Meno fumo, più salute

Le avvertenze grafiche sui pacchetti di sigarette in Australia e Irlanda prevedono anche la dicitura

Le avvertenze grafiche sui pacchetti di sigarette in Australia e Irlanda prevedono anche la dicitura

Secondo l’Oms il tabacco è la prima causa di morte evitabile e rappresenta una minaccia anche per la vista

Aspirare il fumo può minacciare seriamente la salute (compresa quella oculare). Tanto che il tabacco uccide fino a un fumatore su due: contiene oltre 4000 sostanze chimiche, di cui 250 dannose per l’essere umano, tra le quali almeno 50 sono cancerogene. Ogni anno muoiono per il fumo quasi sei milioni di persone, tra le quali circa seicentomila sono esposte passivamente al fumo altrui.

Complessivamente nel mondo si fuma sempre di più, sebbene alcuni Paesi siano in controtendenza, in particolare quelli a medio o alto reddito. A sottolinearlo è l’Organizzazione mondiale della sanità, che il 10 luglio 2013 ha presentato un nuovo rapporto sul fumo nel mondo.Danni retinici provocati dalla degenerazione maculare legata all'età (forma umida) Se quasi l’80% dei fumatori è concentrato nei Paesi in via di sviluppo (circa un miliardo di persone), si stima che nel nostro secolo un altro miliardo di individui rischi di morire a causa del tabacco.

Il secolo scorso, invece, circa 100 milioni di persone hanno perso la vita per malattie riconducibili a questo vizio. A livello oculare il consumo di tabacco è un importante fattore di rischio dell’AMD, la degenerazione maculare legata all’età, una malattia oculare che può colpire il centro della retina e causare ipovisione e cecità centrali (generalmente a partire dai 55 anni).

Per questo prima l’Australia e poi l’Irlanda hanno deciso di inserire, tra le avvertenze grafiche dei pacchetti di sigarette, che “il fumo causa cecità”. Dal canto suo l’Ue, attraverso la Commissione europea, sta studiando nuove misure per prevenire i danni del fumo. Smoking and Blindness Campaign a Bruxelles (manifestazione contro il fumo, che può provocare anche danni alla vista)I fumatori corrono un rischio più che doppio di essere colpiti dalla degenerazione maculare legata all’età (rispetto ai non fumatori).

Dunque, il consumo di tabacco può far perdere la vista, senza considerare che può provocare irritazioni oculari dirette. La campagna contro il fumo dell’Oms è promossa e condivisa anche dalla IAPB Italia onlus (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Sezione italiana), che cerca di scoraggiare il consumo di tabacco.

Già il 30 maggio del 2006 la IAPB Italia onlus aveva avviato, assieme ad altre organizzazioni di tutta Europa, una “Campagna sul fumo e sulla cecità” (Smoking and blindness campaign) nella città di Bruxelles, chiedendo alla Commissione europea di inserire tra le avvertenze la dicitura “il fumo rende ciechi”.

Contatto utile: 800 55 40 88 (lun.-ven., ore 10-16), numero verde contro il fumo dell’Istituto Superiore di Sanità

Leggi anche: “ Respira salute, smetti di fumare

Pagina pubblicata il 12 luglio 2013. Ultima modifica: 16 gennaio 2018

Fonte principale: Who

Israele, più che dimezzata la cecità evitabile

Israele, più che dimezzata la cecità evitabile In una decina d’anni l’attività di prevenzione ha consentito di ridurre del 56% i casi trattabili di perdita della vista 11 luglio 2013 – La battaglia degli israeliani non si limita a quella contro i palestinesi, ma viene condotta assiduamente anche contro la cecità. A questo proposito si è ottenuto un risultato notevole in oltre dieci anni: tra il 1999 e il 2010 i casi di persone colpite da perdita della vista prevenibile sono più che dimezzati nello stato d’Israele. Sebbene circa ventimila individui siano stati registrati come legalmente ciechi, l’incidenza della cecità evitabile è scesa da 33,8 a 14,8 per centomila persone, con una riduzione pari a oltre il 56%. L’equazione che ha avuto successo è, quindi, più prevenzione, meno menomazione visiva . Le quattro malattie oculari che sono state prese in considerazione sono il glaucoma , la retinopatia diabetica , la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età (solo la forma umida è considerata trattabile). “Gli interventi attuali sul piano oftalmologico – hanno scritto precedentemente i ricercatori israeliani sull’American Journal of Ophthalmology –, in combinazione col libero accesso universale all’assistenza sanitaria su ampia scala, paiono essere efficaci nel provocare un’importante riduzione dell’incidenza della cecità”. Lo studio retrospettivo è stato condotto su dati raccolti annualmente nel registro nazionale ciechi dallo stato d’Israele. Come esempio virtuoso della propria politica di prevenzione gli israeliani ricordano, tra l’altro, che nel loro Paese esistono cliniche dedicate alla cura dei diabetici, i quali soffrono di diversi problemi di salute (retinici, vascolari, renali, neurologici, ecc.). A lungo termine, ricordano infine i medici israeliani, la presa in carico di un non vedente costa molto di più di una capillare e costante attività di prevenzione delle malattie oculari.

Fonti: Aftau , American Journal of Ophthalmology

Cataratta, l’importanza dei check-up dopo l’intervento

Visione notturna di persona con cataratta (simulazione visione dei fari delle auto)

Visione notturna di persona con cataratta (simulazione visione dei fari delle auto)Cataratta, l’importanza dei check-up dopo l’intervento Non bisogna mai trascurare i controlli oculistici postoperatori come avviene, ad esempio, nei Paesi in via di sviluppo 5 luglio 2013 – Si inizia a vedere offuscato, i colori sono più sbiaditi e la sera si viene abbagliati più del solito dai fari delle macchine. Potrebbe essere un Operazione chirurgica di catarattaprincipio di cataratta (comune tra gli anziani), una malattia oculare che può essere operata sostituendo il cristallino divenuto opaco con una piccola lente artificiale. Anche negli stati dove l’operazione è economicamente sostenibile, si pone però il problema del controllo dopo l’operazione chirurgica, che non sempre viene effettuato. Circa la metà dei casi di cecità o ipovisione nel mondo (il 53% su oltre 285 milioni di persone con un handicap visivo) sono dovuti proprio alla cataratta. Questa malattia oculare non è considerata prevenibile, ma almeno operarla non è difficile; però, oltre alle difficoltà economiche, nei Paesi in via di sviluppo c’è una scarsa consapevolezza del problema, ci sono timori circa l’intervento e tendono a dominare atteggiamenti fatalistici che considerano irreversibile la cecità in età avanzata, mentre in realtà spesso così non è (almeno nel caso della cataratta). “Chirurghi competenti – scrivono due ricercatori inglesi dell’Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra (UCL) e del celebre Moorfields Eye Hospital sono una componente essenziale per garantire servizi di alta qualità. Un numero inadeguato di chirurghi che possano effettuare indipendentemente interventi di qualità accettabile è un ostacolo pratico grave in alcune regioni (dal mondo, ad esempio nella Cina rurale così come in certe zone dell’Africa, dell’India e dell’Indonesia, ndr )”. I ricercatori ricordano come il programma congiunto IAPB-OMS , Vision2020 (l’iniziativa globale per eliminare la cecità evitabile entro la fine di questo decennio), comprende un aumento del tasso d’intervento di cataratta. I risultati finali riguardo al successo dell’operazione e a una sua maggiore diffusione nei Paesi in via di sviluppo non interessa solo il singolo individuo, ma anche l’intera comunità in cui questi è inserito. “Un attento monitoraggio – concludono gli autori dello studio – mediante visite che seguono l’operazione aiutano i medici a diagnosticare e a trattare tempestivamente complicazioni postoperatorie” (come infezioni oculari, scompenso corneale, ipertensione oculare, ecc.). Secondo l’Istat, infine, la cataratta colpisce mediamente in Italia l’8,5% della popolazione tra i 70 e i 74 anni, il 12,4% nei cinque anni successivi e il 17,1% di chi supera gli 80 anni. Dopo l’intervento è consigliabile sottoporsi ad almeno tre controlli oculistici; tuttavia, il loro numero esatto e la loro periodicità devono essere stabiliti dall’oculista caso per caso.

Fonti: The Lancet , Who , Istat

Ultima modifica: 11 luglio 2013

Odissea riconoscimento invalidità

Cieco con accompagnatore

Cieco con accompagnatoreOdissea riconoscimento invalidità In quasi la metà dei casi segnalati sono state rilevate lungaggini e tortuosità burocratiche: lo afferma Cittadinanzattiva in un suo Rapporto 1 luglio 2013 – Lungaggini burocratiche e tortuosità delle procedure, inadeguata valutazione delle condizioni cliniche e ritardi nella concessione dei benefici economici. Sono questi i problemi principali riscontrati da Cittadinanzattiva a proposito del riconoscimento dell’invalidità in Italia. Questa onlus ha presentato, lo scorso 25 giugno, il primo Rapporto nazionale sull’invalidità civile e la burocrazia, nell’ambito di una campagna lanciata poco meno di due anni fa intitolata “Sono un V.i.P.-Very invalid People”. L’iniziativa è culminata in un documento in cui si sono prese in esame 3.876 segnalazioni dei cittadini del 2012. I tempi di riconoscimento dell’invalidità – ad esempio della cecità – sono stati considerati eccessivi non solo rispetto ai 120 giorni stabiliti dalla legge, ma anche relativamente alle reali esigenze dei cittadini, che nel 45,6% dei casi hanno lamentato tale problema, con conseguenti ritardi nell’ottenimento dei benefici economici. Gli stessi cittadini hanno spesso dovuto acquistare o affittare protesi ed ausili, pagare rette altissime per la Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e ticket sanitari sempre più elevati, in assenza di un’esenzione non ancora riconosciuta (e ovviamente impossibilità di accedere ad agevolazioni fiscali). Quasi il 30% dei cittadini, inoltre, ha considerato inadeguata la valutazione della propria condizione clinica da parte della commissione medico-legale: per la mancata concessione o revoca dell’assegno di accompagnamento (48,5%), per un’inadeguata percentuale di riconoscimento dell’invalidità/handicap (42,4%) o perché viene loro riconosciuta una pensione di invalidità rivedibile (9,1%).

Link utile: Rapporto Very Invalid People

Fonte: Cittadinanzattiva

L’attenzione visiva selettiva si legge nei neuroni

Aree della corteccia cerebrale umana deputate alla visione (Immagine: università di Monaco)

Aree della corteccia cerebrale umana deputate alla visione (Immagine: università di Monaco)L’attenzione visiva selettiva si legge nei neuroni Studiati i meccanismi di modulazione neuronale: abbiamo nel cervello una mappa visiva del mondo esterno 27 giugno 2013 – Un viaggio nei circuiti del cervello all’inseguimento dei segnali elettrici che controllano l’attenzione visiva. Lo hanno fatto sperimentalmente gli scienziati dell’università della California-Davies: hanno dimostrato come l’attenzione visiva condizioni l’attività di neuroni specifici della corteccia cerebrale. “La nostra mente – scrive l’Università della California – ricrea una mappa interna del mondo che osserviamo attraverso i nostri occhi, generando una mappatura del nostro campo visivo in cellule cerebrali specifiche”. Tra l’altro sia gli esseri umani che i primati hanno la capacità di prestare attenzione a oggetti che vengono osservati anche con la coda dell’occhio. I neuroscienziati californiani sono riusciti a misurare l’attività elettrica specifica di neuroni dell’area corticale visiva di scimmie addestrate a premere il bottone di un joystick quando osservavano un oggetto entrare nel loro campo visivo. “I risultati dimostrano – concludono i ricercatori americani su Nature – che l’attenzione regola finemente la comunicazione neuronale a livello sinaptico ”. Dato che i risultati sono considerati estendibili agli esseri umani, questo studio potrà contribuire a comprendere meglio affezioni del sistema nervoso come l’Alzheimer, l’autismo e il deficit d’attenzione legato all’iperattività.

Fonti: Nature , UC Davies

Nascita prematura, maggiore il rischio di AMD

I nati prematuri tendono a sviluppare retinopatia (ROP)

I nati prematuri tendono a sviluppare retinopatia (ROP)Nascita prematura, maggiore il rischio di AMD In un modello sperimentale animale si è visto che la salute visiva è più cagionevole se è basso il peso alla nascita 13 giugno 2013 – Se si nasce prematuri la salute è, in generale, più cagionevole. Anche la vista è più a rischio, a partire dalla retina: non solo la retinopatia del prematuro minaccia le capacità visive quando si è neonati, ma anche in tarda età la macula corre più rischi. Infatti la zona centrale della retina è più esposta a una malattia degenerativa chiamata AMD ossia alla degenerazione maculare legata all’età. A sostenerlo sono scienziati dell’Università di Alberta (Canada), che hanno condotto uno studio su un modello animale (cavie di laboratorio). Tanto minore è il peso alla nascita, tanto più elevati sono, in linea di massima, i rischi anche per la vista sin dai primi anni di vita. Infatti, una molteplicità di vasi retinici indesiderati crescono fino a danneggiare la salute retinica. Se non viene trattata rapidamente (una possibilità è il laser), la retinopatia del prematuro può portare all’ipovisione e persino alla cecità. L’AMD, invece, può colpire soprattutto a partire dai 55 anni: principalmente i malati sono anziani, che rischiano di perdere la visione centrale. Occorreranno però ulteriori studi per verificare questi risultati negli uomini.

Leggi anche: “ ROP, il successo col trattamento laser precoce

Oms, combattere la malnutrizione

Giovani etiopi

Giovani etiopiOms, combattere la malnutrizione Può provocare seri problemi di salute anche a livello oculare, soprattutto alla cornea. Però anche il sovrappeso è da evitare 12 giugno 2013 – L’incudine e il martello sono, da un lato, la malnutrizione e, dall’altro, il sovrappeso. In mezzo ci sono tutti i Paesi del mondo. I rischi di salute, infatti, non li corrono solo le popolazioni più povere e quelle a medio reddito, ma anche quelle tendenzialmente sovralimentate (tra cui l’Italia). Piccoli etiopi Per mirare a colmare l’esistente divario alimentare e quello sanitario l’Oms ha appena redatto 24 azioni fondamentali che riguardano la nutrizione. Una sorta di vademecum, utile ai Paesi per prevenire sia un’alimentazione inadeguata che il sovrappeso. Si tenga conto che nel mondo 1,4 miliardi di persone sono in sovrappeso mentre 500 milioni sono obese. Gli squilibri globali sono sotto gli occhi di tutti, ma un recente rapporto della Fao ha fatto un punto preciso sulla situazione mondiale. Ben 868 milioni di persone ancora sperimentano la fame: si tratta del 12,5% della popolazione mondiale. Il 26% dei bambini soffre di sviluppo insufficiente e due miliardi di persone sono esposte a qualche forma di carenza nutritiva (vitamine, minerali o nutrienti essenziali). Si possono prevenire persino i problemi di salute oculare dovuti allo scarso apporto vitaminico, in particolare di vitamina A, fondamentale per preservare la salute corneale (vedi xeroftalmia). In caso di scarso apporto vitaminico anche la retina può risentirne (in particolare i suoi fotorecettori). Il betacarotene è un precursore della vitamina A ed è fondamentale anche per la vista: è contenuto, tra l’altro, in carote, pomodori, albicocche, meloni, arance, peperoni rossi, spinaci e broccoli. Anche per difendere la salute oculare è consigliabile seguire una dieta varia, ricca di vitamine, omega-3 e omega-6 (contenuti principalmente nel pesce). Un’alimentazione sana e completa riduce anche il rischio di ammalarsi di degenerazione maculare legata all’età (AMD), una malattia degenerativa che può colpire il centro della retina dopo i 55 anni. Anche la vitamina D3 svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema immunitario e può contribuire a proteggere la retina, ma anche la celebre vitamina C è molto importante per il funzionamento della retina stessa.

Fonti principali: Oms, Fao Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2013

Negli Usa si guarda all’AMD

Negli Usa si guarda all’AMD Dal 3 al 7 giugno 2013 settimana di sensibilizzazione sulla degenerazione maculare legata all’età Bisogna avere un occhio di riguardo per l’AMD. Parliamo, infatti, della degenerazione maculare legata all’età: è la prima causa di perdita della vista nelle persone con più di 55 anni nei Paesi di maggior benessere. Questo avviene anche negli Stati Uniti dove, dal 3 al 7 giugno 2013, per tutta la settimana lavorativa, si è svolta una campagna di sensibilizzazione sulla malattia oculare a carattere degenerativo. La degenerazione maculare legata all’età è una patologia che colpisce la macula, l’area centrale della retina. Ciò può provocare offuscamento visivo, deformazione delle immagini o cecità centrale. Per una prima valutazione si può utilizzare la griglia di Amsler, La luce colpisce la macula, il centro della retina, sul fondo oculare (Fonte: Lund University-Fredrik Ghosh)un reticolo di linee perpendicolari tra loro Se si riscontrano alterazioni (ad esempio se si vedono le linee del pavimento ondulate) e si ha una certa età è meglio sottoporsi a una visita oculistica di controllo. La buona salute generale dell’organismo e un corretto stile di vita sono importanti per preservare una buona vista. “Puoi abbassare il rischio di contrarre la degenerazione maculare legata all’età ­– ammonisce Prevent Blindness Americaevitando di fumare, mangiando sano e mantenendoti attivo/a”. Aiuta molto a prevenire la perdita della vista sottoporsi a controlli oculistici regolari. Insomma, salva la vista, tieni d’occhio la prevenzione!

Fonte: Prevent Blindness America Pagina aggiornata il 10 giugno 2013.

Ultima modifica: 2 luglio 2013

Alta montagna, ecco i rischi per la vista

Monte Everest

Monte EverestAlta montagna, ecco i rischi per la vista Visione doppia ed emorragie retiniche: le altitudini elevate devono essere affrontate con attenzione 10 giugno 2013 – Il mal di montagna acuto (AMS), di cui si può soffrire oltre i 2500-3000 metri, può essere associato a diversi problemi di salute: mal di testa, senso di vertigine, nausea, affanno, tosse, torpore, visione doppia, problemi alla retina e, nei casi più gravi, edema cerebrale e polmonare. Una nuova ricerca – condotta dall’università di Tubinga – cerca di far luce su un male che non è stato ancora studiato a fondo nei suoi aspetti oftalmici: sono stati esaminati 14 volontari sani non acclimatati, che sono saliti da una quota attorno ai 340 metri a oltre 4.500 metri. Emorragie retiniche periferiche sono state osservate nella metà dei casi (7 persone su 14). La retina, nel suo complesso, ha sofferto per sbalzi della pressione in modo analogo a ciò che avviene con la retinopatia ipertensiva. I ricercatori tedeschi hanno riscontrato emorragie retiniche, èdema del disco ottico , essudati, aumento della tortuosità e dilatazione dei vasi retinici (fino ad emorragie dei vasi periferici). Lo studio è stato effettuato ricorrendo a un esame chiamato angiografia che serve per lo studio dei vasi sanguigni. Le fotografie del fondo oculare sono state poi studiate da quattro oculisti differenti per una loro esatta classificazione.

Leggi anche: “ Scalare l’Everest, i rischi per la salute

Riferimento bibliografico: Willmann G, Fischer M, Schatz A, Schommer K, Gekeler F., “Retinal Vessel Leakage at High Altitude”, JAMA , 2013;309(21):2210-2212. doi:10.1001/jama.2013.5550

Fonti: The Journal of the American Medical Association, Cai

Respira salute, smetti di fumare

sigaretta

Respira salute, smetti di fumare Il 31 maggio si è celebrata la Giornata mondiale contro il tabacco. Fumare aumenta i rischi anche per la vista Il fumo può “minare” le nostre capacità visive. Nei forti fumatori, infatti, aumenta il rischio di essere colpiti da AMD, una malattia retinica degenerativa che può causare cecità centrale (principalmente negli anziani). La Giornata mondiale contro il tabacco, voluta dall’Organizzazione mondiale della sanità, si è celebrata il 31 maggio ed è stata un’occasione per riflettere sui danni che produce il tabacco. Per l’occasione l’ Istituto Superiore di Sanità ha organizzato a Roma un convegno sul tema. Il tabacco manda la salute… in fumo I danni che il fumo può arrecare alla salute sono innumerevoli: tumori, malattie cardiocircolatorie, ecc. Dopo l’ipertensione – che, tra l’altro, può causare retinopatia – il tabacco è la seconda causa di decesso al mondo : al suo uso, secondo l’Oms, è riconducibile una morte su dieci. Il fumo può irritare direttamente gli occhi e aumenta la probabilità di ammalarsi di cataratta, oltre a essere uno dei fattori di rischio di una patologia come l’AMD. “Il tabacco – scrive l’Oms – è il principale fattore di rischio di malattie non trasmissibili, come il cancro, le malattie cardiovascolari e le patologie respiratorie croniche”. Il tabacco nuoce alla vista è stato dimostrato che esiste una correlazione stretta tra il consumo di tabacco e l’AMD, malattia che colpisce la macula (al centro della retina) e si manifesta nelle prime fasi con una distorsione delle immagini. Per chi fuma la probabilità di essere colpiti dalla degenerazione maculare legata all’età è almeno doppia rispetto ai non fumatori. Dunque, il fumo può far perdere la vista ; senza considerare che può provocare irritazioni oculari anche in chi si trovasse nello stesso ambiente dove altri fumano. I dati dell’Oms Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità: – il tabacco uccide fino a un fumatore su due; – quasi l’80% del miliardo di fumatori nel mondo vive nei Paesi a medio e basso reddito; – il consumo del tabacco sta complessivamente aumentando nel mondo, sebbene si stia riducendo nei Paesi benestanti (quelli a medio ed alto reddito). Ue: si fuma da troppo giovani, ma c’è meno fumo passivo “Poiché il 70% dei fumatori dell’Unione europea inizia prima dei 18 anni, dobbiamo batterci – ha affermato Tonio Borg, Commissionario europeo per la salute e la politica dei consumatori – per rendere meno attraenti per i giovani prodotti a base di tabacco e il fumo”. In sempre più Paesi nell’Unione europea vige il divieto di fumare nei locali pubblici. La protezione dal fumo passivo è migliorata notevolmente nell’Ue. Nel 2012 il 28% dei cittadini europei è risultato esposto al fumo passivo nei bar rispetto al 46% che si registrava nel 2009. L’esposizione al fumo passivo è una

Fonte diffusa di mortalità, morbilità e disabilità nell’Unione europea. Secondo stime prudenziali nel 2002 più di 70 mila adulti sono morti nell’Ue a causa dell’esposizione al fumo: molti di essi erano non fumatori oppure lavoratori esposti al fumo ambientale sul posto di lavoro. ISS, in Italia si fuma meno Secondo l’ Istituto Superiore di Sanità in Italia si fumano meno ‘bionde’: siamo passati da 16,1 sigarette fumate al giorno nel 2003 a 12,7 nel 2013. Nel Belpaese si inizia a fumareIstituto Superiore di Sanità (ISS) mediamente a 17,7 anni, con uno scarto di circa un anno tra maschi e femmine (17,3 i maschi e 18,3 le femmine). Oltre il 70% dei fumatori ha iniziato tra i 15 e i 24 anni. Particolare preoccupazione desta la percentuale dei fumatori che hanno iniziato prima dei 15 anni: sono il 13,4%. Tra i consumatori di sigarette elettroniche soltanto il 10,6% ha smesso di fumare le sigarette tradizionali, mentre il 44,4% ha diminuito leggermente il numero, il 22,9% le ha ridotte drasticamente; però il 22,1% non ha modificato le abitudini tabagiche. Quindi l’89,4% dei consumatori delle sigarette elettroniche sono ancora fumatori: la stragrande maggioranza (il 95,6%) utilizza quelle con nicotina. Il ruolo dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità La campagna dell’Oms contro il fumo è condivisa e sostenuta dalla IAPB Italia onlus (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità), che cerca di scoraggiare il consumo di tabacco. Si possono, infatti, proteggere gli occhi anche facendo sì che meno fumo finisca nei nostri polmoni. L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità ha fatto partire, il 30 maggio del 2006 a Bruxelles, la Smoking and blindness campaign (“Campagna sul fumo e sulla cecità”). Questa iniziativa ha come obiettivo principale la revisione delle avvertenze sui prodotti del tabacco: oltre a leggere “il fumo uccide” in futuro potrebbe comparire sui pacchetti di sigarette la frase “il fumo rende ciechi” o altra avvertenza analoga. Numero verde contro il fumo dell’Istituto Superiore di Sanità: 800 55 40 88 (lun.-ven.: 10-16)

Fonti: Oms, Iss, Commissione europea, IAPB

Pagina pubblicata il 31 maggio 2013.

Ultima modifica: 12 luglio 2013