Anziani più high-tech e salutisti Questo il profilo auspicato dal Ministro della Salute Fazio nel suo intervento al Sanit. In Italia sempre più over 65enni 16 giugno 2011 – Più esercizio fisico, lotta al fumo e prevenzione delle malattie, ma anche più computer per stimolare la vita degli anziani. Ne ha sostenuto oggi la necessità il Ministro della Salute Ferruccio Fazio al Sanit, il Forum internazionale della salute di Roma, in occasione di un convegno dedicato alla terza età (Assemblea Nazionale di Federanziani). Una terza età più attiva e internettiana, in cui le malattie croniche dovrebbero affrontate da strutture sanitarie che non siano gli ospedali: è questo lo scenario prospettato dal Ministro Fazio,
che in apertura del suo intervento ha ricordato che oggi “il 20% della popolazione italiana è costituita da persone con più di 65 anni… nel 2050 gli anziani saranno il 35% e non sarà, quindi, più possibile curarne uno su due in ospedale; la tendenza del futuro sarà quindi quella di gestire le malattie croniche sul territorio attraverso la prevenzione che induca a nuovi sistemi di vita”. Sono stati investiti, ha spiegato ancora Fazio, “5,5 miliardi per la prevenzione, ma ancora troppo spesso si creano file al pronto soccorso”: per questo “stiamo cercando di spostare le patologie da codice verde in altri centri e ci auguriamo che sia un’iniziativa che abbatta le code nei reparti di urgenza”.
Gli anziani hanno praticamente una probabilità su due, ha proseguito il titolare del Dicastero della Salute, di soffrire di malattie croniche. Per aiutarli bisogna garantire più continuità assistenziale sul territorio. Per questo Fazio vuole potenziare sia la figura del medico di base che quella di medicina generale. Infine il Ministro ha illustrato i progetti portatati avanti assieme all’Unione Europea: “Partecipiamo a nuove pianificazioni comunitarie sulla cultura dietetica salutistica e sulla domotica per consentire agli anziani di muoversi in modo autosufficiente in casa”. Anche internet e i social network compaiono nei progetti del Ministero per gli anziani. Tra i programmi in fase di pianificazione il codice argento , attivato per ora in quattro Regioni: “Un percorso – ha concluso il Ministro Fazio – per gli anziani fragili che vede un tutor assegnato alla persona nel suo iter sanitario dal pronto soccorso, alla degenza, ma soprattutto dopo la dimissione nelle terapie, nelle visite e nell’assistenza”. Nota Indica i casi di minore gravità (assieme ai codici azzurro e bianco), mentre il codice giallo e quello rosso sono considerati i più gravi.
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Nel Belpaese la percentuale dei fumatori che ha iniziato prima dei 15 anni è diminuita costantemente negli ultimi tre anni: 19,8% nel 2009, 17,8% nel 2010 e 15,7% nel 2011. A fronte degli 11,8 milioni di tabagisti, pari al 22,7% della popolazione, si collocano 7,8 milioni, pari al 15% della popolazione, che hanno smesso di fumare da più 6 anni (per motivi di salute o per una maggiore consapevolezza dei danni). Secondo l’ISS in Italia l’80,2% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non ha mai fumato. È la percentuale nettamente maggiore rispetto a tutte le altre fasce di età. Il 72,8% dei giovani fumatori tra 15-24 anni fuma meno di 15 sigarette al giorno. I giovani tra i 15-24 anni rappresentano l’unica fascia di età in cui in Italia il numero dei fumatori è diminuito tra il 2010 e il 2011 (dal 21,9% al 18,8%). L’Oms ha sottolineato, in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco che si è celebrata lo scorso 31 maggio, che quest’anno il fumo ucciderà nel mondo quasi 6 milioni di persone, compresi 600mila non fumatori (a causa del fumo passivo). Se non si correrrà ai ripari entro il 2030 le vittime potrebbero salire, sempre stando all’Oms, a 8 milioni. 


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sedentaria e le diete sbagliate così come l’abuso di alcol. Questi sono, a giudizio dell’Oms, tra gli aspetti più critici che – aggiungiamo noi – aumentano anche il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età (