’altra ragione stringente per smettere di fumare”, ha concluso Paul Sieving, direttore dell’Istituto oftalmologico statunitense (National Eye Institute). Oltre a rinunciare al fumo, è però importante seguire una dieta ricca di verdure a foglie verde, pesce e noci; inoltre, non va mai dimenticata l’importanza dell’esercizio fisico quotidiano. Referenza originale: “The Association of Smoking and Alcohol Use With Age-related Macular Degeneration in the Oldest Old“, by Anne L. Coleman, Robin L. Seitzman, Steven R. Cummings, Fei Yu, Jane A. Cauley, Kristine E. Ensrud, Katie L. Stone, Marc C. Hochberg, Kathryn L. Pedula, Edgar L. Thomas, Carol M. Mangione, The Study Of Osteoporotic Fractures Research Group, American Journal of Ophthalmology, Volume 149, Issue 1, January 2010, pp. 160-169.
Fonte: University of California-Los Angeles Ultimo aggiornamento: 5 gennaio 2009



consentono di avere una visione ad ‘alta definizione’ e a colori mentre i bastoncelli, numerosi nella periferia retinica, servono alla visione con scarsa luminosità e sono particolarmente sensibili al movimento. Se assunti in quantità adeguate, i carotenoidi possono ridurre la sensazione di abbagliamento, migliorare il contrasto e ridurre il tempo di recupero dal fotostress (nel passaggio da un ambiente molto luminoso all’oscurità). 

neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale).
maggior impiego in età pediatrica e nella popolazione anziana. In particolare, nel corso del 2008, 53 bambini su 100 e 50 anziani su 100 hanno ricevuto almeno un antibiotico. Con l’avanzare dell’età diviene maggiore anche la frequenza di prescrizioni di antibiotici ripetute (6 o più prescrizioni nel 17% dei casi)”.
e i 19 anni. Mentre tra i 45 e i 49 anni una persona su due ricorre alle lenti, dopo i cinquant’anni si supera la soglia del 60%, per arrivare – nella fascia compresa tra i 75 e i 79 anni – a un massimo del 67,6%. Tendenzialmente maggiore è l’età e più frequentemente si ricorre agli occhiali, anche per la 
trattamento della degenerazione maculare legata all’età”, ha affermato Sherry Hikita, direttrice del laboratorio di biologia di cellule staminali dell’Università della California. Un altro autore, Dave Buchholz, ha sottolineato come le staminali ottenute dal paziente stesso evitino il rischio di rigetto: “La speranza è che, trapiantando nuove cellule retiniche dell’epitelio pigmentato – derivate da cellule staminali pluripotenti indotte (ossia riprogrammate geneticamente, ndr ) – i fotorecettori rimangano sani, prevenendo la perdita della vista”.