Oculisti a congresso

Oculisti a congresso Dall’occhio rosso alle malattie genetiche: se ne è discusso a Roma con l’Aimo 3 ottobre 2011 – Diagnostica e cura dell’ occhio rosso , terapie genetiche e nuovi trattamenti. Se ne è parlato in occasione del secondo Congresso dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (Aimo), “Nuovi sentieri in oftalmologia 2011“, che si è tenuto a Roma venerdì 30 settembre. Numerosi medici oculisti – tra cui si sono registrati nomi altisonanti di docenti universitari italiani – hanno aggiornato i partecipanti su vari temi, tra cui le novità della chirurgia oculare e i trattamenti contro il glaucoma. Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus Tra gli interventi non specialistici segnaliamo quello dell’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, il quale ha invitato tutti gli oculisti a curare maggiormente il lato umano della loro professione. Come dire: non di sola scienza vive l’uomo, ma è necessaria anche una migliore relazione tra medico e paziente. Specialmente quando le malattie o i traumi oculari sono incurabili, infatti, al cambiamento dello stile di vita dovuto al danno visivo in sé si va a sommare uno shock psicologico. Dunque i medici oculisti dovranno fare la massima attenzione alla modalità di comunicazione circa lo stato di salute delle persone soprattutto nei casi più gravi.

Fonte di riferimento: Aimo. Per consultare il programma del Congresso clicca qui .

Visioni cerebrali

Aree visive della corteccia cerebrale (Immagine: Università di Monaco)

Aree visive della corteccia cerebrale (Immagine: Università di Monaco)Visioni cerebrali Realizzato un ‘decoder’ che consentirebbe di codificare le esperienze visive di altre persone 28 settembre 2011 – Ciò che vediamo può essere potenzialmente ‘proiettato’ all’esterno e guardato da altri. I primi passi in questa direzione sono stati mossi da un’équipe di ricercatori giapponesi che ha ricostruito le esperienze visive di volontari misurandone l’attività cerebrale durante la visione di filmati. Per decodificare le immagini osservate – in questo caso scene di natura – è stata impiegata la risonanza magnetica funzionale per immagini ( fMRI ). Infatti tale tecnica consente di misurare l’afflusso sanguigno verso certe aree della corteccia cerebrale quantificando il consumo di ossigeno dei tessuti nervosi. Per analizzare l’attività della corteccia del cervello normalmente vengono scattate in sequenza una serie di immagini statiche (‘fotografie’) di aree specifiche. I ricercatori giapponesi, nel loro lavoro pubblicato su Current Biology , hanno presentato però un nuovo modello di codificazione, riuscendo a descrivere sia le rapide informazioni visive che la più lenta emodinamica cerebrale. Dopodiché è stato realizzato una sorta di decoder visivo cerebrale (detto bayesiano), che offrirebbe una ricostruzione notevolmente fedele dei filmati visionati. In conclusione, guardare nei ‘pensieri visivi’ altrui non sembra più essere appannaggio della fantascienza.

Fonte originale: Shinji Nishimoto, An T. Vu, Thomas Naselaris, Yuval Benjamini, Bin Yu, Jack L. Gallant, Reconstructing Visual Experiences from Brain Activity Evoked by Natural Movies, Current Biology , Available online 22 September 2011, ISSN 0960-9822, 10.1016/j.cub.2011.08.031.

Guardiamo alla prevenzione di diabete e obesità

Ministero della Salute

Ministero della SaluteGuardiamo alla prevenzione di diabete e obesità Convegno presso il Ministero della Salute, dove è stato presentato il decimo volume dei Quaderni Prestare più attenzione al diabete e al rischio di obesità. Questo è il messaggio di fondo del convegno organizzato a Roma dal Ministero della Salute il 27 settembre mattina, quando è stato presentato il decimo volume di una pubblicazione chiamata “Quaderni“. Il diabete e l’obesità, che affliggono sempre più spesso anche gli italiani, sono malattie largamente diffuse nella popolazione mondiale: le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che, entro il 2015, gli adulti in sovrappeso potranno essere circa 2,3 miliardi e gli obesi più di 700 milioni. Attualmente, invece, i diabetici nel mondo sono oltre 220 milioni; tra l’altro spesso soffrono di retinopatia diabetica o sono a rischio di contrarla. “Questo Quaderno – ha scritto il Dicastero – testimonia la piena consapevolezza del Ministero della Salute dell’enorme rilevanza del problema clinico e sociale e intende fornire gli elementi necessari a definire i criteri di appropriatezza per la prevenzione, la diagnosi e la cura di diabete e obesità, patologie croniche strettamente correlate tra loro”.

Fonti principali: Ministero della salute , Oms

Pagina pubblicata il 20 settembre 2011. Ultimo aggiornamento: 27 settembre.

UK, staminali embrionali contro la cecità

UK, staminali embrionali contro la cecità Verranno usate in pazienti affetti da una malattia genetica che colpisce la retina 26 settembre 2011 – Staminali embrionali per scongiurare la cecità. Le useranno medici oculisti britannici del prestigioso Moorfields Eye Hospital di Londra per tentare di rallentare la degenerazione della retina in pazienti che rischiano di perdere la visione centrale. Sono infatti tutti affetti dallo stadio avanzato di una malattia oculare genetica considerata oggi incurabile ( malattia di Stargardt ). Le cellule embrionali saranno iniettate sotto alla retina di 12 pazienti nel tentativo di rigenerare almeno parte del tessuto retinico che va distruggendosi: la speranza è che i giovani neuroni retinici crescano correttamente fino a integrarsi nel fine tessuto che capta le immagini. Mentre in Gran Bretagna l’uso delle staminali embrionali è ammesso a scopo terapeutico – anche se con certe limitazioni – in Italia la legislazione ne vieta l’impiego; per questo alcuni laboratori di ricerca stanno invece tentando la strada delle cellule staminali adulte (ad esempio l’ospedale S. Raffaele di Milano). Vedi: Cellule staminali .

Fonti: Moorfields Eye Hospital , Bbc .

Problemi oculari spaziali

Stazione Spaziale Internazionale (Foto: NASA)Problemi oculari spaziali Secondo una ricerca della NASA la permanenza in orbita può danneggiare la vista 22 settembre 2011 – Le occhiate degli astronauti potrebbero non essere più le stesse. Infatti in uno studio internazionale voluto dalla NASA, pubblicato sulla rivista Ophthalmology, si sostiene che i viaggi spaziali hanno effetti negativi sulla vista. La cosiddetta ‘assenza di gravità’, infatti, altera anche i normali meccanismi fisiologici del bulbo oculare. Nella ricerca si sono studiati sette astronauti che sono rimasti a lungo nello spazio e altri 300 che hanno fatto viaggi spaziali più brevi. Il problema più serio – riscontrato in cinque astronauti con una permanenza superiore ai sei mesi nello spazio – è un edema del disco ottico ossia un rigonfiamento della testa del nervo ottico (che si innesta nella retina): di conseguenza si è avuta una riduzione significativa delle capacità visive che, tuttavia, si possono recuperare dopo opportuna terapia farmacologica. Però temporaneamente la visione da vicino è diminuita in sei astronauti su sette. I ricercatori ipotizzano che le alterazioni oculari possano essere il prodotto dell’azione del liquido encefalico (contenuto nel cervello) che, probabilmente a causa di un aumento del suo volume dovuto alla microgravità, causerebbe a sua volta un rigonfiamento del nervo ottico.

Fonte originale: Ophthalmology

Documentarista bionico

Protesi oculare con telecamera (Foto: Bbc)Documentarista bionico Realizzata una protesi oculare con microtelecamera, ma non consente di recuperare la vista 21 settembre 2011 – Una protesi oculare dotata di telecamera con cui girare documentari: ora non esiste più solo nei film di fantascienza. Un ragazzo canadese, che ha perso un occhio in seguito a un grave trauma (avvenuto all’età di nove anni), ha messo a punto – grazie alla collaborazione di un ingegnere – un dispositivo che gli consente di visualizzare le immagini su un minischermo. Si badi bene: non si tratta del classico occhio bionico sperimentale che, ai malati di retinite pigmentosa , può consentire di recuperare parzialmente una visione in bianco e nero, bensì di una capsula oculare dotata di microtelecamera che viene inserita nella cavità orbitale. Le immagini però non arrivano al cervello, bensì al minischermo che riceve senza fili i dati trasmessi dalla protesi. La storia è stata ‘raccontata’ dalla BBC , la quale spiega che Spence (questo il nome del ragazzo canadese) ha già realizzato un film-documentario di 12 minuti sulle protesi bioniche per rimpiazzare gli arti persi.

Leggi anche: “ Maggiori protezioni contro gli infortuni oculari ”

Fonte: BBC

Ultima modifica: 28 ottobre 2011.

Assistenza disabili a rischio

Disabile su sedia a rotelle

Disabile su sedia a rotelleAssistenza disabili a rischio Secondo la Federazione italiana per il superamento dell’handicap la manovra penalizza le fasce deboli della popolazione 19 settembre 2011 – “Con la manovra appena approvata, assieme a quella di luglio, le politiche sociali del nostro Paese subiscono una nuova possente spallata”: a sostenerlo è la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH). Infatti, scrive ancora la onlus, “le misure contenute nelle due manovre comportano una netta retrazione della spesa sociale”. L’allarme lanciato riguardo ai tagli della Finanziaria è di ampia portata: dagli asili nido all’assistenza domiciliare, passando per i supporti all’autonomia personale e gli assegni di cura. Ad essere colpiti, prosegue la FISH, sono “bambini, anziani e disabili”: complessivamente sarebbero “almeno 10 milioni di famiglie italiane” che saranno penalizzate. “è evidente a chiunque – osserva la Federazione – che con quella premessa i servizi e le prestazioni sociali non potranno che essere ulteriormente limitati, compressi, soppressi”.

Fonte: Fish

Maggiore rischio d’infarto con xantelasmi

xantelasmi

xantelasmiMaggiore rischio d’infarto con xantelasmi Sono accumuli di colesterolo sulle palpebre: indicano maggiori rischi per il sistema cardiocircolatorio 16 settembre 2011 – Chiazze giallastre sulle palpebre possono essere un segno dei maggiori rischi che corre il cuore. Infatti gli xantelasmi, inestetici accumuli mollicci di colesterolo, sono spesso un campanello d’allarme per la salute. Lo attesta un vasto studio danese condotto su 12.745 individui di età compresa tra i 20 e i 93 anni che, inizialmente, non soffrivano di malattie al cuore o al sistema circolatorio. I pazienti sono stati seguiti dal 1976-8 al 2009. “Gli xantelasmi – osservano i ricercatori sul British Medical Journal – predicono il rischio d’infarto miocardico, ischemia cardiaca [ictus al cuore, ndr], aterosclerosi grave e la morte nella popolazione generale, indipendentemente dai ben noti fattori di rischio cardiovascolari, tra cui il colesterolo plasmatico e le concentrazioni di trigliceridi [livelli di grassi nel sangue, ndr]”. F onti: BMJ , BBC

Ultima modifica: 28 ottobre 2011.

Inattività, i rischi per la salute

Jogging

JoggingInattività, i rischi per la salute Praticare regolarmente l’esercizio fisico allunga la vita e contribuisce a proteggere la vista 14 settembre 2011 – L’attività fisica aiuta ad allungare la vita e a difendere la vista. L’Oms ricorda che la mancanza di movimento è il quarto fattore di rischio della mortalità globale. Tanto che in Italia fumare quotidianamente incide per il 19,6% sulla mortalità, mentre l’inattività conta per il 56,6%. “Aumentare l’attività fisica – sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità – porta benefici alla salute in tutte le fasce d’età e riduce la mortalità causata dalle malattie non trasmissibili”. Lo scarso movimento fisico aumenta, a livello oculare, i rischi di contrarre la degenerazione maculare legata all’età (a partire dai 55 anni può compromettere la visione centrale), la retinopatia diabetica (l’eccesso di zuccheri nel sangue può provocare danni alla retina) e favorisce l’insorgenza della cataratta (opacizzazione del cristallino). Le persone che non praticano abitualmente esercizio fisico dovrebbero iniziare un’attività moderata per poi incrementarla progressivamente. Secondo l’Oms a livello metabolico i seri fattori di rischio per la salute sono un aumento del colesterolo (prevalenza del 65,2%), il sovrappeso (54,1%) e l’obesità (19,8%), seguiti da un aumento della pressione sanguigna (46,1%) e da un incremento del livello di zuccheri nel sangue (9,1%).

Leggi anche: “ Attività fisica, ecco le raccomandazioni dell’Oms ” Note: che possono mettere a repentaglio la vita di un individuo. “Noncommunicable Diseases Country Profiles 2011“, World Health Organization , p. 98.

Fonte principale: Oms

Ultima modifica: 28 ottobre 2011.

Ipertensione, individuate nuove cause genetiche

Sfigmomanometro

SfigmomanometroIpertensione, individuate nuove cause genetiche Vasto studio pubblicato da Nature Genetics . La malattia, che ha anche cause legate allo stile di vita, può causare retinopatia 13 settembre 2011 – Sono stati individuati sei nuovi tratti di Dna responsabili della pressione alta. L’ipertensione ha una base genetica che si cela tra le ‘pieghe’ della doppia elica. È riuscita a individuarla una vasta squadra internazionale di ricercatori, che ha pubblicato i propri risultati su Nature Genetics . Paul Elliott, Martin Tobin, Cornelia van Duijn e i loro numerosi colleghi (complessivamente 351) hanno individuato sei nuovi loci genetici – che si sommano a quelli già noti – i quali incidono sia sulla pressione pulsatoria che sulla pressione arteriosa media. Si tratta della mappa più ampia mai tracciata delle mutazioni del Dna all’origine dell’ipertensione. La ricerca suggerisce, tra l’altro l’esistenza, di nuovi meccanismi genetici che contribuiscono a causare la pressione alta. Resta però il fatto che uno stile di vita corretto (poco sale, regolare movimento fisico) può abbassare i valori della pressione: l’ipertensione rappresenta una minaccia per la vista, specialmente perché può provocare danni al microcircolo della retina ( vedi retinopatia ipertensiva ).

Fonti principali: Nature Genetics , La Stampa , BBC pubblicazione preliminare on-line: “Genome-wide association study identifies six new loci influencing pulse pressure and mean arterial pressure”, AA.VV., Nat Genet. 2011 Sep 11. doi: 10.1038/ng.922. [Epub ahead of print]

Ultima modifica: 28 ottobre 2011.