L’Alzheimer si guarda negli occhi Nuova tecnica per diagnosticare la degenerazione del nervo ottico 14 gennaio 2010 – Una diagnosi di Alzheimer… in diretta. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, possono anche consentire di conoscere la salute dell’organismo, a partire da una malattia degenerativa del sistema nervoso che colpisce, il più delle volte, gli ultrasessantenni. Oculisti dell’Università di Londra (UCL), grazie a un oftalmoscopio laser e a una sostanza fluorescente, hanno scovato cellule morte nella testa del nervo ottico di cavie di laboratorio, riuscendo così a risalire alla sua causa. La malattia di Alzheimer, che causa demenza (amnesie e altri deficit cognitivi), attualmente è incurabile; tuttavia, una sua eventuale diagnosi precoce attraverso questa tecnica di imaging potrebbe consentire almeno di rallentarne il decorso. Questo test potrà essere disponibile entro cinque anni. La Commissione europea, nel suo Rapporto Mondiale Alzheimer 2009, stima che i malati in Europa siano 7,3 milioni e nel mondo 35 milioni, con un incremento del 10% rispetto al 2005 (imputabile probabilmente all’invecchiamento demografico). Per questo, scrive Alzheimer Italia, la sfida della cura della malattia “richiede nuovi approcci terapeutici, assistenziali e sociali”. Infine, un’altra tecnica che consentirebbe una diagnosi precoce di Alzheimer si basa su un altro senso, l’olfatto. Si è visto che nei topi l’accumulo di placche amiloidi (aggregati che ostacolano il passaggio della corrente bioelettrica nei neuroni) va a colpire il sistema olfattivo, riducendo la sensibilità agli odori. Questo elementare test ‘profumato’, ammesso che si riveli valido sugli esseri umani, sarebbe tra l’altro nettamente meno dispendioso di una più sofisticata scansione cerebrale. Referenza originale principale: “Imaging multiple phases of neurodegeneration: a novel approach to assessing cell death in vivo”, by M Francesca Cordeiro, Li Guo, Katy M Coxon, James Duggan, Shereen Nizari, Eduardo M Normando, Stefano L Sensi, Adam M Sillito, Frederick W Fitzke, Thomas E Salt and Stephen E Moss, Cell Death & Disease, Jan. 2010.
Fonti: University College of London, Federazione Alzheimer Italia, Journal of Neuroscience. Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2010.




diottrie e, con gli occhiali bifocali prismatici, a 0,7 diottrie, quando affetti da strabismo latente (exoforia).




Gli effetti negativi del fumo attivo nei bambini sono stati ampiamente dimostrati, ma naturalmente i giovanissimi sono danneggiati anche dall’esposizione involontaria al fumo passivo. Secondo un’indagine globale sul consumo di tabacco nelle scuole, condotta in 137 Paesi, quasi la metà degli alunni che non hanno mai toccato i pacchetti respirano aria inquinata dal tabacco, sia in casa (46,8%) che fuori (47,8%). Tale percentuale è all’incirca doppia se si aggiungono adulti ad anziani: nel mondo il 94% della popolazione subisce il fumo passivo.


