Nuova luce sull’AMD

Gene

Nuova luce sull’AMD La malattia degenerativa della retina centrale è causata da diversi geni, tra cui il C3 , ma conta anche lo stile di vita 18 settembre 2013 – Un altro gene è tra i fattori che mettono a rischio la zona centrale della retina. La degenerazione maculare legata all’età (AMD) – malattia oculare che colpisce generalmente dopo i 55 anni – ha come concausa varianti genetiche del DNA. Una vasta équipe di ricercatori americani, europei e canadesi ha, in particolare, constatato che un gene chiamato C3 ha un ruolo nel provocare la malattia (ma non è il fattore più importante). Fondo oculare di persona affetta da AMD (forma secca) Il team di ricercatori ha mappato il DNA di oltre 2.300 persone colpite da degenerazione maculare senile, confrontandola con quello di persone sane. Si è constato che varianti rare del gene C3 possono alterare la cascata del complemento, la quale consiste in una serie di reazioni molecolari a catena che hanno un ruolo nei processi infiammatori. L’AMD è però una malattia retinica provocata da più fattori: non conta solo l’aspetto genetico, ma anche lo stile di vita, che si può migliorare (bisogna smettere di fumare, praticare regolarmente l’esercizio fisico e seguire una dieta varia, ricca di vitamine, di Omega-3 e Omega-6). Infine, la diagnosi precoce è essenziale: nel caso della forma secca dell’AMD, più diffusa ma considerata incurabile, vengono generalmente consigliati i complementi alimentari. Quando, invece, si presenta la forma umida della degenerazione maculare legata all’età, il medico oculista potrebbe prescrivere iniezioni nell’occhio (intravitreali) per tentare di bloccare i danni alla retina centrale.

Fonti principali: Washington University in St. Louis, Nature Genetics Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013

Test ematici per la cataratta congenita

Test ematici per la cataratta congenita Sperimentati dall’Università di Manchester, presto saranno disponibili in Inghilterra 17 settembre 2013 – Ci sono almeno 100 mutazioni genetiche che causano la cataratta congenita: il cristallino che si presenta opaco alla nascita non consente di avere un corretto sviluppo visivo se non viene rimosso. È relativamente semplice per un oculista diagnosticare una cataratta alla nascita, ma ora si punta a fare di più: l’università di Manchester (UK) ha messo a punto un test genetico sul sangue e l’ha presentato alla Società Britannica di Genetica Medica. Una diagnosi precoce può aiutare a decidere il trattamento migliore in modo tempestivo. Si prevede che il test sia disponibile presso l’ospedale di Manchester a partire dalla fine dell’anno.

Fonte: Bbc

Quando la cecità ha i numeri

Quando la cecità ha i numeri La perdita precoce della vista, spesso evitabile, può comunque migliorare le capacità matematiche 6 settembre 2013 – Non tutto il male viene per nuocere. Se si diventa ciechi precocemente (una situazione in molti casi evitabile) si può avere una marcia in più in matematica. A sostenere questa originale posizione è una coppia di psicologi che ha pubblicato uno studio scientifico sulla rivista Cortex.Cieco con accompagnatore “In particolare – scrivono gli studiosi dell’Università di Hull (Gran Bretagna) – abbiamo scoperto che i partecipanti ciechi dimostrano migliori capacità di stima numerica rispetto ai vedenti”. Queste superiori capacità matematiche si manifestano in contesti diversi, familiari e non familiari. I ciechi, tra l’altro, tendono ad avere migliori prestazioni mnemoniche. Dunque si può supporre, in generale, che nei non vedenti si riscontri un miglioramento dei processi cognitivi superiori.

Fonte: J. Castronovo, JF. Delvenne, “Superior numerical abilities following early visual deprivation”, Cortex 2013 May;49(5):1435-40. doi: 10.1016/j.cortex.2012.12.018. Epub 2013 Jan 17.

Il diabete entra nella lista nera

Il diabete entra nella lista nera Secondo l’Oms è l’ottava causa di decesso al mondo. Causa anche problemi alla retina 29 agosto 2013 – Il diabete, se non curato, può mettere a repentaglio non solo la vista ma anche la vita. L’Oms l’ha inserito ufficialmente come ottava causa di decesso al mondo, facendolo entrare a pieno diritto nella top ten ‘nera’ (prima degli incidenti stradali e delle morti premature), che vede ai primi tre posti le ischemie cardiache (compresi gli infarti), gli ictus e le infezioni respiratorie. Complessivamente nel 2011 sono decedute 55 milioni di persone, in due casi su tre a causa di malattie non trasmissibili (di cui 17 milioni per patologie cardiache). Il diabete è una malattia non trasmissibile molto diffusa: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità colpisce 346 milioni di individui nel mondo. Si presenta in due forme: il tipo 1, che richiede somministrazione d’insulina, e il tipo 2, controllabile con un corretto stile di vita ed eventuali farmaci. Anche la dieta è importante: un maggiore consumo di frutta come i mirtilli, l’uva e le mele è, si legge in uno studio pubblicato sul British Medical Journal , “significativamente associato a un più basso rischio di diabete di tipo 2“. La malattia, caratterizzata da un’eccessiva concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia elevata), deve essere diagnosticata tempestivamente: solo così si possono impedire danni alla retina (vedi retinopatia diabetica), disturbi ai reni, al sistema cardiocircolatorio, ai nervi periferici, ecc. Fondamentale è farsi periodicamente gli esami del sangue e sottoporsi regolarmente a controlli oculistici comprensivi dell’esame della retina (controllo del fondo oculare). Infatti, una visita può salvare la vista e, in alcuni casi, persino la vita.

Fonte: BMJ, Oms Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2013

AMD, alla ricerca delle cause

Macula colpita da un fascio luminoso (Immagine di Fredrik Ghosh, Lund University)

Macula colpita da un fascio luminoso (Immagine di Fredrik Ghosh, Lund University) AMD, alla ricerca delle cause Un’alterazione del meccanismo di rimozione delle proteine di scarto è all’origine della prima causa di cecità in Occidente 22 agosto 2013 – Decifrare i meccanismi biologici che provocano la degenerazione maculare legata all’età (AMD) potrà aiutare a prevenire e a curare la prima causa di cecità e ipovisione in Occidente. Un’équipe di scienziati finlandesi, italiani, tedeschi e ungheresi ha approfondito le cause che portano alla perdita della visione centrale, dovute principalmente all’accumulo di ‘spazzatura’ proteica nella retina. L’AMD è la prima causa di disabilità visiva in Occidente e colpisce soprattutto gli anziani. Si presenta in due forme: quella umida (10-15% dei casi), più grave, che può essere trattata; quella secca che, al contrario, non ha ancora possibilità di cura. Eppure una serie di studi hanno accertato che, almeno in qualche misura, l’AMD si può prevenire assumendo integratori alimentari e praticando un corretto stile di vita (niente fumo, esercizio fisico regolare, alimentazione varia e completa). La degenerazione maculare inizialmente causa la distorsione delle linee in corrispondenza del centro del campo visivo fino a provocare la scomparsa dei volti, delle parole durante la lettura e delle altre immagini che compaiono frontalmente. Naturalmente diventa impossibile anche la guida. L’invecchiamento cellulare di uno strato chiamato epitelio pigmentato retinico ha effetti nefasti: si accumulano scarti proteici indesiderati (lipofuscina) che si aggregano anche fuori dalle cellule (presentandosi come chiazze bianco-giallastre chiamate “drusen”). Tali accumuli “soffocano” le cellule retiniche fino a causarne la morte. Gli scienziati, che hanno pubblicato il loro studio su Plos One , si sono resi conto che l’accumulo di una specifica proteina (chiamata SQSTM1/p62), associata alla mancata eliminazione dei materiali indesiderati (deficit nell’autofagia), è all’origine di diverse malattie degenerative retiniche.

Fonti: Plos One, University of Finland

Ultima modifica: 28 agosto 2013

Oli vegetali per proteggere la retina

Oli vegetali per proteggere la retina Mentre i grassi animali sono tendenzialmente dannosi, l’olio crudo possiede proprietà benefiche 21 agosto 2013 – Gli oli vegetali contribuiscono a proteggere la retina, mentre i grassi animali non fanno bene al nostro tessuto nervoso fotosensibile. Ad accertare che i primi siano benefici è stata un’équipe di ricercatori canadesi: l’olio d’oliva e quello di mais, d’argan e di camelina possiedono la capacità di migliorare la fisiologia delle cellule nervose. Secondo i test effettuati in vitro – sottolineano gli studiosi sul Canadian Journal of Physiology and Pharmacology – mettendo le cellule retiniche a contatto con gli oli vegetali “si inducono cambiamenti biochimici e biofisiologici nella membrana cellulare, il che può avere un effetto benefico nel prevenire o rallentare lo sviluppo di una retinopatia” (soprattutto quella legata all’età ossia l’AMD). Il grado di fluidità della membrana di una cellula è, infatti, uno dei segni distintivi del suo funzionamento: “Una diminuzione della sua fluidità – spiega il Prof. A. Khalil, docente presso l’Università di Sherbrooke e direttore dello studio – può incidere sulla rotazione e la diffusione delle proteine nella membrana e su quella di altre biomolecole… Viceversa, un aumento della fluidità della membrana facilita la trasmissione della luce attraverso l’occhio”. Condire il nostro cibo con olio di qualità è, insomma, una sana abitudine da non perdere mai di vista. Così come anche mangiare pesce ricco di omega-3 (ad esempio tonno, salmone e pesce azzurro), verdure a foglia verde, noci… Per cercare di preservare una buona funzionalità retinica la nostra dieta deve essere, quindi, varia, ricca di vitamine e acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6, contenuti tra l’altro nell’olio). Nota Contenuti, ad esempio, nel burro e nella carne.

Fonte principale: Canadian Journal of Physiology and Pharmacology

No all’uso scorretto delle lenti a contatto

No all’uso scorretto delle lenti a contatto D’estate, soprattutto in spiaggia o in piscina, si è più esposti a infezioni oculari se non si seguono le norme prescritte Non fare mai il bagno né in mare né in piscina senza levare le lenti a contatto, toglierle prima di fare la docciaOcchio colpito da cheratite e maneggiarle sempre con mani pulite e asciutte. Naturalmente per conservarle correttamente bisogna sempre utilizzare il liquido apposito e mai l’acqua corrente. Sono queste le principali indicazioni per un corretto uso delle lenti a contatto che, specialmente d’estate, possono essere disattese. Con conseguenti maggiori rischi per la nostra superficie oculare: si possono, ad esempio, contrarre una cheratite e/o una congiuntivite, malattie oculari prevenibili rispettando semplici norme (leggi il decalogo da spiaggia). L’importanza di un corretto impiego delle lenti a contatto viene ricordata da Parwez Hossain, oculista dell’Ospedale universitario di Southampton, in Gran Bretagna: lo specialista sottolinea come le infezioni oculistiche dovute a un uso scorretto delle lenti a contatto si verifichino quasi sempre tra la prima settimana di agosto e metà di settembre a causa della mancanza del rispetto delle norme igieniche (in particolare se si trascorrono le ferie in Paesi caldi). Quando malauguratamente si sciacquano le lenti a contatto sotto l’acqua di rubinetto invece che con l’apposito liquido, così come se si nuota o si fa la doccia senza levare le lenti, i rischi d’infezione oculare sono in agguato: ci si espone a microrganismi che proliferano in ambienti umidi (ad esempio lo Pseudomonas oppure l’Acanthamoeba), che minacciano la vista. Nei casi più gravi può essere necessario un trapianto di cornea. Raramente – quando né i trattamenti farmacologici né il trapianto hanno successo – si può arrivare all’ipovisione o alla cecità. Infine, l’esperto britannico ricorda come il liquido di conservazione non vada mai lasciato al sole e debba essere versato in un apposito contenitore solo al momento in cui vi si depositano le lenti a contatto (il contenitore deve essere pulito e va sostituito periodicamente). Altri pazienti visitati presso l’ospedale inglese hanno subìto ulcere alla cornea a causa di granelli di sabbia che sono rimasti intrappolati tra la lente a contatto e la superficie dell’occhio. Anche per questa ragione in spiaggia è, quindi, sconsigliabile indossare le lenti a contatto.

Leggi anche: “Occhio alla salute oculare al mare“

Fonte: Medicalnews Notizia pubblicata il 20 agosto.

Ultima modifica: 2 settembre 2013 Per le condizioni generali di consultazione di questo sito clicca qui

Riabilitiamo una nuova visione

Riabilitazione visiva presso il Polo Nazionale del Policlinico A. Gemelli di Roma (fondato e gestito dalla IAPB Italia onlus)

Riabilitazione visiva presso il Polo Nazionale del Policlinico A. Gemelli di Roma (fondato e gestito dalla IAPB Italia onlus) Riabilitiamo l’altra visione Negli Usa è stata simulata la perdita della vista centrale: si può sfruttare efficacemente un nuovo punto di fissazione 19 agosto 2013 – Si può guardare il mondo con un altro sguardo. Chi ha malauguratamente perso la visione centrale – ad esempio a causa di una malattia retinica degenerativa come l’AMD – può sempre sfruttare al meglio la zona della retina ancora sana. Per far questo bisogna scegliere, rivolgendosi a oculisti riabilitatori, un altro punto di fissazione (paracentrale). Di conseguenza anche i movimenti oculari rapidi e involontari (sàccadi) si adegueranno al nuovo punto di fissazione. Questa capacità di adattamento alla nuove condizioni visive è stata dimostrata in sei persone simulando uno scotoma centrale, ossia una zona di non visione ‘frontale’. Insegnando loro a fissare con un nuovo punto esterno a questa zona cieca, i volontari sono riusciti a svolgere mansioni quotidiane con uno sguardo ‘diverso’. Tale capacità è durata diverse settimane persino dopo la rimozione della zona cieca: lo hanno accertato ricercatori dell’Università della California, del Salk Institute for Biological Studies e del dipartimento di oftalmologia dell’Università di Harvard (Boston). Insomma, i risultati della riabilitazione visiva vanno… riabilitati.

Link utile: Centri di cura e riabilitazione visiva in Italia

Fonti: Current Biology, Cell Press

Apnea notturna, maggior rischio di glaucoma

Apnea notturna, maggior rischio di glaucoma Controllare la pressione oculare periodicamente è importante per prevenire eventuali danni al nervo ottico 9 agosto 2013 – Chi soffre di apnea notturna non dorme sonni tranquilli. Ne ha ora un motivo in più: si è scoperto che corre maggiori rischi di essere colpito/a dal glaucoma , una malattia oculare che potenzialmente può danneggiare il nervo ottico (se non è diagnosticata per tempo), di cui soffrono quasi 60 milioni di persone nel mondo. A sostenerlo è un’équipe di ricercatori di Taiwan, che ha pubblicato un articolo sulla rivista Ophthalmology . Esaminando i dati relativi a 1.012 pazienti di quarant’anni o più, a cui era stata diagnosticata un’apnea ostruttiva notturna, i ricercatori hanno constatato che dopo cinque anni la probabilità di soffrireControllo della pressione oculare con tonometro della forma più comune di glaucoma, detta ad angolo aperto, era 1,67 volte più elevata rispetto al gruppo di controllo (6.072 pazienti sani). L’apnea notturna è una malattia cronica che blocca temporaneamente il respiro durante il sonno a oltre 100 milioni di persone nel mondo e può provocare forte russamento e sonnolenza persistente durante il giorno (a causa del deficit notturno nell’apporto di ossigeno). I check-up oculistici periodici sono, quindi, tanto più consigliati a queste persone perché il glaucoma è una malattia oculare subdola: può colpire senza sintomi e restringere il campo visivo (visione a cannocchiale o tubulare), provocando ipovisione e, nei casi estremi, cecità. Bisogna quindi farsi controllare periodicamente la pressione oculare: se è troppo alta è necessario ricorrere a una terapia, generalmente basata su colliri specifici. Abbassando la pressione intraoculare si impedisce, infatti, che la compressione del nervo ottico provochi la morte delle sue cellule nervose. Così come la pressione sanguigna troppo alta alla lunga provoca danni al sistema cardiocircolatorio, analogamente la pressione oculare eccessiva nuoce alla vista.

Fonti: Ophthalmology , AAO

Ultima modifica: 19 agosto 2013

Occhialini 3D controindicati sotto i 6 anni

Occhialini 3D controindicati sotto i 6 anni Una circolare del Ministero della Salute e del Dicastero dello Sviluppo Economico ammonisce: tutelare la vista degli spettatori 8 agosto 2013 – “L’utilizzo degli occhiali 3D in ambito domestico per la visione di spettacoli televisivi è controindicato per i bambini al di sotto dei 6 anni d’età”. è questo il ‘verdetto’ del Ministero della Salute che, assieme al Dicastero dello Sviluppo Economico, nei giorni scorsi ha firmato una circolare ufficiale per tutelare la salute visiva dei telespettatori dei film tridimensionali. I due ministeri hanno, quindi, recepito appieno le Immagine visibile in 3D (anaglifo) con occhialini bicromatici (una lente rossa e l'altra blu)indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità, non dando invece credito a pareri meno restrittivi espressi da altri esperti. Il Ministero della Salute già si era espresso tre anni fa, sconsigliando fortemente la visione dei film tridimensionali per chi ha meno di sei anni anche nelle sale cinematografiche. Infatti, “qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili, può insorgere – aveva comunicato il Consiglio Superiore di Sanità –in soggetti di tenera età, sia perché ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perché essi possono essere affetti da strabismo o da ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno)”. La nuova circolare dei due ministeri ricorda, inoltre, che occorre pulire periodicamente gli occhialini 3D e, in particolare, disinfettarli in caso di eventuali infezioni oculari (come le congiuntiviti virali, altamente contagiose). Se nelle sale cinematografiche sono i gestori a dover provvedere, in casa ovviamente bisogna fare da sé. Ministero della Salute (sede di Roma Eur)Infine, durante la visione dei film tridimensionali non bisogna togliersi gli occhiali da vista o le lenti a contatto . Infine, ammoniscono il Ministero delle Salute e quello dello Sviluppo Economico, “è opportuno interrompere la visione in 3D in caso di comparsa di disturbi agli occhi o di malessere generale e, nell’eventualità di una persistenza degli stessi, consultare un medico” (innanzitutto un oculista). Tutte queste avvertenze dovranno essere contenute in un foglietto che sarà allegato obbligatoriamente alle televisioni 3D e agli speciali occhialini che consentono la visione stereoscopica. Insomma, sì alla visione 3D con gli occhialini, ma meglio risparmiarla ai più piccoli. È opportuno, infatti, evitare sforzi visivi anomali nei primi anni di vita, fino all’ingresso nelle scuole primarie.

Leggi anche: “CSS, occhialini 3D solo dopo i 6 anni”, “Tar, ok con riserva agli occhialini 3D”, “Occhiali 3D, per la SOI non nuocciono alla vista”

Fonte principale: Ministero della Salute (leggi il documento originale della circolare)