Misurato limite visivo nei bambini piccoli

Misurato limite visivo nei bambini piccoli Circa mezzo secondo è il tempo minimo per riconoscere cambiamenti nelle immagini 19 luglio 2011 – Ci vuole tempo per imparare a guardare il mondo e, soprattutto, a essere consapevoli di ciò che si vede. Com’è intuitivo i bambini piccoli – non avendo ancora un sistema cerebrale ben sviluppato – riconoscono con maggiore lentezza le immagini in rapido cambiamento. A confermarlo ci ha pensato l’Università della California, che ha pubblicato uno studio sulla rivista Psychological Science. I ricercatori americani si sono cimentati in un compito delicato: studiare la velocità con cui i piccoli di età compresa tra i 6 e i 15 mesi riconoscono cambiamenti nelle immagini. Hanno, quindi, constatato che tale velocità è circa dieci volte inferiore rispetto a quella degli adulti. Secondo l’Università della California, infatti, un adulto può riconoscere cambiamenti nelle immagini già se queste vengono visualizzate a un intervallo di 50 millesimi di secondo o più. Nei piccoli studiati, invece, tale limite è di circa mezzo secondo. Questa ricerca potrà essere utile nella diagnosi precoce di disordini neurologici che si manifestano nei primi stadi dello sviluppo, provocando anche deficit nell’elaborazione visiva.

Fonte: University of California-Davis (A. Fell)

Abolito il limite di due decimi per le iniezioni intravitreali

Retina colpita da AMD umida

Retina colpita da AMD umidaAbolito il limite di due decimi per le iniezioni intravitreali I malati della forma umida di degenerazione maculare legata all’età potranno accedere alle cure rimborsabili dal SSN anche se sono ipovedenti medio-gravi 19 luglio 2011 – I malati della forma più grave di degenerazione maculare legata all’età, detta umida o essudativa, potranno presto beneficiare del rimborso del Sistema Sanitario Nazionale delle iniezioni intravitreali anche se vedono meno di 2/10. Lo ha deliberato all’unanimità l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sollecitata, tra gli altri, dalla Società Oftalmologica Italiana (SOI). Ciò significa che, per rallentare la proliferazione incontrollata dei nuovi vasi dannosi per la retina, i medici oculisti potranno praticare più spesso cicli di iniezioni nel bulbo oculare dei cosiddetti anti-VEGF: ora anche gli ipovedenti medio-gravi potranno usufruirne. La SOI, dal canto suo, nei mesi scorsi ha promosso una campagna con la quale oltre 10.000 lettere di protesta sono state inviate all’attenzione delle Istituzioni sanitarie e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La decisione finale sarà presto pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Fonte principale: Soi

Più benefici con la vitamina C

Fondo oculare: la retina è costituita da cellule nervose la cui vita può essere allungata da un adeguato apporto vitaminico

Più benefici con la vitamina C Le cellule retiniche sopravvivono più a lungo con un migliore apporto di acido ascorbico: lo sostiene l’Università dell’Oregon (Usa) sul Journal of Neuroscience Le cellule della retina hanno bisogno di vitamina C per funzionare correttamente. Anche se l’importanza di un adeguato apporto vitaminico per la corretta funzionalità delle cellule nervose non è più sottovalutata da tempo, un nuovo studio condotto dagli scienziati della Oregon Health & Science University è giunto alla conclusione che la principale vitamina contenuta negli agrumi, chiamata anche acido ascorbico, ricopre un’importanza particolare per la vista.Fondo oculare: la retina è costituita da cellule nervose la cui vita può essere allungata da un adeguato apporto vitaminico “Abbiamo scoperto che, per funzionare bene, le cellule della retina devono essere ‘immerse’ in dosi relativamente elevate di vitamina C sia dentro che fuori”, ha affermato Henrique von Gersdorff, coautore dello studio. “Poiché la retina è parte del sistema nervoso centrale, ciò suggerisce – ha concluso il ricercatore – che è probabile che la vitamina C abbia un ruolo importante per tutto il cervello in una misura che prima non avevamo compreso”. Dunque assumere una quantità sufficiente di agrumi, anche sotto forma di spremute, può essere una buona idea. L’articolo è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience . Nota: possibilmente basato su un’alimentazione varia.

Fonti: Oregon Health & Science University, The Journal of Neuroscience

Pagina pubblicata il 18 luglio 2011.

Ultima modifica: 22 luglio 2011.

Inghilterra, ventimila giovani diabetici a rischio

Inghilterra, ventimila giovani diabetici a rischio Oltre l’85% dei bambini e degli adolescenti colpiti da diabete non si controlla: lo sostiene Diabetes UK 15 luglio 2011 – L’Inghilterra chiude un occhio sul diabete giovanile: secondo Diabetes UK l’85% dei giovani britannici non controlla i propri livelli di glucosio nel sangue. Il che, tradotto in cifre, corrisponde a ventimila bambini e adolescenti a rischio, a partire da possibili complicazioni. Infatti, nel lungo periodo un diabete non controllato può causare persino danni alla vista, minando la funzionalità retinica (vedi retinopatia diabetica ).Retina di diabetico I diabetici nel mondo sono, secondo l’Oms, oltre 220 milioni, mentre secondo la rivista The Lancet sarebbero già 347 milioni. Si tratta di una malattia cronica che è stata, non a caso, definita un’“epidemia silenziosa”, sebbene non sia contagiosa. Molto importante è lo stile di vita: è stato dimostrato che la forma meno grave di diabete, il tipo 2, si può controllare mediante la dieta e può essere addirittura reversibile. In Italia i diabetici rappresentano, secondo l’Istat, il 4,5% della popolazione; però la percentuale sale al 14,5% dopo i 65 anni. La prevenzione è particolarmente importante: se da un lato è fondamentale controllare la glicemia (nei casi più gravi con l’insulina), dall’altro diversi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico regolare può tardare l’insorgenza di diabete. Secondo l’Oms dopo 15 anni di diabete circa il 2% delle persone diventa cieca, mentre il 10% di esse soffre di gravi problemi visivi.

Fonti principali: Diabetes UK, Istat , Oms .

Ticket sanitari, confermate esenzioni per fasce deboli

Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio

Il Ministro della Salute Ferruccio FazioTicket sanitari, confermate esenzioni per fasce deboli Invalidi, anziani e malati cronici non subiranno l’aumento sulle prestazioni specialistiche e sui codici bianchi al pronto soccorso 15 luglio 2011 – Per le cosiddette ‘fasce deboli’ della popolazione niente aumenti dei ticket sulle visite specialistiche (tra cui quelle oculistiche) e per i ricorsi cosiddetti ‘impropri’ al pronto soccorso (codici bianchi). Anziani con più di 65 anni e senza redditi familiari elevati, malati cronici e invalidi possono trarre un sospiro di sollievo: saranno risparmiati dalla manovra, almeno a livello sanitario. Lo ha sottolineato con una nota il Ministero della Salute. Il titolare del Dicastero della Salute Ferruccio Fazio ricorda che le norme della manovra che ripristinano il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche varato nel 2007 e confermano il ticket di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso (codici bianchi) non si applicano, più nello specifico, alle seguenti categorie: · gli esenti per età e reddito (bambini e anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annui); · i disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito; · i malati cronici e i cittadini affetti da malattie rare in possesso dell’attestato della Asl; · gli invalidi civili, di guerra, per lavoro e per servizio. Il Ministero della Salute ribadisce “la possibilità per le Regioni (a partire da lunedì 18 luglio, ndr ) di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e del controllo dell’appropriatezza”. Note Già in vigore in quasi tutte le regioni italiane. 8.260 euro, aumentato in base al numero dei familiari.

Fonte di riferimento: Ministero della Salute

Ultima modifica: 18 luglio 2011.

Quando la salute del feto va… in fumo

sigaretta

Quando la salute del feto va… in fumo Se la madre è fumatrice si possono presentare malformazioni oculari: lo attesta un vasto studio britannico Malformazioni oculari, difetti cardiovascolari o muscolari e arti deformi. Sono alcune delle conseguenze devastanti che il tabacco può provocare sul feto: può avvenire se durante la gravidanza una madre fumatrice non abbandona il vizio della sigaretta. Infatti molte delle 7000 sostanze chimiche contenute nel fumo superano la barriera della placenta, andando a incidere negativamente sullo sviluppo gestazionale. È quanto attesta uno studio britannico condotto dallo University College London (UCL). La ricerca è stata condotta esaminando 172 articoli della letteratura scientifica: in totale sono stati considerati 173.687 casi di malformazioni, che sono stati confrontati con 11,7 milioni di nati sani. Eppure, scrivono i ricercatori su Human Reproduction Update, in Inghilterra relativamente pochi materiali informativi “menzionano i difetti alla nascita come possibile risultato tra le donne incinte che fumano”. In dodici studi si dimostra come il fumo materno possa incrementare il rischio di malformazioni oculari del 25%: i problemi vanno dalle ridotte dimensioni del bulbo oculare o da una sua assenza (anoftalmia, microftalmia), passando per lo strabismo alla nascita (esotropia, exotropia) fino a un nervo ottico non ben sviluppato ( ipoplasia) . Per consultare l’elenco dei centri antifumo in Italia clicca qui.

Leggi anche: “ Non mandare in fumo… la tua salute ”, “ Fumo in gravidanza, un motivo in più per smettere

Fonte principale: Human Reproduction Update. Note pubblicati tra il 1959 e il 2010.

Pagina pubblicata il 13 luglio 2011.

Ultima modifica: 18 luglio 2011.

Diagnosi precoce per l’occhio pigro

Foto: bambino affetto da ambliopia e strabismo

Diagnosi precoce per l’occhio pigro Uno scanner laser messo a punto dal Children’s Hospital di Boston consente di diagnosticare anche gli strabismi 11 luglio 2011 – Una nuova tecnologia come ‘antidoto’ all’ occhio pigro . Un apparecchio messo a punto dal Children’s Hospital di Boston consentirebbe di diagnosticare precocemente un difetto nell’allineamento oculare ( strabismo ) e/o la ‘disattivazione’ della funzionalità di un occhio. Il dispositivo effettua una scansione delle strutture oculari – che dura due secondi e mezzo – mediante un laser a bassa potenza. Così lo specialista può capire più facilmente se sia presente un’ambliopia. Generalmente l’oculista procede al bendaggio dell’occhio sano per far sì che l’occhio ‘impigrito’ torni in forma. “Una volta che il bambino ha raggiunto l’età scolare, il trattamento – ha dichiarato David Hunter, direttore del Dipartimento di Oftalmologia del Children’s Hospital – è meno probabile consenta di ripristinare una visione [ottimale]. Vorremmo davvero iniziare a trattarli a tre anniFoto: bambino affetto da ambliopia e strabismo o prima”. Infatti, se l’ambliopia viene diagnosticata precocemente, ricorrendo al bendaggio si possono sviluppare i circuiti cerebrali deputati alla visione dell’occhio malato. In questo modo si potrà avere una buona visione in età adulta. L’apparecchio è stato testato su 202 bambini e giovani dai 2 ai 18 anni, dei quali 48 avevano una visione assolutamente normale. “Lo scanner – riferisce l’ospedale pediatrico di Boston – ha avuto complessivamente una sensibilità e una precisione del 96% nel rilevare l’ambliopia o lo strabismo in rapporto ai test oftalmologici classici (gold-standard)”.

Fonte: Children’s Hospital Boston

Occhiali high-tech per gli ipovedenti

Occhiali sperimentali ipovedenti (Foto: S. Hicks, Oxford University)

Occhiali sperimentali ipovedenti (Foto: S. Hicks, Oxford University)Occhiali high-tech per gli ipovedenti Li ha messi a punto l’Università di Oxford: forniscono informazioni aggiuntive sull’ambiente grazie a una microtelecamera e a una rete di led Una microtelecamera incorporata nella montatura, un minicomputer da tasca e un reticolo di led inseriti nelle lenti. Non è un dispositivo di James Bond, ma sono gli occhiali high-tech per gli ipovedenti presentati dall’Università di Oxford a una mostra organizzata dalla Royal Society di Londra (dal 5 al 10 luglio 2011). Si tratta di un dispositivo avveniristico che consente di ottenere informazioni aggiuntive e più chiare sull’ambiente circostante, che potrebbe avere costi contenuti ed è ancora in corso di perfezionamento. Grazie a piccole luci inserite nelle lenti, infatti, si può capire se e dove siano presenti oggetti, persone e ostacoli. Tecnologie già in uso in macchine fotografiche, cellulari e videogame sono state sfruttate per gli occhiali del futuro: riconoscimento dei volti, software d’inseguimento degli elementi e rilevatori di posizione. In questo modo le persone ipovedenti potrebbero avere una maggiore indipendenza di movimento. Gli occhiali potrebbero aiutare – scrive l’Università di Oxford – persone colpite da disabilità visiva a causa della degenerazione maculare legata all’età e della retinopatia diabetica. I ricercatori puntano, infine, a sfruttare un software di riconoscimento caratteri per tradurre in parole sintetiche sia i numeri che le scritte.

Fonte: Oxford University

Pagina pubblicata il 7 luglio 2011. Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2011

Oltre undici milioni di ricoveri in Italia

Oltre undici milioni di ricoveri in Italia La stima del Ministero della Salute per il 2010 include day hospital e riabilitazione L’attività ospedaliera in Italia per il 2010 si è attestata oltre gli 11 milioni di ricoveri, in diminuzione del 4,9% rispetto all’anno precedente. In particolare questa riduzione stimata sembra particolarmente marcata per il day hospital (soprattutto per acuti) e per la riabilitazione. Le giornate di degenza provvisoriamente calcolate risultano pari a circa 70,7 milioni, con una riduzione del 3,7% lo scorso anno rispetto al 2009. è quanto ha evidenziato il Ministero della Salute nel Rapporto preliminare sull’attività di ricovero in Italia, elaborato in base ai dati ricavati dalle schede di dimissione ospedaliera (SDO). Il tasso di ospedalizzazione del 2010 è di circa 174,5 per mille abitanti ed è comprensivo delle varie tipologie di attività (acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e day hospital). La riduzione più evidente del tasso di ospedalizzazione si è registrata per gli acuti e per il ricovero diurno.

Fonte principale di riferimento: Ministero della Salute

Guardare ai gemelli per capire l’AMD

Guardare ai gemelli per capire l’AMD Fumare aumenta il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età, ma uno stile di vita sano può contribuire alla sua prevenzione 6 luglio 2011 – Sono gemelli ed entrambi sono malati di degenerazione maculare legata all’età. Eppure, nonostante abbiano lo stesso Dna, hanno subito un grado diverso di riduzione della visione centrale. Vite diverse… vista diversa: fumare, mangiare male, non praticare l’esercizio fisico sono tra i fattori di rischio modificabili dell’AMD. Quest’ultima è una malattia che può colpire dopo i 55 anni ed è la principale causa di disabilità visiva nei Paesi benestanti. L’origine è comunque genetica al 71%: lo sottolinea il Tufts Medical Center, che ha pubblicato un articolo su Ophthalmology . Uno stile di vita sano aiuta a preservare la retina, tra cui una dieta varia e ricca di vitamine e antiossidanti (si consiglia di mangiare frutta, pesce e verdura, specialmente quella a foglia verde). Più nello specifico i ricercatori americani hanno monitorato gli effetti dell’assunzione di dosi elevate di vitamina D, betaina – sostanza naturale che si estrae dalla barbabietola – e metionina. Lo studio ha considerato gemelli identici (omozigoti) sia nelle prime fasi di degenerazione maculare che negli stadi più avanzati della malattia oculare. I gemelli che soffrivano dei casi più gravi di AMD erano i forti fumatori: “Questi risultati – conclude una nota del Tufts Medical Center – indicano che sono importanti sia la predisposizione genetica che i fattori ambientali”. Fare a meno del tabacco e seguire una buona dieta aiuta, quindi, a prevenire la progressione della degenerazione maculare legata all’età (solo la forma più grave, detta umida, è trattabile).

Fonti: Tufts Medical Center, Ophthalmology.

Ultima modifica: 7 luglio 2011.