Nuova riunione della Commissione per la prevenzione Presso il Ministero della Salute si è riunito l’organo per combattere la cecità evitabile 20 giugno 2011 – Prevenire la perdita della vista: la battaglia viene portata avanti anche a livello ministeriale. Oggi si è riunita nuovamente la Commissione nazionale per la prevenzione della cecità istituita lo scorso anno presso il Dicastero della Salute. Nell’organo si stanno portando avanti i lavori che preludono a una pubblicazione finale sullo stato delle campagne e della cecità sia in Italia che nel resto del mondo. A quest’ultimo riguardo sono circa 140 le campagne in corso, anche grazie all’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus (attiva, ad esempio, in Etiopia): lo ha attestato un rapporto della Cbm Italia onlus. Già nella prima riunione di metà dicembre erano state create cinque sottocommissioni per decidere di affrontare meglio le patologie che causano cecità e ipovisione: (1) degenerazione maculare senile (AMD), (2) patologie oculari genetiche (come la Stargardt ), (3) retinopatia diabetica , (4) glaucoma e (5) patologie oculari pediatriche (come l’ ambliopia ). A seconda delle malattie prese in considerazione si punterà a ridurre i fattori di rischio che provocano la riduzione o la perdita della vista. Ad esempio, l’AMD ha cause genetiche su cui non si può intervenire, ma ad esempio non fumare è fondamentale per ridurne l’incidenza. Un documento ufficiale del Ministero della Salute stabilisce che i compiti ufficiale della Commissione sono i seguenti: a) la raccolta e la pubblicazione dei dati sulle menomazioni della vista (cecità e ipovisione), con particolare attenzione rivolta alle patologie curabili e prevenibili; b) lo sviluppo di linee guida per la prevenzione delle menomazioni visive; c) il monitoraggio delle attività dei vari enti e soggetti attivi in questo ambito; d) il monitoraggio delle iniziative di cooperazione internazionale svolte dagli enti e dalle associazioni italiane nei Paesi in via di sviluppo e nelle aree povere, in armonia con le linee guida dell’Oms per la prevenzione della cecità.
Link utile: Ministero della Salute .








Nel Belpaese la percentuale dei fumatori che ha iniziato prima dei 15 anni è diminuita costantemente negli ultimi tre anni: 19,8% nel 2009, 17,8% nel 2010 e 15,7% nel 2011. A fronte degli 11,8 milioni di tabagisti, pari al 22,7% della popolazione, si collocano 7,8 milioni, pari al 15% della popolazione, che hanno smesso di fumare da più 6 anni (per motivi di salute o per una maggiore consapevolezza dei danni). Secondo l’ISS in Italia l’80,2% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non ha mai fumato. È la percentuale nettamente maggiore rispetto a tutte le altre fasce di età. Il 72,8% dei giovani fumatori tra 15-24 anni fuma meno di 15 sigarette al giorno. I giovani tra i 15-24 anni rappresentano l’unica fascia di età in cui in Italia il numero dei fumatori è diminuito tra il 2010 e il 2011 (dal 21,9% al 18,8%). L’Oms ha sottolineato, in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco che si è celebrata lo scorso 31 maggio, che quest’anno il fumo ucciderà nel mondo quasi 6 milioni di persone, compresi 600mila non fumatori (a causa del fumo passivo). Se non si correrrà ai ripari entro il 2030 le vittime potrebbero salire, sempre stando all’Oms, a 8 milioni. 