Anziani italiani, oltre l’86% lamenta malattie croniche Però secondo l’Istat lo stato complessivo della salute della popolazione resta buono La popolazione italiana invecchia, ma nella nostra penisola lo stato di salute è complessivamente buono. Ciò avviene nonostante le malattie croniche che colpiscono il 38,6% degli italiani, una percentuale che arriva all’86,1% tra chi ha più di 65 anni. Lo rileva l’Istat, che il 18 dicembre ha presentato ufficialmente l’Annuario statistico italiano 2012, in cui un intero capitolo è dedicato alla sanità e alla salute. Il 71,1% della popolazione italiana ha dichiarato di stare bene, ma non tutti sono così fortunati. Ad esempio, secondo l’Istat le malattie croniche più diffuse in Italia sono l’artrosi/artrite (16,7%), l’ipertensione (16,4%), le malattie allergiche (10,6%), l’osteoporosi (7,7%), la bronchite cronica e l’asma bronchiale (6,1%) e il diabete (5,5%). Tre di queste patologie hanno conseguenze anche a livello oculare: provocano la retinopatia ipertensiva, la congiuntivite allergica e la retinopatia diabetica.
Per quanto riguarda le abitudini negative, a fumare sono ancora soprattutto gli uomini (27,9% della popolazione) rispetto alle donne (16,3%), ma la quota di persone che consumano sigari e sigarette è nettamente più elevata fra i giovani (il 35,9% tra i 25-34enni). I non fumatori costituiscono, comunque, la maggioranza della popolazione con 14 anni o più (54,2%) e le più virtuose sono le donne (il 66,3% non tocca sigaretta). C’è anche un’altra buona notizia: in un anno la quota di popolazione adulta che non fuma si è ridotta di un punto e mezzo percentuale (corre quindi meno rischi di contrarre la degenerazione maculare legata all’età , malattia retinica che può causare ipovisione e cecità centrali, ndr). Sul nostro territorio nazionale ogni 100 mila abitanti operano circa 16 ambulatori e laboratori pubblici e privati convenzionati (in lieve calo negli ultimi tre anni) e 4,9 servizi di guardia medica (anch’essi in calo). Il progressivo invecchiamento della popolazione spiega, invece, la crescita progressiva, da 475 mila nel 2007 a 533 mila nel 2009, dei pazienti assistiti al proprio domicilio, l’84% dei quali ha più di 65 anni. Eppure questo numero non sembra ancora adeguato alle aspettative e alle esigenze reali della popolazione.
Fonte di riferimento: Istat (Annuario statistico italiano 2012)
Pagina pubblicata il 19 dicembre 2012

I numeri del nostro Sistema sanitario sono importanti: “nel 2011 – ha spiegato Balduzzi – abbiamo avuto circa 10 milioni di ricoveri ospedalieri, oltre 770 milioni di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di laboratorio analisi”. Complessivamente la spesa “è stata di 112,9 miliardi di euro, con un valore medio pro-capite pari a 1.862 euro, e un incremento percentuale dell’1,4% rispetto al 2010”. Sul piano oculistico ci sono delle buone notizie: lo scorso anno, rispetto al 2010, si è avuto un incremento del 9% dei donatori di cornea (si veda
Attualmente, ha proseguito il Ministro della Salute, del Sistema sanitario nazionale italiano “andiamo giustamente fieri”. Però bisogna stare attenti a non smantellarlo. Dunque se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo averne riconosciuto i meriti (l’Italia è “uno dei Paesi più avanzati da questo punto di vista”), ha affermato che bisogna stare attenti a non regredire. Eppure si ritengono necessari ulteriori risparmi: occorre, ha proseguito il Presidente della Repubblica, che il contenimento della spesa sia effettuato mediante provvedimenti “che siano veramente di razionalizzazione”, senza nulla togliere alla logica ispiratrice del nostro Sistema sanitario nazionale che prevede l’universalità nell’accesso alle cure. Bisogna però tenere conto della capacità contributiva dei cittadini. Inoltre, se il pubblico è generalmente rispettoso delle norme, Napolitano auspica che il privato sottostia “a regole più severe e controlli più oculati di quanto non sia avvenuto per lungo tempo”. C’è ancora molto da fare in Italia, specialmente a livello di prevenzione e degli stili di vita . Ad esempio circa il 32% degli italiani è in sovrappeso, mentre l’11% è decisamente obeso. Un bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere. Inoltre è fondamentale la lotta contro il fumo per prevenire numerose malattie (tra cui l’

allenano ad ottenere determinate risposte sulla base dei dati visualizzati dalla strumentazione che monitora l’attività cerebrale.

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o fusiforme” (che si trova alla base dell’encefalo). Lo sostengono studiosi americani, i quali hanno fatto ricorso a una serie di esami – quali la 
