“Genomica visionaria”

“Genomica visionaria” Negli Usa, dal primo al 5 maggio, si discuterà all’ARVO di malattie oculari e progressi tecnologici Un occhio di riguardo per le malattie genetiche: lo ha il nuovo meeting annuale organizzato dall’ARVO negli Usa, considerato l’evento più importante dell’oculistica internazionale, che quest’anno si svolge dal primo al 5 maggio in Florida. “I progressi delle scienze genomiche – scrive l’ Association for Research in Vision & Ophthalmology – e le tecnologie correlate stanno rivoluzionando la biologia e la medicina. Ora siamo in grado di identificare le variazioni genetiche associate alla malattie della vista. Gli strumenti bioinformatici ci stanno aiutando a decifrare le complessità della regolazione genetica e stiamo imparando di più su come interagiscano le cellule umane e i microbi”. Tra le patologie genetiche oculari sono da annoverare malattie quali la retinite pigmentosa o l’amaurosi congenita di Leber. Inoltre ve ne sono molte per cui esiste una componente genetica accanto ad altri fattori di rischio (AMD, glaucoma, ecc.). L’appuntamento internazionale è un’occasione per gli esperti per fare il punto sugli ultimi sviluppi della scienza medico-oculistica anche per quanto concerne gli aspetti genetici.

Leggi anche “Terapia genica oculare“.

Fonte principale: ARVO

Pagina pubblicata il 29 aprile 2011.

Ultima modifica: 3 maggio 2011.

Oms, puntare agli stili di vita sani

Edificio del WHO a Ginevra

Edificio del WHO a GinevraOms, puntare agli stili di vita sani Si possono prevenire molte malattie rinunciando al fumo, bevendo poco alcol, seguendo una dieta corretta e praticando sport Rinunciare al tabacco, praticare l’esercizio fisico, seguire una dieta varia e non abusare dell’alcol. L’importanza di queste semplici indicazioni è stata sottolineata in occasione della Prima Conferenza ministeriale globale “sugli stili di vita salutari e sul controllo delle malattie cronico-degenerative non trasmissibili” promossa il 28 aprile 2011 a Mosca dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dal governo russo. La prevenzione può salvare, oltre alla vista, anche la vita: la maggior parte dei decessi dovuti a malattie non contagiose sono attribuibili a patologie cardiovascolari, seguite da cancro, malattie respiratorie e diabete. Quest’ultima patologia, secondo l’Oms, colpisce 220 milioni di persone e, se non curata adeguatamente, può provocare anche ipovisione e cecità (si legga retinopatia diabetica ).Campagna Oms contro il fumo Inoltre il fumo è considerato un fattore di rischio dello sviluppo della degenerazione maculare legata all’età ( AMD ). Stando all’Oms si possono prevenire l’80% di malattie cardiache premature, ictus e casi di diabete. Ben 36 milioni di decessi su 57 milioni (dati 2008) sono imputabili alle malattie non trasmissibili; in 29 casi su cento essi avvengono prima dei 60 anni nei Paesi a basso e a medio reddito.

Fonti principali: Oms , Ministero della Salute

Pagina pubblicata il 28 aprile 2011.

Ultima modifica: 27 aprile 2012.

Completata la codifica del DNA del melanoma

Metastasi pancreatica (Foto: NCI, R.Lee)

Metastasi pancreatica (Foto: NCI, R.Lee)Completata la codifica del DNA del melanoma Il cancro della pelle può colpire anche il bulbo oculare 27 aprile 2011 – ‘Scandagliare’ il Dna del cancro della pelle può aiutare a combatterlo. Una squadra di ricercatori guidata dagli Istituti Nazionali della Salute americanimelanoma oculare ha completato la codifica del codice genetico del melanoma, un tumore che può colpire anche il bulbo oculare. Si è, quindi, studiata la ‘firma genetica’ di questo tipo di cancro leggendo l’1-2 per cento dell’intero Dna: sono 68 i geni che appaiono mutare con una frequenza elevata. La ricerca è stata anticipata on-line nel sito ufficiale di Nature Genetics . “è ora chiaro che l’analisi genomica avrà un grande impatto sulla nostra capacità di diagnosticare e trattare il cancro”, ha affermato Eric D. Green, direttore del National Human Genome Research Institute. Il melanoma è uno dei tumori solidi che pongono più problemi perché muta facilmente. Dunque carpirne i ‘segreti’ può essere importante per combatterlo meglio. Il tumore intraoculare più diffuso è il melanoma della coroide . Attualmente si può trattare con successo ricorrendo, a seconda dei casi, alla terapia con placche radioattive o persino sottoponendo il fondo oculare a un ‘bombardamento’ con un fascio di protoni per colpire le cellule tumorali.

Fonti principali: National Cancer Institute , Nature Genetics

Più prevenzione e meno ospedalizzazione

Più prevenzione e meno ospedalizzazione Secondo Federsanità-Anci occorrerebbe più assistenza sul territorio 20 aprile 2011 – Il 5% delle risorse per l’assistenza sanitaria spese per la prevenzione, il 44% per gli ospedali e il 51% per la sanità territoriale. Sarebbe questa la “formula magica” della buona sanità secondo Federsanità-Anci, una Federazione di USL, aziende ospedaliere e conferenze dei sindaci. Eppure non si investe ancora abbastanza in prevenzione: nelle regioni italiane generalmente la spesa si concentra ancora sugli ospedali. Nonostante il Ministero della Salute abbia ripetutamente sottolineato che bisogna ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere: non a caso si sta progressivamente assistendo al taglio dei posti-letto (compensato parzialmente dall’aumento del day-hospital ) e alla chiusura di alcuni degli ospedali più piccoli. Solo per fare un esempio dello “sbilanciamento” di risorse oggi il Lazio spende per il territorio soltanto il 38% delle sue risorse economiche in sanità, ma se raggiungesse la quota del 51% Federsanità ha calcolato che il risparmio sarebbe di un miliardo e mezzo all’anno. Tuttavia, conclude Federsanità, l’opinione pubblica non percepisce positivamente la chiusura degli ospedali più piccoli e considerati meno efficienti.

Fonte principale: Federsanità Anci

Combattere la degenerazione maculare legata all’età

Combattere la degenerazione maculare legata all’età Si è tenuto dal 15 al 17 aprile a New York il congresso mondiale dell’ AMD Alliance International La degenerazione maculare legata all’età si combatte con uno sforzo globale. Si è tenuto dal 15 al 17 aprile a New York il congresso internazionale dell’ AMD Alliance per fare il punto sulla lotta contro la malattia oculare che è la prima causa di cecità legale nei Paesi di maggior benessere: quattro persone su dieci hanno perso la vista per questo motivo tra i menomati della vista. Cifre da brivido che fanno capire anche l’importanza, da un lato, della prevenzione (attraverso la rinuncia al fumo, una corretta alimentazione e regolare esercizio fisico) e, dall’altro, la necessità di fare ricorso tempestivamente a trattamenti disponibili, ma solo nel caso della forma umida della malattia (meno diffusa ma a più rapida evoluzione). Secondo le stime fornite dell’Associazione globale di pazienti di AMD i malati di questa patologia retinica degenerativa sono circa 30 milioni nel mondo. La malattia, che riduce la visione centrale, può essere ‘invalidanté: diminuisce la qualità della vita dei malati, rende loro difficile svolgere attività quotidiane (come leggere, guidare la tv, riconoscere i volti o guidare), li rende più esposti al rischio di fratture in seguito a cadute e aumenta il rischio di depressione. Ai lavori del congresso americano hanno partecipato, tra gli altri, tre membri dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus: Tiziano Melchiorre (Vicepresidente di AMD Alliance International ), l’avv. Giuseppe Castronovo (componente del direttivo mondiale di AMD Alliance nonché Presidente della Sezione italiana della IAPB) e il dott. Michele Corcio (Vicepresidente della suddetta Agenzia). Notizia pubblicata per la prima volta l’11 aprile 2011. Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2011.

Fonti: AMD Alliance, Mediawebsite.net

Tre volte meno malati di AMD

Retina colpita dalla forma umida di AMD

Retina colpita dalla forma umida di AMDTre volte meno malati di AMD Stili di vita salutari significano maggiore protezione anche per la vista 18 aprile 2011 – Vista più ‘in forma’ con uno stile di vita sano. Se non si presta attenzione alla dieta, non si rinuncia al fumo e non si pratica regolarmente un’attività sportiva si è più a rischio di essere colpiti – a partire dai 55 anni in poi – dalla degenerazione maculare legata all’età ( AMD ), una malattia oculare che può compromettere la visione centrale. Lo attesta uno studio pubblicato su Ophthalmology , in cui si sono studiate donne di età compresa tra i 55 e i 74 anni: “Modificare gli stili di vita potrebbe ridurre il rischio di contrarre precocemente l’AMD di ben tre volte, abbassando il rischio di contrarre la forma grave nel corso della Praticare regolarmente una attività sportiva migliora il benessere e aiuta anche... la vistavita della persona e riducendo i costi sociali ed economici dell’AMD per la società”. Se praticare un’attività fisica ha ridotto del 54% il rischio di manifestare le prime fasi della degenerazione maculare legata all’età rispetto a chi conduceva una vita più sedentaria, una dieta sana ha protetto meglio le donne (rischio ridotto del 46%) rispetto a chi si alimentava in modo errato. Tuttavia, solo rinunciando contemporaneamente alle sigarette, seguendo una dieta ricca di vitamine e praticando l’esercizio fisico si è arrivati a una probabilità significativamente più bassa di essere colpiti dalla malattia oculare degenerativa (71% in meno rispetto alle situazioni peggiori). Lo studio è stato condotto sia facendo compilare un questionario alle pazienti sul loro stile di vita e sia scattando foto 3D del fondo oculare anche a distanza di sei anni per verificare la presenza e la gravità dell’AMD. Sul campione considerato si è riscontrata la malattia oculare in 202 donne su un campione di 1313. Esistono due forme di AMD, una secca (più diffusa) e l’altra umida (a più rapida evoluzione e meno comune, ma trattabile). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la malattia oculare ha già provocato disabilità visiva nel 6% delle persone (su 285 milioni di ciechi e ipovedenti). Per testare la tua vista clicca qui .

Fonte principale: Ophthalmology .

Ultima modifica di questa pagina: 7 marzo 2013

Staminali… da maiali

Staminali riprogrammate trapiantate nella retina di un maiale (Foto: Dean DC et al.)

Cover image for Vol. 29 Issue 4Staminali… da maiali Trapiantate da un animale all’altro cellule riprogrammate per riparare la retina. In prospettiva si punta a replicare l’esperimento sugli esseri umani 15 aprile 2011 – Riparare la retina danneggiata usando le staminali ottenute ringiovanendo le cellule adulte. Ancora non ci si riesce sugli esseri umani, ma ricercatori americani e cinesi hanno conseguito un successo utilizzando gli dei maiali. Lo studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Stem Cells ‘apre gli occhi’ su un metodo considerato efficace per isolare e trapiantare le staminali. Allo stato attuale, però, secondo i ricercatori i trattamenti per riparare la retina umana danneggiata dalle malattie degenerative sono ancora una sfida per la scienza medica. Staminali riprogrammate trapiantate nella retina di un maiale (Foto: Dean DC et al.) Insomma, gli sperimentatori sono riusciti a usare le cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs), ossia cellule adulte ringiovanite grazie a un intervento genetico con cui tornano ‘indietro nel tempo’: si attivano degli ‘interruttori’ genetici seguendo una procedura scoperta in Giappone. Quindi è stata dimostrata la loro compatibilità con l’ambiente dei fotorecettori. Il direttore della ricerca, Douglas Dean, dell’Università di Louisville, ha preferito impiegare i maiali per la sperimentazione perché la loro retina è più simile a quella umana rispetto a quella dei topi di laboratorio (più ricca di bastoncelli). “I nostri risultati dimostrano – ha concluso il prof. Dean – che le cellule staminali suine possono essere integrate in un tessuto retinico di maiale”. Anche gli esseri umani potrebbero, in un futuro più o meno lontano, beneficiare di queste ricerche se sono affetti da malattie retiniche degenerative incurabili.

Fonte: Wiley-Blackwell

Più prevenzione sanitaria per i migranti

Da sinistra John Dalli (Commissario Ue per la Salute), Ferruccio Fazio (Ministro della Salute) e Zsuzsanna Jakab (Oms Europa)

Da sinistra John Dalli (Commissario Ue per la Salute), Ferruccio Fazio (Ministro della Salute) e Zsuzsanna Jakab (Oms Europa)Più prevenzione sanitaria per i migranti Bisogna provvedere alla loro salute, ma secondo la Commissione Ue bisogna ridimensionare gli allarmismi 14 aprile 2011 – “Dobbiamo attuare la prevenzione in casi come l’attuale circostanza migratoria: dobbiamo adottare approcci per seguire i migranti, per provvedere alla loro sicurezza, incolumità, salute e per far sì anche che noi offriamo una completa protezione ai nostri cittadini”. Lo ha affermato il Commissario per la Salute dell’Unione europea, John Dalli, intervenuto il 13 aprile a Roma presso il Dicastero della Salute in una conferenza stampa congiunta con Zsuzsanna Jakab dell’Oms (Europa) e al Ministro della Salute Ferruccio Fazio. L’evento, organizzato dal Ministero della Salute italiano, in collaborazione con la Commissione Europea Direzione Generale Salute e Protezione dei Consumatori e con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Ufficio Regionale per l’Europa, ha riunito Ministri, Segretari di Stato e funzionari di alto livello provenienti da Italia, Cipro, Francia, Grecia, Malta, Spagna e Ungheria, insieme ai rappresentanti dell’OMS Ufficio Regionale per il Mediterraneo Orientale, dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), e del Centro Europeo per Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC). “Non siamo qui riuniti perché c’è una crisi – ha rassicurato il Commissario Ue per la salute Dalli – ma per prevenirla”, sottolineando come la Commissione europea abbia tutti gli strumenti per affrontare il problema sanitario e umanitario. Dal canto suo il Ministro Fazio ha sostenuto che il fenomeno dei migranti per motivi legati alle condizioni nei Paesi d’origine, in questo periodo prevalentemente africani, è unMinistero della Salute (sede di Roma Eur) “problema molto vissuto, cronico, e non solo acuto (che si presume possa terminare a breve)”. Però bisogna agire tempestivamente, ha ricordato Fazio, “per rafforzare la preparazione dell’Europa per un aumento possibile della domanda di assistenza”. Se da un lato, quindi, bisogna aumentare la capacità di sorveglianza sanitaria attraverso un maggiore coordinamento tra Paesi, dall’altro lato occorre un sostegno economico più sostanzioso; ma è indispensabile anche sottolineare la necessità del rispetto dei diritti umani. A livello sanitario esiste sia un problema di malattie croniche (i profughi, se già si curano, spesso smettono di farlo) e sia quello di patologie contagiose tipo la tubercolosi (in Tunisia ha colpito il 23% della popolazione nel 2009 mentre in Italia il 9%). Va detto, inoltre, che il fenomeno è divenuto più grave per un indebolimento del sistema ospedaliero in atto nei Paesi Nord-africani (soprattutto in Libia). “Gli sviluppi della crisi nord africana aggiungono una dimensione di urgenza sanitaria alle sfide presentate dai movimenti di popolazioni – ha dichiarato il Direttore Regionale OMS per l’Europa Zsuzsanna Jakab –. Dobbiamo assicurare che i nostri sistemi sanitari siano in grado di fronteggiare le esigenze poste dall’aumento dei fenomeni di migrazione. Ogni migrante o richiedente asilo, e in particolare quelli più vulnerabili, fisicamente feriti o affetti da patologie croniche, o provati da un ambiente sovraffollato e da un viaggio impegnativo, dovrebbero poter avere un accesso tempestivo a cure sanitarie di qualità”. “Comunque – ha aggiunto Jakab – la maggior parte dei migranti sono persone sane”. Dal gennaio 2011, 27 000 migranti, l’80% dei quali di origine tunisina, hanno raggiunto le coste europee. “Anche se in questa fase, le migrazioni – si legge nelle Raccomandazioni Conclusive dell’incontro – non hanno causato problemi alla salute del tipo e delle dimensioni che potrebbero costituire un rischio per i sistemi sanitari dei paesi mediterranei dell’Unione europea (UE), e dell’Europa in generale, è importante essere consapevoli delle esigenze sanitarie delle popolazioni migranti costituite da gruppi eterogenei [e] adottare misure adeguate per far fronte ad eventuali necessità, che possono includere sistemi di sorveglianza per le malattie infettive, tra cui malattie emergenti e o ri-emergenti”. I migranti, indipendentemente dal loro status giuridico, dovrebbero ricevere un tempestivo accesso ai servizi sanitari essenziali (si tratta anche di un prerequisito per proteggere la salute della popolazione dei Paesi ospitanti). In particolare, i partecipanti hanno concordato i seguenti principi principali:Migranti – garantire a tutti i migranti il ​​il diritto alla salute ed evitare di puntare il dito contro lo stranieri in base a pregiudizi secondo cui le popolazioni che arrivano dal Nord Africa rappresenterebbero una minaccia per la salute pubblica (il rischio di un’epidemia di malattie tropicali importate come la malaria, il colera, la tubercolosi, o le febbri emorragiche virali è molto improbabile); – rafforzare la preparazione e la risposta nei paesi dell’Unione europea per fronteggiare un eventuale aumento del fabbisogno di cure sanitarie per malattie croniche (per prevenire le epidemie di malattie infettive, e per affrontare le criticità ambientali, con il supporto tecnico dell’ECDC e dell’OMS); – rafforzare la cooperazione e la solidarietà internazionali sugli aspetti di sanità pubblica della crisi – col sostegno della Commissione Europea, degli Uffici Regionali dell’OMS e con il coordinamento delle Nazioni Unite –, coinvolgendo anche la società civile; – migliorare la raccolta e la condivisione di informazioni attraverso strumenti esistenti (Regolamento Sanitario Internazionale) così come la ricerca, l’analisi e la formazione sugli impatti delle migrazioni sulla salute; – valutare l’assegnazione delle risorse finanziarie a livello europeo alla preparazione e alla risposta dei sistemi sanitari sulle conseguenze delle migrazioni su larga scala (punto da discutere alla prossima riunione del Consiglio dei Ministri della Salute della UE che si terrà il 6 giugno 2011 a Lussemburgo). Ultimo aggionamento: 15 aprile 2011.

Link utile e

Fonte di riferimento: Ministero della Salute

Giornata europea dei diritti del malato

18 aprile 2011: giornata europea dei malati

18 aprile 2011: giornata europea dei malatiGiornata europea dei diritti del malato Si celebra il 18 aprile. Intanto a Bruxelles si sono incontrate una cinquantina di associazioni di pazienti I malati non solo rivendicano il loro diritto ad avere maggiori informazioni sulla propria salute, a prevenire le patologie e a un trattamento personalizzato, ma anche alla privacy, ad adeguati standard di qualità e al reclamo: sono questi alcuni dei punti contenuti nella Carta europea dei diritti del malato. In vista della Giornata Ue dedicata proprio ai pazienti, che si celebrerà per la quinta volta il prossimo 18 aprile, torna sulla scena il desiderio di sapere, di conoscere e di essere tutelati anche nelle proprie patologie. John Dalli, Commissario Ue alla saluteNell’anno europeo del volontariato l’11 e il 12 aprile si sono riunite a Bruxelles una cinquantina di associazioni che hanno dialogato col Commissario Ue alla Salute John Dalli. I principali obiettivi dell’appuntamento sono stati quelli di accrescere la consapevolezza dei diritti delle persone colpite da malattie in tutti i Paesi europei, presentando al contempo un rapporto sulla situazione attuale in 20 Stati Ue, frutto di audizioni dei pazienti stessi. Inoltre è stato conferito un premio per le buone pratiche della politica sanitaria. Infine si è parlato della nuova direttiva sulle cure transfrontaliere . “I diritti dei pazienti – scrive Cittadinanzattiva – stanno diventando una preoccupazione sempre maggiore delle istituzioni europee”. La stessa associazione, insieme a un gruppo di organizzazioni civiche europee, diede vita nel 2002 alla Carta europea per i diritti del malato, frutto di un lavoro congiunto tra il Tribunale per i Diritti del Malato e di 15 organizzazioni civiche partner della rete europea di Cittadinanzattiva (Active citizenship network). Infine, ricordiamo che, a livello oculistico, è stata redatta dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus e da AMD Alliance International una carta dei diritti del paziente colpito da maculopatia ( clicca qui per leggerla). Per il programma della Giornata europea dei diritti del malato a Bruxelles clicca qui .

Fonti principali: Cittadinanzattiva , Euclidnetwork. Pagina pubblicata l’11 aprile 2011. Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2011.

Sguardo globale

Edificio Oms a Ginevra

Edificio OMS a GinevraSguardo globale La Giornata mondiale della salute si è celebrata il 7 aprile: è stata dedicata alla farmaco-resistenza è stata dedicata alla resistenza ai trattamenti (che i microbi possono sviluppare) la Giornata mondiale della salute che si è celebrata il 7 aprile assieme all’Oms. Le malattie infettive, infatti, vanno affrontate nel mondo più appropriato, non utilizzando impropriamente gli antibiotici: sia che si tratti di malaria , di tubercolosi oppure – a livello oculare – di patologie quali la congiuntivite o la cheratite . Logo Oms Secondo l’Oms la resistenza antimicrobica rappresenta un problema globale perché è causa di morte, ostacola il controllo delle malattie infettive, rischia di farci tornare a un’era precedente all’uso degli antibiotici, fa aumentare i costi dell’assistenza sanitaria, danneggia il commercio e le economie. Per questo è stata sottolineata l’importanza di combattere la resistenza ai farmaci. “Dunque, l’uso inappropriato degli antibiotici – precisa l’Istituto Superiore di Sanità italiano – offre condizioni favorevoli per l’emergere, il diffondersi e il persistere di microrganismi resistenti”. Un aspetto su cui il nostro Ministero della Salute ha insistito spesso. Quindi la campagna dell’Oms è stata improntata alla sensibilizzazione dei cittadini nei confronti di patologie quali l’Aids (che ha persino complicanze oculari), la malaria e la tubercolosi. Solo per quest’ultima malattia lo scorso anno sono stati riscontrati 440mila casi di resistenza a più medicinali che, fino ad oggi, è stata osservata in 69 Paesi. L’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a mettere in atto più politiche e a migliorare le pratiche che servono “per prevenire e affrontare l’emergenza di ceppi ultra-resistenti e ad offrire una cura appropriata a coloro che sono gravemente colpiti da questi microbi”. Nota: può provocare retinopatia.

Fonti principali: OMS , ISS (Notizia pubblicata il 31 marzo . Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2011)