Riconoscimento facciale col cervello

Il giro fusiforme è una zona che si trova nella parte inferiore dell'encefalo

Il giro fusiforme è una zona che si trova nella parte inferiore dell'encefaloRiconoscimento facciale col cervello Identificata la zona cerebrale deputata al riconoscimento dei volti: è il giro fusiforme Le facce si “leggono” nel cervello. Secondo una nuova ricerca il riconoscimento facciale avviene grazie a una specifica zona della nostra corteccia chiamata “girVolto (ragazza dagli occhi azzurri)o fusiforme” (che si trova alla base dell’encefalo). Lo sostengono studiosi americani, i quali hanno fatto ricorso a una serie di esami – quali la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e l’elettrocorticografia (EcoG) – durante la stimolazione del cervello di un paziente (effettuata mediante elettrodi). Non solo si è notata una sorprendente corrispondenza tra l’elettrocorticografia e la risonanza magnetica funzionale mentre si riconoscevano i volti, ma si è riusciti anche a indurre una distorsione specifica dei visi mentre il soggetto li stava guardando (“metamorfosi” dei volti delle persone presenti in una stanza). Sono state effettuate ripetute verifiche per appurare che la distorsione riguardasse esclusivamente i volti. Si è constatato inoltre che, stimolando con gli elettrodi aree prossime al giro fusiforme, il soggetto non osservava la medesima distorsione. Vedi anche: “ Alla ricerca dell’oggetto perduto

Fonti: Science , Journal of Neuroscience

Pagina pubblicata il 15 novembre 2012.

Ultima modifica: 18 aprile 2013

Un ‘tubicino’ contro il glaucoma

microstent sperimentato negli Usa (Hydrus I)

microstent sperimentato negli Usa (Hydrus I)Un ‘tubicino’ contro il glaucoma Sperimentato negli Usa un microstent per ampliare le vie di deflusso dell’umor acqueo 14 novembre 2012 – Aprire le vie che fanno defluire l’umor acqueo per abbassare la pressione oculare di chi è colpito da glaucoma . A questo serve il microstent (una sorta di tubicino che si espande fino a dilatare i tessuti circostanti) che si sta sperimentando negli Stati Uniti. La sua introduzione avviene mediante un’incisione nella superficie oculare simile a quella praticata durante l’intervento di cataratta.Microstent ricoperto in titanio La dimensione del microstent è simile a quello di una ciglia e difficilmente la sua presenza viene avvertita dai pazienti. Questa microcannula potrebbe essere adatta contro la forma più comune di glaucoma (detta ad angolo aperto). Si prevede che la prima fase della sperimentazione, iniziata a dicembre 2009, prosegua sino alla fine del 2013. Di tale dispositivo si è parlato anche in occasione dell’American Academy of Ophthalmology, che il 13 novembre 2012 si è conclusa a Chicago (Usa).

Fonti: AAO , US National Institutes of Health

Sottoscritto un accordo contro la retinopatia diabetica

Sottoscritto un accordo contro la retinopatia diabetica Firmato il 13 novembre 2012 a Roma un protocollo d’intesa tra la IAPB Italia onlus e l’ Italian Barometer Diabetes Observatory Combattere il diabete è una priorità sanitaria mondiale anche per i danni che causa alla vista. La retinopatia diabetica , infatti, è una delle ‘piaghé mondiali della salute oculare: è importante diagnosticarla tempestivamente per evitare gravi danni retinici. Per offrire un’adeguata prevenzione è stato sottoscritto il 13 novembre 2012 a Roma un protocollo d’intesa tra l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, attraverso il suo Presidente Giuseppe Castronovo, e l’Italian Barometer Diabetes Observatory, il cui presidente è il Prof. Renato Lauro (Rettore dell’Università capitolina di Tor Vergata). “Il diabete – si sottolinea nel protocollo d’intesa – è una malattia molto frequente tra gli anziani: ne soffre circa il 12% degli ultra sessantacinquenni italiani. Sebbene questa patologia sia oggi controllabile, va diagnosticata ed affrontata in tempo e soprattutto non sottovalutata, in quanto, se mal curata, rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, per le infezioni, per le malattie oculari, per le malattie nervose, tutte fortemente invalidanti per la vita normale”. Nei Paesi industrializzati la retinopatia diabetica, insieme alla degenerazione maculare senile e al glaucoma , è una delle principali cause di cecità. “Una persona anziana, che abbia il diabete da 10 anni, ha – si osserva nel protocollo d’intesa – circa il 70% di probabilità di contrarre la retinopatia diabetica”.

Pagina pubblicata il 14 novembre 2012.

Ultima modifica: 16 gennaio 2013

Mal di testa nei bambini, poco comune il bisogno d’occhiali

Controllo oculistico

Controllo oculisticoMal di testa nei bambini, poco comune il bisogno d’occhiali Non è stata trovata una correlazione significativa in 158 piccoli colpiti da emicrania. Necessari comunque check-up oculistici periodici Il mal di testa nei bambini ha difficilmente a che fare con l’esigenza di occhiali. A smentire un’opinione molto diffusa ci ha pensato un nuovo studio scientifico condotto da una clinica oftalmica americana (Albany Medical Center dello stato di New York). I ricercatori hanno studiato 158 bambini colpiti da emicrania dal 2002 al 2011: tutti sono stati visitati da oculisti e sono stati sottoposti a specifici esami della vista, ma non è stata individuata alcuna correlazione significativa tra eventuali problemi oculari e i mal di testa lamentati.Stare all'aria aperta può ridurre l'incidenza dei vizi refrattivi tra i bambini (in particolare della miopia) Il bisogno di una correzione visiva, anche laddove era necessario, non è stato infatti né la causa primaria né un fattore significativo dei mal di testa. Eppure il 14 per cento dei bambini ha riferito di soffrirne mentre impegnava, in particolar modo, la vista (ad esempio durante i compiti a casa). I ricercatori hanno notato che a molti bambini è passato il mal di testa dopo qualche tempo. La causa potrebbe essere di natura psicologica. Comunque, circa il 30 per cento dei partecipanti allo studio non aveva solo la necessità di correggere i classici difetti refrattivi (astigmatismo, miopia, ipermetropia), ma soffriva anche di problemi oculari più seri, quali lo strabismo o l’occhio pigro ( ambliopia ). Al restante 70 per cento, invece, non sono stati diagnosticati disturbi oculari. In ogni caso, può essere opportuno recarsi dall’oculista per escludere che la causa dell’emicrania sia di natura oftalmica.

Leggi anche: “ Decalogo per proteggere gli occhi dei vostri bambini

Fonte: American Academy of Ophthalmology

Pagina pubblicata il 13 novembre 2012.

Ultima modifica: 27 novembre 2012

Più incidenti d’auto col glaucoma avanzato

Più incidenti d’auto col glaucoma avanzato Riducendo la visione periferica, è una malattia che può mettere a repentaglio la sicurezza stradale 12 novembre 2012 – Si corre un rischio doppio di avere un incidente automobilistico se si ha un glaucoma allo stadio avanzato. A sottolinearlo è l’Accademia americana di oftalmologia: ricercatori giapponesi (della Tohoku University School) hanno usato un simulatore di guida confrontando due gruppi composti da 36 persone. Il primo gruppo era affetto da un glaucoma avanzato, mentre il secondo aveva una vista normale. Un bambino o una macchina tagliavano all’improvviso la strada a chi guidava nel simulatore: i malati avevano mediamente il doppio degli incidenti. Il glaucoma provoca un restringimento del campo visivo: riducendosi la visione periferica in seguito al danneggiamento progressivo del nervo ottico, la sicurezza stradale può essere messa a repentaglio. Per questo una diagnosi e un tCampo visivo tubulare caratteristico del glaucoma avanzatorattamento precoce sono ancora più importanti: il controllo della pressione dell’occhio va eseguito periodicamente. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità le persone affette da glaucoma nel mondo sono 55 milioni e quasi tutti hanno più di 40 anni. In Italia si stima che circa mezzo milione di persone abbia ricevuto una diagnosi della malattia oculare e che quasi un altro mezzo milione ce l’abbia in modo silente (ossia non abbia ancora ricevuto una diagnosi).

Fonte: American Academy of Ophthalmology

Trasformazioni cellulari

Trasformazioni cellulari Staminali della superficie oculare possono diventare neuroni con cui, in futuro, si potrebbe riparare la retina 9 novembre 2012 – Sui nostri occhi si trova una

Fonte preziosa di cellule staminali . È posta al confine tra la cornea e la sclera (ossia tra la superficie trasparente e il bianco dell’occhio): è il limbus, da cui si possono attingere staminali per curare le ustioni corneali. Staminali limbari dopo il trapianto Un gruppo di ricercatori inglesi è riuscito ora a trasformare le staminali del limbus in neuroni: questa strada di ricerca – che per ora non ha alcuna applicazione clinica sull’uomo – fa sperare che si possano ottenere da uno stesso individuo cellule nervose utili per riparare la sua retina (in caso di malattie degenerative retiniche). Le staminali del limbus, infatti, sono simili a quelle del sistema nervoso centrale. Lo studio è stato condotto su cavie di laboratorio (topi) sia da oculisti che da neuroscienziati dell’Ospedale di Southampton (UK).

Fonte: BJO

Riduzione di posti letto in vista

Secondo il Ministero della Salute bisognerà tagliarli di almeno 7.389 unità

8 novembre 2012 – I posti letto ospedalieri in Italia diminuiranno ancora. Lo rende noto il Ministero dalla Salute, il quale parla di almeno 7.389 posti in meno per effetto del famigerato decreto sulla spending review (revisione di spesa).

Insomma, l’equazione è quella già nota: la riduzione dei costi equivarrà probabilmente a un servizio meno efficiente per i cittadini a causa dell’allungamento delle liste d’attesa.

Emilia Romagna, Lombardia e Lazio sono le regioni più colpite in termini di numero di posti letto, che saranno dunque “sacrificati” sull’altare del rigore. Va detto, comunque, che gli interventi oculistici si effettuano ormai nella maggioranza dei casi in day hospital.

A livello nazionale si prevede complessivamente un passaggio da 231.707 posti letto (al primo gennaio 2012) a 224.318 posti, di cui 181.879 dovranno essere per malati acuti (con una riduzione di 14.043 unità). Sono questi, in sintesi, i numeri contenuti dello schema di regolamento inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, di concerto col Ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

Puntuale è arrivata la critica dell’Associazione Medici Dirigenti (Anaao Assomed) attraverso una nota: “Il nuovo parametro di 3,7 per mille abitanti fissato per la determinazione dei posti letto, comprensivo non solo di quelli per acuti, ma anche di quelli nelle residenze socio sanitarie, ci relega tra gli ultimi posti in Europa e suona una campana a morte per le liste di attesa e per il ruolo dei Pronto soccorso, destinati a trasformarsi in reparti di ricovero inappropriati, insicuri e, non di rado, non dignitosi”.

Fonti di riferimento: Ministero della Salute , Anaao Assomed

Guardar di notte

La proteina chiamata rodopsina

La proteina chiamata rodopsinaGuardar di notte Quando c’è poca luce il calcio può correggere le informazioni errate che vengono inviate da una proteina chiamata rodopsina al sistema visivo 5 novembre 2012 – Quando si guida di notte o si gioca a tennis con poca luce la vista può essere ingannata. Infatti gli oggetti non appaiono tanto nitidi quanto con la luce del giorno. In condizioni di scarsa luminosità entrano in gioco i bastoncelli al posto dei coni. Ogni bastoncello contiene circa 100 milioni di recettori di una proteina chiamata “ rodopsina ”, ognuno dei quali può rilevare un solo fotone alla volta. Gli scienziati pensavano che l’intensità del segnale legato alla rodopsina determinasse quanto vediamo bene con poca luce. I ricercatori dell’Università della California Davis hanno scoperto, però, che gli errori legati alla rodopsina possono essere però corretti. Un elemento come il calcio esercita, in questo caso, il ruolo fondamentale di “guardiano”: può contenere un segnale troppo forte scatenato dalla rodopsina, correggendo informazioni errate che potrebbero essere inviate al resto del sistema visivo. La scoperta è stata fatta misurando quanto a lungo rimanessero attivi i recettori della rodopsina dopo i flash, determinando quanto il calcio intervenisse sui segnali scatenati dalla rodopsina stessa. “La ricerca di base come la nostra – ha affermato Marie Burns, professoressa di oftalmologia e scienze visive presso l’Università della California (Davis School of Medicine) – spesso non si traduce in trattamenti clinici immediati delle malattie note, ma comprendere i processi di base ha un senso a lungo termine”. Questo può essere molto importante, ha concluso Burns, “per il progresso dello studio di una serie di deficit visivi che sono scarsamente compresi e non sono trattabili”.

Fonti: University of California-Davis Health System, Neuron

Scelte visive… col cervello

Scelte visive… col cervello Un’area del talamo è fondamentale per l’attenzione visiva: seleziona solo le informazioni più rilevanti 31 ottobre 2012 – Le aree del cervello dedicate alla visione si trovano soprattutto in corrispondenza della parte posteriore della testa (corteccia occipitale) e ai lati del cranio (corteccia fronto-parietale). Alla base del cervello – in un’area del talamo chiamata pulvinar – c’è però una sorta di “centralina” che regola l’attenzioneAree della corteccia cerebrale deputate alla visione (Fonte: Università di Monaco) visiva selettiva: si tratta di un vero e proprio filtro delle informazioni rilevanti per la singola persona. Questa è la conclusione a cui è pervenuto uno studio condotto a Berkeley, presso l’Università della California, e pubblicato sulla rivista Nature Communications . Per studiare l’attività del cervello durante la visione è stata utilizzata la risonanza magnetica funzionale: mentre “gli oggetti a cui si prestava attenzione sono state codificati con alta precisione, non è risultata alcuna codificazione misurabile per gli oggetti ignorati”. Dunque il pulvinar ha filtrato gli elementi distraenti, sopprimendo le informazioni visive irrilevanti.

Leggi anche: “ Alla ricerca dell’oggetto perduto

Fonte principale: Nature Communications

Ultima modifica: 5 novembre 2012

Retina, una finestra sul cervello

Scansione dei diversi strati della retina (Fonte: Archives of Neurology)

Scansione dei diversi strati della retina (Fonte: Archives of Neurology)Retina, una finestra sul cervello L’OCT può aiutare a prevedere l’evoluzione della sclerosi multipla 30 ottobre 2012 – La retina può essere considerata una propaggine del cervello. Pertanto l’evoluzione di una malattia come la sclerosi multipla può essere seguita integrando gli esami classici con una scansione retinica (esaminando i vari strati della retina mediante OCT). Così come, con quest’ultimo esame, si possono prevedere i danni cerebrali causati dal sistema immunitario , che provoca la distruzione progressiva dello strato esterno e isolante dei nervi (la mielina). Se si escludono le forme benigne (attorno al 10%), la sclerosi a placche è generalmente non curabile in modo definitivo, anche se la sua evoluzione si può rallentare grazie al cortisone e a farmaci immunosoppressori. Ricercatori americani diretti da P. A. Calabresi ( Johns Hopkins University ) hanno constatato che in alcuni malati di sclerosi multipla si verifica un aumento dello spessore dello strato nucleare interno della retina. Più tale rigonfiamento è accentuato, peggiore è il quadro clinico. In particolare in uno studio pubblicato su The Lancet Neurology, sono stati seguiti 164 pazienti affetti da sclerosi multipla e 60 pazienti sani per oltre due anni e mezzo. Mentre diverse persone malate presentavano piccole cisti negli strati retinici centrali (edema maculare microcistico), gli individui sani non hanno manifestato il medesimo problema. In un altro studio pubblicato su Archives of Neurology si è constatato, oltre a un ispessimento degli strati centrali della retina, anche un incremento del volume cerebrale nei malati di sclerosi multipla. Nota risonanza magnetica del cervello e del midollo spinale, potenziali evocati visivi (PEV) ed esame del liquido cerebrospinale.

Fonti principali: Johns Hopkins Medicine , The Lancet Neurology , Archives of Neurology